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Dossier "Rep. di Gibuti", Pag.24 Pirateria Marittima

Sorrento/ Pirati e Somalia. L’emergenza del Mare Forum 2011


7th MARE FORUM ITALY 2011 - Italy and the World - Quo Vadis? Monday 9 May 2011 - Hilton Sorrento Palace, Sorrento - Italy

7th MARE FORUM ITALY 2011 – Italy and the World – Quo Vadis? Monday 9 May 2011 – Hilton Sorrento Palace, Sorrento – Italy

Mare Forum 2011

Si è svolto ieri presso l’Hilton Sorrento Palace l’evento “Mare Forum 2011” anticipato anche dal sito della Federazione Nazionale Agenti Raccomandatari e Mediatori Marittimi. Si tratta del 7° MARE FORUM ITALY 2011 promossa dall’armatore Giuseppe Bottiglieri. Sintomatico il nome assegnato a questa particolare edizione “Italy & the World. Quo Vadis”. Quasi a testimoniare l’incertenza  delle politiche attuali.

La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari.

La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari.

Da un lato il sempre più emergente problema della pirateria somala del Corno d’Africa che sta prendendo una piega di vero affare, tanto che gli spessi pirati non disdegnerebbero di rilasciare regolare ricevuta a fronte del pagamento del riscatto, quasi che si trattasse di attività lecita. Lo riporta una nota ANSA a seguito dello stesso evento. Anzi il problema dei Pirati emerge così prepotentemente che note agenzie di assicurazioni di importanza mondiale propongono un pacchetto ad hoc. E’ Andrew Ward, il direttore della Thomas Miller War Risks Services Limited, a proporlo. E scendendo nel dettaglio ha spiegato come la sua compagnia assicurativa, si sia specializzata anche nei negoziati con i pirati. Sembrerebbe un vero affare per gli armatori, ai quali si promette: “tempi veloci, ove possibile, medico per i marittimi a bordo, assistenza psicologica ai familiari”. E naturalmente si pensa anche ad un “Bonus nel corso del sequestro ai marittimi”, se invece la nave viene dirottata nei piccoli porti, come spesso ovviamente accade, la quota assicurativa prevede anche la “sussistenza di vivande”. Tutto questo sarebbe tradotto in un danno per le compagnie marittime di 12 miliardi di dollari solo per il 2010.

Dall’altro lato invece, la posizione politica italiana non è chiara, o non lo è ancora. La settimana scorsa appariva su Epolis Bari un articolo dal titolo “Piratieria: militari sulle navi” con titoletto “Via libera dopo la un riunione a Montecitorio”. Nell’artico si anticipa un Decreto Legge del Governo, che dovrebbe essere operativo in poco meno di un mese. Si tratta di un provvedimento che gli armatori attendevano da tempo e che permetterà una difesa armata a bordo delle stesse navi con contractor privati e, meglio sarebbe con Militari. Ma anche la nota ANSA titola “Mare: Forum 2011 a Sorrento; contro pirateria agenti a bordo”. Ma intanto dal Mare Forum 2011 partono alcune raccomandazioni. Altre a ribadire la necessità già espressa di una difesa armata si farebbe appello ai sistemi informatici da installare a bordo. Si fa anche presente che sarebbe molto utile un monitoraggio informatico, magari anche con i satelliti, per rilevare dove le navi dei pirati stazionano, al fine di evitarne le rotte.

Giuseppe D’Amato, L’assente di MARE FORUM 2011

Se è stato assente al Mare Forum 2011, putroppo non lo è più dalla lista degli armatori attaccati dai pirati Somali del Corno d’Africa. Infatti, sono noti i recenti eventi di pirateria marittima, che hanno interessato l’Italia, e che l’hanno tenuto lontano dalla settima edizione di “Mare Forum 2011“: e Giuseppe D’Amato, titolare della “Perseveranza Navigazione“, il decano degli armatori napoletani, ha comunque ricevuto la solidarietà dal mondo dell’imprenditoria del mare. E’ ancora alle cronache l’attacco ad una delle sue navi, la “Rosalia D’Amato“, che dall 21 aprile scorso è nelle mani dei pirati del Sud Africa.

Ma quanto è rende ai somali la pirateria?

Le professioni interessate da questo settore economico sono molte e ben rappresentate al Mare Forum 2011, il cui programma riassume in un bell’articolato: armatori, noleggiatori, commercianti, intermediari, spedizionieri, investitori, costruttori, società di classificazione, gli istituti finanziari, politici per le proprie competenze, regolatori e perché no, i media. Una bella fetta di cittadini italiani, insomma, che sono ora costretti a reagire alle nuove emergenze del Corno d’Africa. Infatti si sono riuniti per discutere sullo stato di salute del settore navale, sulle note sfide e sulle eventuali opportunità da affrontare, sono alla ricerca di investimenti intelligenti, e di innovazione. A rischio il valore delle navi ed il carico, gli equipaggi, e infine l’andamento del mercato. Ma ecco i dati, soltanto nei primi mesi del 2011, del resto, gli attacchi in tutto il mondo sono stati ben 142, 97 dei quali al largo della Somalia, con una crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il clima, e la mancanza di un più efficiente contrasto al fenomeno portano questi dati al massimo storico, è un dato riferito dall’International Maritime Bureau (Imb) della Camera di Commercio Internazionale (Icc). Quindi, “una vera e propria emergenza che ha investito anche l’Italia”. E’ il presidente Paolo D’Amico a sostenerlo di Confitarma, l’associazione degli armatori.

