Archivi tag: Nave “Comandante Cigala Fulgosi”

Roma/ NAC SEA DAY 2013. Il Consiglio Atlantico a bordo di Nave “Cavour”


Roma, 30 settembre 2013 –  I massimi vertici della NATO riuniti a bordo di Nave Cavour al largo delle coste della Sardegna per seguire da vicino l’addestramento delle Forze aereonavali dell’Alleanza.

La Brillant Mariner 2013, un’attività a guida italiana iniziata il 26 settembre con impegnati oltre 5000 tra uomini e donne imbarcati su 21 Unità Navali delle Marine di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Turchia si svolge in concomitanza della Mare Aperto 2013, esercitazione con l’obiettivo di validare la Maritime Response Force della NATO ove l’Italia partecipa con 3150 uomini e donne in forza: alle componenti specialistiche degli aeromobili imbarcati, della Brigata Marina San Marco, Nave Cavour, i Cacciatorpediniere Duilio e Mimbelli, l’Unità anfibia San Marco, le fregate Aliseo, Espero e Grecale, la rifornitrice Stromboli, la corvetta Fenice, i pattugliatori Foscari e Cigala Fulgosi, i cacciamine Crotone e Milazzo ed il sommergibile Pelosi, nonché 8 elicotteri di cui 5 EH 101, 2 AB 212, 1 SH90 e 8 aerei Harrier AV8B.

A ricevere a bordo le massime autorità della NATO, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli il quale nel suo discorso di benvenuto ha voluto sottolineare l’importanza delle Forze Armate e del loro addestramento “la formazione e la prontezza  operativa delle nostre forze sono la  vera sfida di oggi, dobbiamo fare del nostro meglio per mantenere alto il livello di interoperabilità raggiunto  attraverso le nostre comuni missioni” e poi ha aggiunto “la nostra credibilità, il nuovo ruolo della deterrenza militare che gioca una parte chiave nella Diplomazia e nel supporto alla Diplomazia sono concetti basati sulla nostra capacità e tempestività di risposta, aspetti che sono intrinsecamente legati all’addestramento ed alla preparazione delle forze”.

Ai rappresentanti degli organi di informazione che hanno chiesto il nesso tra le operazioni militari della NATO, in corso nel Mar Tirreno, e la situazione siriana, unanime è stata la risposta dei massimi vertici dell’Alleanza: la NATO è presente, credibile e pronta ad intervenire ove fosse richiesto ma non c’è connessione tra ciò che in questi giorni stiamo facendo in mare e le diverse situazioni di crisi che minacciano la stabilità dell’area Mediterranea.

Una giornata dedicata interamente agli Ambasciatori del Consiglio del Nord Atlantico ed al Comitato Militare della NATO – NAC-MC SEA DAY – un evento, organizzato su base biennale, con l’obiettivo di dimostrare ai componenti del Consiglio Atlantico e del Comitato Militare, le capacità ed il livello di prontezza delle Forze di Reazione Rapida della NATO ovvero delle forze standing della NATO. All’Italia l’onore di ospitare l’evento del 2013. Nel recente passato il ruolo di  “Host Nation” è stato assunto dalla Spagna (nel 2003), dalla Grecia (nel 2005), dall’Italia (nel 2007) e poi di nuovo dalla Spagna nel 2009. Nel 2011, premessa la disponibilità italiana ad ospitarlo nuovamente, ma con la crisi Libica in corso, l’attività è stata cancellata. Quest’anno, tenuto conto che all’esercitazione Brillant Mariner avrebbero preso parte i gruppi navali NATO già presenti in mediterraneo (denominati Standing Naval Maritime Group 2– SNMG2 e Standing Naval Mine Counter Misure Group 2-SNMCMG2), il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa ha ritenuto ottimale la condizione creatasi anche per la realizzazione del NAC SEA DAY 2013 a bordo di Nave Cavour, flagship e principale assetto di supporto alla NATO in concomitanza con l’esercitazione Mare Aperto 2013, in linea più moderni principi di Connected Force Initiative dell’Alleanza.

