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Siria/ L’Infanzia e la Guerra “Nel buio di Damasco”


by Andrea Iacomini*, portavoce Unicef Italia – A Damasco è impossibile entrare. Ma è anche impossibile restare. Si spara e si muore. Sono circa un milione e mezzo i siriani vittime della guerra civile iniziata più di un anno fa, tra morti, feriti e sfollati. Più della metà sono bambini. Dal 2011 ad oggi ne risultano uccisi oltre 500. L’impatto della crisi è stato ben documentato dalla Commissione indipendente d’inchiesta sulla Siria che ha registrato diverse violazioni di diritti umani. Troppi innocenti sono vittime di torture, violenze, gesti scellerati. Non hanno più incrociato gli sguardi sicuri dei propri genitori. Spesso sono rimasti soli. L’Unicef cerca di proteggerli dentro e fuori la Siria. Aiuta le famiglie a sopravvivere distribuendo kit con beni di prima necessità, cibo, vaccini ma anche pentole e utensili per cucinare, teli, coperte, prodotti igienici e medicine.

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(*) Articolo pubblicato  a pag. 62 di FAMIGLIA CRISTIANA

Congo/ Diritti Umani. Thomas Lubanga Congo condannato dalla Corte Penale Internazionale Unicef verdetto storico


ROMA\ aise\ – L’UNICEF plaude alla condanna, emessa oggi, da parte della Corte Penale Internazionale, nei confronti di Thomas Lubanga, riconosciuto colpevole dell’arruolamento di minori nella sua milizia, nella Repubblica Democratica del Congo. Per effetto di questa storico verdetto, Lubanga è il primo “signore della guerra” a fare i conti con la giustizia internazionale per l’impiego di minori in armi.

“Questa è una vittoria di immenso valore per la protezione dell’infanzia nei conflitti”, afferma Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “La condanna di Thomas Lubanga da parte della Corte Penale Internazionale è un chiaro messaggio per tutti i gruppi armati che schiavizzano e brutalizzano i minori: l’impunità non sarà tollerata!”.

Thomas Lubanga Dyilo, ex presidente del partito Unione Patriottica Congolese, è stato ritenuto colpevole di avere coscritto e impiegato attivamente minori sotto i 15 anni nel conflitto della Repubblica Democratica del Congo tra il 2002 e il 2003.

Migliaia di bambini, alcuni persino di 7 anni di età, sono stati usati da tutte le parti in conflitto come combattenti, facchini, cucinieri e schiave sessuali.

L’UNICEF sottolinea che il reclutamento di bambini e ragazzi nelle ostilità è un crimine di guerra. Spesso, a essere sfruttati sono i soggetti più vulnerabili: gli orfani, i minori separati dalle proprie famiglie e comunità a causa del conflitto. L’UNICEF ha ripetutamente chiesto che chi si macchia di questi crimini sia sottoposto a processo.

“Lo sfruttamento dei minori nei gruppi armati va oltre la violazione dei diritti di questi bambini: è il furto della loro infanzia”, ribadisce Lake. “L’UNICEF è lieto che il Pubblico Ministero della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, nella sua requisitoria coronata dal successo finale, abbia menzionato con forza la piaga dell’impiego dei minori nei conflitti e nei gruppi armati”.

Decine di migliaia di bambini sono ancora vittime di queste gravi violazioni dei diritti umani, in almeno 15 conflitti armati in diverse parti del mondo. L’UNICEF non cesserà di impegnarsi per liberarli e ricondurli alla vita civile.

L’UNICEF lavora intensamente, in Paesi come la Repubblica Democratica del Congo, per aiutare i bambini vittime della guerra, con programmi di istruzione e formazione professionale, diretti soprattutto alle bambine e alle giovani donne. Dal 2005 a oggi, almeno 35.000 minori sono stati rilasciati o sono fuggiti da eserciti regolari o gruppi armati congolesi e hanno ricevuto assistenza dall’UNICEF e dalle organizzazioni partner. (aise)

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Libano/ Donato un edificio polifunzionale all’orfanotrofio femminile di Tibnin


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27 febbraio 2012, Tibnin (Libano del sud) – Oggi, presso la municipalità di Tibnin, nel settore di responsabilità a guida italiana, è stato inaugurato e donato al locale orfanotrofio femminile un edificio polifunzionale.

