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Capo Teulada/ Brigata “Sassari”. Esercitazione “Imparare!”


Capo Teulada, 18 dicembre 2013. Si è conclusa oggi, nel poligono di Capo Teulada, alla presenza del Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa, Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops e del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, l’esercitazione “Impare!” (“Insieme!”), attività addestrativa conclusiva dell’approntamento della Brigata “Sassari” in vista della prossima missione in Afghanistan.

L’esercitazione a fuoco, la prima di questo genere in ambito Esercito Italiano, è stata condotta da un complesso minore rinforzato da assetti del genio, appartenenti al 5° Reggimento genio guastatori, che hanno svolto una CARCO (acronimo di Combined Arms Route Clearance Operations), attività che consiste nell’individuare e disattivare ordigni esplosivi improvvisati (IED) per garantire la libertà di movimento lungo un itinerario stradale.

Hanno operato sul terreno, complessivamente, oltre 150 militari del 152° Reggimento fanteria “Sassari”, del 3° Reggimento bersaglieri, del 9° Reggimento fanteria “Bari” e nuclei specialistici composti da genieri addestrati all’individuazione e bonifica di ordigni improvvisati ed altro personale specializzato nell’interagire con aerei in missione di supporto tattico alle forze di terra.

Nel corso dell’esercitazione sono stati impiegati numerosi sistemi d’arma ed armi di nuova generazione e circa 30 mezzi di vario tipo, tra cui il nuovo Veicolo Blindato Medio “Freccia”, il primo veicolo digitalizzato dell’Esercito Italiano.

Un significativo contributo è stato fornito dal 41° Reggimento “Cordenons” con i velivoli a pilotaggio remoto “Raven” e dall’Aviazione dell’Esercito con gli elicotteri AB 205 del 21° Gruppo Squadroni “Orsa Maggiore”.

m.m.

Roma/ NAC SEA DAY 2013. Il Consiglio Atlantico a bordo di Nave “Cavour”


Roma, 30 settembre 2013 –  I massimi vertici della NATO riuniti a bordo di Nave Cavour al largo delle coste della Sardegna per seguire da vicino l’addestramento delle Forze aereonavali dell’Alleanza.

La Brillant Mariner 2013, un’attività a guida italiana iniziata il 26 settembre con impegnati oltre 5000 tra uomini e donne imbarcati su 21 Unità Navali delle Marine di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Turchia si svolge in concomitanza della Mare Aperto 2013, esercitazione con l’obiettivo di validare la Maritime Response Force della NATO ove l’Italia partecipa con 3150 uomini e donne in forza: alle componenti specialistiche degli aeromobili imbarcati, della Brigata Marina San Marco, Nave Cavour, i Cacciatorpediniere Duilio e Mimbelli, l’Unità anfibia San Marco, le fregate Aliseo, Espero e Grecale, la rifornitrice Stromboli, la corvetta Fenice, i pattugliatori Foscari e Cigala Fulgosi, i cacciamine Crotone e Milazzo ed il sommergibile Pelosi, nonché 8 elicotteri di cui 5 EH 101, 2 AB 212, 1 SH90 e 8 aerei Harrier AV8B.

A ricevere a bordo le massime autorità della NATO, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli il quale nel suo discorso di benvenuto ha voluto sottolineare l’importanza delle Forze Armate e del loro addestramento “la formazione e la prontezza  operativa delle nostre forze sono la  vera sfida di oggi, dobbiamo fare del nostro meglio per mantenere alto il livello di interoperabilità raggiunto  attraverso le nostre comuni missioni” e poi ha aggiunto “la nostra credibilità, il nuovo ruolo della deterrenza militare che gioca una parte chiave nella Diplomazia e nel supporto alla Diplomazia sono concetti basati sulla nostra capacità e tempestività di risposta, aspetti che sono intrinsecamente legati all’addestramento ed alla preparazione delle forze”.

