Archivi categoria: Dossier “Serbia”

Serbia/ Belgrado. Il paese inondato da un’alluvione senza precedenti


Belgrado – (dalla nostra corrispondente) Da oramai due giorni il paese è colpito da un alluvione senza precedenti. Fortissime ed ininterrotte piogge si sono abbattute su tutta la Serbia innalzando velocemente il livello dei grandi fiumi europei Sava e Danubio, costantemente monitorati per evitare ulteriori catastrofi. L’acqua ha già sommerso molti villaggi causando la morte di diverse persone in cerca di aiuto. Oltre 135.000 senza energia elettrica. La situazione più critica ad Obrenovac, Ub e Krupanj. Fortissima e rapidissima la mobilitazione internazionale di aiuti umanitari e soccorsi. L’Ambasciata d’Italia sta facendo il possibile per far arrivare uomini e mezzi nelle zone bisognose e soccorrere eventuali connazionali in difficoltà.

Jessica Cassan

Roma/ Incontri. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Serbo visita lo Stato Maggiore della Difesa


Questa mattina, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica di Serbia, Generale Milosav Simovic. 

Dopo la resa degli Onori presso la Caserma “Macao”, i due Capi di Stato Maggiore si sono trasferiti a “Palazzo Caprara” per un breve colloquio privato e briefing operativo, nel corso dei quali il Generale Simovic ha ringraziato l’Italia per il concreto lavoro che i militari del nostro Paese svolgono nei Balcani da oltre un decennio, evidenziandone la professionalità e la sensibilità con cui interagiscono con la popolazione locale. Entrambi i Capi di Stato Maggiore hanno quindi condotto una franca disamina della situazione nella regione Balcanica, sottolineato l’ottimo livello di cooperazione in atto  tra le Forze Armate Serbe e quelle Italiane e confermando l’intendimento di rafforzare ulteriormente la collaborazione nei settori della formazione, del controllo dello spazio aereo, del SAR (Search and Rescue) e del trasporto aerotattico.

Nel corso dell’incontro l’Ammiraglio Binelli Mantelli si è soffermato sul progetto di revisione dello strumento militare italiano, illustrandone come sia “necessità di tutti gli Stati occidentali contenere le spese militari”. “ Ridurre i costi – ha continuato – ci ha dato l’opportunità di rimodulare la spesa pubblica per la Difesa, intervenendo sulla quantità per  privilegiare la qualità, sempre a vantaggio dell’operatività dello strumento militare ”.

La visita del Generale Milosav Simovic continuerà anche nella giornata di domani.

Kosovo/ Tensioni. Distrutte 150 lapidi serbe ortodosse da Albanesi


Antonio Conte – In un video appena pubblicato su Youtube, sembra che a seguito della rimozione da parte della Serbia di un monumento dedicato ai morti albanesi dell’UCK – ritenuti dai serbi come terroristi –  per l’omicidio nel 1999 di poliziotti serbi, sono state distrutte circa 150 lapidi di tombe cristiane ortodosse in varie parti del Kosovo dalla popolazione albanofona.

Le tensioni non si placano dopo la distruzione di due giorni fa di un monumento dei caduti serbi nelle guerre mondiali.

Kosovo/ Albanians destroyed 100 year old Serbian monument


Antonio Conte
Antonio Conte

Antonio Conte – E’ appena stato pubblicato un video su Youtube, in cui si  mostra la distruzione di un simbolo della memoria serba in terra di Kosovo, legato agli ultimo 90 anni. Celebrava il ricordo dei partigiani delle ultime guerre.

Si mostra in particolare che gli Albanesi hanno distrutto il monumento serbo, situato nel centro della città Kosovara Vitina. Era un Monumento dedicato agli scomparsi della prima guerra mondiale e la seconda, ma ora è stato distrutto dai vandali.

E’ evidente l’azione di appropriazione del territorio e l’odio che così viene disseminato. L’impegno per la costruzione del dialogo dovrebbe essere bilaterale, ma evidentemente fa ancora comodo rivendicare interessi di parte, piuttosto che costruire un luogo di convivenza civile e pacifica. In particolare la gente albanese del neo stato della Repubblica del Kosovo dovrebbe mostrare maggiore umiltà nella loro discutibile e ritenuta “legittima” espropriazione del territorio. Cosa che per certi versi potrebbe anche risultare necessaria ma non giustifica di certo il vandalismo sui segni ancora vivi dalla storia recente.  Nelle immagini è visibile un signore in divisa. Ci chiediamo se tale gesto ha avuto anche l’appoggio delle autorità locali. (A.C.)

