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Nato/ Standing NATO Maritime Group 2


Contrammiraglio ( LH) Thorsten Kähler (DEU N). Comandante Standing Nato Maritime Group 2 (COM Snmg2)

Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2) è un forza marittima integrata multinazionale – fatta da vascelli di varie Nazioni alleate la formazione e l’operatività è condotta come un singolo team – abilitata permanentemente in ambito NATO per operazioni di largo raggio di azioni, dalle esercitazioni in risposta alle crisi alle reali operazioni svolte in tutto il mondo.

Finora (Ndr.: 21 Novembre 2012) a capo dell’unità si trova il Contrammiraglio (LH) Thorsten Kähler (DEU N) con l’incarico di Comandante Standing Nato Maritime Group 2 (COM Snmg2). Subentra il prossimo 23 Novembre 2012 il Contrammiraglio Antonio Natale con una cerimonia a Taranto su Nave San Marco.

Segue un breve Curriculum Vita come pubblicato dal sito Nato raggiungibile al seguente indirizzo.

Curriculum Vitae comandante cedente

Il Contrammiraglio Kähler è nato nel 1955 a Bederkesa. Si arruola nella Marina federale tedesca nel 1973, si è laureato all’Università tedesca delle Forze Armate con una laurea in Studi di Scienze Economiche con il grado di Tenente senior nel 1977. Nel 1977 l’ammiraglio Kähler ha iniziato la sua carriera con una specializzazione come armi sottomarini e Operations Officer. Ha servito a bordo dei sottomarini tipo 205 e 206. Dopo sei mesi, come Amministratore di Exchange nella Marina francese, si è specializzato in Anti Submarine Warfare alla marina olandese Operazioni Scuola Den Helder fino al 1984. I suoi successivi incarichi sono stati a bordo delle Fregate Tipo 120 e 122.

Il Contrammiraglio Kähler ha frequentato il Corso di Staff Ammiraglio Ufficiale nel 1988 ed è diventato Amministratore Delegato di Destroyer Bayern tipo 101A. Ha assunto il suo primo comando nel 1995 e divenne il primo Ufficiale Comandante della Tipo 123 Bayern Frigate. Dopo una posizione di Desk Officer per il Ministero della Difesa in sequenza per controllo degli armamenti convenzionali, Politica Militare e
Pianificazione delle forze armate federali distribuzioni esteri divenne Comandante della Squadriglia Fregata 6.

Successivamente è stato nominato Ufficiale di Stato Maggiore presso la sede della NATO a Bruxelles,
è stato promosso a responsabile della bandiera dopo cinque anni nel ministero della Difesa e aveva assunto il comando delle operazioni, come vice comandante EU NAVFOR Atalanta. Oltre al suo dovere di comandante Standing NATO Maritime Group 2 dal giugno 2012, Kähler Rear Admiral è il comandante della
Flottiglia tedesca 2.

Il Contrammiraglio Kähler è sposato e ha due figlie.

Brindisi/ A Palazzo Nervegna. Su Italia e Albania, il Ministro de Mistura ed Ettore Sequi a confronto.


Staffan de Mistura (Sonderbeauftragter des Gen...
Staffan de Mistura (Sonderbeauftragter des Generalsekretärs der Vereinten Nationen für Afghanistan) (Photo credit: Wikipedia)

di Lieta Zanatta – Il caso dei fucilieri della Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, le aperture commerciali dell’Albania, le “mission impossible” delle Nazioni Unite, assieme a tanti aneddoti e storie di vita.

L’opportunità di discuterne in maniera ampia ed esaustiva viene con la conferenza che si terrà venerdì 27 luglio alle 19:30 a Palazzo Nervegna a Brindisi, con il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura e il Capo della delegazione UE in Albania Ettore Sequi.

Sotto la conduzione dell’inviato speciale del TG1, Duilio Giammaria, i due diplomatici racconteranno del loro non comune percorso che li ha portati dall’ONU alla Farnesina quale tecnico del governo Monti il primo, e dagli Esteri all’Unione Europea il secondo, scelto proprio da Bruxelles per far volare il Paese delle aquile verso l’Europa.

Un compito di ampio respiro nazionale e internazionale il loro, che coincide e si sovrappone al motto “servire al di sopra di ogni interesse personale”, l’ideale dei Rotary che hanno organizzato l’importante convegno, che sono: Club Rotary Brindisi, Brindisi Appia Antica, Brindisi Valesio, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e Lecce, assieme al Club Interact Brindisi Valesio e ai club Inner Wheel Brindisi e Lecce e Club Unesco Brindisi.