Ai rappresentanti degli organi di informazione che hanno chiesto il nesso tra le operazioni militari della NATO, in corso nel Mar Tirreno, e la situazione siriana, unanime è stata la risposta dei massimi vertici dell’Alleanza: la NATO è presente, credibile e pronta ad intervenire ove fosse richiesto ma non c’è connessione tra ciò che in questi giorni stiamo facendo in mare e le diverse situazioni di crisi che minacciano la stabilità dell’area Mediterranea.

Una giornata dedicata interamente agli Ambasciatori del Consiglio del Nord Atlantico ed al Comitato Militare della NATO – NAC-MC SEA DAY – un evento, organizzato su base biennale, con l’obiettivo di dimostrare ai componenti del Consiglio Atlantico e del Comitato Militare, le capacità ed il livello di prontezza delle Forze di Reazione Rapida della NATO ovvero delle forze standing della NATO. All’Italia l’onore di ospitare l’evento del 2013. Nel recente passato il ruolo di  “Host Nation” è stato assunto dalla Spagna (nel 2003), dalla Grecia (nel 2005), dall’Italia (nel 2007) e poi di nuovo dalla Spagna nel 2009. Nel 2011, premessa la disponibilità italiana ad ospitarlo nuovamente, ma con la crisi Libica in corso, l’attività è stata cancellata. Quest’anno, tenuto conto che all’esercitazione Brillant Mariner avrebbero preso parte i gruppi navali NATO già presenti in mediterraneo (denominati Standing Naval Maritime Group 2– SNMG2 e Standing Naval Mine Counter Misure Group 2-SNMCMG2), il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa ha ritenuto ottimale la condizione creatasi anche per la realizzazione del NAC SEA DAY 2013 a bordo di Nave Cavour, flagship e principale assetto di supporto alla NATO in concomitanza con l’esercitazione Mare Aperto 2013, in linea più moderni principi di Connected Force Initiative dell’Alleanza.

Libri/ Mandorle, Miele e Frutta Candita. Intervista a uno degli autori “Fabio Innamorati”


Fabio Innamorati
Fabio Innamorati

(Articolo promozionale esterno al blog) – Quando iniziamo a leggere un libro che ci cattura, che sia in spiaggia, sulla poltrona preferita, o in metro nei ritagli di tempo, le domande più frequenti sono: “Da quale cilindro è stata tirata fuori questa storia? E’ un prodotto di pura fantasia o sono frammenti di vita dei romanzieri?”. In redazione siamo stati incuriositi da un piacevole libro di recente pubblicazione e, in una tranquilla domenica estiva, abbiamo incontrato uno degli autori.

– Fabio Innamorati, un cognome che potrebbe simpaticamente fuorviare il lettore. Presentati in poche parole.

Sono un “comune” sognatore che ha realizzato uno dei suoi sogni: pubblicare un libro. La più gran parte delle persone ha una storia già scritta o in embrione in un cassetto della propria mente ma passare dalla teoria alla pratica è più difficile di quanto possa sembrare. Io sono stato fortunato a incrociare nella mia vita professionale la mia “socia”, la co-autrice Giovanna Ranaldo che, oltre a essere una brava giornalista e saper scrivere, ha saputo darmi la motivazione e le spinte giuste al momento giusto, per arrivare a questo risultato.

– Di cosa parla . 

Di vita. Quella semplice, quotidiana, fatta di piccole cose, come i colori della propria terra, le tradizioni di un popolo, il calore umano, ma anche di disfatte, dolori, incertezze. Max e Lara sono i due attori principali, lui un Capitano dei Carabinieri in missione in Afghanistan, lei una fotoreporter alla ricerca di sé. Si scontrano, si perdono e si rincontrano come due fili intrecciati in una trama, destinati comunque a formare lo stesso disegno. In più c’è un terzo personaggio – che si delinea compiutamente solo in epilogo – la cui presenza indica in qualche modo la direzione della storia; è una sorta di parallelo allegorico di ciò che accade ai due protagonisti. Sostanzialmente è un viaggio, o meglio più viaggi, nelle varie accezioni. C’è quello fisico, più evidente, che ci ha permesso di giocare con i colori, i sapori e gli odori di terre meravigliose come la Sardegna, e quello psicologico che i protagonisti compiono per affrontare i loro fantasmi e le loro paure.

