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Trapani/ Orientamento. Il 6° Reggimento Bersaglieri incontra gli studenti delle scuole provinciali


Trapani  4 dicembre  2012:  Prende il via, oggi, presso le scuole della provincia di Trapani, il ciclo di conferenze di orientamento e formazione promosso dall’Esercito Italiano.

Le conferenze, che avranno per oggetto informazioni sull’arruolamento e sbocchi professionali, saranno destinate ai giovani studenti che, al termine degli studi, vorranno orientare il proprio futuro verso la Forza Armata.

Le lezioni, tenute da personale qualificato del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani, interesseranno gli istituti superiori che hanno aderito al programma del tour promozionale, il quale, si articolerà su tutto l’arco temporale dell’anno scolastico 2012/13.

Cyber War/ Le nuove tendenze del Web. A lezione di Social Media Manager


di Antonio Conte – Fa sempre un certo effetto vedere dei giovani giornalisti in carriera irrompere nella scena con interviste fatte da TV emergenti sui temi dell’ovvio al fine di orientare i cosiddetti “ritardatari tecnologi”. Ho conosciuto molti traghettatori di competenze verso il digitale e io stesso fatico a spiegare che non sono tra costoro. Vero è che la maggior parte della popolazione vive ancora al di la del “fosso tecnologico”, e se vogliamo possiamo prendere a prestito la metafora di Marc Prensky, secondo cui la popolazione si dividerebbe tra Nativi e Immigranti digitali.

Questa intervista mi ricorda, un poco, quel vecchio concetto del “boot strap” con quale i computer si risalgono e si dicono “ready”. Con una metafora geniale, presa in prestito dalla cultura anglosassone, il sintagma allude ad un individuo che in un paradosso, volendosi sollevare si tira le stringhe delle scarpe, un po alla maniera del Barone Munchausen. Qui invece il paradosso era centrato per tirar fuori dall’oceano, se stesso compreso il cavallo, cioè invece di nuotare tirava se stesso verso l’alto dal codino dei capelli.

Per sciogliere la metafora sul piano informatico, possiamo dire che un computer vuoto non può azionarsi e funzionare se in effetti non avesse istruzioni in memoria, in quanto appunto, spento. Nelle fasi iniziali dell’attivazione dei circuiti si serve pertanto di memorie suppletive ed incancellabili (ovvero che permangono anche senza alimentazione elettrica) che mantengono il famoso BIOS, un software di base che si occupa del lancio delle prime attività funzionali e del riconoscimento delle periferiche connesse al sistema (tastiera, video, memorie di massa, ecc..) . Una volta che la lista delle attività è terminata il BIOS non serve più e al suo posto appare il Sistema Operativo che è stato installato su quello specifico sistema. Gli esperti preferisco infatti parlare di sistema più che di computer, al contrario spesse volte l’utente generico non distingue il case dal monitor e crede che quest’ultimo sia il vero pc. Mondo Apple a parte evidentemente, che con iMac di tipo All-in-one è ormai famosissimo.

Detto questo e per non dilungarsi troppo sullo scioglimento della metafora, mi viene in mente di chiedere al nostro lettore se gradisca articoli mirati alla maggiore conoscenza dei Computer e della cultura informatica che di fatto è necessaria per affrontare temi molti più evoluti come la “Cyber War” nella Difesa, e l’uso di strumenti come le lavagne interattive nella Didattica. Alle due aree professionali compete però la “telepresenza” o la “realtà aumentata”, delle cui applicazioni magari parleremo più avanti. Se mi fosse permessa una lucida e professionale enunciazione, direi con una metafora, che in Militaria siamo come esattamente come nel comparto Scuola. Ovvero siamo rovinati. Scherzo ovviamente, ma certe volte, laddove infatti servono le competenze più raffinate si trovano anche profonde lacune culturali ed esperienziali.

Tutta colpa del docente non è, evidentemente, come non ha tutta la colpa il militare attempato ovviamente. L’accelerazione dello sviluppo tecnologico è davvero grande e non pochi sono rimasti indietro.

