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RD Congo/ UN. Un casque bleu pakistanais tué au Sud-Kivu


Un casque bleu pakistanais a été tué mardi 7 mai dans une attaque contre un convoi de la Monusco au Sud-Kivu. Dans un communiqué publié le même jour, le porte-parole du secrétaire général des Nations unies, Martin Nesirky a indiqué qu’un convoi militaire des casques bleus a été attaqué par « des assaillants non identifiés ».

Le secrétaire général de l’ONU Ban Ki-moon a “condamné dans les termes les plus forts” cette attaque et “rappelé que les attaques contre les Casques bleus constituent un crime de guerre passible de poursuites devant la Cour pénale internationale”.

Il a “demandé au gouvernement de la RDC de traduire les auteurs de ce crime en justice”, a ajouté M. Nesirky.

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Congo RD/ L’ONU denuncia il reclutamento di bambini soldato nel Kivu


Kinshasa (Agenzia Fides) – La Missione delle Nazioni Unite in Congo (MONUSCO) ha denunciato il reclutamento forzato di civili, tra i quali vi sono diversi bambini, da parte dei gruppi di guerriglia (e in particolare l’M23) che operano nel Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo).

“Più di 100 casi di reclutamento forzato di civili da parte dell’M23, tra cui 26 bambini, sono stati documentati da aprile 2012” recita un comunicato diffuso il 7 agosto a Kinshasa. “Alcuni rapporti affermano che il numero potrebbe essere molto superiore”. Secondo la MONUSCO dall’inizio del 2012 “più di 150 bambini sarebbero stati reclutati nell’est del Paese, sia dall’M23, sia da altri gruppi armati, come i combattenti Mayi Mayi, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) e l’Esercito di Resistenza del Signore (LRA)”.
L’M23 si è attestato a circa 30 km da Goma, capoluogo del Nord Kivu. Secondo fonti di agenzie a pochi km dalle posizioni ribelli nel villaggio di Kanyaruchinya, la popolazione dell’area che fugge dai combattimenti ha trovato rifugio in una chiesa cattolica e in una scuola.

Sul piano politico-diplomatico, si è aperto in Uganda il vertice della Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi (CIRGL), per discutere l’invio di una “forza neutrale” per dare la caccia ai gruppi armati presenti nell’est della RDC e controllare la frontiera con il Rwanda. Quest’ultimo Paese è accusato da più parti di appoggiare l’M23 e di sfruttare illegalmente le risorse naturali congolesi. Secondo il quotidiano congolese “Le Potentiel”, sotto la copertura dell’M23, il Rwanda ha installato una proroga amministrazione a Rutshuru (Nord Kivu).

Nella riunione di Kampala sono emerse inoltre posizioni differenti sulla composizione della “forza neutrale”: il governo di Kinshasa la vorrebbe costituita anche da soldati di Paesi al di fuori della CIRGL mentre il Rwanda la vuole formata solo dai membri della Conferenza. (L.M.) (Agenzia Fides 8/8/2012)

RD Congo/ Social Media. Una nuova consapevolezza può salvare una vita!


di Antonio Conte – Marcel LeBrun. Concordo in pieno con ciò che ha scritto quest’uomo sui social media, ma come non essere in sintonia? Il dialogo per il confronto è sempre positivo, media le posizioni e armonizza le azioni. Al contrario chi crea barriere, fisiche o culturali è destinato ad implodere, lo dimostra la storia. I muri non servono come non servono le escavazioni ed i fossati per separare i popoli, le culture, e le famiglie, se non gli individui stessi. Esempi non mancano, l’ultimo di attualità è quello che Joseph Kony nell’intento di consolidare, nel lungo periodo, il suo esercito cattura i bambini, li mutila, li costringere a togliere la vita ai propri parenti, a far terra bruciata dietro di essi. A questo punto li forma, passatemi il termine, per una vita di uccisioni e di violenze anche su altri bambini. La vittime innocenti cadono in un baratro psicologico e credono che la vita sia solo di violenza e prevaricazioni.

Spezzare questa spirale è importante e non più differibile. Rompere quel guscio psicologico che Joseph Kony impone ai “Bambini Invisibili” passa proprio dal dialogo. Anche solo la visione di un mondo diverso può dare un briciolo di speranza a queste vite e a nuove generazioni che possano riscattarsi dalla violenza. Anche una foto che mostra come vivono gli altri bambini nel mondo può aiutare a salvare la loro vita.

