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Dossier "Kosovo", Dossier "Serbia"

Serbia/ UE. Si avvicina il giorno per l’ingresso della Serbia in Europa


Serbia, primo passo verso l’ingresso nell’Unione europea

L’accordo per il conferimento dello status di candidato all’adesione all’Ue è stato annunciato daI ministro francese Juppé. Martedì a Bruxelles la formalizzazione della decisione

Per la foto si ringrazia Julie News .it

www.oipamagazine.eu ) Primo passo della Serbia verso l’ingresso nella famiglia dell’Unione europea. E’ pronto il via libera di Bruxelles per il conferimento al paese balcanico dello status di candidato all’adesione all’Ue. L’annuncio formale è stato dato dal ministro degli Esteri francese Alain Juppé: «Oggi abbiamo trovato l’accordo», ha detto il capo della diplomazia transalpina dopo una riunione con i suoi omologhi. Martedì nella capitale belga la formalizzazione della decisione.

La pratica relativa all’accoglimento dello stato in seno alla comunità europea è stata senz’altro agevolata dai segnalio di disgelo tra Belgrado e Pristina. Gli strascichi delle guerre che all’inizio degli anni Novanta hanno insanguinato l’ex Jugoslavia e portato alla sua dissoluzione sono tutt’ora tangibili. La Serbia infatti non riconosce ancora l’indipendenza del Kosovo, ma venerdì ha raggiunto con la piccola Repubblica un accordo che l’ammette a partecipare alle conferenze regionali balcaniche. Intesa che riguarda anche la gestione dei posti di frontiera.

Le decisioni da assumere in materia di allargamento dell’Unione, compresa quella di concedere lo status di candidato, devono essere prese all’unanimità. Mancava solo il benestare della Germania, che nelle scorse settimane aveva comunque aperto uno spiraglio.


Ue-Serbia: Serbia e’ Paese candidato; Juppe’, e’ fatta

L’ufficializzazione al summit Ue di giovedi’

27 febbraio 2012 – BRUXELLES – ( ANSA ) ”E’ fatta”: cosi’ il ministro degli esteri francese Alain Juppe’ ha riferito ai giornalisti che i 27 ministri esteri della Ue hanno concordato di concedere alla Serbia lo status di paese candidato alla Ue. La decisione formale spetta domani al consiglio affari generali e poi l’ufficializzazione ai capi di stato e di governo della Ue al vertice di giovedi’, ma i 27 ministri degli esteri considerano ”che tutte le condizioni chieste alla Serbia sono state rispettate”, ha detto Juppe’.

Per lo status ”e’ fatta”, ma ovviamente per l’apertura dei negoziati veri e propri – ha precisato il ministro francese – ”c’e’ ancora molta strada da fare”.


Accordo tra Kosova e Serbia. Bufera sul governo Thaci.

Kosova e Serbia hanno raggiunto un accordo oggi che può aiutare Belgrado ad ottenere lo status del candidato all’Unione Europea e rafforzare i rapporti commerciali tra Prishtina e l’UE. Ma l’ opposizione kosovara e deputati di diversi parti politiche  hanno gridato allo scandalo e al tradimento.

Dalla nota ufficiale dell’ Unione Europea traspare la soddisfazione per l’ accordo raggiunto. Questo documento siglato oggi a Bruxelles, permetterà al Kosovo “di firmare nuovi accordi e partecipare alle riunioni regionali per suo conto”, mentre sino ad ora a farlo era l’UNMIK. Prishtina sarà rappresentata dal nome “Kosovo”, e non “Repubblica di Kosova”. Il nome sarà accompagnato da un asterisco (footnote) in cui si farà riferimento “alla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’Onu e il parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione d’indipendenza di Kosova”.

L’ opposizione kosovara grida allo scandalo e al tradimento del sangue versato dai martiri della guerra della liberazione, mentre il governo imbarazzato cerca di sedare le anime e di tranquillizare l’ opinone pubblica kosovare e albanese. La negoziatrice kosovara, Edita Tahiri minimizza l’accordo battezzato come “fusnota” dai media albanesi, dichiarando che l’ accordo avrà comunque una breve scadenza.