Lieta Zanatta

Serbia/ Il “mea culpa” di Nikolic a Bruxelles


Il presidente serbo professa alla Ashton la sua fede europea. Ma Belgrado non riconoscerà mai l’indipendenza del Kosovo

di Mauro Manzin per “II Piccolo” qui solo in Rassegna – TRIESTE. Il presidente serbo Tomislav Nikoli„ a Bruxelles smentisce se stesso. O meglio, va a Canossa e davanti ai leader dei Ventisette sciorina un “te deum” nei confornti degli ideali europei. A dire che in campagna elettorale il discorso è uno, quando poi sei al potere vince la realpolitik e tutto si ridimensiona, o meglio, torna nell’alveo della ragion di Stato che, nel caso della Serbia, non è certo un rinnovato e rinvigorito afflato nazionalista, bensì il più liberale e dialettico spirito comunitario.

Su un punto però Nikoli„ non ha fatto marcia indietro. E quel punto si chiama Kosovo. «La Serbia – ha ribadito a chiare lettere all’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Cathrine Ashton – non riconoscerà mai l’indipendenza del Kosovo». Ha riconosciuto che si tratta di un grosso problema anche perché gli accordi fin qui raggiunti vengono valutati in modo difforme a Belgrado, a Priština e a Bruxelles. Il neo-presidente ha anche garantito alla Ashton l’impegno della Serbia per cercare di risolvere il nodo gordiano dell’ex provincia autonoma e la volontà di evitare un lievitare dello stato di tensione che mini la sicurezza della regione soprattutto nell’area del Nord del Kosovo (dove vive la minoranza serba).

La Serbia, secondo Nikoli„, farà di tutto per ottenere il entro la fine del 2012 il via ufficiale dei negoziati per l’adesione. Comunque dovrà subire un sorpasso storico. Il Montenegro, infatti, inizierà il percorso per diventare una stella d’Europa già alla fine di questo mese. Il capo di Stato ha anche affermato che a Belgrado serve quanto prima un nuovo governo perché «quello che potevamo fare ieri oggi non possiamo più farlo e quello che possiamo fare oggi domani, forse, non saremo più in grado di attuarlo. Il tempo ci scivola come sabbia tra le dita». Una situazione, a detta di Nikoli„, che fa il gioco di quanti nel Paese hanno idee diverse da quelle dei serbi. E alla Ashton ha garantito che la Serbia non ha alcuna scelta alternativa all’Ue.

Il neo-capo di Stato ha incontrato anche il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il commissario all’Allargamento, Stefan Füle, i quali hanno “bacchettato” Nikoli„ per le sue recenti affermazioni su Srebrenica (non ci fu genocidio) e Vukovar (da sempre serba) spiegandogli chiaramente che con certi slogan in Europa proprio non si entra.

Inbox #07 Aprile 2012/ Sud Africa e Rinoceronti. Un’opportunità concreta per agire contro l’estinzione della specie


Antonio Conte

di Antonio Conte – Gentilissimi lettori di Rassegna Stampa Militare, eccoci alla ormai mia consueta lettera mensile. Dico subito che questo articolo ha un valore particolare per RSM, in quanto è il numero 900. Questo evento comporta un segno, perché sia una vera pietra miliare.

Ecco cosa ho pensato per questa occasione: vado ad illustrarlo di seguito. Finora questo blog si è limitato a mettere in rassegna articoli già pubblicati, io stesso ed alcuni dei nostri ne hanno scritto dei propri, ospitiamo con grande prestigio dei comunicati stampa di settore dai teatri operativi da parte dei servizi informativi delle Forze Armate italiane ed in particolar modo dell’Esercito. Cosa che amiamo continuare a fare ovviamente, ma per questo articolo è in atto un ripensamento su quello che ora, noi – tu lettore ed io – possiamo fare insieme per questo novecentesimo post.

Ho pensato che intanto posso aprire uno spazio ad un contributo mensile da parte tua in modo da favorire la crescita della comunità dei lettori anche con punti di vista diversi, per condividere e contribuire al progresso di determinate prospettive in difesa dei valori alti di ciascuno e della vita sociale transnazionale.

