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Puglia/ Covid-19. Il Vaccino influenzale, La dichiarazione del prof. Lopalco


Il prof. Pier Luigi Lopalco ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La Puglia è stata fra le prime regioni italiane ad avviare la gara d’acquisto dei vaccini anti influenzali in primavera.  In questo modo è riuscita ad opzionare ben 2.100.000 dosi per la stagione 2020-21. 

La fortissima richiesta da parte del pubblico, se da un lato è la dimostrazione di una ritrovata fiducia del cittadino nei confronti del vaccino contro l’influenza, dall’altra sta mettendo alla prova il sistema di produzione e distribuzione da parte delle aziende farmaceutiche. 

Un problema che è globale, non certo italiano e tanto meno regionale.

Al momento, sugli ordini eseguiti dalle ASL pugliesi, sono stati consegnati da Sanofi circa 650.000 dosi e da Seqirus circa 400.000 dosi. 

Ben 1.050.000 dosi sono state già consegnate e in gran parte somministrate dai medici ai loro assistiti. 

A titolo di confronto, negli ultimi anni, in tutta la stagione, venivano somministrate complessivamente 6-700.000 dosi. 

Le ditte, interpellate dagli uffici regionali, hanno garantito che continueranno a consegnare i nuovi lotti man mano che verranno resi disponibili a livello nazionale”. 

“Quindi bisogna avere pazienza – conclude Lopalco – I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta stanno facendo di tutto per somministrare le dosi a loro consegnate in base ai criteri di priorità a loro assegnati. Il picco influenzale è atteso dopo le vacanze di Natale. Fino ad allora tutti i pugliesi che ne hanno diritto e vorranno vaccinarsi avranno l’opportunità di farlo”.

Bari/ Borraccino. Domani incontro con partenariato per misure contro COVID-19


BORRACCINO: DOMANI RIUNIONE CON IL PARTENARIATO ECONOMICO SOCIALE PER VARARE LE MISURE MESSE IN CAMPO DALLA REGIONE PER FRONTEGGIARE LA CRISI CAUSATA DALL’EPIDEMIA IN CORSO E SOSTENERE ATTIVITÀ ECONOMICHE, PMI, LAVORATORI AUTONOMI E PARTITE IVA.

Nota dell’assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino: “È stata convocata per domani, venerdì 24 aprile alle ore 15.30, la riunione del Partenariato Economico-Sociale della Regione Puglia finalizzata a proseguire, in modalità video-conferenza, il confronto già avviato nel corso del precedente incontro (svoltosi la scorsa settimana) con l’obiettivo di fare il punto e definire gli strumenti proposti dal Governo regionale per fronteggiare le ricadute negative sul nostro sistema economico e produttivo causate dal diffondersi dell’epidemia da Covid-19.

Con la convocazione dell’incontro, inviata mercoledì scorso, abbiamo trasmesso a tutti i soggetti invitati al Tavolo (associazioni datoriali, organizzazioni di categoria, sindacati, Camere di Commercio, sistema degli enti locali, forum del Terzo Settore e rappresentanti dell’economia sociale) le prime proposte elaborate dalla Regione Puglia relative ai dispositivi riguardanti, fondamentalmente, due importanti misure varate dal Governo regionale sulle quali già c’era stata ampia condivisione nel corso della precedente riunione.

Mi riferisco in particolare: – al nuovo “Titolo II – Emergenza COVID 19”,

  • destinato a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese di ogni settore produttivo con un contributo a fondo perduto in aggiunta alla copertura degli interessi, da destinare alle immediate necessità per fronteggiare la crisi e assicurare la più ampia ripresa delle attività economiche nella cosiddetta “fase 2”;
  • al nuovo “Microprestito Emergenza COVID 19” – rivolto a tutte le micro-imprese, ai titolari di partita IVA, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, finalizzato a concedere prestiti a tasso zero, erogati direttamente dalla Regione Puglia tramite la società in house “Puglia Sviluppo”, con procedure semplificate e da restituire in 6 anni (con un preammortamento nei primi 12 mesi), finalizzati a ricostituire la liquidità necessaria a sostenere la ripresa.