Pubblicato in data 21/gen/2013 In Kosovo, Ethnic Albanians destroyed Serbian monument in memorial place in middle of town Kosovska Vitina. Monument to death partisans in first and second world war now destroyed by criminals.

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Bari/ Arti figurative. La rassegna delle artiste di origini slave


Vincenzo Legrottaglie

Vincenzo Legrottaglie – Negli anni Settanta del secolo scorso nel Castello Svevo di Bari si svolse una grande mostra di arte naif. Quella fu una delle poche suggestioni che all’epoca venivano dai Balcani. In quegli anni il capoluogo pugliese aveva dimenticato di avere un porto e l’Adriatico si era trasformato in un lago in cui si viaggiava più lungo le coste nazionali che in diagonale da una sponda all’altra, in barba alle teoria di Fernand Braudel sull’area mediterranea come luogo di confronto, di scambio e di fusione di civiltà differenti.

Mostra – Colonnato Provincia Bari

Il Venerdì all’improvviso accadeva qualcosa, arrivava a Bari un traghetto carico di cittadini jugoslavi che si intrufolavano nel borgo antico  e acquistavano molte merci. All’epoca il centro storico svolgeva ancora le sue funzioni di bazar e di spazio commerciale diffuso per chi voleva spendere a prezzi convenienti. Questi ricordi sono riaffiorati tutti durante una mostra di pittura tenuta nel colonnato della Provincia in cui si esponevano, tra le altre, le opere di Aldina H Baganovic Todorovic e di Kristina Milakovic.

Aldina è nata a Bijeljina (ex Yugoslavia), oggi Bosnia Herzegovina nel 1963. I suoi genitori sono slavi, esattamente bosniaci. Ha finito la scuola superiore, il ginnasio, a Bijeljina e poi si  è  iscritta agli studi di medicina sempre in Bosnia. Nel 1990 si è sposata con l’ingegnere Mladen Todorovic, nato a Bijeljina, che viveva e lavorava a Belgrado. Con il matrimonio ha cambiato il suo cognome in Todorovic. Si è trasferita nella capitale serba e ha continuato lì gli studi per un breve periodo.

La liberta’, Acquerello,70x100cm. Autore: Aldina H Baganovic Todorovic

Nel 1991 il marito si trasferisce in Italia (Valenzano) per fare un master. Nella primavera nel 1992 è venuta in Italia con il figlio per una visita al marito e non è più tornata in patria finché la guerra non è finita. Si è laureata in Terapia della riabilitazione nel 2000 presso Facoltà di Medicina e Chirurgia a Bari, ha seguito un  master biennale a Roma presso Sipea Onlus conseguendo il titolo in “Il Counseling nella relazione d’aiuto e nelle tecniche espressive” nel 2011. Adesso sta concludendo la Specializzazione in Arti Terapie – Linguaggio Artistico Espressivo a Roma. Lavora presso la Cooperativa Studi Interventi Socio Educativi; Comunità Riabilitativa per la Riabilitazione Psichiatrica a Triggiano dal 2006. Attualmente è solo cittadina italiana, con la cittadinanza è dovuta ritornare al suo cognome paterno H Beganovic (H significa Hadzi).

Sui temi cari a “RSM” e sulle vicende inerenti alla dissoluzione dell’ex Jugoslavia Aldina H Beganovic Todorovic ha dichiarato: “Nella mia famiglia ci sono sempre stati matrimoni misti tra appartenenti ai vari popoli e nazioni: Serbi, Croati, Ungheresi, Turchi, Albanesi, Americani, Austriaci, Macedoni e Tedeschi. Essere Bosniaco-musulmano o Bosniaco-serbo-ortodosso o Bosniaco-croato-cattolico indica semplicemente l’orientamento religioso che è una questione personale che può anche cambiare nel percorso della vita, quindi non ritengo opportuno suddividere i popoli della ex Yugoslavia e della Bosnia, che fino a poco tempo fa hanno vissuto insieme nella pace e nella fratellanza” – ha concluso l’artista.

