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L’editoriale di Gennaio 2013/ Giornalismo. Quando la vita è il mestiere stesso


Antonio Conte
Antonio Conte
Imma Vitelli
Imma Vitelli

Antonio Conte – Quando di Venerdì ti affacci per un attimo sul manistream di Facebook non pensi affatto di dover inciampare in uno di quei brillanti articoli di Imma Vitelli, di quelli che ti toccano l’anima e ti fanno vibrare come una corda tesa alla quale ad un lato ci potrebbero essere le storie dei bambini siriani assassinati, le migrazioni delle popolazioni vessate dalle milizie della R.D. del Congo o le narrazioni su una nuova epidemia nei campi di profughi somali in Kenya, il più grande al mondo.

Non si pensa ancora che quella corda sia saldamente ancora alle angosce private di un narratore che legge – e vibra – proprio con quelle sofferenze.

La consapevolezza dunque si impadronirebbe di questa persona che si trova da questo lato della corda ed è del tutto simile a quelle persone di cui si legge – siriani, somali o congolesi che siano. Questa è una persona libera che qui, ora, si da il compito di riportare con un testo in un blog le vicende di uno di quei bambini, di una tra quelle donne e di uno quei solitari e pochissimi anziani.

“Sempre più gente mi fa domande sul mestiere. – Recita il post di Imma Vitelli. – Come s’impara a scrivere? Come si trova un lavoro come il mio? Come si costruisce un reportage? Sono qui, in attesa di fare le valigie per l’Honduras, e ho pensato di buttar giù dei pensieri, che vi affido.” 

Alla parola “valigie”, non resisto oltre e decido di raggiungere il suo blog, che ha chiamato “Io sono qui” pubblicato da Vanity Fair, il post è quello di oggi “Appunti sulla vita e sul racconto“. Non perdetelo, è una lettura ghiotta, succosa, odorante di lavanda e breve come il contenuto di un trolley a mano.

Quando ho conosciuto Imma Vitelli nel suo viaggio a Bari è subito apparso con lei il suo coraggioso stile di vita, che come donna non è per nulla scontato per certi ambienti culturalmente maschili, ma è apparsa subito anche la formidabile sensibilità, forse tipica di una madre e certamente l’entusiasmo di un’adolescente al suo primo viaggio, per lei, forse è sempre come il primo. Dal tavolo dei relatori, da dove ha presentato il suo ultimo libro “Tahrir” emergeva invece tutta la competenza del cronista viaggiatore, di quelli alla Luigi Barzini, le cui storie prima di tutto le vivono.

In attesa del seguito del suo viaggio in Honduras, e speriamo di un suo prossimo libro, vi consiglio di leggere i post del suo blog “Io sono qui”, di Vanity Fair.

Ma poi, mi raccomando, tornate qui su “RSM News”.

Antonio Conte

Taranto/ Marina Militare e Università di Bari. Intervista al Magnifico Rettore Prof. Corrado Petrocelli


Intervista al

Magnifico Rettore di Bari

di RASSEGNA STAMPA MILITARE sul tema
“Corso di  Scienze e Gestione delle Attività Marittime”
di Taranto erogato presso
la Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto

Magnifico Rettore dell’Università di Bari – Prof. Corrado Petrocelli

Introduzione

Anche disponibile in Podcast su iTunes per iPhone e iPad

di Antonio Conte – L’appuntamento per l’intervista al Magnifico Rettore dell’Università di Bari è stato un evento davvero importante per me e per “Rassegna Stampa Militare”.

Avevo in mente molte domande da porgere sul Corso di Laurea di Scienze e Gestione delle Attività Marittime erogato nel moderno Campus universitario della Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto “Lorenzo Bezzi” ritenuta una vera “Accademia dei Sottufficiali” … ma, come forse potremo vedere, è molto di più.

A mio avviso la formazione di livello universitario per militari impegnati in missioni all’estero è divenuta una priorità imprescindibile ed improcrastinabile. Oggi il contenzioso bellico tra Nazioni e Stati parte molto prima del momento tragico dell’uso delle armi convenzionali. La guerra moderna è destinata ad essere combattuta a livelli altissimi nelle sfere finanziarie, economiche, culturali, industriali, informatiche e tecnologiche.

