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Serbia/ Elezioni presidenziali del 6 Maggio. Si dimette il presidente Tadic


(ANSA) – BELGRADO, 4 APR – Il presidente serbo Boris Tadic si e’ dimesso, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista il 15 febbraio 2013. Lo hanno riferito i media. Le elezioni presidenziali si terranno con ogni probabilità il 6 maggio prossimo, unitamente a quelle legislative e municipali.

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Serbia/ Ue. Europarlamentare, data negoziato a dicembre


Kacin, avvio colloqui con Bruxelles a inizio 2013

(ANSA) – BELGRADO, 2 APR – E’ ragionevole aspettarsi che la Serbia ottenga una data per l’avvio del negoziato di adesione alla Ue nel vertice europeo del prossimo dicembre, con i colloqui che potrebbero cominciare all’inizio del 2013. Lo ha detto l’europarlamentare sloveno Jelko Kacin, relatore sulla Serbia all’Assemblea di Strasburgo.

Prishtina, Kosovo
Prishtina, Kosovo (Photo credit: Wikipedia)

”Considerando che le elezioni in Serbia si terranno il 6 maggio, e che ad esse seguiranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo e poi la pausa estiva, penso che sia regionevole attendersi che Belgrado otterra’ una data per l’avvio del negoziato al summit Ue di dicembre, e, in linea con questo scenario, i colloqui cominceranno all’inizio del 2013”, ha detto Kacin in un’intervista al mensile CorD.

Bruxelles, ha osservato, non porra’ il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo come condizione per il cammino ulteriore della Serbia verso l’integrazione europea. ”La Ue non ha mai posto cio’ come condizione, e non lo fara’ fino a quando vi sara’ anche un solo paese membro della Ue che non riconosce Pristina”, ha detto l’europarlamentare. Al tempo stesso, ha aggiunto Kacin, e’ evidente che la Serbia dovra’ normalizzare le relazioni con il Kosovo, divenendo un partner leale di Pristina nel processo di integrazione.

Per ottenere una data d’inizio dei negoziati con la Ue, ha sottolineato Kacin, la Serbia deve continuare il dialogo con Pristina, risolvere le dispute ancora in piedi col Kosovo in fatto di telecomunicazioni ed energia, e attuare in pieno gli accordi gia’ raggiunti, in particolare quello sulla gestione integrata dei posti di frontiera nel nord del Kosovo. (ANSA)

Serbia/ Affari a gonfie vele. Trovato il bandolo della matassa economica dei Balcani!


di Antonio Conte – E’ evidente ormai, come dimostrano gli articoli che seguono, che la Serbia è sul canale economico preferenziale europeo per l’integrazione, pare infatti che ci siano buone premesse per consolidare processi economici internazionali. Ma si muove, pur rimanendo dissidente al governo di Tadic, anche il partito progressista di opposizione che dopo l’abbandono della linea nazionalista radicale, ora guardano alle prossime elezioni del 6 maggio, con un certo favore. Il nuovo leader propone lo sguardo ad Est pensando alla posizione geografica serba e immaginando un ruolo da mediano economico tra Germania e Russia.

Ma il partito Democratico di Tadic, attuale Presidente, non sta a guardare e già da giorni non manca di dare notizie su progetti e conquiste recenti della Serbia in campo occupazionale grazie al nuovo status conquistato in ambito Europeo, e stiamo alludendo, per esempio, all’arrivo di Ikea con tre nuovi stabilimenti per circa 400 nuovi posti di lavoro. Ma Tadic oggi 24 marzo, non dimentica di ricordare i bombardamenti che la Nato ha compiuto del 1999 sui territori della ex Repubblica Federale di Juogoslavia, per far cessare la guerra serbo-albanese. In sostanza anche gli attuali territori anche serbi, tra i quali si sono avuti numerosi caduti anche civili. Ha precisato che farà di tutto per tenere la Serbia fuori da qualsiasi conflitto, a vantaggio delle popolazioni. Uno spettro che inopportunamente qualcuno si prende la briga di agitare, come certi nuclei armati albanesi.

Ma in Serbia spira un’aria nuova e si aggiunge alla ventata di notizie positive che continua a far volare gli affari nel cuore dei Balcani. E molto, è merito italiano, tanto che lo stesso Ministro degli Esteri Vuk Jeremic ha voluto ringraziare il suo omologo italiano Giulio Terzi per i notevoli passi in avanti, che si sono fatti negli ultimi mesi.

intanto noi staremo a vedere come svolge questa campagna elettorale, sperando che i toni non superino mai certi limiti.