da Nave C. Cigala Fulgosi/ Salvataggi. La Difesa in mare per salvare vite umane


Elicottero a bordo di Nave "Comandante Cigala Fulgosi"
Elicottero a bordo di Nave “Comandante Cigala Fulgosi”

Proprio nel giorno successivo a quello in cui Sua Santità Papa Francesco ha evidenziato il dramma dei migranti scomparsi in mare nel corso della “traversata della speranza”, si è conclusa positivamente la vicenda di un natante in difficoltà localizzato da un elicottero AB212 di Nave “Cigala Fulgosi” della Marina Militare.

A bordo 31 migranti, tra essi quattro donne di cui due in stato interessante che sono state trasbordate a bordo dell’Unità della Marina Militare, giunta alla massima velocità per prestare soccorso.

Un lavoro immane e silenzioso, non scevro da difficoltà e rischi, quello svolto dagli uomini e donne della Marina Militare che nello stretto di Sicilia, per il tramite dei suoi bracci operativi, la Squadra Navale e la Guardia Costiera, negli ultimi 10 anni ha effettuato oltre 70.000 interventi di salvataggio a favore di chi si trovava in grave rischio e pericolo di vita in mare. Operazioni di salvataggio condotte anche in sinergia con i mezzi della Guardia di Finanza, che hanno consentito di trarre in salvo circa 145.000 migranti, tra cui numerose donne e bambini, nell’ambito delle attività istituzionali di presenza e sorveglianza dei mari di interesse.

Segue una breve galleria di foto di Nave “Comandante Cigala Fulgosi” scattate da Antonio Conte il 21 Giugno 2013, a La Valletta, Malta durante l’Esercitazione “Canale 2013”

Malta/ Esercitazione “Canale 2013”: un programma ventennale utile alla costruzione della Pace Mediterranea


L'Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi, Comandante CINCNAV nell'intervista congiunta con il Comandante delle Forze Armate di Malta (AFM), Brigadier Martin G. Xuereb.
L’Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi, Comandante CINCNAV nell’intervista congiunta con il Comandante delle Forze Armate di Malta (AFM), Brigadier Martin G. Xuereb.

Bari, 23 Giugno 2013. Reportage e foto a cura dell’inviato Antonio Conte – L’Esercitazione annuale multinazionale “CANALE 2013” è riuscita molto bene, è stata messa quindi a dimora la diciannovesima “boa” lungo la rotta della Pace tra gli stati del “5+5” del Mediterraneo, ma la “boa” è la metafora del lungo percorso temporale ormai giunto ai venti anni. Si ritiene quindi a ragione che questa Esercitazione abbia tutte le carte in regola per dare un importante contributo alle relazioni di cooperazione e sinergia tra le marine, le forze armate e le forze di polizia degli stati bagnati dal “Mediterraneo”.

Nel dettaglio “Canale” è un’interessante esercitazione condotta nel Sud del Mar Mediterraneo, ed è giunta ormai alla sua 19° Edizione con accordi bilaterali tra Italia e Malta. Questa edizione è stata curata dalle Forze Armate Maltesi (AFM). L’evento ha richiesto una collaborazione militare a livello strategico con il coinvolgimento di 10 Stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Un luogo comune, pensato insieme per risultati che non sono possibili senza la partecipazione di tutti. La formula del Combined è quindi determinante, così come la necessità di lavorare in Joint, ovvero in stretta collaborazione; quello che in questa esercitazione è mostrato rappresenta quello che accade ogni giorno e soprattutto ogni notte nel controllo delle attività e dei transiti marittimi nel Mediterraneo.