Il nostro auspicio è quello di ottenere domani, dal PES, il via libera agli strumenti proposti e alle bozze di lavoro già predisposte e sottoposte alla valutazione di tutti, al fine di poter, poi, approvare e pubblicare, in brevissimo tempo, gli Avvisi, in modo da consentire immediatamente dopo l’invio delle domande da parte dei destinatari delle misure e dispiegare, così, tutte le energie messe a disposizione dal Governo regionale, in piena sintonia con il Presidente Michele Emiliano, per sostenere il sistema economico e produttivo pugliese e per contribuire a mantenere i livelli occupazionali pre crisi da COVID,  con risorse complessive pari a circa 450 milioni di euro.

Come abbiamo sostenuto in molte circostanze in queste settimane, la Regione Puglia farà tutto quanto è nelle sue possibilità per dimostrare concretamente di stare al fianco di imprese, attività economiche, lavoratori autonomi, professionisti e partite IVA affinché possano affrontare con maggiore serenità le sfide difficili che questa emergenza sanitaria ci pone davanti, garantendo anche il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.”

Bari/ Regione. Per i 100 anni della Repubblica d’Albania un ulivo pugliese in dono


Ulivo secolare. (La foto è indicativa)

di EuroPuglia – Un ulivo secolare come l’amicizia tra la Puglia e l’ Albania. È questa la frase apposta sulla targa in bronzo fuso realizzata dal maestro Pietro De Scisciolo, posizionata davanti ad un ulivo pugliese secolare, donato all’Albania in occasione della festa per i cento anni della Repubblica.

L’iniziativa, che intende celebrare gli straordinari rapporti culturali, sociali ed economici tra i due paesi, vede il sostegno di Fiera e Autorità Portuale del Levante, Consiglio Regionale della Puglia e Camera di Commercio di Bari.

L’albero, trasportato al porto di Bari dopo una breve cerimonia in Fiera, sul piazzale antistante l’ingresso orientale del nuovo padiglione, verrà piantato nei giardini del palazzo della Presidenza della Repubblica a Tirana. L’ulivo è stato imbarcato a bordo di un traghetto della compagnia di navigazione Adria Ferries, rappresentata a Bari dall’Agenzia Marittima P. Santelia, che si è accollata gli oneri relativi al trasferimento di andata e ritorno; rispondendo con entusiasmo alla proposta del Presidente dell’Autorità Portuale del Levante Mariani di “aderire all’iniziativa della Fiera del Levante”.

Oltre l’Adriatico/ Il VI corso di Cesforia, intervista al prof. Franco Botta, Università di Bari


di Vincenzo Legrottaglie – Bari. Si è concluso da poco il VI corso di relazioni interadriatiche promosso dall’Università degli Studi “Aldo Moro”, Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo e alla Cultura. Per quasi due settimane docenti e studenti italiani e dei Balcani Occidentali si sono confrontati nel capoluogo pugliese sull’avvincete tema: “Raccontare e costruire un’Europa Adriatica”. A conclusione dell’evento la redazione di “Rassegna Stampa Militare” ha voluto approfondire le tematiche di oltre Adriatico con l’organizzatore principale del corso, il professor Franco Botta, docente di economia e politica del lavoro presso la facoltà di scienze politiche dell’Università di Bari e attualmente presidente del CESFORIA (centro di studi e formazione nelle relazioni interadriatiche).

Il corso è stato realizzato anche grazie all’impegno profuso dal comitato organizzativo composto da: Vito Buono, Antonella Strisciuglio, Marco Di Sapia, Giovanni Calabrese, Natale Parisi e M. Irene Paolino.

1) D. (Legrottaglie) Come nasce il Cesforia?

R. (Prof. Botta) Sono un docente di politica economica. Ho dedicato particolare attenzione alle questioni dello sviluppo ed ho molto lavorato sulla Puglia. Ho pensato che la fine della separazione tra le due rive potesse essere una buona occasione per fare sviluppo. Quando i nostri vicini sono tornati si è intensificata la possibilità di fare scambi e di andare in quei paesi, a partire dall’Albania, e per loro di tornare in Italia.  Mi è sembrato che potesse essere una buona occasione, perché ho molto lavorato sull’idea che la prossimità possa essere una risorsa. Quando si è vicini ci si conosce. Si possono avere rapporti di buon vicinato o rapporti più intensi. Da questo nasce l’idea. Ne ho parlato con i presidi di due facoltà dell’Università di Bari: quello di scienze politiche e di lingue e letterature straniere che sono i soggetti promotori di Cesforia. Sono loro che mi hanno dato una mano sulla possibilità di un centro che lavorasse proprio sulle relazioni interadriatiche per creare un luogo di incontro, di scambio di idee.