Storie di vita tra l’Afghanistan, la Sardegna e Roma, da dove trae spunto la trama? 

In realtà il libro nasce per gioco, in una calda mattinata romana, mentre scherzavamo su come uomini e donne vedono la stessa cosa in maniere diametralmente opposte e ci è venuto in mente di scrivere su questa sorta di parallelismo. Ci siamo divertiti a inventare una trama, a costruire psicologicamente i personaggi, poi ne abbiamo indossato i rispettivi panni, limitandoci ad accostare le due storie di vita senza chiederci cosa stesse per accadere in un dato momento ma limitandoci a viverlo come se fosse reale, immaginando le reazioni spontanee di un uomo e una donna. Il resto è venuto da sé e il risultato credo si piacevole.

– Scrivere “a quattro mani” risulta essere un esercizio di livello superiore, nel senso che si lanciano in questo genere di metodologia coloro che hanno già esperienza nel settore. Com’è nata questa sinergia letteraria con la co-autrice?

Con Giovanna non avevamo in programma di scrivere un libro, così come non avevamo una trama da seguire. Tutto è nato dall’”incoscienza” e dalla necessità di avere un sostegno nell’affrontare il peso delle tante difficoltà che avremmo incontrato, senza sapere che è un po’ come sposarsi per tentare di risolvere dei problemi che da solo non avresti avuto. A parte gli scherzi, la nostra è un’amicizia fraterna e, grazie a qualche compromesso, non avendo mai avuto mire “editoriali”, è stato più facile condividere un progetto che affascinava entrambi.

– Una prefazione autorevole per questo esordio narrativo, a firma dello scrittore e giornalista Roberto Riccardi, pluripremiato autore di libri come “Sono stato un numero”, “La farfalla impazzita”, “Undercover” e tanti altri. Ciò che colpisce sta tra le righe: si percepisce quasi l’affetto di un vecchio amico.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo per motivi di lavoro, scoprendo che avevamo in comune l’amicizia di Giovanna. Nonostante gli impegni non gli diano tregua, ci ha supportati con tantissimo affetto. Siamo onorati della sua firma su MMFC, ci fa sentire “nati sotto una buona stella” e di questo lo ringraziamo moltissimo. Senza contare che, quando Giovanna gli ha raccontato cosa stavamo realizzando, si è dimostrato più entusiasta di noi!

– A proposito di grigliate, il romanzo contiene anche simpatiche ricette di cucina da riproporre in casa propria. Ti senti di consigliarle ai lettori?

Certamente, in particolare la focaccia di mia invenzione che ha sempre riscosso successo. Si tratta in realtà di un paio di piatti semplici ma molto gustosi e lo scopo della loro presenza nel libro risiede nel tentativo trascinare il lettore all’interno delle pagine stimolandone tutti e cinque i sensi, compresi il gusto e l’olfatto.

– La copertina racchiude un bel dipinto dell’artista sarda Irene Ruiu. Perché vi è raffigurato un cane? 

Avevamo visto i bellissimi quadri di Irene durante una mostra sull’isola e così le abbiamo chiesto di realizzare un dipinto su nostra indicazione. E’ uno spaccato del mare di Sardegna in contrapposizione al deserto Afghano sullo sfondo. Quello centrale non è un cane qualsiasi è tratto dalla foto di Ettore, uno dei miei Bovari del Bernese che ora non c’è più. Al di là dell’affetto per lui, la sua presenza nel quadro rappresenta la solitudine del viaggio, l’amore disinteressato – che è poco umano – e la ricerca di una casa (intesa in senso ampio) come meta finale.