Ovviamente non ci interessa il discorso politico fine a se stesso ne quello mascherato. Tuttavia non escludiamo notizie di politica o su politici nell’esercizio della cronaca, specie se di impatto sociale ed economico. Non ci interessa nemmeno la pubblicità mista a notizie. Se ritieni di voler contribuire al dibattito puoi postare un commento in fondo a questa pagina o inviarmi una email cliccando in alto a destra alla voce “Contact“. Come seconda cosa posso rendere noto, a quanti non lo sia ancora, dei siti (per la verità ne conosco ancora pochi) di partecipazione attiva alle scelte importanti dei governi, operando anche a livello transnazionale. Per spiegare meglio le semplici procedure di partecipazione ti segnalo il primo sito attraverso la codesta iniziativa.

Di seguito in questo post ci proponiamo quindi di passare all’azione – con l’aiuto di Avaaz.org – per salvare i rinoceronti del Sud Africa. Direte: “Come è possibile?” E’ presto detto, intanto vi esorto a continuare la lettura in quanto ciò che segue è gentilmente messo a disposizione dal sito stesso. Vedrete è davvero molto ‘frizzante’ riuscire a fare qualcosa di concreto ed essere anche noi partecipi alla salvezza dei destini di chi è in difficoltà. Nel frattempo vedremo anche come lavora Avaaz, per decidere se aumentare o meno il grado di affiatamento e di collaborazione. A tal proposito sono disponibili in fondo dei link ad articoli di riviste ed a quotidiani come La stampa, National Geographic ed altre sulla presente iniziativa.

Mi piacerebbe leggere la tua opinione in un commento a questa nota, dato che non avrò modo di vedere quanto il nostro contributo a questa causa in particolare sia stato determinante.

AC

Rinoceronti/ Salviamo il corno, la vita e la specie stessa dall’estinzione.

La caccia al rinoceronte rischia di farlo estinguere per sempre se non agiremo subito. I numeri sono agghiaccianti: solo in Sud Africa lo scorso anno sono stati uccisi 440 rinoceronti, in forte aumento rispetto a soli 5 anni fa, quando 13 rinoceronti furono uccisi per il loro corno pregiato. I paesi europei potrebbero guidare un nuovo piano mondiale per salvare queste creature incredibili, ma prima hanno bisogno di sentire il nostro appello!

Ad aumentare la spirale di questa mattanza è stato il picco nella richiesta di corni di rinoceronte, usati per millantate cure contro il cancro, malesseri di ogni tipo e amuleti in Cina e in Vietnam. Finora le autorità hanno ignorato le proteste in Sud Africa, ma l’Europa potrebbe mettere fine al massacro in corso chiedendo il divieto del commercio di tutti i prodotti da rinoceronte nel corso del vertice internazionale sul commercio degli animali selvatici a luglio.

Persino gli zoo britannici sono in allarme rosso contro le bande che uccidono i rinoceronti! Solleviamo un grido enorme e chiediamo all’Europa d’introdurre nuove protezioni per salvare i rinoceronti dall’estinzione. Non appena raggiungeremo le 100.000 firme consegneremo la petizione a Bruxelles, il cuore decisionale dell’Ue, accompagnati da una mandria di rinoceronti di cartone. Ogni 50.000 firme aggiungeremo un nuovo rinoceronte alla mandria, raffigurando così la portata enorme del nostro movimento fino a sotto la porta dei delegati europei mentre decidono da che parte stare. Firma la petizione cliccando sotto e inoltra questa email a tutti:

http://www.avaaz.org/it/save_rhinos/?tta
(ad oggi 4/5/2012 ci sono 761,288 firme, clicca e metti anche la tua)

Ogni giorno dall’inizio dell’anno è stato ucciso un rinoceronte nel solo Sud Africa, paese dove risiede almeno l’80% dei rinoceronti selvatici sopravvissuti nel mondo. I corni sono venduti a 65.000 dollari al chilo, più cari persino di oro e platino. Il Ministro sudafricano per l’ambiente si è impegnato a combattere il bracconaggio con altri 150 militari e una recinzione elettrica lungo il confine con il Mozambico, ma la minaccia è talmente grave che è necessaria un’azione globale.