Il contingente italiano, nell’ambito delle attività di cooperazione civile e militare rivolte al conseguimento degli obiettivi fissati dalla Risoluzione 1701, continua nella sua opera per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione civile nel sud del Libano.

Il progetto ha visto la realizzazione dell’edificio completo di impiantistica e servizi. La struttura potrà essere adibita a vari utilizzi. Il momento più intenso della cerimonia di inaugurazione  è stato quando la ragazze, ospiti della struttura, hanno intonato a l’Inno di Mameli.

All’evento ha partecipato il Comandante del Settore Ovest di UNIFIL, Generale di Brigata Carlo Lamanna, il vice Sindaco Mr. Mohammed Fawaz, il Direttore dell’orfanotrofio Mr. Medral Al Habbal (Mufty sunnita di Tiro); il vice Direttore dell’orfanotrofio Mr. Ghassan Mutlak (Sindaco di Yarin), l’Imam di Al Boustan, l’Imam di Yarin e l’Imam di Marwahin oltre ad una numerosa rappresentanza di militari appartenenti alla forza di UNIFIL.

Le autorità locali hanno evidenziato come la grande partecipazione dei vertici civili sia il chiaro sintomo dell’attaccamento al contingente italiano.

Il Generale Lamanna ha ringraziato tutte le Autorità civili, religiose e militari presenti sul luogo della cerimonia per le costanti manifestazioni di vicinanza al contingente italiano che continuerà a svolgere con il massimo impegno la missione di stabilità e sicurezza nel contesto del contingente UNIFIL al Comando del  Generale di Divisione Paolo Serra e a sostenere tutti i progetti rivolti allo sviluppo del Libano del Sud.

Fotne: Joint Task Force Lebanon, Sector West HQ – COMUNICATO STAMPA 04/12

Per la foto si ringrazia il sito dell'UNICEF

Niger/ Africa orientale. Un milione di bambini in pericolo di grave denutrizione.


AFRICA – Un milione di bambini rischiano di morire per fame nella regione del Sahel

Timbuktu (Agenzia Fides) – L’organizzazione internazionale Action contre la Faim (ACF) ha lanciato l’allarme sul pericolo che corrono oltre 10 milioni di persone, e in particolare un milione di bambini, che stanno esaurendo le riserve alimentari necessarie per sopravvivere nella zona del Sahel. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dall’ACF e pervenuto all’Agenzia Fides, Niger, Mali, Mauritania, Burkina Faso e Ciad dal prossimo mese di marzo soffriranno un periodo di carestia della durata di almeno sei mesi. Si tratta ancora di una crisi annunciata: i sistemi di allerta che seguono le precipitazioni, lo stato dei raccolti, i prezzi dei generi alimentari nei mercati locali, non sbagliano.

Quest’anno l’hunger gap, il periodo di tempo da quando finiscono le riserve fino al prossimo raccolto è ritardato, e tra 5 e 7 milioni di famiglie già ad ottobre avranno terminato le riserve alimentari prima dei prossimi raccolti. Di conseguenza, le organizzazioni internazionali umanitarie calcolano che ci saranno almeno 2,6 milioni di casi di denutrizione acuta e, di questi, un milione di bambini africani soffriranno di denutrizione severa, lo stadio più vicino alla morte.

Quelli maggiormente colpiti saranno i bambini con meno di 5 anni di età, le madri incinte e quelle che allattano. Per limitare gli effetti di questa crisi, ACF ha avviato un programma di pronto intervento e mobilitato le forze internazionali senza aspettare l’emergenza. (AP) (31/1/2012 Agenzia Fides)

RD Congo/ Una scuola per ‘vivere’


Caricato da  in data 29/gen/2012 – In Congo la condizione disperata di migliaia di minori. Bambini di strada che hanno come unica speranza la possibilità di essere accolti in una scuola. Servizio di Francesca Sancin.