I gioielli delle montagne,acrilico,70x10cm. Autore: Aldina H Baganovic Todorovic

Aldina ha esposto quattro opere nella sede della Provincia di Bari: La Libertà, Whenyou hit colors, Spirale colorata, I gioielli delle montagne.

I suoi dipinti sono particolarmente audaci per l’uso del colore, che si addensa nel dare vita a forme naturali dal sapore idilliaco e poetico. In particolare predominano i verdi e i blu, colori che spingono a riflettere e a sognare, cosicché lo spettatore intuisce la profondità dell’essere della pittrice. Le pennellate sono sicure ma mai violente, poiché la poesia della sua arte passa attraverso il connubio tra reale e irreale, colore e forma, sensibilità ed emozione. Si nota, infatti, la necessità da parte dell’artista d’imporre una sostanza materiale alle proprie emozioni individuali, di rivolgere le proprie ricerche non tanto alle tecniche pittoriche, quanto alle realtà intime ed emozionali. Aldina Todorovic compie, dunque, un viaggio personale all’interno del suo Io e l’osservatore la insegue ammaliato dall’incantesimo esercitato dalla sua pittura fortemente suggestiva (dott. Nadine Giove).

Aldina è un’artista ecclettica anche nell’approccio alle nuove tecnologie tanto che a maggio 2012 ha partecipato ad un concorso on line Art Takes Times Square a NewYork City e ad un concorso on line SEE.ME sempre nella Grande Mela.

Paesaggio urbano, acrilico su tela. 80x40cm. 2012. Autore: Kristina Milakovic

Altra presenza importante a Bari è stata quella di Kristina Milakovic  che si definisce “un’artista europea, dicittadinanza italiana, operante e residente a Roma”. Kristina è nata nel 1976 nella Città di Belgrado, in quel tempo capitale federale della Repubblica Socialista Jugoslava. Dal 1993 al 1994 studia presso l’atelier della pittrice Etela Merc a Belgrado. Qui nel 1994 consegue il Diploma della Scuola Superiore di Architettura. Dal 1994 al 1995, sempre nella Città Bianca (altro nome di Belgrado), frequenta il Corso di Scultura del professor Milan Rakocevic e il Corso d’Iconografia Bizantina del professor Slobodan Vitkovic.

Dal 1996 è presente in Italia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, e dal 1997 si trasferisce a Roma. Qui si scrive al quadriennio dell’Accademia di Belle Arti e studia presso la 1^ Cattedra di Pittura del Professore Nunzio Solendo, dove ha maturato la sua esperienza artistica e culturale, perfezionando la sua naturale attitudine di immagine creativa. Nel 2003 a compimento degli studi, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, con la valutazione di 110/110 consegue il Diploma di Laurea in Pittura. Dal 2010 svolge la propria attività nel territorio del Primo Municipio. E’ una dei soci fondatori e coordinatrice dell’associazione culturale Saman con galleria d’arte sita in via Giulia 194/a, nell’Urbe.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre tenutesi a Roma, Caserta e Milano, nel Lazio, Umbria, Toscana, in Cina e Stati Uniti d’America. A Bari ha presentato una sola opera dal titolo Paesaggio Urbano che rappresenta un’area industriale dismessa come quelle che si vedono nei paesi una volta appartenenti al blocco socialista. Colpisce l’astrazione lirica, la concentrazione emotiva, la spontaneità improvvisa. Il fiume giallo indica l’ennesima violenza all’ambiente in un paesaggio da archeologia industriale.

L’artista Kristina Milakovic propone e dispone un’interpretazione soggettiva della natura e della mente, dei luoghi di memoria strutturati con segno e disegno compositivo, con accurata materialità cromatica, nella formale realizzazione originale di eco architettonica, naturalistica nella scelta iconografica bidimensionale di potente delicata suggestione riflessiva emergente dal proprio inconscio, palesemente cripto, nel silenzio assordante della creatività artistica (prof. Nunzio Solendo).

Ammirando le opere di Aldina e di Kristina e percependo la profonda sensibilità delle artiste ritornano alla mente le parole scritte da Ivo Andrić (premio Nobel per la letteratura nel 1961) in Ex Ponto: “ E tutto quello che guardo è poesia e tutto quello che tocco è dolore”.

Vincenzo LEGROTTAGLIE