Visti così i social media in quella pubblicità, di una nota compagnia telefonica, in cui si vedono piovere le tablet dal cielo, appaiono come una visione di nuova Libertà o almeno di liberazione del pensiero. Non è nuovo questo tipo di idea, in realtà è già nel mito dei Supereroi, primo tra tutti Superman (vestito con i colori della bandiera statiunitense) che cade dal cielo in un asteroide e che è destinato a liberare la Terra dal Male. Ma in Africa la pioggia di tavolette elettroniche accade davvero.

La Libertà dovrebbe appartenere a ciascuna persona. Un enunciato questo che ai più potrebbe apparire scontato, ma non lo è invece per molte persone, in realtà, soggiogate da poteri molti forti.

Antonio Conte

WE-NATO/ The importance of social media analytics for international organizations.

by Marcel LeBrun [ Link to source ] – Social media has greatly impacted the way we communicate, allowing for connections between global organizations and citizens that can transcend borders. The social web has the power to create opportunities to change the landscape of interaction, breaking boundaries when it comes to connecting people around the world.

The uses for monitoring and engaging on the social web are as diverse as the organizations that are involved in social listening. Listening deeply to conversations will give you a better understanding of the needs of those that you serve. It will give you the opportunity to form stronger connections with supporters and stakeholders, fostering a community of collaborative thinking. Social media gives you the power to find not only the key influencers but the ability to find the topics and issues that matter to them, and understand how these issues vary from location to location. Using this knowledge you can help link your communities together, regardless of location, creating a more empowered organization.

Engaging on the social web helps you facilitate conversations that can lead to real changes in the world around us. By sharing engaging content, and interacting with your community, you’re encouraging them to weigh in on topics that are important to them and your organization. Social media gives organizations the chance to share information and knowledge quickly and effectively. This will help to empower your supporters, allowing them to stay informed and connected, and build trust with your supporters. The power to share and engage will mean your organization is able to builds new relationships and strengthens existing connections, creating a stronger support system.

The power of the social web is that it’s constantly changing and evolving, ensuring that the opportunities stemming from this technology are limitless. All of these changes demonstrate that we’re in the midst of an exciting time, using the social web to connect people globally like never before.

Marcel LeBrun
SVP & GM of Salesforce Radian6

RD Congo/ Arrestato Caesar Achellam, ora tocca a Joseph Kony


Antonio Conte

di Antonio Conte – A mitigare la gran calura di oggi sono le fronde di una campagna a due passi dal mare di Giovinazzo, al riparo di una tenda non poteva arrivare una notizia migliore: hanno arrestato in Uganda un collaboratore di Joseph Kony.

Prendo l’ombra, in una tregua concessami dai nipoti (con loro mi divertono molto, davvero), in piena campagna. Con grande sorpresa scopro che c’é perfino il campo 3G, apro quindi l’iPhone e mi precipito ad una veloce consultazione (prima che i piccoli tornino ad agitare queste calde ore di maggio) delle notizie del giorno, eventuali email.

Niente di che, solo alcune email poco importanti, si vede che oggi tutti si stanno rilassando, tutto in regola infatti è proprio iniziata la stagione estiva. Invece trovo come di solito molte notizie dalle agenzie, tra cui anche il comunicato MAE che annuncia il nuovo blog degli Esteri in favore degli ambasciatori, peccato che gli autori ci scriveranno solo in inglese, di questo passo avremo presto anche l’Esercito che parlerò solo inglese e subito dopo magari anche le lezioni della scuola materna.

Finalmente anche una sbirciatina a Twitter, per chi vuole seguirmi il mio account è @ormedidinosauri, un’altra occhiata all’altra mia nuova passione, l’App di Instagram, davvero fantastica e facile da usare: si fa una foto, si aggiunge un piccolo ritocco in stile istantanea di Kodak e via, condivisa: se mi vuoi aggiungere anche in Instagram cerca @antonioconte67.

Ma torniamo alle notizie, nello stream di Instagram vengo attratto e leggo avidamente una fotonotizia da un account americano, che ho subito retwittato, con shot screen della testata BBC, ecco il titolo “Amazing news! Top LRA commander Caesar Achellam captured by the Ugandan forces in Central African Republic”.  In sostanza dice che le forze armate dell’Uganda hanno arrestato uno stretto collaboratore di Joseph Kony, capo dell’LRA, l’organizzazione paramilitare che arruola e mutila i bambini soldato.

La notizia è stata pubblicata dall’account “@invisiblechildren“, che è davvero molto seguito con le sue 393  foto e 45016 seguitori, lui invece ne segue solo 81.

La foto postata è di una pagina della inglese BBC, trovate l’articolo in fondo se non avete voglia di recavi sull’Africa BBC.

L’arresto è importante, si dice, in quanto potrebbe aprire la strada per l’arresto di Joseph Kony il leader di LRA, speriamo presto.