Antonio Conte

Serbia/ Tadic. Arriva Ikea. E’ la conseguenza dello status

Voice of the Serbia, 15 Marzo 2012) Il Presidente della Serbia Boris Tadic ha dichiarato che l’arrivo dell’azienda svedese Ikea è la conseguenza dell’acquisizione dello status di candidato ufficiale per l’adesione all’Unione europea. L’arrivo dell’Ikea incentiverà gli affari dell’industria dell’arredamento in Serbia e aprirà nuovi posti di lavoro. Il primo grande centro commerciale dell’Ikea sarà aperto a Belgrado a fine anno 2013. Saranno costruiti anche centri commerciali a Nis, Novi Sad e nella Serbia centrale. In essi saranno aperti tra 300 e 400 nuovi posti di lavoro, ha dichiarato Tadic.

Serbia/ Al top per attrazione investimenti nei Balcani

( Il Portalino ) 23 March 2012- Il basso costo del lavoro e le varie esenzioni fiscali hanno contribuito a rendere la Serbia la meta più attrattiva per gli investimenti nella regione, come recentemente ribadito dalla Camera di Commercio serba.

Nei primi undici mesi del 2011, la Serbia ha attratto 2,14 miliardi di dollari di investimenti esteri diretti; secondo KPMG, trai vantaggi – chiave della Serbia vi sono le basse tasse sulle imprese e gli incentivi che il Governo offre agli investitori: lo stato offre fino a 13.000 dollari per ogni nuovo posto di lavoro e fino al 20 per cento degli investimenti totali in capitale.

La Serbia punta sugli investimenti esteri per rilanciare un´economia stagnante, in cui preoccupa soprattutto il tasso di disoccupazione, giunto al 24 per cento. Tra le grandi imprese arrivate nel 2011 vi sono il retailer belga  Delhaize, Bosch, Benetton, l´americana Cooper Tires e Swarovski. (di Marcello Berlich)

Serbia/ UE. Ringrazia l’Italia per sostegno a candidatura ingresso Europa

(ASCA) – Bruxelles, 23 mar – Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha avuto un incontro con il collega serbo, Vuk Jeremic, prima dell’inizio della sessione del Consiglio degli esteri dell’Unione europea. Jeremic partecipa per la prima volta in rapppresentanza della Serbia da quando il paese balcanico ha ottenuto lo status di candidato all’accesso in Ue. Fonti della Farnesina fanno sapere che il ministro serbo ”ha voluto ringraziare l’Italia per il sostegno fornito” alla Serbia. Terzi si e’ congratulato con Jeremic per il risultato raggiunto dal suo paese, garantendo un aiuto anche per il prosieguo dell’iter.

Serbia/ Bilaterale fra Terzi e ministro Jeremic a Bruxelles

AGI ) Bruxelles, 23 mar- Un incontro bilaterale fra i ministri degli esteri italiano Giulio Terzi e serbo Vuk Jeremic si e’ tenuto questa mattina a Bruxelles prima dell’inizio del Consiglio Affari Esteri. In occasione dell’ultimo vertice Ue dell’inizio del mese, la Serbia ha ottenuto lo status di paese candidato all’ingresso nell’Unione europea, e lo scorso 8 marzo a Belgrado il premier Monti aveva incontrato il presidente Boris Tadic. Nella riunione di oggi, si sono affrontati i seguiti operativi di quel vertice, secondo quanto riferiscono fonti della Farnesina.

Serbia/ Croazia. Accordo su restituzione beni artistici

Materiali confiscati dai serbi ai croati durante guerra anni ’90

(ANSAmed) – ZAGABRIA, 23 MAR – I ministri della Cultura croato e serbo, Andrea Zlatar Violic e Predrag Markovic, hanno firmato oggi a Zagabria un accordo sulla restituzione alla Croazia di materiali artistici, opere e beni culturali croati detenuti dalla Serbia.

Nel darne notizia, i media locali sottolineano come l’intesa chiuda il processo di restituzione a Zagabria del materiale artistico e culturale croato confiscato dai serbi durante la guerra fra i due Paesi del 1991-1995. E l’accordo mette fine al tempo stesso a uno dei problemi ancora in sospeso nelle relazioni fra Croazia e Serbia. (ANSAmed).

Serbia/ Kosovo. Un arresto per crimini guerra

ANSA su Corriere della Sera – www.swissinfo.ch – Il Secolo XIX ) – Belgrado, La polizia serba ha arrestato un uomo, ex membro dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), accusato di crimini di guerra commessi nel 1999 contro civili serbi durante il conflitto in Kosovo. Come ha detto alla Tanjug Bruno Vekaric, viceprocuratore serbo per i crimini di guerra, Buri Taljak e’ stato arrestato a Merdare, al confine fra Serbia e Kosovo e condotto nel carcere di Pozarevac, citta’ a ovest di Belgrado. Avrebbe commesso atrocita’ a Prizren nel sud del Kosovo nel giugno 1999.

