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Albertville/ Fanfare. Conclusa la 41^ edizione del “Festival International de Musiques Militaires”


Libri: Fanfara e Bersaglieri


La fanfara “Tramonti – Crosta” sabato 7 e domenica 8 luglio 2018 hanno partecipato ad Albertville nel dipartimento della Savoia, alla 41^ edizione del  “Festival International de Musiques Militaires”. Le nazioni partecipanti sono state sette: AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA, MOLDAVIA, POLONIA, RUSSIA, SVIZZERA.

Il programma ha previsto nella tarda mattinata di sabato, l’accoglienza di tutte le formazioni ai giardini del Castello Manuel de Locatel, mentre nel primo pomeriggio le prove singole alla Halle Olympique In Seguito le prove generali.

Alle ore 17.00 si è aperto il Festival con il Défilé nel centro di Albertville, l’arrivo è stato in Piazza Europa dove a turno tutti i complessi hanno eseguito un breve concerto. La “Lonate” è stata l’ultima ad irrompere di corsa nella piazza gremita all’inverosimile, decisamente una interessante premessa.

Alle ore 21.00 è iniziato il Tattoo militare “Grande Parata delle Nazioni” alla Halle Olympique occupata in ogni ordine di posto, dove ogni gruppo ha presentato il proprio spettacolo/carosello per la durata di 20 minuti.

E’ stata una lunga notte con lo spettacolo, la “Tramonti-Crosta” in ordine di ingresso è stata penultima, alle 23.30.  Questa magnifica struttura olimpica ha accolto la Fanfara al passo di corsa, la platea si è scaldata, la fanfara al comando di Davide Roncolato ha disegnato varie figure che il pubblico ha sottolineato con scroscianti applausi sino alla loro uscita.

In seguito il grande finale con tutte le formazioni, ma la lunga ed imprevedibile nottata si è conclusa con la fanfara “Giramondo” come Guardia d’Onore alle fiaccole, preludio all’imminente spettacolo pirotecnico. Tutti molto provati, ma soddisfatti hanno raggiunto l’albergo alla 1.30.

Poi, Domenica alle ore 10.00  “Albertville in Festa” con le musiche delle 7 nazioni e Défilé nel centro città, l’arrivo è al Municipio dove è prevista la rassegna del Sindaco Frédéric Burnier che al termine della manifestazione riceve i rappresentanti di ogni formazione per il classico scambio omaggi.

Alle 14.30 si è rinnovato il Tattoo denominato Festival “Musiques en Liberté” alla Halle Olympique, sono state 3 ore di grande spettacolo musicale con oltre 350 musicanti, la “Tramonti – Crosta” ha ripetuto le stesse figure e lo stesso finale raccogliendo ancora una volta numerosi consensi e applausi.

Bers. Gianclaudio Ruggeri


Libri: Fanfara: Piano solo


 

Roma/ Difesa, Trasporto Aereo. Operativa la partecipazione dell’Italia nel Comando Europeo


Il pooling e sharing degli aerei militari di sette paesi europei consentirà risparmi sui costi di gestione

Martedì, 12 gennaio avrà luogo formalmente il passaggio di gran parte della flotta dei velivoli da trasporto, rifornimento in volo ed evacuazione medica dell’Aeronautica Militare italiana sotto il controllo operativo del Comando Europeo per il Trasporto Aereo (European Air Transport Command – EATC), il comando multinazionale che dal 2010 gestisce ed impiega i velivoli messi a disposizione dai Paesi che aderiscono a questa iniziativa europea.

L’ingresso dell’Italia nell’EATC è avvenuto ufficialmente il 4 Dicembre 2014 a seguito della sottoscrizione da parte del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del documento che ha sancito l’adesione dell’Italia all’accordo a cui partecipano Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna.

L’Aeronautica Militare, effettuerà il “trasferimento di autorità” all’EATC di 31 velivoli tra C- 27J, C-130J e KC 767, appartenenti alla 46^ Brigata Aerea di Pisa e al 14° Stormo di Pratica di Mare, dipendenti dal Comando delle Forze di Supporto e Speciali, con la possibilità di riassumere il controllo dei velivoli, qualora si rendesse necessario per le esigenze nazionali, grazie al previsto meccanismo di revoca del trasferimento di autorità (Revoke Transfer of Authority).