In foto: Antonio Conte, Fotoreporter per "Rassegna Stampa Militare" ha partecipato alla Giornata VIP Media Day del 21 Giugno 2013 dell'Esercitazione "Canale 2013"
In foto: Antonio Conte, Fotoreporter per “Rassegna Stampa Militare” ha partecipato alla Giornata VIP Media Day del 21 Giugno 2013 dell’Esercitazione “Canale 2013”

La formula di collaborazione ormai nota con la denominazione “5+5” fonde le attività aeronavali in uno sforzo tecnico militare unitario di Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Malta, per la sponda europea, e Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia, per la sponda dei paesi del Maghreb arabo. Si tratta di una straordinaria occasione, in cui però non mancano le difficoltà, di conoscenza reciproca tra uomini e tra istituzioni: di fatto è un momento concreto dal quale continuare il discorso di “Peace Support” nel Mediterraneo.

Alla Conferenza con i Media italiani ed esteri, tenuta il 21 Giugno scorso nell’ultimo giorno dell’Esercitazione, erano presenti l’Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi, Comandante del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) per le Forze Armate Italiane ed il Brigadiere Generale Martin G. Xuereb, Comandante delle Forze Armate di Malta (AFM).

Hanno anche partecipato Amm. D. Alessandro Piroli, Controammiraglio Vincenzo De Luca, Capo III Rep. Comando Gen. CP. e Gen. B. Sebastiano Comitini, Comandante 2° Brigata Mobile Carabinieri. Tra gli addetti militari il Col. Bensmaine Ali per l’Algeria, il Col. Jimenez Garcia Jose per la Spagna, il C.F. Ortolo Laurent per la Francia, il Senior Cap. Ameur Khaled per la Tunisia.

In foto: Nave "Comandante Cigala Fulgosi", al comando del Capitano di Fregata Massimiliano Lauretti a La Valletta, Malta, Porto "Grand Harbour". Foto di Antonio Conte. 21 Giugno 2013
In foto: Nave “Comandante Cigala Fulgosi”, al comando del Capitano di Fregata Massimiliano Lauretti a La Valletta, Malta, Porto “Grand Harbour”. Foto di Antonio Conte. 21 Giugno 2013

“Le difficoltà delle prove da affrontare durante la “Canale” sono molteplici – ha detto l’Amm. S.Q. Filippo Maria Foffi durante l’intervista – se guardiamo anche agli aspetti tecnici del recupero di uomini e donne spesso svolto in difficili condizioni di mare e di notte, che di per se aumentano anche il pericolo di vita. Credo sia stato raggiunto, in questa area, un buon coordinamento tra le marine interessate a questa esercitazione, e ciò consente di parlare di operazioni efficaci, soprattutto se pensiamo che questo risultato è al netto delle garanzie di sicurezza assicurate alle persone soccorse, ovvero con l’esclusione del pericolo di vita durante le operazioni di soccorso. Dopodiché le persone soccorse vengono sistemate a bordo di unità e vengono trasportate a terra dove viene garantita loro adeguata accoglienza ed ancora dove vi è la necessità di verifica dei diritti necessari al raggiungimento delle destinazioni che essi dichiarano. Tali, spesse volte non facili procedure, ovviamente sono di competenza di altre Istituzioni”.

“Quello che io ho rappresentato – ha aggiunto l’Amm. Foffi, rispondendo alle domande dei giornalisti – nel discorso fatto a nome del Capo di Stato Maggiore della Difesa Italiana è nella direzione di un coinvolgimento delle forze civili non governative. Perché queste occasioni devono servire a coinvolgere il maggior numero di attori Governativi e Non Governativi e Agenzie che sono importantissime, una per tutte la Protezione Civile dei nostri paesi che interviene già e che è estremamente coinvolta, ma è importante che il livello di interoperatività raggiunga i livelli massimi”.

Le alte Autorità Istituzionali Civili e Militari di Malta
Le alte Autorità Istituzionali Civili e Militari di Malta

Altro aspetto interessante dell’Esercitazione Militare Multinazionale è che vede unite, come si è potuto supporre, e grazie alla pianificazione ed al Coordinamento del Comando Operativo Interforze (COI) le varie Forze Armate Italiane e i diversi reparti e specialità come i Carabinieri, la Guarda Costiera e la Guardia di Finanza. L’occasione di manovrare congiuntamente e in sintonia con un comando multinazionale rappresenta un momento di arricchimento reciproco per i partecipanti. Parte attiva è stato dunque il Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera di Augusta (COMFORPAT).