Non è chiaro se si riferisce tra le righe alle elezioni serbe e alla neccessità  di sostenere indirettamente il presidente Tadic e i moderati, all’ interno della politica serba. Chiara è invece la difficoltà a farla passare come una vittoria della diplomazia kosovara agli occhi della scettica opposizione, soprattutto a quelli dell’ agguerrito Partia  Vetvendosje (Partito per l’ Autodeterminazione). Proprio quest’ ultimo, guidato dal carismatico Albin Kurti, ha annunciato che scenderà in piazza a Prishtina, il prossimo Lunedi per protestare contro l’ accordo di oggi.  In un comunicato, Kurti scrive che l’ accordo non ha considerato e non ha menzionato in nessuna riga l’ Indipendenza proclamata  diventando cosi “inaccettabile per le istituzioni del paese e per il popolo del Kosovo“.

Intanto in aiuto del premier kosovaro, e in difesa dell’ accordo si sono dichiarati la presidente del Kosovo, Jahjaga, e vari diplomatici occidentali a Prishtina. Da Tirana, arriva anche il sostegno del premier albanese Sali Berisha. Quest’ ultimo ha detto in una dichiarazione per i giornalisti che di fatto l’ accordo ha imposto alla Serbia di riconoscere il Kosovo. Sulla stessa linea anche il lider dell’ opposizione, il socialista Edi Rama.

Bisogna comunque vedere concretamente cosa significa mettere in atto quanto deciso. Si tratta  tra altro di “un protocollo tecnico” sull’attuazione dell’accordo raggiunto il 2 dicembre scorso sulla gestione integrata dei confini. Si tratta di un’intesa “operativa” che consentirà di avviare i lavori su questioni pratiche come il bilancio e la localizzazione delle installazioni.

Il negoziato sul Kosovo è stato anche una delle principali condizioni imposte dall’ UE alla Serbia di Boris Tadic e adesso pare  che non ci siano più ostacoli sulla possibile concessione dello status di candidato alla Ue da parte del Consiglio Europeo (si riunisce a marzo 2012). L’ andamento del negoziato è stato l’ argomento principale del colloquio telefonico di ieri, tra il presidente serbo e Catherine Ashton, responsabile della politica estera e sicurezza dell’Unione europea.

L’accordo di Prishtina a partecipare alle riunioni regionali per suo conto è accompagnata da numerose reazioni dell’opposizione, che lo vede come un compromesso a scapito della statualità del Kosovo. Mentre il governo del Kosovo e diplomatici occidentali hanno affermato che questo accordo è stata la migliore soluzione a dare equa rappresentazione al Kosovo e l’accelerazione verso l’UE.


Svilajnac. Un nuovo impianto dell’italiana Paci & Pagliari

ANSAmed ) – BELGRADO, 27 FEB – La ditta italiana Paci & Pagliari aprira’ a Svilajnac, nella Serbia centrale, uno stabilimento per la produzione di pellet di legno. L’impianto dara’ lavoro a 50 operai, per un investimento di oltre 4 milioni di euro.

Il relativo accordo, riferisce la Tanjug, e’ stato firmato oggi a Pesaro dal presidente di Paci & Pagliari, Patrizio Paci, e dal vicesindaco di Svilajnac Predrag Milanovic.

La societa’ italiana produrra’ fra 30 mila e 50 mila tonnellate di pellet all’anno, prodotto destinato principalmente al mercato europeo. ”La municipalita’ di Svilajnac ha garantito tutte le condizioni richieste dalla parte italiana, e ci aspettiamo che produzione prenda il via per la fine dell’anno”, ha detto Milanovic citato dalla Tanjug. Si tratta, ha precidato, del primo investimento italiano a Svilajnac, e il sesto da un paese Ue.

Paci & Pagliari, con sede a Mombaroccio (Pesaro e Urbino), e’ specializzata nella produzione organica di foraggi, erba medica disidratata, mangimi ed e’ presente sul mercato della Ue da oltre 25 anni. (ANSAmed)


Serbia vicina all’ingresso Ue. Contrarie Lituania e Romania

27/02/2012 – BRUXELLES – La Serbia è vicina all’ottenimento dello status di candidata all’adesione Ue. È ancora lunga la strada da percorrere affinchè il Paese diventi membro a tutti gli effetti dell’Unione europea, ma qualcosa oggi sembra essersi mosso in tal senso. A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri francese Alan Juppè: a quanto pare, nel corso del Consiglio Ue Affari Esteri, i ministri degli Esteri dei 27 avrebbero trovato l’accordo che permette a Belgrado di ottenere il titolo di candidato Ue. Realizzato questo primo passaggio, toccherà ora formalizzare tale decisione.

Nonostante ci sia unanimità tra i ministri degli Esteri dei 27, sono due i Paesi che oppongono resistenza … continua su JulieNews.it


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