Il Comando Europeo per il Trasporto Aereo, situato ad Eindhoven (NL), si può inquadrare nell’ambito della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune e rappresenta un modello di riferimento senza precedenti, perché consente di applicare il concetto di ‘pooling & sharing’ al settore del trasporto aereo militare. Tale concetto nasce con lo scopo di migliorare e ottimizzare la gestione delle risorse disponibili, grazie alla standardizzazione delle procedure ed all’impiego di una flotta comune più vasta di quelle dei singoli paesi, consentendo notevoli risparmi anche sul fronte finanziario.

L’adesione italiana all’EATC rappresenta un risultato tangibile che valorizza le capacità di trasporto aereo militare e rifornimento in volo nazionale – in particolar modo quelle d’eccellenza – quali il trasporto in alto bio-contenimento – “trasformandole” in crediti esigibili con vettori di altre nazioni europee partecipanti. Tutto ciò assicura una maggiore flessibilità operativa e il contenimento dei costi, riducendo la necessità di ricorrere all’outsourcing tramite ad esempio velivoli commerciali nei casi di indisponibilità di idonei vettori nazionali.

Sarà possibile quindi accedere a capacità di trasporto oversize (ossia di carichi eccezionali), assicurare maggiore corrispondenza tra tipo di velivolo e caratteristiche della richiesta di trasporto, con un sostanziale miglioramento del rapporto costo-efficacia nell’intero settore.

PARIGI/ STRINGIAMOCI A COORTE, LA FRANCIA E’ SOTTO ATTACCO. HOLLAND: “E’ GUERRA!”


epa05024526 A man looks outside the Carillon cafe with bullets holes on the glasses, in Paris, France, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said. French President Francois Hollande says that the attacks in Paris were an 'act of war' carried out by the Islamic State extremist group.  EPA/YOAN VALAT
epa05024526 A man looks outside the Carillon cafe with bullets holes on the glasses, in Paris, France, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said. French President Francois Hollande says that the attacks in Paris were an ‘act of war’ carried out by the Islamic State extremist group. EPA/YOAN VALAT

Parigi, notte tra il 13 e il 14 Novembre 2015 – Qui i fatti!

In Europa e nel mondo civile ogni uomo, ogni donna, ragazzo e anziano è stato ferito dalle notizie francesi. Oggi siamo vicini alla Francia e ai francesi. L’umanità occidentale e no è stata scossa da atti di terrorismo atroce. Ogni uomo si mobiliti a commentare e condannare questi comportamenti, si appresti a spiegare alla gente, al suo prossimo la ragione della pace e della condivisione. Chi resiste sia segnalato, che si aiutino le autorità a comprendere chi siano gli amici e chi viene tra noi a belligerare.

Consapevoli del pericolo, amanti della pace controlliamoci reciprocamente e lasciamo che l’altro si sinceri della nostra buona fede. Costruiamo una politica di pace internazionale. Conquistiamo la solidarietà di popoli a noi vicini come la Russia e altri paesi civili del nord Africa, in Medio oriente, in Oriente e nel resto del mondo.

Non una politica unica, ma la collaborazione tra esse. Occorre ribattere con la pace alle azioni di guerra. La pace si può imporre e far comprendere nella libertà di ogni popolo sovrano. Non si può non stare con la Francia, questo è un attacco all’Europa e alla civiltà della solidarietà ai più miserevoli.

La redazione

Niger/ Charlie Hebdo. Il nuovo simbolo delle libertà occidentali il più incompreso dall’Islam


voltaire
I diritti della vignetta appartengono al suo autore ed alla sua testata

Bari, 21 Gennaio 2015 – Fa riflettere la nuova ondata di odio che si sta abbattendo sulla Francia e sull’Unione Europea a seguito della pubblicazione delle nuove vignette del settimanale Chiarlie Hebdo le cui vicende sono diventate drammaticamente note al mondo. Emergono i limiti culturali raggiunti dal confronto civile e sulla pace tra i mondi islamici e quello occidentale: confronto in cui faticosamente sono impegnate tutte le diplomazie, almeno quelle occidentali proprio per la costruzione del dialogo per la convivenza civile e la cooperazione delle diversità.