Ma ormai i miei nipoti sono tornati ed è diventato molto arduo frenarli mentre fanno a gara per usare il touch screen: è davvero un’impresa.

Antonio Conte

Uganda captures LRA senior commander

A senior commander in the rebel Lord’s Resistance Army has been captured by the Ugandan army, a spokesman has said.

Caesar Achellam was seized on Saturday following a struggle between Ugandan soldiers and a group of 30 rebels.

The commander, whom Ugandan officials say is a top rebel military strategist, was captured in the Central African Republic, one of several nations where the Ugandan-led LRA operates.

The most notorious wanted LRA leader is war crimes suspect Joseph Kony.

Following his arrest, Achellam told reporters: “The general of the division, Caesar Achellam, who has fought in the jungle since 1984, is from now on in the hands of the Ugandan Army.”

Ugandan army spokesman Felix Kulaigye, meanwhile, said: “The arrest of Major General Caesar Achellam is big progress because he is a big fish.

“His capture is definitely going to cause an opinion shift within LRA.”

The commander’s wife, his young daughter and a helper were also held.

Kony’s global notoriety has increased in recent months because of the internet video Kony 2012, which has been watched tens of millions of times since it was posted online by the US advocacy group Invisible Children.

He is wanted by the International Criminal Court for rape, mutilation and murder of civilians, as well as forcibly recruiting children to serve as soldiers and sex slaves.

The UN’s special representative for Central Africa said on Saturday that Kony was having to move constantly in order to evade capture.

Abou Moussa said: “Contrary to what Kony used to do – that he would stay one month, two months on the ground – he is now moving almost every other day which means the pressure is mounting on him.”

The Ugandan army is being assisted in its hunt for Kony by soldiers from other African nations, as well as US special forces.

The strength of his LRA is estimated at between 200 and 500 fighters.

RD CONGO/ La comparsa di un nuovo movimento ribelle accentua l’instabilità nel Kivu


Kinshasa ( Agenzia Fides ) – Nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, la situazione è ancora precaria per la presenza di centinaia di militari disertori che sono rimasti fedeli a Bosco Ntaganda, ex Capo di Stato Maggiore del CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), un movimento ribelle che ha formalmente sottoscritto un accordo di pace con Kinshasa ma che in realtà prosegue l’azione di destabilizzare queste parte del Paese.

Secondo un’analisi inviata all’Agenzia Fides da “Rete Pace per il Congo”, un gruppo di militari disertori fedeli al generale Bosco Ntaganda ha costituito un nuovo movimento ribelle, chiamato M23, in riferimento all’accordo di pace firmato il 23 marzo 2009, un accordo che aveva permesso ai ribelli del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) di integrare le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC). L’ala militare di questo nuovo movimento sarebbe l’Esercito Nazionale Congolese/CNDP (ANC/CNDP). Il suo capo sarebbe il colonnello Sultani Makenga, che ha disertato il 4 maggio.

Secondo i suoi fondatori, l’obiettivo del movimento M23 è quello di rinforzare l’accordo di pace firmato nel 2009 tra il governo congolese e il CNDP. Secondo loro, l’accordo di pace negoziato con il governo il 23 marzo 2009, non è stato ben applicato, quindi, in un comunicato del 6 maggio, sostengono che occorra “rivitalizzarne l’applicazione”.

Alcuni membri della società civile del Nord Kivu ritengono che il nuovo movimento ribelle sia stato creato da Ntaganda e dai suoi collaboratori più stretti, con l’obiettivo di riposizionarsi sulla scena politica, in un momento in cui le istituzioni sorte dalle ultime elezioni stanno prendendo forma.

Secondo il parere di molti osservatori, il generale Bosco Ntaganda, perseguito dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, sta preparando un nuovo scenario che gli potrebbe permettere di tornare con forza alla ribalta politica congolese.

Con la creazione di questo movimento, il generale Bosco Ntaganda vuole probabilmente dimostrare che è ancora una personalità importante con cui il governo congolese deve negoziare e collaborare. Pertanto le autorità congolesi si vedranno costrette a non consegnarlo alla CPI.

I calcoli del numero due dell’ex CNDP sono rafforzati anche dai legami che egli mantiene da diversi anni con molti politici e militari congolesi. Bosco Ntaganda e molti suoi collaboratori sono diventati potenti perché coinvolti anche nello sfruttamento illegale delle ricchezze minerarie dell’Est della RDC. È questo commercio illegale dei minerali che alimenta i diversi gruppi armati e i signori della guerra che dettano legge all’Est. (L.M.) (Agenzia Fides 10/5/2012)