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Come si può facilmente dedurre, il militare italiano-europeo che operi in ambito NATO non può più prescindere dall’uso fluido delle lingue, prima tra tutte di quella inglese, come non può prescindere da conoscenze di tipo culturale nell’incontro-scontro con altre civiltà, da conoscenze sociali nell’operare in contesti multinazionali, da conoscenze in ordine alle discipline psicologiche dovendo operare verso persone in condizioni di disagio e da conoscenze del diritto internazionale nel trovarsi ad operare, anche in autonomia ed in realtà spesso difficili da preventivare, come nei contesti di border-line: per esempio non si è ancora conclusa la vicenda equivoca dei due marò detenuti in India.

Oggi il militare moderno di un paese come l’Italia si trova a rappresentare un  modello di cultura e di civiltà, che è aperta e solidale verso i più deboli ed opera nell’ambito delle istituzioni internazionali, e perciò non può non essere consapevole dei valori di cui egli stesso è ambasciatore. Che esso conosca o meno, che sia laureato o meno, è così che sarà visto e giudicato: alla luce della storia e di tutti gli errori da noi commessi.

Ero arrivato all’ingresso di via Crisanzio dell’Ateneo barese circa 30 minuti prima dell’orario che mi era stato comunicato: “Meglio che ad aspettare un poco sia io – mi ero detto – soprattutto per non dover girare a vuoto nella ricerca di un parcheggio fino all’ultimo minuto”. Un’esperienza che non si augura a nessuno.

Quando avevo dato il via al blog giornalistico “Rassegna Stampa Militare” di certo non mi aspettavo risvolti simili e così concreti e l’intervista al Magnifico Rettore, è stata certamente un momento  importante anche per  la storia del blog. Un giusto premio per l’alto numero di visite: le pagine viste al mese sono almeno  ventimila ed il trend è in crescita. Solo di recente inizio a chiedermi se sia una buona base per pensare di farne  una vera testata giornalistica di settore! Mah, vedremo. Intanto mi erano venute in mente alcune parole del mio amato genitore, quelle che mi aveva detto  quando gli ho spiegato di quest’incontro:  “Fatti Onore!”

E…, non era un’esortazione che ripeteva tanto spesso: lui è sempre stato di poche parole. Per molti motivi credo, questa volta, abbia espresso molto di più: un vero testamento morale. Ma, tra poco avrei incontrato il Magnifico Rettore di Bari e quelle parole mi tornavano in mente come una direttiva morale: “Fatti Onore!”.

Quei pochi minuti di anticipo erano trascorsi tutti e venni così introdotto nell’area del Rettorato, passando vicino all’Aula Magna e alle Sale del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione; dopo di esse veniva l’ufficio del Rettore.

Magnifico Rettore dell’Università di Bari – Prof. Corrado Petrocelli

Abbiamo aspettato ancora mentre veniva informato della nostra presenza e mentre si consumavano i brevi saluti di rito con il personale della segretaria.  E …, in qualche modo, mio padre era sempre con noi.

Quando sono state aperte le porte della Sala del Senato Accademico, siamo entrati continuando la nostra conversazione con la Dott.ssa Lucia Pellegrino; mai un’attesta era stata così interessante, avrei voluto che fosse durata ancora un po’. I temi in argomento, trattati con la Dott.ssa Pellegrino, referente organizzativo e amministrativo dell’Università di Bari presso il Corso di Laurea a Mariscuola, sono stati davvero interessanti per capire meglio la  effettiva realtà di  questo nuovo Corso di Laurea e utili  perciò a puntualizzare meglio il taglio delle domande da porre al Magnifico Rettore.

“Eravamo sul ‘legno’ del Magnifico Rettore”, pensavo mentre aspettavo seduto in una di quelle antiche e sagge poltrone che ho trovato anche enormi e comode. Anche il grande tavolo centrale era in legno lavorato e magnificamente ampio. Mi tornarono in mente ormai vecchi ricordi: quelli di alcune serate trascorse nei Circoli Ufficiali del 4° Genova a Palmanova e del 19° Reggimento Cavalleggeri Guide, quest’ultimo ora in missione in Afghanistan. Il ‘legno’ dei mobili antichi sa’ sempre di storia, non meno di quel ‘legno’ con il quale sono fatte certe navi militari: l’Amerigo Vespucci, orgoglio della Marina Militare e d’Italia.