Ma tale è, almeno dal mio punto di vista, la situazione media italiana. Ora senza che nessun se ne abbia ad offendere (perché già esperto) mi piacerebbe ricevere delle richieste su questo tema tramite commenti in questo post. Scrivendo la tua proprio in fondo a questo articolo. Non che ora io mi aspetti – con questa richiesta – una pioggia di contributi pubblici, ma andrebbero bene ance richieste private che io poi possa articolare in merito nuovi post con temi anche diversi.

Credo che il militare e l’insegnante, sia alla fine come il fotografo analogico: nascono “saputi”, o come si dice con un vecchio  detto idiomatico preso in prestito da certi dialetti (mi si consenta una vena di umorismo, quest’oggi) nascono ‘imparati’. La saggezza popolare dei nostri anziani, ha sempre attirato la mia attenzione come gustosa e piena di raffinata lungimiranza. Ma cosa si vuol dire. Che, grazie alla mia lunga esperienza nel settore formativo, specie privato, ha imparato che se si fa un corso di base, mai mettere insieme due o più che si dicono esperti, a maggior ragione se si conoscono già. Molte volte mi è capitato infatti di dover dividere i corsi lavorando il doppio ed allo stesso prezzo.

Ma, spero che quel segmento della mia vita abbia avuto termine. Ora metto a disposizione del lettore di RSM, anche se non in modo strutturale e non puntuale (cioè con un appuntamento fisso) le mie competenze informatiche, nella speranza di costruire una piccola comunità e di continuare a suggerire nuovi look o stratagemmi tecnologici o politiche mediatiche a siti istituzionali, (per i privati sarei disponibile a contratto) che mal si muovono ancora nel settore dei New Media. Anche qui non tutta la colpa è delle istituzioni in quanto i Social Media e i Social Network sono un affare che riguarda maggiormente la persona privata che l’ente, ed anche se un’istituzione come la Scuola ricorre sui suoi siti web ai bottoni di condivisione sulle proprie pagine, ciò non vuol dire che questi vengano usati o che funzionano secondo le attese: ovvero serve necessariamente la formazione, o se volete almeno il coordinamento. Di certo un il bottone, pur necessario, un vantaggio ulteriore lo fornisce, specie rispetto ad una pagina statica e non interattiva. Ma tali bottoni funzionano tanto meglio, quanto meglio è strutturata la comunità virtuale di chi quel bottone, lo usa.

Ma faremo un passo alla volta. E, solo se il lettore vorrà! intanto veniamo al video che vi giro, e lo trovo comunque interessante, ma, vi è un ma, la giornalista intervistata purtroppo, pare non rispondere pienamente alle attese attivate dal titolo del video stesso. il titolo è “Mariapia Ebreo e la figura del Social media manager”. Ma fa peggio il paragrafo di sottotitolo, che dice “Intervista a Mariapia Ebreo, giornalista ed esperta di comunicazione, che spiega che cosa significa e come si fa a diventare Social media manager con consigli per diventare esperti di social network”. Il tutto consumato in 6 minuti circa. Non vi pare un’assurdità anche a voi? Di fatto non ha neanche elencato di cosa vuol parlare. A tratti però, grazie alla sue esperienza i  Wired Italia, cita degli episodi interessanti che la qualificano meglio sul piano professionale, quando parla per esempio di “al jazeera“, la nota tv araba. Ma non anticipo altro.

La confusione forse, è un segno che dovrebbe tranquillizzarci, in quanto la materia – come così si dimostra – è alquanto complessa e servono forse più di pochi minuti per affrontarla.

Ma senza troppo preoccuparci, a questo punto vi darei un arrivederci al prossimo post su questo tema, magari analizzando alcuni siti presi a campione, nella speranza che non si offendano per la critica, che da par mio, sarebbe sempre bonaria e costruttiva.

Per qualche colloquio privato via chat, se ritenete, vi aspetto su Facebook, https://www.facebook.com/antonio.conte aggiungetemi pure ai vostri contatti, potrete vedere in seguito, qui un mio album con qualche credenziale, sono titoli e certificati che illustrano la mia lunga (si fa per dire) carriera nel mondo ITC. E, scusatemi se è breve.