Serbia/ Ex vicepremier Djelic candidato a presidenza Bers

In lizza altri 4. Decisione prevista a meta’ maggio

(ANSAmed) – BELGRADO, 23 MAR – Bozidar Djelic, ex vicepremier serbo responsabile per l’integrazione europea, e’ uno dei cinque candidati alla presidenza della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers).

”E’ un grande onore per me, e credo anche per la Serbia, poiche’ e’ la prima volta che un serbo concorre per una delle cariche piu’ importanti nel settore finanziario globale”, ha detto Djelic oggi alla Tanjug. Gli altri quattro candidati, ha aggiunto, provengono da Germania, Francia, Gran Bretagna e Polonia, grandi e importanti paesi della Ue.

L’elezione del nuovo presidente della Bers e’ in programma a meta’ maggio. E’ la prima volta negli ultimi vent’anni che per tale carica concorre piu’ di un candidato. (ANSAmed)

Serbia/ Elezioni. Tomislav Nikolic (SNS), un ponte tra Russia e Germania

www.rinascita.eu ) di: Andrea Perrone – La Serbia e il suo popolo appartengono di diritto alla grande famiglia delle nazioni europee. È quanto dichiarato dal nazionalista Tomislav Nikolic (nella foto), leader del Partito progressista serbo (Sns), al momento all’opposizione, ma dato favorito alle elezioni legislative del 6 maggio prossimo, davanti al Partito democratico del filo-atlantico presidente della Repubblica, Boris Tadic.
Insieme al suo vice Aleksandar Vucic, Nikolic si è recato in Germania per una visita di tre giorni. Prima di fondare l’Sns, quasi tre anni orsono, Nikolic era la figura carismatica del Partito radicale serbo, voce parlamentare dei nazionalisti serbi, dalle forti posizioni anti-occidentali ed europeiste. Poi, la scissione e la svolta di Nikolic. Il quale, pur non rinnegando le ambizioni europee del Paese, ha mantenuto posizioni scettiche nei confronti dell’avvicinamento tra Belgrado e Bruxelles, conservando Mosca come riferimento internazionale privilegiato. “L’Sns crede che la Germania, in quanto uno dei più potenti Stati europei, rappresenti un alleato strategico per la Serbia, la quale, grazie agli accordi doganali con la Russia, può divenire in futuro un ponte per l’esportazione di beni, tecnologia e capitale tedesco nel mercato russo”, ha osservato Nikolic. Incontrando il commissario tedesco per i Diritti umani, Markus Loning, il leader progressista ha sottolineato che “non un singolo serio partito politico negherebbe in Serbia il valore di una società multietnica”.

Serbia/ Tadić sul Bombardamento NATO. Fu crimine contro il nostro paese e il popolo

(Voice of the Serbia) Il presidente della Serbia, Boris Tadić, ha dichiarato che l’attacco della NATO sulla Repubblica federale di Jugoslavia è stato un crimine contro un paese e il popolo, e che, conservando il ricordo su quelli che sono morti senza colpa, bisogna fare di tutto in modo che la Serbia in futuro non venga posizionata in una guerra. Dopo aver deposto le ghirlande sul monumenti alle vittime dell’attacco della NATO ad Aleksinac, Tadić ha detto che si sono molti luoghi in Serbia, in cui i civili sono morte sotto le bombe della NATO. “Quella guerra fu un crimine contro il nostro paese e la nostra popolazione”, ha sottolineato Tadić in occasione della Giornata sul ricordo alle vittime del bombardamento della NATO.

Kosovo/ Nord. I Serbi si oppongono all’espansione dei kosovari.


Caricato da  in data 10/mar/2012 – Në veriun e Kosovës, përfaqësuesit e serbëve kërkojnë që Beogradi të organizojë zgjedhjet edhe në atë zonë, si kusht për mbijetesën e institucioneve serbe. Ata nuk i njohin dhe nuk i pranojnë institucionet e Kosovës, ndërsa që nga korriku i vitit të kaluar vazhdojnë të mbajnë të bllokuara rrugët e zonës për të penguar shtrirjen e autoritetit të Prishtinës.