Tra gli aspetti tattici le operazioni di salvataggio e soccorso, inizialmente organizzate tra Italia e Malta ora vede la partecipazione complessiva di 10 stati. L’Amm. Foffi, ha anche altre aspettative in merito, ovvero che   dopo la presa in carico di Malta delle operazioni organizzative sia ora la volta delle altre Forze Armate del “5+5”, magari del versante magrebino del Mediterraneo. Infatti una cosa è partecipare altra è organizzare, il livello di partecipazione e collaborazione è certamente più alto e significativo.

Il calendario delle attività svolte a Malta e nei suoi mari e negli spazi aerei è stato il seguente. Il 16 e 17 Giugno le navi e poi gli aerei militari sono arrivati a Malta. Il 17 Giugno, dopo la conferenza iniziale, ha avuto luogo l’Esercitazione EOD (Explosives Ordinance Disposal, cioè la Bonifica di Ordigni Esplosivi): attività subacquee e di unità nella condotta di operazioni di Ispezione a bordo di navi mercantili. Attività che favoriscono ed incoraggiano la cooperazione e integrazione tra le forze partecipanti nelle operazioni di controllo di naviglio mercantile sospettato di svolgere attività illegali. Le attività hanno visto la partecipazione dei Palombari della Marina Militare e dei Fucilieri della Brigata Marina “San Marco”.

Il 18 e 19 Giugno i mezzi aerei e navali hanno lasciato La Valletta effettuando diverse manovre ed attività che hanno consentito di accrescere lo scambio di esperienze attraverso l’addestramento del personale nell’uso di procedure standard comuni, di allerta e  il corretto uso delle tecniche di SAR, ovvero la Ricerca e Soccorso in mare (SAR) di persone e navi in situazioni di pericolo. Le attività hanno previsto anche la sorveglianza degli spazi marittimi ed il controllo dei traffici mercantili (LME – Maritime Law Enforcement Operations) per il contrasto alle  attività illecite e criminali. L’esercitazione ha previsto fasi distinte finalizzate al mantenimento della sicurezza ed ha come obiettivo principale il miglioramento della cooperazione ed interoperabilità delle capacità operative delle forze aero-navali nelle operazioni di “Peace Support”.

Durante l'intervista internazionale a bordo di Nave "Comandante Cigala Fulgosi". Porto "Grand Harbour" a La Valletta, Malta. 21 Giugno 2013 - Foto di Antonio Conte
Durante l’intervista internazionale a bordo di Nave “Comandante Cigala Fulgosi”. Porto “Grand Harbour” a La Valletta, Malta. 21 Giugno 2013 – Foto di Antonio Conte

Il 21 Giugno ha avuto luogo il “Distinguished Visitor e Media Day” a Malta, presso il Porto “Grand Harbour”, a bordo di Nave “Comandante Cigala Fulgosi”, della Marina Militare, comandata da Capitano di Fregata Massimiliano Lauretti. Tra le varie attività di controllo e vigilanza svolte in Mediterraneo, si può aggiungere che nel 2006 l’Unità ha preso parte all’operazione NATO Active Endeavour, condotta nel Mediterraneo Orientale, con compiti di presenza, sorveglianza, controllo traffico mercantile e contrasto al terrorismo internazionale.

La “Canale 2013” è stata anche il banco di prova di un nuovo velivolo in dotazione alle Forze Armate Italiane, il elicottero HH139A in dotazione al 15° Stormo dell’Aeronautica Militare e dislocato presso l’82º Centro C.S.A.R. di Trapani.

