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Kosovo/ ORF. Aumenta l’impegno dei militari nella cooperazione con altre organizzazioni internazionali


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di Antonio Conte – Kosovo. Le Forze Armate italiane ed i nostri militari impegnati nell’Operational Reserve Force (ORF) stanno aumentando il proprio ruolo nella cooperazione con altre organizzazioni internazionali e con le autorità locali.

Dalla breve nota della difesa si può leggere una lista dei lavori in corso e a oggi possono dirsi terminate le seguenti operazioni:

  • bonifica di ordigni esplosivi (EOD) presso una base avanzata di EULEX (la forza di polizia dell’Unione Europea), ubicata sul confine amministrativo tra Kosovo e Serbia centrale. L’attività è conseguente al rinvenimento di due bombe a mano nell’accampamento di EULEX avvenuto la scorsa settimana;
  • intervento di demolizione di un edificio pericolante nel centro storico di Prizren, in area di operazioni tedesca, in cooperazione con la locale municipalità, a mezzo di personale e macchine operatrici del Genio Guastatori italiano;
  • riqualificazione urbana dell’area circostante il monastero serbo degli Arcangeli, nelle vicinanze Prizren, in cooperazione con l’esercito svizzero e la municipalità di Prizren, volte alla rimozione di postazioni di sicurezza di KFOR, ormai obsolete in relazione al miglioramento delle condizioni di sicurezza;
  • pianificazione di pattuglie congiunte sul territorio con personale di EULEX e la Kosovo Police, in accordo con la municipalità di Zubin Potok per garantire libertà di movimento e prevenire il traffico illegale di legname.

Prosegue invece in modo serrato l’attività di controllo del territorio ed il presidio con postazioni avanzate nel nord del paese.

AC

Note Geografiche e Amministrative

Zubin Potok

Zubin Potok (in albanese Zubin Potok; in serbo: Зубин Поток / Zubin Potok) è una città del Kosovo, nel Distretto di Kosovska Mitrovica. La doppia denominazione è una caratteristiche dovuta alla presenza di diverse etnie. Prima serba, questa zona, come d’altra parte tutto il Kosovo, sta conquistando una sua indipendenza amministrativa e politica, facente capo al governo centrale denominato Kosovo, appunto, che ha proclamato la sua indipendenza in modo unilaterale il 17 Febbraio 2008. Il processo è conseguente alle guerre iniziate in seguito alla disgregazione della Ex Jugoslavia del governo Tito, e con la cessazione di queste con l’intervento dei paesi occidentali, tra cui l’Italia. Questo intervento determinò la Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite numero 1244 del 1999, ed il Kosovo fu provvisto di un governo e un parlamento provvisori posti sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO.

La municipalità Zubin Potok si divide nelle seguenti frazioni e villaggi:

Babiće, Babudovica, Banja, Bojnoviće, Brnjak, Bube, Burlate, Velika Kaludra, Velji Breg, Vitakovo, Vojmisliće, Vrba, Vukojeviće, Vukosavljeviće, Gazivode, Gornje Varage, Gornji Jasenovik, Gornji Strmac, Dobroševina, Donje Varage, Donji Jasenovik, Dragalica, Drainoviće, Dren, Žarevi, Zagrađe, Zagulje, Zečeviće, Zubin Potok, Zupče, Jabuka, Jagnjenica, Junake, Kijevce, Klečke, Kobilja Glava, Kovače, Kozarevo, Kopiloviće, Krligate, Ledenik, Lučka Reka, Mala Kaludra, Međeđi Potok, Oklace, Padine, Paruci, Prevlak, Prelez, Preseka, Pridvorica, Rančiće, Rezala, Rujište, Tušiće, Ugljare, Crepulja, Čabra, Čečevo, Češanoviće, Čitluk, Šipovo e Štuoce.

Antonio Conte

Kosovo/ Valichi non autorizzati nel Nord del Paese. I militari italiani impegnati nella chiusura


Novo Selo, Kosovo, 16 giugno 2012 – Oggi i militari italiani del KFOR Operational Reserve Force (ORF) su base 11° Reggimento Bersaglieri sotto il Comando del Col. Alfonso CORNACCHIA sono intervenuti nel nord del Paese per chiudere due dei valichi non autorizzati lungo il confine amministrativo (ABL) tra il Kosovo e la Serbia.

I varchi chiusi facevano parte di una serie di passaggi non autorizzati e venivano usati dalla popolazione locale del nord del Kosovo, di etnia serba, per muoversi da e per la Serbia evitando la dogana ufficiale. Inoltre, gli stessi costituivano punti strategici di transito del traffico illegale.