Se non agiremo ora potremmo perdere questa antica specie animale per sempre. Alcuni cinesi stanno facendo pressione per allentare le restrizioni al commercio dei corni: il divieto internazionale li fermerebbe per sempre. Sotto la guida europea potremmo portare far processare questi trafficanti, mettere i bracconieri dietro le sbarre e promuovere programmi di sensibilizzazione in paesi asiatici chiave, mettendo fine alla tragedia dei corni di rinoceronte una volta per tutte.

Nelle prossime settimane l’Unione europea deciderà l’agenda dei vertici mondiali dei prossimi mesi: questa è l’opportunità migliore che abbiamo per far salire la pressione contro questa mattanza. Sappiamo già che i rinoceronti sono in agenda, ma soltanto con la nostra pressione possiamo essere sicuri che affronteranno il problema alla fonte. Costruiamo una protesta enorme e consegniamola in modo spettacolare. Firma ora e fermiamo insieme il massacro in corso in Africa:

http://www.avaaz.org/it/save_rhinos/?tta

Nel 2010 la mobilitazione di Avaaz ha aiutato a fermare l’esplosione del commercio di avorio d’elefante. Nel 2012 possiamo ottenere lo stesso risultato per i rinoceronti. Quando parliamo con un’unica voce possiamo cambiare il mondo: lo scorso anno è stato il peggiore di sempre per il rinoceronte, ma questo può essere l’anno della nostra vittoria.

Con speranza e determinazione,

Iain, Sam, Maria Paz, Emma, Ricken e tutto il team di Avaaz

Ulteriori informazioni:

Rinoceronti: la guerra del corno (National Geographic)
http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/03/09/foto/la_guerra_del_corno-880591/1/

Sudafrica: 135 rinoceronti uccisi in meno di 3 mesi dai bracconieri (Lapresse)
http://www.lapresse.it/mondo/africa/sudafrica-135-rinoceronti-uccisi-in-meno-di-3-mesi-dai-bracconieri-1.138533

Sudafrica, l’esercito in difesa dei rinoceronti (La Stampa)
http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/444380/

Dipendenti del Kruger Park arrestati per strage di rinoceronti (Blitz quotidiano)
http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/sudafrica-dipendenti-del-kruger-park-arrestati-1139111/


CHI E’ AVAAZ.ORG
Avaaz.org è un’organizzazione no-profit e indipendente con 14 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora – si legge sul suo sito – perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa “voce” in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il loro team è sparso in 19 paesi distribuiti in 6 continenti e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le loro campagne più importanti, oppure seguili su Facebook o Twitter.

Serbia/ Ue. Europarlamentare, data negoziato a dicembre


Kacin, avvio colloqui con Bruxelles a inizio 2013

(ANSA) – BELGRADO, 2 APR – E’ ragionevole aspettarsi che la Serbia ottenga una data per l’avvio del negoziato di adesione alla Ue nel vertice europeo del prossimo dicembre, con i colloqui che potrebbero cominciare all’inizio del 2013. Lo ha detto l’europarlamentare sloveno Jelko Kacin, relatore sulla Serbia all’Assemblea di Strasburgo.

Prishtina, Kosovo
Prishtina, Kosovo (Photo credit: Wikipedia)

”Considerando che le elezioni in Serbia si terranno il 6 maggio, e che ad esse seguiranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo e poi la pausa estiva, penso che sia regionevole attendersi che Belgrado otterra’ una data per l’avvio del negoziato al summit Ue di dicembre, e, in linea con questo scenario, i colloqui cominceranno all’inizio del 2013”, ha detto Kacin in un’intervista al mensile CorD.

Bruxelles, ha osservato, non porra’ il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo come condizione per il cammino ulteriore della Serbia verso l’integrazione europea. ”La Ue non ha mai posto cio’ come condizione, e non lo fara’ fino a quando vi sara’ anche un solo paese membro della Ue che non riconosce Pristina”, ha detto l’europarlamentare. Al tempo stesso, ha aggiunto Kacin, e’ evidente che la Serbia dovra’ normalizzare le relazioni con il Kosovo, divenendo un partner leale di Pristina nel processo di integrazione.

Per ottenere una data d’inizio dei negoziati con la Ue, ha sottolineato Kacin, la Serbia deve continuare il dialogo con Pristina, risolvere le dispute ancora in piedi col Kosovo in fatto di telecomunicazioni ed energia, e attuare in pieno gli accordi gia’ raggiunti, in particolare quello sulla gestione integrata dei posti di frontiera nel nord del Kosovo. (ANSA)