Chiudiamo su un consiglio: Mandorle, miele e frutta candita, libro da relax o anche da regalare?

Entrambi. Ma anche da borsetta, da leggere prima di addormentarsi, da regalare all’amica delusa dall’amore, alla donna che vorremmo corteggiare o a quell’uomo che prende tutto troppo sul serio e a chiunque sia “lettore compulsivo”. Per sapere se ne vale la pena, basta chiedere a chi lo ha già letto, abbiamo una pagina facebook per questo,

MANDORLE, MIELE E FRUTTA CANDITA

E’ il libro di Fabio Innamorati e Giovanna Ranaldo, edito da Albatros Il filo, nella collana Nuove voci e sarà presentato ufficialmente il prossimo autunno anche se è già reperibile sul sito dell’editore e altri siti come IBS. Il romanzo si sviluppa tra la brulla terra Afghana e l’affascinante Sardegna, in un vortice narrativo che cattura il lettore e lo proietta tra i pertugi di vita di Max e Lara. Lui volitivo capitano dei Carabinieri in missione fuori-area si scontra con una fotoreporter sarda, forte e determinata, in fuga dalla vita e dai propri lutti. Il risultato è un’affascinante storia d’amore che s’intreccia con fresca leggerezza tra ginepri, mirto e assolati aeroporti. In breve il gioco è fatto e il pubblico si ritrova negli inaspettati panni di viandante, immerso in un viaggio “metaforico” caratterizzato dal riscatto di sé dal passato, unico passaporto per una nuova meta che prende il nome di “futuro”.

Fabio Innamorati è nato il primo gennaio del 1973 a Firenze e ha trascorso la gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza a Roma. Dopo il diploma è entrato nelle fila dell’Arma dei Carabinieri attraverso i corsi regolari dell’Accademia militare di Modena. Come Ufficiale della Benemerita, nel corso di un ventennio, ha ricoperto incarichi operativi in Campania, Molise, Lazio e Sardegna, partecipando a diverse missioni nell’area balcanica e in Medio Oriente.

Giovanna Ranaldo è nata nel 1975 in Puglia. Giornalista e docente di comunicazione, si è specializzata nel giornalismo di guerra “embedded” e ha viaggiato tra Afghanistan, Bosnia, Libano e Kosovo. Si è perfezionata in materia di comunicazione interculturale e operativa, tra gli USA e l’Italia, e coopera con lo Stato Maggiore della Difesa e diverse università. Direttrice delle varie edizioni del corso di “Comunicazione e giornalismo in aree di crisi”, in collaborazione con il dicastero, ha firmato numerosi reportage e pubblicazioni anche a carattere dottrinale.

Pagina ufficiale: http://www.ilfilo.eu/innamoratiranaldo/index.html

Per chi volesse contattare gli autori, lasciare un commento, condividere pareri con chi lo ha già letto, basta andare su Facebook: http://www.facebook.com/MandorleMieleEFruttaCandita

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Capo Teulada/ La Brigata “Sassari” commemora il Magg. Giuseppe La Rosa


LA “SASSARI” COMMEMORA IL MAGGIORE GIUSEPPE LA ROSA
LA “SASSARI” COMMEMORA IL MAGGIORE GIUSEPPE LA ROSA

È un abbraccio simbolico e affettuoso quello che i militari della Brigata “Sassari”, con la partecipazione di personale del Comando Militare Autonomo della Sardegna, del 1° Reggimento corazzato e dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari” hanno “virtualmente” rivolto al Maggiore Giuseppe La Rosa, l’ufficiale dei bersaglieri deceduto in Afghanistan il 7 giugno scorso.

Ieri pomeriggio, a Capo Teulada, si è infatti tenuta una messa in memoria del Maggiore del glorioso Terzo, officiata dai cappellani militari Don Giancarlo Caria e Don Gianmario Piga.