Parte della popolazione locale ha reagito all’operazione in corso radunandosi e dando luogo ad una dimostrazione di fronte ad assetti dell’ORF dispiegati sul terreno. La folla radunata, poco più di cento persone, ha anche causato momenti di tensione, controllati dai militari italiani secondo le procedure previste. Nessun militare o civile è rimasto fisicamente coinvolto nel confronto che, grazie anche alla cooperazione con le autorità locali, si è concluso pacificamente.

Il Comando KFOR, in aderenza alla propria missione di “mantenere un ambiente sicuro nel quale gli organismi governativi, le agenzie internazionali e la popolazione possano vivere e lavorare per il progresso del paese”, ne ha disposto la chiusura. L’ordine è giunto direttamente dal Comandante di KFOR, Major General DREWS, a seguito di determinazione del NATO Joint Force Command con sede a Napoli.

Fonte: KFOR ORF BATTALION HQ – Public Affairs –

EULEX working at the Gates in connection with the new licence plates policy

06 June 2012 – EULEX police and customs officers at Gates 1 and 31 in the north of Kosovo have begun implementing the new policy on licence plates. Posters have been put up and leaflets are being distributed to drivers.

The new policy is in line with EU-facilitated Dialogue agreement between Pristina and Belgrade which states that all car owners residing in Kosovo will use either RKS or KS vehicle licence plates.

EULEX police and customs officers are notifying drivers when their licence plates are not covered by the agreement. As part of a step by step policy, licence plates and other details are being recorded.

Kosovo/ Ue molto preoccupata per situazione al Nord. Invito a mostrare moderazione, liberta’ movimento fondamentale


Ministry of Culture in Pristina
Ministry of Culture in Pristina (Photo credit: Wikipedia)

(ANSA) – BRUXELLES, 1 GIU – ”Siamo molto preoccupati per l’attuale situazione” nel Nord del Kosovo. Lo ha detto Maja Kocijancic, portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Catherine Ashton, rispondendo alle domande dei giornalisti sugli scontri in corso, avvenuti dopo che le truppe della Nato sono intervenute per rimuovere una barricata eretta dai serbi. ”Invitiamo come sempre le parti a mostrare moderazione – ha aggiunto Kocijanic – e a cooperare con le organizzazioni internazionali in Kosovo”. La portavoce ha ribadito che l’Unione europea considera il principio della liberta’ di movimento ”un principio chiave” e come tale ”viene affrontato nell’ambito del dialogo Pristina-Belgrado”.

Attualmente la missione europea Eulex non risulta coinvolta: ”Siamo in contatto – ha detto Kocijancic – con i nostri partner Nato, ma si tratta di un’operazione Kfor”.

Intanto da oggi e’ scattato in Kosovo il divieto di circolazione per le auto con targhe serbe relative a localita’ kosovare. Le autorita’ di Pristina hanno annunciato che i veicoli non in regola con le nuove disposizioni saranno sequestrati e i loro proprietari denunciati.

Borislav Stefanovic, caponegoziatore serbo ai colloqui con Pristina, ha protestato parlando di decisione unilaterale di Pristina, contraria agli accordi raggiunti nella trattativa in corso a Bruxelles con la mediazione della Ue.

La Serbia, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo, continua a rilasciare proprie targhe per la popolazione di etnia serba residente in Kosovo (circa 120 mila su un totale di poco piu’ di 2 milioni di abitanti), in maggioranza al nord ma anche nelle numerose enclavi sparse nel paese. Il termine per le nuove registrazioni e re-immatricolazioni delle auto presso la motorizzazione locale kosovara e’ stato piu’ volte prorogato, ed e’ scaduto definitivamente la mezzanotte scorsa. D’ora in poi solo i veicoli muniti di targhe con il contrassegno RKS o KS saranno autorizzati a circolare. Bljerij Camaj, funzionario della motorizzazione, ha detto comunque che numerosi serbi del Kosovo hanno gia’ proceduto alla re-immatricolazione delle loro auto.(ANSA).