Antonio Conte

Kosovo/ Una scolaresca di Peja/Pec alla Base “Villaggio Italia”


di Antonio Conte – Peja/Pec.  Ancora una volta la popolazione in Kosovo dimostra la stima agli uomini delle forze armate Italiane inglobate nel Battaglione Multinazionale del settore Ovest. Stavolta, precisamente il 16 giugno scorso, presso la base di “Villaggio Italia” in Kosovo, i militari dell’esercito italiano hanno ospitato una rappresentanza di studenti della municipalità di Peja/Pec.

Erano accompagnati da alcuni insegnanti e dal preside i bambini della scuola “28 Nentori” del villaggio di Raushiq. Ad accoglierli nella base italiana è stato il Colonnello Sebastiano Longo, Comandante del Multinational Battle Group West, il Tenente Colonnello Luca Vigna Taglianti, Comandante del Joint Regional Detachments.

Una intera giornata insieme nella quale il preside della scuola, Mr. Izmet ZEKAJ ha rivolto sincere parole di apprezzamento e gratitudine, anche ricordando la generosità e la sensibilità dimostrata in varie occasione negli anni, citando ad esempio la fornitura di attrezzature didattiche ed un laboratorio informatico, oltre a vario materiale di cancelleria.

Allegria e giochi e attività ricreative hanno divertito i giovanissimi alunni che così hanno fatto amicizia con i militari della Cellula che si occupano della Cooperazione Civile Militare (CIMIC) e con il personale del Liaison and Monitoring Team (LMT) che quotidianamente mantiene contatti con la popolazione locale.

Alla fine della giornata ancora dei doni per questa speranza di pace rappresentata proprio da queste nuove generazioni. Ai bambini sono stati donati alcuni capi di vestiario, giocattoli e materiale didattico provenienti dall’Italia.

Antonio Conte

Roma/ II Raduno 2012. Gli Ufficiali del 126° Corso AUC Tobruk nel 25° Anniversario.


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Antonio Conte

di Antonio Conte – Imparare il mestiere di reporter umilmente è la via maestra per non sbagliare: ecco la mia lezione di oggi. Benché dello stesso nostro 126° Corso AUC, riscoprire l’amicizia dopo 25 anni di Fabio Angelicchio, ora giornalista di La7, è stato un piacere straordinario, pari solo a quello di ritrovarsi con gli altri 29 di quegli irriducibili Allievi.

L’incontro con Massimiliano Ciaffi e Stefano Mazzeo è stato invece come il necessario ristoro: caffè con panna. Garbati e graffianti, speculari e diversi come pochi, sono per sempre saldati dalla magia di un’amicizia ormai storica.

Mariano Ziliotto, un rude guerriero e raffinato intenditore dell’arte di tessere trame sociali. Incontrarlo è stato, entrare in una simbiosi dei ricordi, che ancora affiorano e che ancora necessita costruire.

Sono queste alcune mie righe per esprimere le mie suggestioni di queste ultime ore rinvigorite da qualche foto che mi aiutano, ahimè, a fissare meglio la memoria; è il mio modesto contributo al II Raduno del 126° Corso per Allievi Ufficiali di Complemento (AUC) che nell’ormai lontano 8 Gennaio 1987 aveva iniziato a costituirsi (come di certo ricorderete): sono 25 gli anni che sono trascorsi da quei primi nostri discorsi.

Ma ora rendiamo merito agli altri colleghi. Il grosso del lavoro per questo raduno edizione 2012, è stato fatto da almeno due persone, anche se supportate, un poco poco credo, da altri. Dal mio punto di vista Pierluigi Girardi ed Andrea Passariello rimangono due grossi pilastri per la riuscita di questo importante evento. Ricordo del primo alcune telefonate alternate a quelle del secondo: sempre piacevoli. Mi scuso con loro per alcuni ritardi nelle mie risposte, ma rimangono due amici che si aprono a noi in modo disinteressato, anzi al contrario, in modo interessanti proprio a ciascuno di noi: alla nostra amicizia che non può finire, mai. Loro due con tutti voi, cari colleghi e con Roma e Cesano nel cuore, rimangono centrali nei nostri comuni ricordi militari che si erano avviati a formarsi nella mitica e gloriosa IV Compagnia Tobruk del II Battaglione Allievi della Scuola di Fanteria e Cavalleria.