Dopo la conferenza a bordo di Nave “Comandante Cigala Fulgosi” le autorità, le rappresentanze militari e i media presenti si sono spostati presso il Comando delle Forze Armate di Malta dove si è tenuto un rinfresco per la chiusura dei lavori dell’Esercitazione con le più alte autorità Militari e civili di Malta. Evento che si è svolto in un clima di grande collaborazione e calore; le relazioni interpersonali costruite nelle varie fasi delle operazioni hanno favorito un clima di reale amicizia. E’ stato insomma, un grande momento di solidarietà e di convivenza multinazionale, ingrediente davvero necessario se si pensa alle continue migrazioni che partono dal litorale magrebino per andare verso nord sbarcando sulle coste europee. E’ di certo un punto da cui partire ed a cui tornare nella ricerca di uno spazio culturale condiviso.

Le operazioni di volo a Malta sono state assicurate dal 2° Gruppo del 46° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Antonio Conte

Il video è stato prodotto e pubblicato da Armed Forces of Malta (AFM Presso Office) ed è disponibile dal sito http://www.afm.gov.mt.

Sorrento/ Pirati e Somalia. L’emergenza del Mare Forum 2011


7th MARE FORUM ITALY 2011 - Italy and the World - Quo Vadis? Monday 9 May 2011 - Hilton Sorrento Palace, Sorrento - Italy
7th MARE FORUM ITALY 2011 – Italy and the World – Quo Vadis? Monday 9 May 2011 – Hilton Sorrento Palace, Sorrento – Italy

Mare Forum 2011

Si è svolto ieri presso l’Hilton Sorrento Palace l’evento “Mare Forum 2011” anticipato anche dal sito della Federazione Nazionale Agenti Raccomandatari e Mediatori Marittimi. Si tratta del 7° MARE FORUM ITALY 2011 promossa dall’armatore Giuseppe Bottiglieri. Sintomatico il nome assegnato a questa particolare edizione “Italy & the World. Quo Vadis”. Quasi a testimoniare l’incertenza  delle politiche attuali.

La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari.
La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari.

Da un lato il sempre più emergente problema della pirateria somala del Corno d’Africa che sta prendendo una piega di vero affare, tanto che gli spessi pirati non disdegnerebbero di rilasciare regolare ricevuta a fronte del pagamento del riscatto, quasi che si trattasse di attività lecita. Lo riporta una nota ANSA a seguito dello stesso evento. Anzi il problema dei Pirati emerge così prepotentemente che note agenzie di assicurazioni di importanza mondiale propongono un pacchetto ad hoc. E’ Andrew Ward, il direttore della Thomas Miller War Risks Services Limited, a proporlo. E scendendo nel dettaglio ha spiegato come la sua compagnia assicurativa, si sia specializzata anche nei negoziati con i pirati. Sembrerebbe un vero affare per gli armatori, ai quali si promette: “tempi veloci, ove possibile, medico per i marittimi a bordo, assistenza psicologica ai familiari”. E naturalmente si pensa anche ad un “Bonus nel corso del sequestro ai marittimi”, se invece la nave viene dirottata nei piccoli porti, come spesso ovviamente accade, la quota assicurativa prevede anche la “sussistenza di vivande”. Tutto questo sarebbe tradotto in un danno per le compagnie marittime di 12 miliardi di dollari solo per il 2010.

Dall’altro lato invece, la posizione politica italiana non è chiara, o non lo è ancora. La settimana scorsa appariva su Epolis Bari un articolo dal titolo “Piratieria: militari sulle navi” con titoletto “Via libera dopo la un riunione a Montecitorio”. Nell’artico si anticipa un Decreto Legge del Governo, che dovrebbe essere operativo in poco meno di un mese. Si tratta di un provvedimento che gli armatori attendevano da tempo e che permetterà una difesa armata a bordo delle stesse navi con contractor privati e, meglio sarebbe con Militari. Ma anche la nota ANSA titola “Mare: Forum 2011 a Sorrento; contro pirateria agenti a bordo”. Ma intanto dal Mare Forum 2011 partono alcune raccomandazioni. Altre a ribadire la necessità già espressa di una difesa armata si farebbe appello ai sistemi informatici da installare a bordo. Si fa anche presente che sarebbe molto utile un monitoraggio informatico, magari anche con i satelliti, per rilevare dove le navi dei pirati stazionano, al fine di evitarne le rotte.

