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Kosovo/ Termine Missione per i Militari Italiani dell’Operational Reserve Force


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Novo Selo, Kosovo, 29 settembre 2012 – Oggi alle ore 18.30, presso la base militare francese di Camp De Lattre, il Comandante della Kosovo Force (KFOR), Generale di Divisione Volker HALBAUER ha presenziato alla cerimonia di Trasferimento di Autorità tra il contingente italiano della KFOR Operational Reserve Force (ORF), comandata dal Col. Alfonso CORNACCHIA, ed il contingente austro-tedesco.

Durante la cerimonia, il Comandante di KFOR ha riconosciuto e lodato l’operato dei militari italiani ed ha insignito il Col. CORNACCHIA della medaglia NATO per le operazioni svolte in questo teatro operativo.

La missione, durata sei mesi, ha avuto lo scopo di mantenere un ambiente sicuro nel quale gli organismi governativi, le agenzie internazionali e la popolazione possano vivere e lavorare per il progresso del paese.

E’ stata questa la prima volta in cui un reparto italiano ha operato così a lungo in quest’area nel nord del Kosovo, dall’abitato di Kosovska Mitrovica fino al confine amministrativo con la Serbia centrale, tuttora al centro dell’attenzione politica e dei media a causa del rischio di scontri tra le etnie serba ed albanese.

Le operazioni hanno previsto il presidio di zone chiave con postazioni avanzate permanenti, posti di osservazione e controllo, pattuglie, scorte di sicurezza, controllo di civili durante dimostrazioni locali, bonifica di ordigni esplosivi, attività di cooperazione con l’esercito serbo. Di particolare rilevanza sono state le operazioni svolte durante le elezioni nazionali in Serbia, la chiusura di valichi non autorizzati lungo il confine amministrativo con la Serbia centrale, il mantenimento della libertà di movimento messo a rischio da barricate erette da manifestanti.

A fattor comune in tutte le operazioni, i continui contatti con tutte le autorità, organizzazioni internazionali, rappresentanti locali e popolazione di ogni etnia sono stati la risorsa vincente per instaurare cordiali rapporti di comprensione reciproca e risolvere situazioni potenzialmente a rischio.

Il KFOR Operational Reserve Force è un’unità multinazionale alle dirette dipendenze del Comandante KFOR. E’ stato costituito su base dell’11° Reggimento Bersaglieri di stanza ad Orcenico Superiore (PN), ed include anche i seguenti reparti:
– una Compagnia Infanterie de Marine dell’Esercito francese,
– un plotone del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona
– un plotone del 7° Reggimento Difesa NBC di Civitavecchia (RM)
– un plotone del 7° Reggimento Trasmissioni – Sacile (PN)
– una squadra del Reggimento Lagunari “Serenissima”
– un nucleo Carabinieri
per un totale di circa 600 militari.

Kosovo/ ORF. Aumenta l’impegno dei militari nella cooperazione con altre organizzazioni internazionali


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di Antonio Conte – Kosovo. Le Forze Armate italiane ed i nostri militari impegnati nell’Operational Reserve Force (ORF) stanno aumentando il proprio ruolo nella cooperazione con altre organizzazioni internazionali e con le autorità locali.

Dalla breve nota della difesa si può leggere una lista dei lavori in corso e a oggi possono dirsi terminate le seguenti operazioni:

  • bonifica di ordigni esplosivi (EOD) presso una base avanzata di EULEX (la forza di polizia dell’Unione Europea), ubicata sul confine amministrativo tra Kosovo e Serbia centrale. L’attività è conseguente al rinvenimento di due bombe a mano nell’accampamento di EULEX avvenuto la scorsa settimana;
  • intervento di demolizione di un edificio pericolante nel centro storico di Prizren, in area di operazioni tedesca, in cooperazione con la locale municipalità, a mezzo di personale e macchine operatrici del Genio Guastatori italiano;
  • riqualificazione urbana dell’area circostante il monastero serbo degli Arcangeli, nelle vicinanze Prizren, in cooperazione con l’esercito svizzero e la municipalità di Prizren, volte alla rimozione di postazioni di sicurezza di KFOR, ormai obsolete in relazione al miglioramento delle condizioni di sicurezza;
  • pianificazione di pattuglie congiunte sul territorio con personale di EULEX e la Kosovo Police, in accordo con la municipalità di Zubin Potok per garantire libertà di movimento e prevenire il traffico illegale di legname.