La mia riflessione parte dalla lettura del libro di Immanuel Kant “per la Pace perpetua” e dall’articolo di cronaca pubblicato oggi senza firma (ndr.: in realtà è firmato come F.Q.) dal notiziario online “Il Fatto Quotidiano”, che voi potete raggiungere facilmente dall’indirizzo linkato.

La violenta risposta del mondo musulmano conta almeno 10 morti, 45 chiese cristiane bruciate e altri moti violenti in crescita preoccupante: ma facciamone una breve analisi.

Ciò che stride in primo luogo è la proporzione tra la presunta offesa, così è percepita dal mondo islamico e consistente nella pubblicazione di immagini che ritraggono il profeta in vignette satiriche, fatto che viene ritenuta dalle masse credenti di fede islamica come un’offesa da parte della Francia che identifica erroneamente le attività del settimanale satirico come emanazione diretta della politica del Governo. Di contro una reale e concreta violenza subita dai cristiani esibita in Niger e in altre piazze come a Gaza e Inguscezia, una repubblica autonoma della Federazione Russa situata sulle penditi settentrionali del Caucaso.

Immanuel Kant
Immanuel Kant

I moti di rivolta islamica sono concrete preoccupazione per gli attuali equilibri in quanto detti moti musulmani si stanno nutrendo di estremismi e di odio contro la cultura occidentale sempre più identificata come Cristiana a scapito degli ideali di Laicità cui molti stati occidentali si ispirano. E’ evidente che sul piano culturale non vi è simmetria dei valori circa la professione religiosa delle persone: se il mondo islamico è tendenzialmente integralista e pone la religione come unico motore morale e civile il mondo occidentale pone invece al centro la laicità civile e lascia la religione alla coscienza di ciascuno, alla sfera intima e personale di ogni cittadino. Ragione per cui se un occidentale laico è tipicamente più tollerante verso tutte le religioni ciò non può accadere per un cittadino arabo, usiamo qui termine in senso ampio: è la stessa difficoltà a trovare un termine per indicare i cittadini che professano la fede dell’Islam che è difficile, proprio nel caso in cui non si voglia usare il termine musulmano o islamico per indicare gli stessi per esempio su base squisitamente culturale. La loro storia è la stessa storia della loro religione: evidentemente non è così per il mondo occidentale o almeno dalle emanazioni delle Dichiarazioni sulle Libertà Fondamentali della donna e dell’uomo che decorrono proprio dalla rivoluzione francese in poi. Ecco che per noi occidentale il diritto di espressione del pensiero è un cardine della nostra stessa civiltà in quanto tale. In effetti Cristiani, Occidentali, Francese, Europei o Americani sono termini differenti ma che il mondo musulmano tende a considerarli come sinonimi vedendo essi il resto della popolazione mondiale con l’unico filtro totalizzante della religione: vero limite culturale.

Sembra un cortocircuito da cui è difficile uscire, ma la soluzione è tanto semplice quanto complessa da realizzare: è nella stessa emancipazione culturale delle masse islamiche – culturazione ora negata e limitata nelle madrasse al solo testo religioso – che dovrebbero/potrebbero rimanere tali anche alla luce della storia della nostra civiltà. Di contro noi occidentali dovremmo comprendere se le libertà di espressione hanno a volte un limite rintracciabile nelle responsabilità nel “dicibile” e se tale “dire” si può fare nel “tutto” e nell'”ovunque” del mondo globalizzato e senza compromessi, ovvero se il Globale è ‘omogeneo’ o no; se la religione è una sola per tutti gli uomini e declinata da diversi libri di religione o coesistono invece diverse religioni; se la morale vale per tutte le donne e gli uomini o se la morale dell’Islam, come quello dei talebani, vale solo per i maschi. Ma emergono altre asimmetrie su cui interrogarsi: il diritto di espressione di cui parlava Voltaire, riportata nella vignetta in alto, del cittadino contro il suo mal Governo al fine dei riconoscimento dei diritti costituzionali  vale anche qui quale libera espressione culturale da parte di alcuni cittadini del Charlie Hebdo verso – o contro – le credenze religione di altri cittadini e capi religiosi, o comunque contro governi-altri che, di fatto, per esempio, mal riconoscono i diritti fondamentali alle donne?