Come responsabile di “Rassegna Stampa Militare” mi sono reso conto dell’esigenza di affrontare meglio ed in misura maggiore gli argomenti di attualità del ‘Diario di bordo’ della Forza Armata di Mare. Questo è stato un punto molto preciso che è maturato  in seguito al briefing preliminare con la Dott.ssa Pellegrino. Effettivamente su “Rassegna Stampa Militare” sono pubblicate più notizie sull’Esercito Italiano che sulle altre Forze Armate. Mi sono proposto  perciò di dare maggiore  spazio informativo  ad esse per fare del mio blog un organo attento a tutte le tematiche delle Forze Armate. E in effetti il problema  della pirateria al largo delle coste somale è uno dei Dossier più letti del blog e intorno ad esso si è creato subito un clima di collaborazione. In questo contesto, non si poteva trascurare la questione dei due sottufficiali delle Forze da Sbarco della Marina del Battaglione San Marco: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Era proprio una bella giornata per onorare San Vito. Ma, San Vito è anche quel comune a sud di Taranto sul Mar Grande dove ha sede il nuovo arsenale ed il Campus universitario Militare della Marina. Nei pressi di Capo San Vito vi è una organizzazione estesa e complessa delle attività della Marina Militare senza pari in Italia. Solo Mariscuola può ospitare in soggiorno stabile oltre 2000 unità, su un complesso edilizio di oltre 50 edifici molti dei quali di valore storico. La varietà e la quantità di corsi specialistici sono impressionanti come la qualità delle attività formative è d’avanguardia. Sul versante nord del Mar Grande vi è invece un poderoso polo economico e finanziario della Marina Mercantile e Industriale, tra cui vanno annoverati i trasporti, stoccaggi e trattamenti petroliferi lungo mille e 200 metri di pontili, per oltre 8 chilometri di banchine  e la movimentazione di merci per circa 2.000.000 di TEU/anno di (mcubi di container) su aree operative estere per circa 3 milioni di metri quadrati.

Penso al motivo dell’incontro con il Magnifico Rettore e, cioè  il Corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime. E’ una importante risorsa per la città di Taranto e per i giovani ed è nella sua sede naturale: non poteva che essere erogato presso la Scuola Sottufficiali  della Marina Militare. A Taranto, sia l’Amministrazione Comunale che i tarantini hanno storicamente un rapporto strettissimo con la Marina Militare, che creò qui dopo l’Unità d’Italia il primo moderno arsenale. Per tutti la presenza della Marina Militare è stata ed è un alto onore; inoltre questa presenza ha sempre avuto il significato di un’opportunità concreta per il futuro.

Sono quasi le 12 e trenta e tra pochi minuti il Magnifico Rettore Prof. Corrado Petrocelli  ci avrebbe ricevuto nella Sala del Senato Accademico. Volgendo lo sguardo alle pareti,  ci si rende conto che su di esse sono collocati i ritratti di tutti i Rettori dell’Università degli Studi di Bari dalla sua fondazione nel 1925. Hanno tutti i volti attenti e intensi degli studiosi, volti a costruire il futuro delle “genti di Puglia” attraverso la crescita delle attività proprie di ogni Università, la ricerca scientifica  e la formazione dei giovani.

Ero immerso in queste riflessioni quando si aprì la porta interna che collegava la Sala del Senato Accademico a quella dello studio del Rettore ed il Prof. Petrocelli si fece verso di noi, dandoci il benvenuto nell’Università.

Il Prof. Petrocelli, ci appare immediatamente come una persona dinamica e piena di impegni, ma non per questo meno cordiale e aperto al dialogo di quanto pensassi. L’appuntamento era stato fissato circa venti giorni prima e finalmente quel giorno era arrivato. Nascondo appena l’emozione in quanto sono consapevole che incontrarlo, con tutti i suoi impegni, è un raro privilegio.

Magnifico Rettore dell’Università di Bari – Prof. Corrado Petrocelli

L’intervista

Magnifico Rettore come sono i rapporti dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” con la Marina Militare?L’intervista

«Sono molto soddisfatto – spiegail Rettore Prof. Corrado Pretrocelli  – dei rapporti che intercorrono tra la Marina Militare e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Sono anche lieto di poterlo esprimere in pubblico quando ne ho occasione. Ma vorrei anche aggiungere che i rapporto sono eccellenti anche con le Autorità civili e politiche dell’Amministrazione Comunale di Taranto, che di fatto ci ospita».