2) D. Come si concretizza in realtà l’incontro tra le due sponde dell’Adriatico?

R. Una delle prime idee che ci è venuta è quella di offrire in Italia uno spazio per gli studenti che lì facevano fatica a parlarsi. Lei sa che gli albanesi e i serbi non si parlano, ma anche i croati e i serbi, idem i macedoni e gli albanesi. Abbiamo pensato di organizzare un corso di  due settimane in Italia usando la nostra lingua, la lingua italiana per incontrare studenti, per parlare e per fare in modo che loro si parlassero e questo ha funzionato benissimo. Siamo già al sesto anno di questo corso. E’ un corso riservato agli studenti della riva orientale che conoscono l’italiano. Aver scelto l’italiano è una risorsa, ma nel contempo un limite. E’ una rete che si costruisce in primo luogo con gli istituti di italianistica di quei paesi e loro ci aiutano a selezionare gli studenti. Noi chiediamo studenti che non siano solo studenti di facoltà letterarie, economia, scienze politiche, giornalismo. Ogni anno c’è sempre un’apprendista giornalista. Progressivamente abbiamo capito che non si trattava di far conoscere loro la nostra cultura, ma che sempre di più avremmo potuto lavorare sulle relazioni interadriatiche.

3) D. Da quanti anni è nato il Cesforia?

R. Siamo partiti come facoltà di scienze politiche e di lingue e letterature straniere poi progressivamente è nato il Cesforia. Il centro è nato da due anni. Poi, finalmente siamo riusciti ad avere l’adesione della Regione Puglia che ci aiuta a finanziare l’iniziativa. Agli studenti che vengono qui noi offriamo vitto e alloggio, ma chiediamo loro di pagarsi il viaggio.

4) D.. Quali sono stati i punti di forza del VI corso di relazioni interadriatiche?

R. Ogni corso ha un tema monografico; ha una questione che sta al centro del lavoro che svolgiamo. Quest’anno era costruire e raccontare l’Adriatico. E’ stato molto interessante poiché abbiamo colto una minore tensione verso le questioni nazionali e come se sull’altra sponda si avesse più voglia di parlare di Europa, di relazioni tra le due sponde. In alcuni anni abbiamo avuto un po’ di difficoltà: le questioni albanesi, le questioni del Kosovo, della Serbia creavano tensione dentro. La novità è che questo nostro corso attira sempre di più anche studenti italiani. Ormai abbiamo una forte domanda di uditori, di giovani studenti che sono incuriositi dalle questioni adriatiche.

5) D. Se avete percepito minori tensioni interetniche e statali non crede che questo sia dovuto al ricambio generazionale? A vent’anni dell’inizio delle guerre nei Balcani i giovani di oggi possono non avere ricordi di quegli avvenimenti tragici?

R. Si, certamente. Questo lo si coglie negli studenti che provengono dalla ex Jugoslavia. Quest’anno era molto bello. I serbi, i croati, i macedoni parlavano tra di loro facilmente in quella lingua che ormai non esiste più: il serbo-croato. Adesso c’è un grande impegno affinché il Montenegro abbia il montenegrino e la Croazia usi  la sua lingua. Malgrado questi sforzi per creare una separazione gli studenti erano lì tutti insieme e chiacchieravano in una lingua che li unisce ancora. Con gli albanesi è un po’ più complicato. Loro devono parlare necessariamente in italiano se vogliono intendersi con gli slavi.

6) D. Le edizioni Besa Controcorrente divulgano in italiano gli scrittori balcanici. Questo vi aiuta nella vostra missione?