Caricato da  in data 10/mar/2012 – Nel nord del Kosovo, i rappresentanti serbi vogliono Belgrado per organizzare le elezioni nella zona, come condizione per la sopravvivenza delle istituzioni serbe. Non sanno e non riconoscono le istituzioni del Kosovo, e dal luglio dello scorso anno continuano a tenere le strade dell’area bloccata per impedire l’estensione della autorità di Pristina.

Serbia/ UE. Si avvicina il giorno per l’ingresso della Serbia in Europa


Serbia, primo passo verso l’ingresso nell’Unione europea

L’accordo per il conferimento dello status di candidato all’adesione all’Ue è stato annunciato daI ministro francese Juppé. Martedì a Bruxelles la formalizzazione della decisione

Per la foto si ringrazia Julie News .it

www.oipamagazine.eu ) Primo passo della Serbia verso l’ingresso nella famiglia dell’Unione europea. E’ pronto il via libera di Bruxelles per il conferimento al paese balcanico dello status di candidato all’adesione all’Ue. L’annuncio formale è stato dato dal ministro degli Esteri francese Alain Juppé: «Oggi abbiamo trovato l’accordo», ha detto il capo della diplomazia transalpina dopo una riunione con i suoi omologhi. Martedì nella capitale belga la formalizzazione della decisione.

La pratica relativa all’accoglimento dello stato in seno alla comunità europea è stata senz’altro agevolata dai segnalio di disgelo tra Belgrado e Pristina. Gli strascichi delle guerre che all’inizio degli anni Novanta hanno insanguinato l’ex Jugoslavia e portato alla sua dissoluzione sono tutt’ora tangibili. La Serbia infatti non riconosce ancora l’indipendenza del Kosovo, ma venerdì ha raggiunto con la piccola Repubblica un accordo che l’ammette a partecipare alle conferenze regionali balcaniche. Intesa che riguarda anche la gestione dei posti di frontiera.

Le decisioni da assumere in materia di allargamento dell’Unione, compresa quella di concedere lo status di candidato, devono essere prese all’unanimità. Mancava solo il benestare della Germania, che nelle scorse settimane aveva comunque aperto uno spiraglio.


Ue-Serbia: Serbia e’ Paese candidato; Juppe’, e’ fatta

L’ufficializzazione al summit Ue di giovedi’

27 febbraio 2012 – BRUXELLES – ( ANSA ) ”E’ fatta”: cosi’ il ministro degli esteri francese Alain Juppe’ ha riferito ai giornalisti che i 27 ministri esteri della Ue hanno concordato di concedere alla Serbia lo status di paese candidato alla Ue. La decisione formale spetta domani al consiglio affari generali e poi l’ufficializzazione ai capi di stato e di governo della Ue al vertice di giovedi’, ma i 27 ministri degli esteri considerano ”che tutte le condizioni chieste alla Serbia sono state rispettate”, ha detto Juppe’.

Per lo status ”e’ fatta”, ma ovviamente per l’apertura dei negoziati veri e propri – ha precisato il ministro francese – ”c’e’ ancora molta strada da fare”.


Accordo tra Kosova e Serbia. Bufera sul governo Thaci.

Kosova e Serbia hanno raggiunto un accordo oggi che può aiutare Belgrado ad ottenere lo status del candidato all’Unione Europea e rafforzare i rapporti commerciali tra Prishtina e l’UE. Ma l’ opposizione kosovara e deputati di diversi parti politiche  hanno gridato allo scandalo e al tradimento.

Dalla nota ufficiale dell’ Unione Europea traspare la soddisfazione per l’ accordo raggiunto. Questo documento siglato oggi a Bruxelles, permetterà al Kosovo “di firmare nuovi accordi e partecipare alle riunioni regionali per suo conto”, mentre sino ad ora a farlo era l’UNMIK. Prishtina sarà rappresentata dal nome “Kosovo”, e non “Repubblica di Kosova”. Il nome sarà accompagnato da un asterisco (footnote) in cui si farà riferimento “alla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’Onu e il parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione d’indipendenza di Kosova”.

L’ opposizione kosovara grida allo scandalo e al tradimento del sangue versato dai martiri della guerra della liberazione, mentre il governo imbarazzato cerca di sedare le anime e di tranquillizare l’ opinone pubblica kosovare e albanese. La negoziatrice kosovara, Edita Tahiri minimizza l’accordo battezzato come “fusnota” dai media albanesi, dichiarando che l’ accordo avrà comunque una breve scadenza.