Kosovo/ Latiano. Il punto su Telerama a “Andata e ritono” con il Ten. Col. Legrottaglie e con il Sen. CAFORIO (IdV)


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Latiano (Br) – Pristina (Kosovo), 17 maggio 2012. Come si è evoluta l’immagine del Kosovo oggi dopo tredici anni dalla fine della guerra e quattro dalla proclamazione unilaterale dell’indipendenza? Quale futuro per i serbi di Kosovka Mitrovica, la città divisa in due come ai tempi della Guerra Fredda? Quali speranze per il giovane paese balcanico in cui la disoccupazione giovanile sfiora il 73%? Perché il Contingente Militare italiano è stato raddoppiato a Pasqua senza che in Italia se ne parlasse? A cosa servivano le missioni dei droni partiti dall’aeroporto militare di Foggia durante questa primavera? A che punto sono giunti i progetti di sviluppo legati alla cooperazione italiana e internazionale? L’eventuale vittoria al ballottaggio del conservatore Tomislav Nikolic in Serbia come influirà nella soluzione della questione del Kosovo?

Queste sono solo alcune delle tante domande a cui si tenterà di dare risposta durante il programma “Andata e Ritorno” in onda su TELERAMA 1 Venerdì 18 maggio, alle ore 21.

Negli studi dell’emittente salentina saranno ospiti:

  • Fabia MARTINA, Dottore in conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, originaria di Felline;
  • Paolo INNO, giornalista free lance di Taranto;
  • Ten. Col. EI Vincenzo LEGROTTAGLIE, già portavoce del Contingente Militare italiano in Kosovo, originario di San Vito dei Normanni.

Il programma conterà anche sulla partecipazione del Senatore Giuseppe CAFORIO (IdV) recentemente tornato da una visita parlamentare in Kosovo dove ha incontrato le autorità politiche del neonato stato balcanico, i kosovari di etnia serba di Gorazdevac, l’ambasciatore d’Italia, i militari, gli avieri e i carabinieri del Contingente Militare italiano, il comandante tedesco della KFOR (Kosovo Force), i responsabili delle principali organizzazioni internazionali quali OSCE ed EULEX, i salesiani della scuola “Don Bosco” di Pristina e alcuni operatori della cooperazione internazionale.

“Andata e ritorno” Su Telerama 1, Venerdì 18 maggio 2012, ore 21.

Kosovo/ Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito in visita al Contingente italiano


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Insignia of the (KFOR). Magyar: KFOR.
Insignia of the (KFOR). Magyar: KFOR. (Photo credit: Wikipedia)

Pec/Peje, 05 aprile 2012. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, si è recato oggi in visita ai militari italiani in missione in Kosovo.

Ricevuto presso l’aeroporto A.M.I.Ko di Djakovica/Gjakova, dal Generale di Brigata Francesco Diella (Italian Senior National Representative in Kosovo), il Generale Graziano ha assistito ad un inquadramento operativo effettuato dal Generale Diella ed all’esposizione dei compiti del MNBG W, (Multinational Battle Group West) e dell’ ORF (Operational Reserve Force) illustrati dai rispettivi  comandanti, Colonnello Andrea Borzaga e Colonnello Alfonso Cornacchia.

Il Generale Graziano, ha avuto l’opportunità di visitare il Monastero di Visoki nella località di Decani, patrimonio dell’UNESCO, protetto dai soldati del contingente italiano.

Il Capo di SME, in tarda mattinata si è recato nella base di Villaggio Italia, sede del MNBG W e dopo aver avuto un colloquio con Sua Eccellenza Michael L. Giffoni, Ambasciatore d’Italia in Kosovo, il quale ha manifestato la propria stima per l’operato del contingente, ha espresso a tutto il personale italiano che opera nell’ambito dell’operazione “Joint Enterprise” della NATO, il proprio apprezzamento per l’impegno profuso nell’assolvimento dei propri doveri, affermando: “Anche se in Kosovo persiste una situazione serena dal punto di vista della sicurezza militare, l’impegno del contingente italiano per la sicurezza del paese non è meno rilevante rispetto ad altri teatri operativi. Giungano gli auguri di Buona Pasqua a voi che operate e trascorrete queste festività fuori da casa, avendo il sostegno di tutto il Paese, che continua ad esprimere apprezzamento per il vostro operato”

MNBG-West Magyar: MNBG-West
MNBG-West Magyar: MNBG-West (Photo credit: Wikipedia)

Inoltre il generale Graziano nel pomeriggio, ha visitato la base francese di “Camp Marshall De Lattre” sede dell’ ORF Battallion, forza di riserva della NATO alle dirette dipendenze del Comando della KFOR, porgendo il proprio saluto e gli auguri Pasquali a tutto il personale italiano.

Fonte: Contatti: Ten. Cristiano NARDONE – Cell. (00386) 49-773403 email: itpio_kfor@yahoo.it “Villaggio Italia” Pec/Peja-Kosovo – KFOR MNBG-W, Public Affairs Office – COMUNICATO – STAMPA 05 aprile 2012