Tre anni fa, grazie a Facebook, abbiamo iniziato a ritrovarci e ci siamo conosciuti meglio come non si credeva prima e tutt’ora coltiviamo questa nostra amicizia in rete: 75 tra tutti, ma mancano ancora altri. Alcuni per certe opportunità non frequentano i Social Media, ma forse, invece potrebbero, rimanendo in riservatezza e curando secondo la propria necessità le policy della privacy offerte da Facebook. Ma ciò nonostante, alcuni di loro sono stati presenti al II Raduno, nello spirito goliardico e di amicizia opportuno.

Pierluigi Girardi, controcarro anche lui come me, del 4 plotone ha girato l’Italia, incontrandoci ad uno ad uno, per ricucire i rapporti di amicizia logorati dal tempo o per costruirne altri. Da me a Bari, vi è capitato nel giorno del mio 43 compleanno: che magnifico regalo rivederlo dopo tanti anni, la sua amicizia che annunciava tra l’altro il ritorno delle altre (le vostre). Andrea Passariello, Invece ha ricucito parte dei legami, dopo le dovute indagini telefoniche: ricordate ci ha chiamato uno per uno, più volte, instancabilmente: o lo ha fatto solo con me?

Ritrovarsi è stato magnifico, unico. Si direbbe che momenti così necessitano di maggiore attenzione, ma si impara ad apprezzarli così come vengono. Chi invece ha avuto la sventura di non potervi partecipare si logora ora nel dolore atroce del rammarico. Ma vi aspettiamo al prossimo, ricordatevi di non mancare.

Un grazie a tutti gli altri amici che non posso citare ad uno ad uno senza stancarvi nella lettura: Antonio Scollo, Mezzavilla, Zanin e Ridofi, Galli, Gerolin, Della Mora, Murano, Gelsomino, De Orsi, Strocchi, Fini, Pasqualoni, Canto, Mari, Cacciabue, Cameli.

Un grazie anche a Stefania L. e a tutta la famiglia di Pierluigi, figli compresi per aver sopportato con estrema cordialità alcuni disagi (per esempio, dicono che io abbia lasciato la luce del bagno accesa di notte, ma non lo ricordo dopo tutte quelle birre e quell’ottimo vino bianco, …. ) nell’ospitarmi per la notte e per tutti quei momenti di rara emozione suscitati dal ricordare con loro.

In un post nel nostro gruppo di Facebook, Salvatore Casa scrive “…basta così ragazzi sennò mi fate piangere!!” Salvatore, anche lui controcarro, era ed è il nostro sprone – di Bagheria, ci tiene a precisare – a cui non si può non voler bene anche per la sua squisita sensibilità. Insieme a Gelsomino e a Scollo, rappresentano la nostra amata terra siciliana.

Guardando i vostri occhi, ad uno ad uno, sono sicuro che molti di noi hanno pianto con o senza lacrime, è una cosa della quale non se ne può fare a meno. Come non si può fare a meno della graffiante satira di Antonio Scollo, o dell’alterità di Stefano Mazzeo, e di Andrea Vulterini come dimenticare quella squisita ironia che dilata le guance fino a fissarle in una risata senza voce.

Ma ora si aspetta i prossimo raduno, ecco l’unico comandamento: esserci ancora!

Antonio Conte

RD Congo/ Una scuola per ‘vivere’


Caricato da  in data 29/gen/2012 – In Congo la condizione disperata di migliaia di minori. Bambini di strada che hanno come unica speranza la possibilità di essere accolti in una scuola. Servizio di Francesca Sancin.