Prosegue invece in modo serrato l’attività di controllo del territorio ed il presidio con postazioni avanzate nel nord del paese.

AC

Note Geografiche e Amministrative

Zubin Potok

Zubin Potok (in albanese Zubin Potok; in serbo: Зубин Поток / Zubin Potok) è una città del Kosovo, nel Distretto di Kosovska Mitrovica. La doppia denominazione è una caratteristiche dovuta alla presenza di diverse etnie. Prima serba, questa zona, come d’altra parte tutto il Kosovo, sta conquistando una sua indipendenza amministrativa e politica, facente capo al governo centrale denominato Kosovo, appunto, che ha proclamato la sua indipendenza in modo unilaterale il 17 Febbraio 2008. Il processo è conseguente alle guerre iniziate in seguito alla disgregazione della Ex Jugoslavia del governo Tito, e con la cessazione di queste con l’intervento dei paesi occidentali, tra cui l’Italia. Questo intervento determinò la Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite numero 1244 del 1999, ed il Kosovo fu provvisto di un governo e un parlamento provvisori posti sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO.

La municipalità Zubin Potok si divide nelle seguenti frazioni e villaggi:

Babiće, Babudovica, Banja, Bojnoviće, Brnjak, Bube, Burlate, Velika Kaludra, Velji Breg, Vitakovo, Vojmisliće, Vrba, Vukojeviće, Vukosavljeviće, Gazivode, Gornje Varage, Gornji Jasenovik, Gornji Strmac, Dobroševina, Donje Varage, Donji Jasenovik, Dragalica, Drainoviće, Dren, Žarevi, Zagrađe, Zagulje, Zečeviće, Zubin Potok, Zupče, Jabuka, Jagnjenica, Junake, Kijevce, Klečke, Kobilja Glava, Kovače, Kozarevo, Kopiloviće, Krligate, Ledenik, Lučka Reka, Mala Kaludra, Međeđi Potok, Oklace, Padine, Paruci, Prevlak, Prelez, Preseka, Pridvorica, Rančiće, Rezala, Rujište, Tušiće, Ugljare, Crepulja, Čabra, Čečevo, Češanoviće, Čitluk, Šipovo e Štuoce.

Antonio Conte

Kosovo/ Valichi non autorizzati nel Nord del Paese. I militari italiani impegnati nella chiusura


Novo Selo, Kosovo, 16 giugno 2012 – Oggi i militari italiani del KFOR Operational Reserve Force (ORF) su base 11° Reggimento Bersaglieri sotto il Comando del Col. Alfonso CORNACCHIA sono intervenuti nel nord del Paese per chiudere due dei valichi non autorizzati lungo il confine amministrativo (ABL) tra il Kosovo e la Serbia.

I varchi chiusi facevano parte di una serie di passaggi non autorizzati e venivano usati dalla popolazione locale del nord del Kosovo, di etnia serba, per muoversi da e per la Serbia evitando la dogana ufficiale. Inoltre, gli stessi costituivano punti strategici di transito del traffico illegale.

Parte della popolazione locale ha reagito all’operazione in corso radunandosi e dando luogo ad una dimostrazione di fronte ad assetti dell’ORF dispiegati sul terreno. La folla radunata, poco più di cento persone, ha anche causato momenti di tensione, controllati dai militari italiani secondo le procedure previste. Nessun militare o civile è rimasto fisicamente coinvolto nel confronto che, grazie anche alla cooperazione con le autorità locali, si è concluso pacificamente.

Il Comando KFOR, in aderenza alla propria missione di “mantenere un ambiente sicuro nel quale gli organismi governativi, le agenzie internazionali e la popolazione possano vivere e lavorare per il progresso del paese”, ne ha disposto la chiusura. L’ordine è giunto direttamente dal Comandante di KFOR, Major General DREWS, a seguito di determinazione del NATO Joint Force Command con sede a Napoli.

Fonte: KFOR ORF BATTALION HQ – Public Affairs –

EULEX working at the Gates in connection with the new licence plates policy

06 June 2012 – EULEX police and customs officers at Gates 1 and 31 in the north of Kosovo have begun implementing the new policy on licence plates. Posters have been put up and leaflets are being distributed to drivers.