Giuseppe D’Amato, L’assente di MARE FORUM 2011

Se è stato assente al Mare Forum 2011, putroppo non lo è più dalla lista degli armatori attaccati dai pirati Somali del Corno d’Africa. Infatti, sono noti i recenti eventi di pirateria marittima, che hanno interessato l’Italia, e che l’hanno tenuto lontano dalla settima edizione di “Mare Forum 2011“: e Giuseppe D’Amato, titolare della “Perseveranza Navigazione“, il decano degli armatori napoletani, ha comunque ricevuto la solidarietà dal mondo dell’imprenditoria del mare. E’ ancora alle cronache l’attacco ad una delle sue navi, la “Rosalia D’Amato“, che dall 21 aprile scorso è nelle mani dei pirati del Sud Africa.

Ma quanto è rende ai somali la pirateria?

Le professioni interessate da questo settore economico sono molte e ben rappresentate al Mare Forum 2011, il cui programma riassume in un bell’articolato: armatori, noleggiatori, commercianti, intermediari, spedizionieri, investitori, costruttori, società di classificazione, gli istituti finanziari, politici per le proprie competenze, regolatori e perché no, i media. Una bella fetta di cittadini italiani, insomma, che sono ora costretti a reagire alle nuove emergenze del Corno d’Africa. Infatti si sono riuniti per discutere sullo stato di salute del settore navale, sulle note sfide e sulle eventuali opportunità da affrontare, sono alla ricerca di investimenti intelligenti, e di innovazione. A rischio il valore delle navi ed il carico, gli equipaggi, e infine l’andamento del mercato. Ma ecco i dati, soltanto nei primi mesi del 2011, del resto, gli attacchi in tutto il mondo sono stati ben 142, 97 dei quali al largo della Somalia, con una crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il clima, e la mancanza di un più efficiente contrasto al fenomeno portano questi dati al massimo storico, è un dato riferito dall’International Maritime Bureau (Imb) della Camera di Commercio Internazionale (Icc). Quindi, “una vera e propria emergenza che ha investito anche l’Italia”. E’ il presidente Paolo D’Amico a sostenerlo di Confitarma, l’associazione degli armatori.

Solo dal settembre scorso sono 15 le navi vittime dei pirati. Per frenare questo fenomeno tutti i governi dovrebbero intervenire concertandosi proprio, ed anche, con quei paesi dove la pirateria è diventata un’industria, in modo da monitorare, un po più da vicino, le dinamiche di una guerra civile persistente proprio in Somalia, dove è più rilevante questa attività.

Andando a leggere i dati degli anni scorsi, si nota che lo scorso anno (2009), si è avuto un record con 406 casi. E, dopo il rafforzamento della sorveglianza in prossimità delle coste somale, che era ed è un punto di forte attività da parte dei pirati, si è avuto un aumento di qualche decina di arrembaggi in altre parti, pare che si siano messi in cerca di nuove rotte, sempre più in alto mare, anche facilitati dall’assenza dei monsoni.

Pirateria: se ne'e' parlato al Mare Forum 2011 a Sorrento
Pirateria: se ne’e’ parlato al Mare Forum 2011 a Sorrento

Navi italiane ed equipaggi interessati dagli attacchi dei pirati

Tentiamo qui il punto della situazione, ovvero quante sono le navi e gli equipaggi sono state oggetto di attacco da parte della pirateria Somala? L’elenco è destinato a crescere con le nostre ricerche, ad oggi 10 maggio 2011, ecco lo state dell’arte. Ci riserviamo, quindi di completare l’elenco man mano che affiorano dalla lettura dallo storico degli articoli pubblicati, altri fatti.