R. Livio Muci, che è editore di Besa, ha una storia più lunga della nostra. Lui è un editore avventuroso. Livio è stato in Albania in anni difficili. Ha molto lavorato ed ha messo su una casa editrice prima nel Paese delle Aquile e poi in Italia; si è sempre occupato in modo particolare di letteratura albanese. La sinergia nasce dal fatto che da qualche anno lavoriamo anche insieme. Lui prima di noi aveva dedicato attenzione l’Albania e a quei paesi. Abbiamo fatto spedizioni insieme nella penisola balcanica. Muci è davvero una persona di grande fascino e uomo intelligente e curioso. E’ un imprenditore vero che scopre talenti.

7) D. La sorpresa di quest’anno è stata la presentazione di un’antologia sulla letteratura macedone. Come è stato divulgare la letteratura macedone ai pugliesi?

R. Non è stata la prima volta. L’anno scorso per esempio abbiamo presentato la letteratura montenegrina e Besa ne sta preparando altre. Non c’è stata l’emozione della prima volta. C’è stata invece una conferma della bontà di questa operazione. Io credo che per essere buoni vicini bisogna conoscersi. Queste antologie che Besa promuove sono ottime occasioni per conoscere una letteratura che è molto intrigante ed interessante.

8) D. I paesi della ex Jugoslavia si presentano ancora nell’immaginario collettivo come un luogo di sofferenza, un luogo pericoloso in cui forse è meglio non andare con riferimento a questioni internazionali ancora non risolte. Invece, si scopre che oltre Adriatico ci sono poeti, scrittori, registi e un grande fermento culturale. Non crede che questo vostro corso contribuisca ad abbattere i pregiudizi?

R. C’è una scarsa attenzione nei confronti di questi paesi. Noi con il nostro corso contribuiamo a fornire informazione e quindi facciamo un lavoro utile. La verità è che gli scambi tra le due rive sono ormai molto intensi e miglior, rispetto al passato. Chi fa turismo nautico racconta che i rapporti con i croati siano in qualche modo più distesi rispetto a qualche anno fa. Io conosco parecchia gente che prima preferiva andare in Grecia con la propria barca anziché in Croazia, perché diceva che i greci erano più cordiali, ma ora ha cambiato idea. Forse perché ci si conosce meglio, forse perché l’Italia ha rinunciato a qualunque ambizione territoriale, certo è che  i rapporti tra i croati e gli italiani sono molto migliorati. Chi poi frequenta quei paesi scopre come la situazione è interessante, piacevole sia per vacanza che per fare impresa. I dati economici dicono che il commercio estero, le importazioni e le esportazioni sono davvero molto significative. Per un paese come l’Albania, la Puglia è certamente ai primi posti per la presenza di imprese e tutti raccontano che si lavora bene con gli albanesi.

9) D. L’autovettura Fiat 500 Lounge viene prodotta in Serbia. Lei come vede lo sviluppo serbo alla luce della delocalizzazione di imprese italiane e internazionali?

R. La delocalizzazione delle imprese e gli investimenti esteri, la presenza italiana in tutti quei paesi è ormai una realtà consolidata. La novità di questi anni sta nel rilancio di una forte presenza che c’era già nel passato. Quindi non è una novità assoluta. Credo che sia una cosa interessante che si intensifichino le relazioni economiche con questi paesi. I problemi ci sono, ma sono legati non tanto agli investimenti in Serbia ma al fatto che bisognerebbe fare investimenti anche in Italia. Cosa che la Fiat in questi anni non ha fatto. Penso che bisogna costruire buone relazioni con i nostri vicini. Gli economisti vedono da sempre i mercati di quei paesi e i mercati italiani come complementari. Essere complementari significa che in qualche modo i mercati e le economie possono integrarsi facilmente. I paesi balcanici hanno materie prime che noi non abbiamo ed hanno competenze che possono esserci utili. Si può lavorare bene insieme. Quando le cose hanno funzionato, quando non c’erano ostacoli politici la complementarietà ha dato il meglio di sé, ha portato buoni risultati sia da noi che nei paesi vicini.

10) D. I Balcani quindi sono un’opportunità per l’economia italiana. A Bari si è conclusa non da molto la Fiera del Levante. La 76^ edizione è stata caratterizzata dall’assenza dei paesi di oltre Adriatico. Lei in questo non vede una contraddizione?