Solo dal settembre scorso sono 15 le navi vittime dei pirati. Per frenare questo fenomeno tutti i governi dovrebbero intervenire concertandosi proprio, ed anche, con quei paesi dove la pirateria è diventata un’industria, in modo da monitorare, un po più da vicino, le dinamiche di una guerra civile persistente proprio in Somalia, dove è più rilevante questa attività.

Andando a leggere i dati degli anni scorsi, si nota che lo scorso anno (2009), si è avuto un record con 406 casi. E, dopo il rafforzamento della sorveglianza in prossimità delle coste somale, che era ed è un punto di forte attività da parte dei pirati, si è avuto un aumento di qualche decina di arrembaggi in altre parti, pare che si siano messi in cerca di nuove rotte, sempre più in alto mare, anche facilitati dall’assenza dei monsoni.

Pirateria: se ne'e' parlato al Mare Forum 2011 a Sorrento

Pirateria: se ne’e’ parlato al Mare Forum 2011 a Sorrento

Navi italiane ed equipaggi interessati dagli attacchi dei pirati

Tentiamo qui il punto della situazione, ovvero quante sono le navi e gli equipaggi sono state oggetto di attacco da parte della pirateria Somala? L’elenco è destinato a crescere con le nostre ricerche, ad oggi 10 maggio 2011, ecco lo state dell’arte. Ci riserviamo, quindi di completare l’elenco man mano che affiorano dalla lettura dallo storico degli articoli pubblicati, altri fatti.

  1. La nave Ital Glamour, l’8 maggio 2011 (una prima revisione è a poche ore della pubblicazione dell’articolo). In foto
  2. La motonave Rosalia D’Amato, ad aprile 2011 tuttora nelle mani dei pirati.
  3. La petroliera Savina Caylyn a febbraio 2011
  4. La Alessandra Bottiglieri ad aprile 2011
  5. La nave cisterna Dominia al largo della Nigeria nel mese di 12 gennaio 2011
  6. La motonave italiana Valle di Cordoba il 24 dicembre 2010
  7. Il rimorchiatore d’altura, Buccaneer, sequestrato nell’aprile 2009

La nave “Ital Glamour”, l’8 maggio 2011

Un nuovo attacco – si legge in una nota su un sito web rinvenuta quasi per caso poco fa – ad una nave italiana da parte dei pirati somali. Come riferisce la Marina Militare la nave ‘Ital Glamour’ (vedi la foto) è stata presa di mira da quattro pirati armati a bordo di un’imbarcazione. Nel corso dell’attacco “sono stati esplosi da parte dei pirati vari colpi di armi da fuoco ed alcune granate, una delle quali è rimasta inesplosa a bordo”. A quanto si dice in questo articolo del sito h24notizie.com, in soccorso del mercantile italiano è intervenuta la Fregata Espero della Marina, impegnata da febbraio nell’Oceano Indiano nell’ambito dell’operazione antipirateria ‘Atalanta’ dell’Unione Europea. Fortunatamente la ‘Ital Glamour’ è riuscita a eludere il tentativo di abbordaggio da parte dei pirati grazie ad una serie di cambi di rotta e manovre evasive. Mentre la Fregata Espero si è diretta alla massima velocità verso la posizione del mercantile italiano per effettuare una ricognizione a bordo e prestare l’assistenza del caso all’equipaggio. Intanto è stato anche fatta la bonifica delle granate inesplose. Il team, composto da palombari specializzati della Marina Militare, è stato quindi trasferito a bordo del mercantile ed ha proceduto alla neutralizzazione dell’ordigno inesploso.

La motonave Rosalia D’Amato, 21 aprile 2011 tuttora nelle mani dei pirati.

L’attacco ed il sequestro della motonave italiana ‘Rosalia D’Amato’, da parte dei pirati somali è avvenuto il 21 aprile 2011 attorno alle 4, ora centrale europea, nel Mar Arabico. A bordo 22 uomini d’equipaggio fra cui sei italiani e 16 filippini. La motonave, di proprietà della ‘Perseveranza Navigazione’ dell’armatore Angelo D’Amato, trasporta della soja. Era partita dal Brasile, diretta in Iran. Al momento dell’abbordaggio si trovava a circa 320 miglia a sud dell’Oman. I pirati si starebbero dirigendo verso la Somalia.