  1. La nave Ital Glamour, l’8 maggio 2011 (una prima revisione è a poche ore della pubblicazione dell’articolo). In foto
  2. La motonave Rosalia D’Amato, ad aprile 2011 tuttora nelle mani dei pirati.
  3. La petroliera Savina Caylyn a febbraio 2011
  4. La Alessandra Bottiglieri ad aprile 2011
  5. La nave cisterna Dominia al largo della Nigeria nel mese di 12 gennaio 2011
  6. La motonave italiana Valle di Cordoba il 24 dicembre 2010
  7. Il rimorchiatore d’altura, Buccaneer, sequestrato nell’aprile 2009

La nave “Ital Glamour”, l’8 maggio 2011

Un nuovo attacco – si legge in una nota su un sito web rinvenuta quasi per caso poco fa – ad una nave italiana da parte dei pirati somali. Come riferisce la Marina Militare la nave ‘Ital Glamour’ (vedi la foto) è stata presa di mira da quattro pirati armati a bordo di un’imbarcazione. Nel corso dell’attacco “sono stati esplosi da parte dei pirati vari colpi di armi da fuoco ed alcune granate, una delle quali è rimasta inesplosa a bordo”. A quanto si dice in questo articolo del sito h24notizie.com, in soccorso del mercantile italiano è intervenuta la Fregata Espero della Marina, impegnata da febbraio nell’Oceano Indiano nell’ambito dell’operazione antipirateria ‘Atalanta’ dell’Unione Europea. Fortunatamente la ‘Ital Glamour’ è riuscita a eludere il tentativo di abbordaggio da parte dei pirati grazie ad una serie di cambi di rotta e manovre evasive. Mentre la Fregata Espero si è diretta alla massima velocità verso la posizione del mercantile italiano per effettuare una ricognizione a bordo e prestare l’assistenza del caso all’equipaggio. Intanto è stato anche fatta la bonifica delle granate inesplose. Il team, composto da palombari specializzati della Marina Militare, è stato quindi trasferito a bordo del mercantile ed ha proceduto alla neutralizzazione dell’ordigno inesploso.

La motonave Rosalia D’Amato, 21 aprile 2011 tuttora nelle mani dei pirati.

L’attacco ed il sequestro della motonave italiana ‘Rosalia D’Amato’, da parte dei pirati somali è avvenuto il 21 aprile 2011 attorno alle 4, ora centrale europea, nel Mar Arabico. A bordo 22 uomini d’equipaggio fra cui sei italiani e 16 filippini. La motonave, di proprietà della ‘Perseveranza Navigazione’ dell’armatore Angelo D’Amato, trasporta della soja. Era partita dal Brasile, diretta in Iran. Al momento dell’abbordaggio si trovava a circa 320 miglia a sud dell’Oman. I pirati si starebbero dirigendo verso la Somalia.

La “Alessandra Bottiglieri” ad aprile 2011

Il 14 dicembre è la volata del mercantile italiano, il ‘Michele Bottiglieri’, attaccato dai pirati mentre si trova in navigazione nel Golfo di Oman. Contro la nave e’ esploso anche un colpo d’arma da fuoco che ha danneggiato un’antenna satellitare. Per sfuggire all’attacco la nave mise in atto una serie di manovre ‘evasive’, procedendo a zig zag e riuscendo cosi’ a distanziare gli assalitori. Non si registrano feriti tra i membri dell’equipaggio, composto da tre italiani (tra cui il comandante della nave) e da 20 marinai filippini.

La petroliera “Savina Caylyn” abbordata l’8 febbraio 2011

Sulla vicenda della petroliera italiana Savina Caylyn, abbordata all’alba dell’8 febbraio da 5 pirati somali, non se ne sa più nulla. Ne da altri articoli sul web ne alcuno altro rilascia informazioni sugli sviluppi della situazione. In un articolo pubblicato sul Sole24Ore di Andrea Gaiani del 15 febbraio 2011, si affermava che “secondo fonti qualificate a imporre il più rigido riserbo ai militari avrebbe provveduto un ordine del Ministro della DifesaIgnazio La Russa, che aveva bocciato l’intesa raggiunta tra Marina e armatori,resa nota nei giorni scorsi, per consentire l’imbarco di fucilieri del Reggimento San Marco sui mercantili”. Sempre in questo autorevole articolo sembrerebbe che nave Zeffiro e Fulgosi siano rimasti in prossimità della petroliera tenendola sotto il costante controllo con la strumentazione elettronica di sorveglianza. Questo almeno, si scriveva, il 15 febbraio scorso.