Non è chiaro se si riferisce tra le righe alle elezioni serbe e alla neccessità  di sostenere indirettamente il presidente Tadic e i moderati, all’ interno della politica serba. Chiara è invece la difficoltà a farla passare come una vittoria della diplomazia kosovara agli occhi della scettica opposizione, soprattutto a quelli dell’ agguerrito Partia  Vetvendosje (Partito per l’ Autodeterminazione). Proprio quest’ ultimo, guidato dal carismatico Albin Kurti, ha annunciato che scenderà in piazza a Prishtina, il prossimo Lunedi per protestare contro l’ accordo di oggi.  In un comunicato, Kurti scrive che l’ accordo non ha considerato e non ha menzionato in nessuna riga l’ Indipendenza proclamata  diventando cosi “inaccettabile per le istituzioni del paese e per il popolo del Kosovo“.

Intanto in aiuto del premier kosovaro, e in difesa dell’ accordo si sono dichiarati la presidente del Kosovo, Jahjaga, e vari diplomatici occidentali a Prishtina. Da Tirana, arriva anche il sostegno del premier albanese Sali Berisha. Quest’ ultimo ha detto in una dichiarazione per i giornalisti che di fatto l’ accordo ha imposto alla Serbia di riconoscere il Kosovo. Sulla stessa linea anche il lider dell’ opposizione, il socialista Edi Rama.

Bisogna comunque vedere concretamente cosa significa mettere in atto quanto deciso. Si tratta  tra altro di “un protocollo tecnico” sull’attuazione dell’accordo raggiunto il 2 dicembre scorso sulla gestione integrata dei confini. Si tratta di un’intesa “operativa” che consentirà di avviare i lavori su questioni pratiche come il bilancio e la localizzazione delle installazioni.

Il negoziato sul Kosovo è stato anche una delle principali condizioni imposte dall’ UE alla Serbia di Boris Tadic e adesso pare  che non ci siano più ostacoli sulla possibile concessione dello status di candidato alla Ue da parte del Consiglio Europeo (si riunisce a marzo 2012). L’ andamento del negoziato è stato l’ argomento principale del colloquio telefonico di ieri, tra il presidente serbo e Catherine Ashton, responsabile della politica estera e sicurezza dell’Unione europea.

L’accordo di Prishtina a partecipare alle riunioni regionali per suo conto è accompagnata da numerose reazioni dell’opposizione, che lo vede come un compromesso a scapito della statualità del Kosovo. Mentre il governo del Kosovo e diplomatici occidentali hanno affermato che questo accordo è stata la migliore soluzione a dare equa rappresentazione al Kosovo e l’accelerazione verso l’UE.


Svilajnac. Un nuovo impianto dell’italiana Paci & Pagliari

ANSAmed ) – BELGRADO, 27 FEB – La ditta italiana Paci & Pagliari aprira’ a Svilajnac, nella Serbia centrale, uno stabilimento per la produzione di pellet di legno. L’impianto dara’ lavoro a 50 operai, per un investimento di oltre 4 milioni di euro.

Il relativo accordo, riferisce la Tanjug, e’ stato firmato oggi a Pesaro dal presidente di Paci & Pagliari, Patrizio Paci, e dal vicesindaco di Svilajnac Predrag Milanovic.

La societa’ italiana produrra’ fra 30 mila e 50 mila tonnellate di pellet all’anno, prodotto destinato principalmente al mercato europeo. ”La municipalita’ di Svilajnac ha garantito tutte le condizioni richieste dalla parte italiana, e ci aspettiamo che produzione prenda il via per la fine dell’anno”, ha detto Milanovic citato dalla Tanjug. Si tratta, ha precidato, del primo investimento italiano a Svilajnac, e il sesto da un paese Ue.

Paci & Pagliari, con sede a Mombaroccio (Pesaro e Urbino), e’ specializzata nella produzione organica di foraggi, erba medica disidratata, mangimi ed e’ presente sul mercato della Ue da oltre 25 anni. (ANSAmed)


Serbia vicina all’ingresso Ue. Contrarie Lituania e Romania

27/02/2012 – BRUXELLES – La Serbia è vicina all’ottenimento dello status di candidata all’adesione Ue. È ancora lunga la strada da percorrere affinchè il Paese diventi membro a tutti gli effetti dell’Unione europea, ma qualcosa oggi sembra essersi mosso in tal senso. A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri francese Alan Juppè: a quanto pare, nel corso del Consiglio Ue Affari Esteri, i ministri degli Esteri dei 27 avrebbero trovato l’accordo che permette a Belgrado di ottenere il titolo di candidato Ue. Realizzato questo primo passaggio, toccherà ora formalizzare tale decisione.

Nonostante ci sia unanimità tra i ministri degli Esteri dei 27, sono due i Paesi che oppongono resistenza … continua su JulieNews.it


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