Ma in fondo, forse, il nostro discorso e questa analisi sembra appena iniziata. Riporto infine la prefazione dell’autore al suo fortunato libretto: di Kant, “Per la pace perpetua”, che qui suona in modo paradossale, ecco come: “questa avvertenza sarebbe stata necessaria per il satirico Charlie Hebdo? Così come l’ha ritenuta umilmente necessaria Kant, per il suo testo giuridico e costituzionale, in auspicio della pace?” Io direi che sarebbe superflua, ma forse non lo è per i cittadini altri di un mondo che inconsapevolmente aspirano ad un governo unico?

Per la pace perpetua”. Non vogliamo indagare se una simile scritta satirica, messa da un trattore olandese a un’insegna su cui era dipinto un cimitero, si applichi agli uomini in generale, o ai capi di uno Stato in particolare, che non sono mai sazii di guerre, oppure solamente ai filosofi che vagheggiano quel dolce sogno. Giacché però i politici della pratica disdegnano quello teorico e, guardandolo d’alto in basso, lo sentenziano con manifesta compiacenza quel sapiente da scuola che, colle sue idee prive di sostanza, a nessun pericolo espone lo Stato – cui son da applicare unicamente massime tratte dall’esperienza – sapiente al quale si può lasciar vuotare il sacco anche d’un tratto, senza che l’uomo di Stato, esperto del mondo, deva punto curarsene, così l’autore del presente chiede soltanto che, in caso di conflitto, si debba essere almeno sì conseguenti da non voler fiutare un pericolo pel governo in uno scritto lanciato in balìa della propria fortuna, e contenente opinioni pubblicamente professate. – Colla quale clausula salvatoria egli si ritiene espressamente, e in debita forma, al coperto da ogni interpretazione maligna.

Antonio Conte

Libano del Sud/ Shama. Attività sociali e scambio tecnico-culturale con i Genieri francesi.


Unifil/ Gemellaggio Italia-Francia
Unifil/ Gemellaggio Italia-Francia

Shama (Libano), 30 gennaio 2014. Conclusa, nei giorni scorsi, un’attività di familiarizzazione tra i militari italiani della Compagnia Genio, del Battaglione di Supporto Operativo (CS BN – Combat Support Battalion), ed una delegazione di genieri francesi, della Riserva del Comandante della Forza (Force Commander Reserve) di UNIFIL, al fine di condividere conoscenze sulle tecniche, tattiche ed equipaggiamenti utilizzati.

All’attività hanno partecipato tutte le componenti della Compagnia Genio del 6° Reggimento Genio Pionieri del Battaglione di Supporto Operativo, inquadrato nel Comando congiunto del Settore Ovest del Libano del Sud (Joint Task Force Lebanon) su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, tra cui quelle giornalmente impiegate nella lotta agli ordigni improvvisati, e i Genieri francesi del  6° reggimento Guastatori anfibi.

Lo scambio di conoscenze, che si è concluso con un’esercitazione condotta in un ambiente simulato caratterizzato dalla minaccia di ordigni artigianali, ha evidenziato come la collaborazione, in ambito UNIFIL, sia condizione necessaria affinché le unità sul terreno possano operare in piena sinergia, garantendo elevate capacità e rapidità decisionale.

I genieri francesi hanno, infine, visitato il sito dove i genieri italiani conducono attività di sminamento. Il personale del 6° Reggimento ha, con l’occasione, illustrato le procedure adottate dagli sminatori italiani per la rimozione degli ordigni esplosivi dai campi minati lungo la Blue Line.

OF 3 Fabiano FELICIANI
Public Information Office Chief
Italian Contingent Spokeperson
UNIFIL Sector West
swhq.pio.chief@leonte.esercito.difesa.it