Venendo subito al motivo dell’intervista, quale sviluppo prevede per il corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime e dove ritiene sia meglio la sua dislocazione?

«Siamo molto onorati  di erogare il Corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime, – dice il Rettore dell’Università di Bari – e abbiamo ottime relazioni con i dirigenti e Ufficiali delle Forze Armate di Mare, ed anche con molti dei loro Ammiragli, con i quali siamo concordi che, nei tempi moderni, il marinaio a tutti i livelli di responsabilità, dovrebbe avere una preparazione teorica più ampia di livello universitario; come la conoscenza dell’inglese, del Diritto Marittimo o della Normativa Italiana ed Europea in fatto di Ecologia, come anche delle competenze Oceanografiche, Meteorologiche e Informatiche».

La Dott.ssa Lucia Pellegrino – interpellata dal Rettore – aggiunge che a proposito dei nuovi percorsi didattici è stata predisposta una scheda e ce ne favorisce una copia che alleghiamo in fondo all’articolo. Una delle innovazioni riguarda l’introduzione di un curriculum ‘Logistico’ che sancisce la presenza in un corso di laurea già interfacoltà (Scienze M.F.N. e Giurisprudenza) dell’area di Economia.

«Nel 2008  – aggiunge il Prof. Petrocelli – la cerimonia dell’inaugurazione dell’Anno Accademico  per la prima volta nella storia dell’Ateneo Barese si  è svolta a Taranto, e precisamente nell’Aula Magna della Scuola Sottufficiali che poteva ospitare circa 540 posti a sedere … interamente coperti e con  oltre 600 persone fuori dai cancelli speranzosi di poter entrare. In quell’occasione Taranto era tappezzata di manifesti dell’evento e i  tarantini hanno dimostrato tutto il loro trasporto e il loro calore verso l’Università. Questo evento ha sancito anche l’inizio del sodalizio tra Marina Militare e Università di Bari. Il corso di laurea e’ partito nel 2009, può essere sicuramente una risorsa per il futuro dei propri giovani e  per quello dei  Marescialli della Marina Militare.

Prof. Petrocelli ritiene importante il livello di preparazione universitario per i nuovi marinai per la Marina Militare e per quella Mercantile?

«Direi che ormai la conoscenza universitaria sia da considerare un requisito fondamentale per attività così complesse come quelle marittime. Oggi i sommergibili e le navi militari ma anche quelle della marina mercantile dispongono di tecnologie molto sofisticate: per esempio per la navigazione, la sicurezza e le comunicazioni, ma non solo. I marinai ed i sottufficiali saliranno a bordo di navi sempre più tecnologiche e dovranno solcare i mari in ogni condizione meteorologica e in situazioni geo-politiche diverse, la conoscenze delle lingue è fondamentale e deve raggiungere un livello di padronanza accettabile per argomentare in lingua sia a livello tecnico che nella gestione del personale. Solo una preparazione universitaria garantisce un livellodi competenze così ampio».

Al Corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime le iscrizioni sono aperte a tutti gli studenti cittadini di Italia o solo ai Sottufficiali Militari in carriera?

«Ovviamente il Corso Universitario è una risorsa pubblica, il Corso è aperto sia ai Marescialli della Marina Militare ed a quanti vogliano intraprendere per la Marina Mercantile ed Industriale la carriera di Sottufficiale o Ufficiale. Nel dettaglio consiglio di leggere la scheda del Corso sul sito www.uniba.it dove gli interessati troveranno ogni dettagliata informazione. Per alcune caratteristiche legate alla logistica  quanti volessero informazioni dovrebbero comunicare con la segreteria amministrativa e comunicare la volontà a richiedere, magari in presenza ed in loco, le informazioni. La segreteria si attiverà per la richiesta dei passi necessari per l’ingresso alla base universitaria della Marina in quanto in Corso di Laurea viene attualmente erogato presso Mariscuola Taranto  in cui vigono le norme della Difesa della Forza di Mare. In ogni caso per cui per accedere al corso valgono i requisiti per un normale corso di laurea».

Ritiene utile che la sede del corso sia mantenuta a San Vito presso la Base della Marina Militare?