La nave cisterna “Dominia” al largo della Nigeria nel mese di 12 gennaio 2011

La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari, e’ stata catturata dai pirati al largo delle coste nigeriane il 12 gennaio 2011 intorno alle tre ora italiana. E’ stata liberata nello stesso giorno, solo per alcune ore. Nessuna conseguenza o danno per l’equipaggio italiano (tre uomini tra cui il comandante) ne’ per la nave. A bordo del mercantile – 176 metri di lunghezza e 25 tonnellate di stazza – vi erano 22 uomini di equipaggio, tre dei quali italiani (il comandante fra questi) gli altri di nazionalita’ filippina. Le notizie sono state diramate dalla Farnesina, che precisava che il Ministero degli Esteri,aveva seguito la vicenda sin dalle prime ore del sequestro in raccordo con il Ministero della Difesa e in particolare con il Comando generale della Capitaneria di Porto.

La motonave italiana ‘Valle di Cordoba’ il 24 dicembre 2010

A mezzogiorno del 24 dicembre 2010, la motonave italiana ‘Valle di Cordoba’ navigava a circa 60 miglia dalla Costa di Lagos, nelle acque davanti alla Nigeria quando fu attaccata e sequestrata dai 18 pirati armati di kalashnikov. La nave e’ stata quindi portata a circa 40 miglia al largo, dove i pirati hanno organizzato il trasferimento su una bettolina della benzina. Nessun danno hanno subito gli uomini dell’equipaggio. E’ stata liberata il 27 dicembre 2010. Il comandante della imbarcazione dichiarò di aver subito il furto di 5.000 tonnellate di benzina, oggetti d’oro e piccole somme di denaro.

Il rimorchiatore d’altura Buccaneer, sequestrato l’11 aprile 2009

Il rimorchiatore d’altura Buccaneer, della Micoperi di una società marittima del ravennate era stato sequestrato da pirati somali nel marzo 2009 nel Golfo di Aden con a bordo dieci italiani (tra i quali il capitano), cinque romeni e un croato, è stato poi rilasciato nell’agosto dello stesso anno. Voci discordanti affermano da un lato il pagamento di un riscatto, sembrerebbe di 4 milioni di euro, mai confermato dalla Farnesina, che invece afferma il contrario “nessun riscatto è stato pagato” anzi da voce di una risoluzione con trattata direttamente con un esponente governo provvisonio di Somalia. Tuttavia, si tratta della prima nave italiana catturata, sebbene precedentemente una dozzina sono invece state attaccate, ma senza successo. Alla fine sono stati liberati tutti e sedici i marinai poi scortati verso Gibuti di nave della Marina militare San Giorgio, che da tempo si trova in zona proprio per seguire da vicino il sequestro.

Circa altre navi attaccate di recente

  • Il 3 febbraio a cadere nella rete criminale dei pirati e’ un mercantile battente bandiera nordcoreana.
  • Il 28 gennaio i pirati somali sequestrano una nave cambogiana al largo di Berbera, il principale porto del Somaliland, Stato dell’Africa Orientale.
  • l 16 gennaio l’equipaggio della fregata turca Goekova, sempre nel Golfo di Aden, cattura sei pirati somali che avevano attaccato un’imbarcazione indiana. Il 2 gennaio e’ la volta di un cargo battente bandiera britannica con 25 membri di equipaggio. Il 1 gennaio una nave cisterna con a bordo sostanze chimiche viene sequestrata dai pirati somali nel Golfo di Aden.

Antonio Conte

I riferimenti per questo articolo.