R. La Fiera del Levante sta attraversando un periodo difficile, come tutte le fiere. Spero che la Fiera torni ad svolgere il ruolo di essere un buon ponte. Si è progettata sempre come una fiera del Levante,  guardando più al Mediterraneo che ai paesi balcanici. Io che auspico un’Europa adriatica, un pezzo di Europa che aiuti il resto della Unione a misurarsi con il Mediterraneo, auspico che la Fiera possa svolgere un ruolo in questa costruzione. Abbiamo bisogno di portare in Europa quei paesi europei che sono nei Balcani, ma che non sono ancora nella Unione. L’Europa ha bisogno di quel pezzo di Europa che sta nell’Adriatico e che guarda al Mediterraneo. Spero veramente che la Fiera del Levante possa contribuire a questo nostro progetto.

Vincenzo LEGROTTAGLIE

Pirati/ Marò arrestati in India. Le Associazioni d’Arma si muovono compatte per la solidarietà ai due militari pugliesi.


Programma evento

Le Associazioni:

  • Assoarma;
  • Apulia ONLUS;
  • Bersaglieri;
  • Ex allievi Scuola Militare Nunziatella;
  • Fanti;
  • Marinai;
  • Paracadutisti;
  • Ufficiali provenienti dal servizio attivo;
  • UNUCI;

promuovono una “manifestazione di solidarietà” a favore dei due Marò trattenuti in India: Massimiliano
Latorre e Salvatore Girone.

La manifestazione ha lo scopo di mobilitare l’opinione pubblica al fine di sensibilizzare le autorità locali e
nazionali a mantenere alta l’attenzione e la pressione diplomatica per esperire tutti i tentavi utili per
riportarli a casa.

Le associazioni invitano i Presidenti della Regione Puglia e della Provincia di Bari, il Sindaco di Bari, le
autorità civili, militari e religiose e tutti i cittadini vicini al personale del comparto difesa e sicurezza a
prendere parte all’iniziativa di solidarietà che si svolgerà venerdì 16 marzo alle ore 17, pressi Ufficio
Territoriale di Governo e a seguire presso la Sala Consiliare del Comune Bari in Corso Vittorio Emanuele.
La scelta del luogo, dal forte valore simbolico per la duplice presenza dell’Istituzione che rappresenta il
Governo e quella che rappresenta più da vicino i cittadini, ha come obiettivo quello di raccogliere
idealmente sia le istituzioni sia la cittadinanza attiva in un unico abbraccio ai sui figli che servono la Patria in
armi.

Programma dell’evento:

  • Ore 17: 00 – riunione dei partecipanti in via Villari, nei pressi Ass. Bersaglieri/UNUCI;
  • afflusso in Piazza della Libertà, Palazzo del Governo;
  • Ore 17: 15 – ingresso in aula consiliare del Comune;
  • briefing sulla situazione dei nostri due connazionali;
  • eventuale conferenza stampa.

E’ gradita la partecipazione alla manifestazione di cittadini con la Bandiera Tricolore e/o con coccarda,
sciarpa gialla in sintonia con l’iniziativa promossa da Stato Maggiore Marina.


L’email promossa dalla Marina Militare

Firmato:

  • il Pres. di Assoarma Bari Gen. Felice MARCHESE;
  • il Pres. dell’ Associazione Apulia ONLUS dott. Leonardo D’ELIA,
  • il Pres. dell’ Associazione Ex allievi Scuola Militare Nunziatella regione Puglia Prof. Raffaele COPPOLA;
  • il Pres. dell’ Associazione Nazionale Bersaglieri Bari dott. Giorgio RICCIO;
  • il Pres. dell’ Associazione Nazionale del Fante Bari Avv. Vito TITANO;
  • il Pres. dell’ Associazione Nazionale Marinai d’Italia dott. Pasquale TRIZIO;
  • il Pres. dell’ Associazione Nazionale Paracadutisti Bari dott. Annibale MICHELETTI;
  • il Pres. dell’ Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia Gen. Amato MANSI;
  • il Pres. dell’ Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo, Bari Gen. Michele GENCHI