«Direi che è la sua sede naturale, non vi è altro posto dove un corso simile possa essere erogato con la stessa valenza. Sia per la sua frequentazione da parte dei Sottufficiali della Marina sia per la vocazione del Territorio che da sempre vede nel mare e nella navigazione la sua ragion d’essere. La stessa conformazione geografica, la storia e le preesistenti strutture civili e militari ragionano in tal senso. Forzare e cambiare questo stato di cose significa andare incontro ad un fallimento certo. Non si ha  alcuna intenzione di cambiare quanto già funziona e sta funzionando bene».

Prof. Petrocelli non trova anche Lei che un Corso come questo sia fruibile dagli studenti di tutte le Regioni e non solo da parte dei tarantini o solo dei pugliesi? Secondo Lei il territorio trarrebbe giovamento da un consolidamento di questo corso?

«Come ho già detto il Corso di Laurea è pubblico ed aperto a tutti gli studenti diplomati come per un qualsiasi altro corso universitario, e pertanto rimane aperto ai giovani di tutte le regioni italiane e agli stranieri con i titoli di studi parificati. Per gli sviluppi economici ed occupazionali del territorio il Corso rappresenta una preziosa occasione, sia per la possibilità di locare abitazioni nel medio periodo che per i soggiorni brevi, per il dover ospitare gli studenti e le proprie famiglie ma anche per il corpo docente che magari preferisce una sistemazione in loco. Non si esclude qualche intervento nel qualificare gli studi anche per le carriere mediche ed infermieristiche. Tutto questo di certo promuove il territorio con fioriture di attività economiche come ad esempio dei Bed & Breakfast. Tuttavia non sono state stipulate da parte nostra convenzioni con gli Enti Militari per l’accoglienza degli studenti civili. Il corso però sta crescendo ed usufruisce di alcuni accordi già stipulati per gli altri servizi, come per quelli sportivi e di ristorazione, con la Marina,con la Regione e con altri Enti. Non si esclude che in futuro si  possa arrivare ad una convenzione per agevolare gli studenti le cui famiglia hanno un reddito sotto una certa soglia, più lontani o gli stranieri».

Concludendo, confermerebbe il valore formativo ed il successo delle aspettative occupazionali di quei giovani impegnati in questo percorso formativo?

«Un Corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime è un corso davvero innovativo, oltre ad aspetti di contorno come quello appena analizzato porta con se alcuni aspetti nei contenuti con valenze molto importanti, da quelle ecologiche e quelle sugli  ecosistemi marini, la fauna, la flora di mare la geomorfologia ora possono contare su nuove competenze formali. Per Taranto e non solo, lo sviluppo di profili professionali e la preparazione di ragazzi ai nuovi scenari occupazionali può rappresentare una vera risorsa».

Conclusioni

Il 15 Giugno scorso,  il giorno di San Vito, come responsabile di “Rassegna Stampa Militare”, ho avuto modo di intervistare, nella Sala del Senato dell’Università di Bari, il Rettore Prof. Petrocelli. Incontro a cui ha assistito la Dott.ssa Lucia Pellegrino, quale referente Amministrativo e Organizzativo del Corso di laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime. Il corso attualmente viene erogato a San Vito (Taranto), presso la Scuola Sottufficiali della Marina Militare.

L’intervista al Magnifico Rettore Prof. Corrado Petrocelli è stata l’inizio di un discorso molto interessante e ricco di prospettive con cui sarebbe importante seguire gli sviluppi di questioni, che possono senz’altro dirsi strategiche. Esse riguardano il futuro della Marina Militare e delle altre Forze Armate,  della città di Taranto, e dei giovani studenti e della stessa Università e infine quello di importanti interessi del Paese legati all’offerta di una professionalità moderna  per la gestione consapevole ed in sicurezza delle attività di mare.

Sono questioni che si allargano anche alla Marina Mercantile e alla difesa dell’ambiente marino.

In questo senso il Corso di Laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime è un modello formativo innovativo che andrebbe presentato e diffuso anche in ambito europeo. Esso può portare con onore e con dignità il nome della nostra Marina, di Taranto, della Puglia e dell’Università di Bari in giro per il mondo.

