Archivi tag: fame

Niger/ Africa orientale. Un milione di bambini in pericolo di grave denutrizione.


AFRICA – Un milione di bambini rischiano di morire per fame nella regione del Sahel

Timbuktu (Agenzia Fides) – L’organizzazione internazionale Action contre la Faim (ACF) ha lanciato l’allarme sul pericolo che corrono oltre 10 milioni di persone, e in particolare un milione di bambini, che stanno esaurendo le riserve alimentari necessarie per sopravvivere nella zona del Sahel. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dall’ACF e pervenuto all’Agenzia Fides, Niger, Mali, Mauritania, Burkina Faso e Ciad dal prossimo mese di marzo soffriranno un periodo di carestia della durata di almeno sei mesi. Si tratta ancora di una crisi annunciata: i sistemi di allerta che seguono le precipitazioni, lo stato dei raccolti, i prezzi dei generi alimentari nei mercati locali, non sbagliano.

Quest’anno l’hunger gap, il periodo di tempo da quando finiscono le riserve fino al prossimo raccolto è ritardato, e tra 5 e 7 milioni di famiglie già ad ottobre avranno terminato le riserve alimentari prima dei prossimi raccolti. Di conseguenza, le organizzazioni internazionali umanitarie calcolano che ci saranno almeno 2,6 milioni di casi di denutrizione acuta e, di questi, un milione di bambini africani soffriranno di denutrizione severa, lo stadio più vicino alla morte.

Quelli maggiormente colpiti saranno i bambini con meno di 5 anni di età, le madri incinte e quelle che allattano. Per limitare gli effetti di questa crisi, ACF ha avviato un programma di pronto intervento e mobilitato le forze internazionali senza aspettare l’emergenza. (AP) (31/1/2012 Agenzia Fides)

Somalia, Corno d’Africa/ Caritas Italiana. “Fame di pane e di futuro”. GLI AIUTI E LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE DI


ROMA\ aise\ – La Conferenza Episcopale Italiana ha indetto per domenica 18 settembre una raccolta straordinaria in tutte le chiese d’Italia a sostegno delle iniziative di solidarietà della Caritas Italiana, da mesi mobilitata nel Corno d’Africa e nei Paesi limitrofi colpiti da siccità e carestia.

Alla vigilia della colletta, Caritas Italiana ricorda l’urgenza della solidarietà verso i milioni di vittime di questa emergenza; una catastrofe ambientale che, trascurata alle prime avvisaglie, si sta estendendo ad altre aree della regione. Sono più di 13 milioni le persone colpite soprattutto in Somalia, Kenya, Etiopia e sono 750.000 le persone a rischio di morte nei prossimi quattro mesi.

Intanto continua l’afflusso di profughi dalla Somalia in Kenya e Etiopia dove nelle ultime settimane si sono riversati anche 20.000 rifugiati dal Sud Sudan in fuga dai conflitti scoppiati in alcune aree del Paese. Secondo Abba Agos Hayish, segretario generale dell’Ethiopic Catholic Secretariat (Caritas Etiopia), la carestia rischia già di essere una grande tragedia dimenticata. “Gli aiuti sono arrivati dopo l’appello che abbiamo lanciato, soprattutto dalla rete delle Caritas“, spiega. “Il problema non è la quantità, ma la tempestività con cui giungono le risorse. Un ritardo, in questo momento, può essere fatale per interi villaggi“.

Proprio per non dimenticare i fratelli africani nella sofferenza, la CEI ha indetto la raccolta di domenica prossima. Caritas Italiana finora ha inviato 700.000 euro per sostenere le azioni delle Caritas dei Paesi colpiti che proseguono incessantemente. Oltre agli aiuti concreti ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Fame di pane e di futuro“, mettendo a disposizione delle Caritas diocesane strumenti per l’approfondimento e l’animazione. Le somme raccolte nella colletta di domenica saranno utilizzate per tutte le vittime della siccità soprattutto in Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti, Eritrea e anche in Sud Sudan, Uganda, Tanzania.

In Kenya ed Etiopia l’ambito principale di azione, su cui verranno canalizzati i fondi raccolti è l’aiuto alimentare con la distribuzione di razioni alimentari e l’assistenza nutrizionale e sanitaria a persone vulnerabili (soprattutto bambini, donne incinte o che allattano, malati, disabili, anziani, sfollati). Per l’immediato futuro è necessario agire sulla conservazione dell’acqua (pozzi, cisterne e ripristino di sorgenti; realizzazione di dighe e terrazzamenti), ma bisogna anche dare sostegno alla ripresa dell’allevamento e dell’agricoltura (distribuzione di animali e foraggio; fornitura di sementi più resistenti alla siccità e di attrezzi agricoli, cure veterinarie).

Quanto alla Somalia, Caritas Italiana sostiene, pur nella precarietà della situazione politica, le attività di Caritas Somalia in varie zone del Paese: distribuzione di viveri a favore di 515 famiglie particolarmente colpite nelle zone circostanti la città di Brava, viveri ed aiuti d’urgenza anche nel Basso Giuba, a favore di 2730 bambini sotto i 5 anni, 945 donne incinte o che allattano, 670 anziani. È prevista anche la costruzione di un ambulatorio nella zona di Boqoley e la distribuzione di aiuti in circa 8 campi profughi a Mogadiscio.

Caritas Italiana, nel rinnovare l’appello alla solidarietà, ricorda che la colletta è anche occasione per un impegno che, oltre l’aiuto d’urgenza, interpelli le coscienze e faccia riflettere sulle cause strutturali e sulle concause della crisi: meccanismi perversi del sistema economico-finanziario mondiale, politiche agricole adottate dai paesi colpiti e da quelli più ricchi, incuranza per l’ambiente e il riscaldamento globale, ma anche il commercio delle armi che alimenta i conflitti e rende ancora più catastrofico l’impatto delle emergenze naturali.

Per approfondimenti e per sostenere la Caritas si può visitare il sito Internet www.caritasitaliana.it(aise)