Pur non essendo Sardo, il Maggiore La Rosa apparteneva alla grande famiglia militare che prende il nome di Brigata “Sassari”.

Così, attraverso i suoi “Sassarini”, la terra di Sardegna saluta il commilitone Caduto nell’adempimento del proprio dovere.

Decimomannu/ Aeronautica militare. Il RMCC di Bari partecipa alla Star-Vega, la più grande esercitazione aerea in Italia del 2013


 Star VegaAERONAUTICA MILITARE: IL REPARTO MOBILE DI COMANDO E CONTROLLO DI BARI PALESE PARTECIPA ALLA STAR-VEGA, LA PRINCIPALE ESERCITAZIONE AEREA IN ITALIA DEL 2013

Coinvolti assetti di Comando e Controllo per le attività di condotta delle operazioni aeree.

Bari, 13 maggio – Assetti mobili  di comando e controllo e personale del Reparto Mobile di Comando e Controllo di Bari Palese parteciperanno da oggi alla più importante esercitazione aerea dell’anno in Italia, la “Star-Vega 2013” (SV-13), uno degli eventi organizzati annualmente dall’Aeronautica Militare per mantenere addestrati i propri reparti di volo e la struttura di comando e controllo alla pianificazione e condotta di una campagna aerea complessa.

In particolare, l’esercitazione, che si concluderà il 23 maggio, si baserà su uno scenario simulato che prevede la partecipazione delle forze aeree italiane ad un’operazione interforze e multinazionale svolta su mandato ONU in risposta ad una situazione di crisi internazionale.

Schierato sulla base di Decimomannu con le sue componenti operative e tecniche campali, il Reparto Mobile di Comando e Controllo – supportato anche da un’aliquota di personale specialista del Quartier Generale del Comando Scuole A.M./3^ Regione Aerea – contribuirà alla pianificazione, direzione, condotta ed esecuzione della campagna aerea complessa, con particolare attenzione alla sicurezza delle operazioni aeree, attraverso i sistemi schierati sul luogo dell’esercitazione, ovvero sale Operative, radar mobili, sistemi di comunicazione radio e satellitari.

Nel complesso saranno cinque le basi aeree coinvolte nell’esercitazione, dalle quali opereranno tutti i principali reparti operativi dell’Aeronautica Militare e velivoli di ogni specialità. Da Decimomannu e Trapani velivoli di difesa aerea, ricognizione, guerra elettronica  e attacco, nonché elicotteri per la ricerca e soccorso; da Pisa e Pratica di Mare assetti da trasporto e rifornimento in volo; da Amendola velivoli a pilotaggio remoto Predator (UAV – Unmanned Aerial Vehicle). All’esercitazione prenderà parte anche una componente interforze, con personale dello Stato Maggiore Difesa, dell’Esercito Italiano e della Marina Militare.

Prevista anche la partecipazione di un velivolo-radar AWACS della NATO, che opererà dalla base aerea di Geilenkirchen, in Germania. Il rientro del personale e dei velivoli ai reparti avverrà a partire dal 24 maggio.

L’attività addestrativa verrà condotta attraverso un sofisticato sistema computerizzato di simulazione in dotazione al Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu, che permetterà agli equipaggi di volo di addestrarsi alle diverse tipologie di missioni senza l’utilizzo di armamento. I velivoli opereranno all’interno di porzioni di spazio aereo riservate all’addestramento militare, nell’ambito di un piano preventivamente coordinato con gli enti deputati alla gestione del traffico aereo civile. Nel corso della “Star-Vega 2013” non è prevista attività di volo notturna.

Alla Star-Vega, dal 13 al 17 maggio, si affiancherà l’esercitazione della NATO “Ramstein Guard 4”, che il CAOC (Combined Air Operation Center) di Poggio Renatico (Ferrara) pianifica e conduce annualmente nell’area di propria competenza, nell’ottica di ricercare una sempre maggiore integrazione tra le componenti nazionali specializzate nel settore della guerra elettronica.