Antonio Conte,  ©Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata

Scheda del Corso

PRIMO ANNO
I SEMESTRE
Matematica……………………………………… 11
Chimica Gen. Inorganica…………………… 7
Economia Aziendale………………………… 7
Ist. Diritto Privato…………………………….. 6
 
II SEMESTRE
Curriculum Tecnico/Operativo
Fisica……………………………………………… 9
Diritto Amm.vo (Diritto Pubblico)………. 6
Complementi di Matematica………………. 9
Inglese……………………………………………. 8 
 
Curriculum Ambientale/Logistico
Fisica……………………………………………… 9
Diritto Amm.vo (Diritto Pubblico)………. 6
Chimica Organica…………………………….. 9
Inglese……………………………………………. 8
 
SECONDO ANNO
I SEMESTRE
 
Diritto della Navigazione…………………… 6
Geomorfologia Marina……………………… 6
Informatica……………………………………… 9
Navigazione e Meteorologia………………. 13
 
II SEMESTRE
Curriculum Tecnico/Operativo
Ecologia…………………………………………. 6
Oceanografia…………………………………… 6
Diritto Internazionale del Mare…………… 6
Storia Economica…………………………….. 6
Elettrotecnica…………………………………… 8
 
Curriculum Ambientale
Ecologia…………………………………………. 6
Oceanografia…………………………………… 6
Diritto Internazionale del Mare…………… 6
Storia Economica…………………………….. 6
C.I. Diritto Penale
e Elem. di Proc. Penale……………………… 8
 
Curriculum Logistico
Ecologia…………………………………………. 6
Oceanografia…………………………………… 6
Diritto Internazionale del Mare…………… 6
Storia Economica…………………………….. 6
Diritto Commerciale…………………………. 7
 
TERZO ANNO 
I SEMESTRE
Curriculum Tecnico
Elettronica………………………………………. 8
Costr. Imp. Nav. Marini I………………….. 7
Costr. Imp. Nav. Marini II…………………. 7
Tecnologia dei Materiali……………………. 9
 
Curriculum Operativo
Elettronica………………………………………. 8
Costr. Imp. Nav. Marini I………………….. 7
Costr. Imp. Nav. Marini II…………………. 7
Telecomunicazioni…………………………… 9
 
Curriculum Ambientale
Geologia Marina………………………………. 5
C.I. Biologia Marina(Vegetale e Animale)      8
Diritto del Lavoro…………………………….. 6
Diritto Ambientale……………………………. 6
Economia e Gest. Imprese…………………. 6
 
Curriculum Logistico
Merceologia…………………………………….. 7
Ragioneria e contabilità…………………….. 7
Diritto del Lavoro…………………………….. 6
Diritto Tributario……………………………… 6
Economia e Gest. Imprese…………………. 6
 
II SEMESTRE
Tirocinio/stage…………………………………. 15
Prova finale…………………………………….. 5

 
 
 
 
 
 
II Facoltà
di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
http://www.scienzetaranto.uniba.it
 
Coordinatore Corso di Laurea
Prof.ssa Franca Tommasi
csgam@scienzetaranto.uniba.it
 
 
 
 
 
 
 
 
Mariscuola Taranto
Direzione Studi – Segreteria Corsi Universitari UNIBA
Dott.ssa Lucia Pellegrino
Tel. 099 7756094
Email: lucia.pellegrino@uniba.it
 
 
 
 
 
 
 
 
Sede del Corso
Scuola Sottufficiali della Marina Militare
‘Lorenzo Bezzi’ di Taranto
Largo Bezzi, 1 —  74122 San Vito (Taranto)
http://www.marina.difesa.it/taranto/index.asp
 
Altre Informazioni utili:

RASSEGNA STAMPA

Libri/ Laterza (Ta). “C’ero anch’io. Tra storia e memoria”, di Raffaella Buongermino.


Antonio Conte

Recensione di Antonio Conte – Il nuovo libro di Raffaella Buongermino “C’ero anch’io. Tra storia e memoria” è in grado di suscitare, anche solo da una semplice osservazione esteriore dell’opera, grandi suggestioni ed emozioni.

Mi è capitato infatti di essere stato proiettato come per magia, nei lontani racconti di mio nonno, allorquando narrava del suo periodo militare. Aveva trascorso in Libia, a Tobruck, probabilmente nei primi mesi del 1941, alcune vicende che ora mi tornano all’attenzione. Erano relative alla sue attività militari svolte con i suoi commilitoni mentre in una triste giornata erano in atto incursioni aeree.  Tutti, nei proprio capisaldi, venivano bersagliati dalle raffiche dei mitra dell’aviazione inglese. Nei ricordi aveva descritto mentre i commilitoni venivano colpiti nelle loro postazioni, tra le dune, nell’atto di difendere il fronte, ma tutto saltava sotto i colpi dei mitra: sabbia, pentole, elemetti e quant’altro.