The new policy is in line with EU-facilitated Dialogue agreement between Pristina and Belgrade which states that all car owners residing in Kosovo will use either RKS or KS vehicle licence plates.

EULEX police and customs officers are notifying drivers when their licence plates are not covered by the agreement. As part of a step by step policy, licence plates and other details are being recorded.

Kosovo/ Disordini nel Nord. Ora è un affare dei militari italiani dell ORF (Operational Reserve Force)


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Antonio Conte

di Antonio Conte – Come è noto, nel nord Kosovo, sul fiume Ibar, la comunità di etnia serba aveva eretto una barricata permanente, presidiandone il controllo per limitare la circolazione della popolazione albanese al di la del fiume stesso e – secondo quanto pensano ancora i serbi – di aumentare al propria sicurezza. Ritengono inoltre, sulla scorta di quanto già accaduto in passato, di limitare in tal modo, anche la loro espansione residenziale che avverrebbe.  Dalle immagini disponibili in rete e dalla narrativa giornalistica sui fatti locali sono stati evidenziati lotti di costruzioni mai terminate proprio sul confine ad opera di albanesi.

Tale situazione non è però tollerabile in un contesto di maggiore libertà politica e civile che dovrebbe ispirare le due comunità, oltre alla naturale convivenza di popoli nel rispetto delle relative differenze. Il tentativo di sfumare questa netta separazione culturale, che dopotutto ogni nazione vive sui propri confini,  non è fino andata mai a buon fine. Tuttavia la necessità di costruire la pace e lo sviluppo della Serbia e del Kosovo non può, o non dovrebbe, prescindere il discorso sulla convivenza pacifica.

Nel tentativo di far progredire il dialogo, il 2 Giugno scorso i militari italiani della KFOR Operational Reserve Force (ORF) sono stati pertanto impegnati presso l’abitato di Rudare, a nord di Kosovska Mitrovica, in un’operazione di controllo della folla mentre si poneva in atto la rimozione di uno dei blocchi stradali.

L’operazione che si ritiene molto difficile nel dover comunque garantire l’assenza di incidenti o scontri, è supervisionata direttamente dal Comandante KFOR, il Gen. DREWS.

Sono stati i militari dell’ORF che con il loro impegno sul posto e con il compito di scoraggiare sia il ripristino del blocco che gli scontri , che hanno assicurato la riapertura della viabilità. Tuttavia il compito non poteva essere svolto senza una delicata mediazione con le rappresentanze locali.

Tuttavia qualche attrito – secondo TMNews – emerso, e a seguito di quanto accaduto i soldati italiani della KFOR Operational Reserve Force (ORF) hanno pertanto ricevuto l’incarico di presidiare la zona coinvolta al fine di garantire la libertà di movimento e mantenerne il controllo, attività che sarà svolta  con assetti dei nostri Bersaglieri e del Genio Guastatori.

Antonio Conte

Note da:

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Kosovo/ I militari italiani dell ORF (Operational Reserve Force) impegnati nel nord


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Notizia dal Teatro del 2 giugno 2012, Rudare (Kosovo)

Oggi i militari italiani della KFOR Operational Reserve Force (ORF) sono stati impegnati presso l’abitato di Rudare, a nord di Kosovska Mitrovica, in un’operazione di controllo della folla e rimozione di un blocco stradale.

L’operazione, supervisionata direttamente dal Comandante KFOR, Gen. DREWS, si è resa necessaria per garantire la libertà di movimento, ostacolata da parte della popolazione di etnia serba che aveva eretto una barricata permanente presidiando il blocco.

I militari dell’ORF, impegnati con funzione di deterrenza, in seguito una delicata mediazione con le rappresentanze locali, hanno assicurato la riapertura della viabilità.

A seguito di quanto accaduto i soldati italiani della KFOR Operational Reserve Force (ORF) hanno pertanto ricevuto l’incarico di presidiare la zona coinvolta al fine di garantire la libertà di movimento e mantenerne il controllo, attività che sarà svolta  con assetti Bersaglieri e del Genio Guastatori.

Fonte: Difesa

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