La “Alessandra Bottiglieri” ad aprile 2011

Il 14 dicembre è la volata del mercantile italiano, il ‘Michele Bottiglieri’, attaccato dai pirati mentre si trova in navigazione nel Golfo di Oman. Contro la nave e’ esploso anche un colpo d’arma da fuoco che ha danneggiato un’antenna satellitare. Per sfuggire all’attacco la nave mise in atto una serie di manovre ‘evasive’, procedendo a zig zag e riuscendo cosi’ a distanziare gli assalitori. Non si registrano feriti tra i membri dell’equipaggio, composto da tre italiani (tra cui il comandante della nave) e da 20 marinai filippini.

La petroliera “Savina Caylyn” abbordata l’8 febbraio 2011

Sulla vicenda della petroliera italiana Savina Caylyn, abbordata all’alba dell’8 febbraio da 5 pirati somali, non se ne sa più nulla. Ne da altri articoli sul web ne alcuno altro rilascia informazioni sugli sviluppi della situazione. In un articolo pubblicato sul Sole24Ore di Andrea Gaiani del 15 febbraio 2011, si affermava che “secondo fonti qualificate a imporre il più rigido riserbo ai militari avrebbe provveduto un ordine del Ministro della DifesaIgnazio La Russa, che aveva bocciato l’intesa raggiunta tra Marina e armatori,resa nota nei giorni scorsi, per consentire l’imbarco di fucilieri del Reggimento San Marco sui mercantili”. Sempre in questo autorevole articolo sembrerebbe che nave Zeffiro e Fulgosi siano rimasti in prossimità della petroliera tenendola sotto il costante controllo con la strumentazione elettronica di sorveglianza. Questo almeno, si scriveva, il 15 febbraio scorso.

La nave cisterna “Dominia” al largo della Nigeria nel mese di 12 gennaio 2011

La nave cisterna ‘Dominia’, di bandiera italiana, appartenente alla Societa’ Morfini di Bari, e’ stata catturata dai pirati al largo delle coste nigeriane il 12 gennaio 2011 intorno alle tre ora italiana. E’ stata liberata nello stesso giorno, solo per alcune ore. Nessuna conseguenza o danno per l’equipaggio italiano (tre uomini tra cui il comandante) ne’ per la nave. A bordo del mercantile – 176 metri di lunghezza e 25 tonnellate di stazza – vi erano 22 uomini di equipaggio, tre dei quali italiani (il comandante fra questi) gli altri di nazionalita’ filippina. Le notizie sono state diramate dalla Farnesina, che precisava che il Ministero degli Esteri,aveva seguito la vicenda sin dalle prime ore del sequestro in raccordo con il Ministero della Difesa e in particolare con il Comando generale della Capitaneria di Porto.

La motonave italiana ‘Valle di Cordoba’ il 24 dicembre 2010

A mezzogiorno del 24 dicembre 2010, la motonave italiana ‘Valle di Cordoba’ navigava a circa 60 miglia dalla Costa di Lagos, nelle acque davanti alla Nigeria quando fu attaccata e sequestrata dai 18 pirati armati di kalashnikov. La nave e’ stata quindi portata a circa 40 miglia al largo, dove i pirati hanno organizzato il trasferimento su una bettolina della benzina. Nessun danno hanno subito gli uomini dell’equipaggio. E’ stata liberata il 27 dicembre 2010. Il comandante della imbarcazione dichiarò di aver subito il furto di 5.000 tonnellate di benzina, oggetti d’oro e piccole somme di denaro.

Il rimorchiatore d’altura Buccaneer, sequestrato l’11 aprile 2009

Il rimorchiatore d’altura Buccaneer, della Micoperi di una società marittima del ravennate era stato sequestrato da pirati somali nel marzo 2009 nel Golfo di Aden con a bordo dieci italiani (tra i quali il capitano), cinque romeni e un croato, è stato poi rilasciato nell’agosto dello stesso anno. Voci discordanti affermano da un lato il pagamento di un riscatto, sembrerebbe di 4 milioni di euro, mai confermato dalla Farnesina, che invece afferma il contrario “nessun riscatto è stato pagato” anzi da voce di una risoluzione con trattata direttamente con un esponente governo provvisonio di Somalia. Tuttavia, si tratta della prima nave italiana catturata, sebbene precedentemente una dozzina sono invece state attaccate, ma senza successo. Alla fine sono stati liberati tutti e sedici i marinai poi scortati verso Gibuti di nave della Marina militare San Giorgio, che da tempo si trova in zona proprio per seguire da vicino il sequestro.

Circa altre navi attaccate di recente

  • Il 3 febbraio a cadere nella rete criminale dei pirati e’ un mercantile battente bandiera nordcoreana.
  • Il 28 gennaio i pirati somali sequestrano una nave cambogiana al largo di Berbera, il principale porto del Somaliland, Stato dell’Africa Orientale.
  • l 16 gennaio l’equipaggio della fregata turca Goekova, sempre nel Golfo di Aden, cattura sei pirati somali che avevano attaccato un’imbarcazione indiana. Il 2 gennaio e’ la volta di un cargo battente bandiera britannica con 25 membri di equipaggio. Il 1 gennaio una nave cisterna con a bordo sostanze chimiche viene sequestrata dai pirati somali nel Golfo di Aden.

Antonio Conte

I riferimenti per questo articolo.

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Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

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