Libro: "C'ero anch'io. Tra Storia e Memoria"
Libro: “C’ero anch’io. Tra Storia e Memoria”

Ma è capitato ancora di essere avvinto dai ricordi: quelli di mio suocero. Per evocarli gli avevo mostrato alcune pagine del testo. Avendolo semplicemente tra le mani, i suoi ricordi erano tornati vividi. Erano relativi ad alcuni momenti dei racconti del padre che era anche lui protagonista delle vicende africane in Egitto. Credo che fosse pochi mesi dopo gli eventi vissuti da mio nonno, ed in particolare evocava la figura del generale Rommel: la “Volpe del Deserto”. E poi ancora un altro episodio in cui spiega – dal suo punto di vista – la successiva la resa, con tutti gli onori da parte degli inglesi alle truppe italiane comandate da Amedeo d’Aosta il 19 maggio 1941. Onori che sempre – secondo il racconto di mio suocero – sarebbero stati concessi per le drammatiche condizioni di vita, di precaria sussistenza e tuttavia di attaccamento al lavoro: quello della guerra. Sarei tentato di aggiungere che tale era, per loro, quella guerra: nient’altro che un altro duro lavoro, tale e quale a quello nei campi, in patria, in lotta contro la fame e la morte. Nulla sembrava essere cambiato dunque, o così, forse, è stato per mio nonno. Non ricordo infatti mai, da parte sua, citazioni di carattere politico e discorsi ideologici o d’altro genere che non fossero quelli di svolgere un lavoro al meglio delle sue possibilità perchè questo era chiamato a fare: anche oltre la vita.

Del libro, la copertina blu cielo con bandiera italiana, una foto in primo piano rafffigurante 10 soldati in posa per una foto ricordo, con 365 pagine patinate, alcune a colori con documenti, cartine e fotografie, danno subito un’idea chiara di cosa ci si può aspettare nella lettura del testo.  E’ stato pubblicato da Congedo Editore di Galatina (Le), al quale si rimanda per un eventuale ordine di acquisto: il costo è di 15,00 Euro. In copertina campeggiano anche due loghi: dell’Associazione Invalidi di Guerra di Taranto e del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia. Sulla quarta di copertina 6 foto d’epoca e un’immagine tratta da un manifesto di propaganda, come per ricordare che anche le mogli e le vedove, le figlie e le madri soffrono a casa insieme ai propri uomini in guerra, lontani.

Le storie di 41 uomini laertini, intervistati dall’autrice in circa due decenni o ai loro parenti, sono sapientemente raccolte in schede, queste sono corredate da copie di fotografie e documenti originali, i quali sono stati gentilmente concessi dagli stessi, quando ancora in vita o dai loro familiari. A differenza di molti ricordi, questi sono stati finalmente affidati alla stampa, per una memoria più duratura.

La lettura del testo è avvincente, superate di un fiato le sezioni dei ringraziamenti e delle referenze fotografiche si arriva ad una nota biografica dell’autrice, quindi alla premessa affidata al Sen. Gerardo Agostini, Presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e della Fondazione. Le bellissime foto, come si è detto, si fanno subito notare mentre puntellano le prime letture. La prefazione è invece affidata al Prof. Vito Gallotta, Docente di Storia Contemporanea e di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Segue una piacevole introduzione ed inquadramento storico del periodo tra gli anni trenta e cinquanta, da cui emergeranno poi le narrazioni personali dei laertini.

I valori di Patria, Libertà e Democrazia sono i compagni di lettura di questa meravigliosa gemma di storia locale: un punto di forza è la carica innovativa dell’iniziativa: il racconto stesso dei protagonisti si eleva a testimonianza, e quasi giustifica, gli anni di profonde sofferenze umane e gli atroci dolori. Vi è anche la scoperta, per costoro – ma forse anche per il lettore – di un particolare senso dell’Onore e di un sentimento forte verso la propria Patria.

La scoperta di questi nuovi Valori, in questi uomini, quando ancora giovani laertini, passa – si scopre nella lettura del testo – attraverso la storia personale di ciascuno. Emerge quindi l’attaccamento alla propria terra, alle relazioni familiari e sociali del paese, alla vita in campagna tra i campi e gli animali. Queste attività rappresentavano l’unica fonte di sostentamento famigliare.

La storia che si legge nelle schede del libro di questi uomini di Laterza, ora in arme, è davvero suggestiva a tratti epica, spesso emozionante, tanto che citarne qualcuno può significare far torto agli altri. Vale la pena per il lettore, tuffarsi anchè esso nella narrazione, benchè episodica, di questi 41 viaggi: storie dei padri, dei mariti, dei propri compaesani, infine di italiani di cui sarebbe necessario imparare ad onorarne sempre la memoria.

Ma vorrei citare due momenti particolari emersi nella lettura di quest’opera.

Il primo è relativo all’incontro fra laertini nel periodo bellico, quello delle grandi sofferenze, in cui si cercava di mantenere nitida la linea tra la vita e la morte. In questo luogo dei sentimenti incontrarsi come laertini significava un contatto vero e profondo con le proprie origini, significava evocare momenti spensierati, seppure duri, ma di pace e di vita, di sole caldo e di pioggia profumata dei campi. L’emozione impagabile dell’incontro si saldava in un’amicizia senza fine, nella speranza sottesa di riabbracciarsi ancora una volta tra le piazze e le strade del paese natio: vera Patria e ragione di tutto.

Il secondo momento, particolamente bello che vorrei, in ultimo citare, di questo “fiume” di emozioni è relativo ad un epiodio in cui i laertini hanno dimostrato una italianità ancora attuale. Questo esempio può essere ancora oggi modello e fonte di ispirazione nel momento in cui immaginiamo il nostro soldato all’estero. E, dunque, eccolo. Dopo la fine delle ostilità in Grecia, si racconta in una delle bellissime pagine, i nostri soldati convivevano, anche per le lungaggini nel rientro in Patria, pacificamente con la popolazione del posto. Una convivenza divenuta poi cooperazione in quanto avrebbero realizzato una sartoria, trasferendo loro compentenze tecniche, queste ultime sarebbero state importanti per creare una piccola economia locale. Ne più ne meno di come ora, tramite il CI.MI.C. (Civil Military Cooperation), si opera in modo da agevolare le popolazioni in difficoltà.

La lettura del testo di quest’opera Prima, Prima in quanto le interviste sono state spesso in “presa diretta”, prende. Si ha voglia di seguire il filo del racconto fino in fondo: ci si sente al fianco del protagonista, si impara a fare amicizia con lui, a perdonare le sue azioni, e a soffrire con lui quando è mutilato da una granata, dal gelo o ucciso dalla fame, piuttosto che dalle armi da fuoco.

L’Italia ha perso molti uomini, ma non quelli che sono tornati ed hanno raccontato. Questi, compiendo fino in fondo il loro dovere, si sono anche impegnati nella narrazione di quei fatti, ci hanno insegnato cosa sia la Patria, la Libertà e la Democrazia: quei valori sui quali è sempre importante porre molta attenzione: per poter ogni volta tornare a Essi.

Antonio Conte

Web/ http://www.equilibri.net/


Questo sito “Equilibri.net“, scritto in italiano, ma ha davvero un respiro mondiale, mi piace il taglio, gli articoli e la professionalità dei giornalisti e corrispondenti, per cui credo sia da promuovere per la nostra rubrica “Web, se torni te lo dico“. Commentate qui se potete.

Ecco il link: http://www.equilibri.net/, ma se posso consigliere la lettura da questo articolo sulla Somalia: Somalia: Violenza sessuale, il lato oscuro della carestia (IPS) di Isaiah Esipisu del 20 Ottobre 2011

Buona lettura, ma ricorda che qui Rassegna Stampa Militare, aspettiamo il tuo ritorno.

Antonio Conte

Web/ http://osservatorioitaliano.org/


Si riprende volentieri la pubblicazione di alcuni link a siti di un certo interesse, culturale e strategico, soprattutto dopo recenti complimenti proprio su questa Rubrica “Web. Se torni te lo dico”. Questa è la volta di un bel sito che vale davvero la pena di leggere, ma anche di seguirlo, si tratta di un Osservatorio sul Balcani ed sul Caucaso, ma non solo.

Nella speranza che sia di qualche utilità per delle analisi si augura buona lettura.

Vai ora al sito: http://osservatorioitaliano.org/

Antonio Conte