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Kosovo/ Belgrado. Fini, continuare dialogo, nessun ultimatum


ANSAmed ) – BELGRADO, 8 FEB – L’importanza di continuare il dialogo sul Kosovo e la necessità di attuare gli accordi già conclusi tra Belgrado e Pristina è stata sottolineata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, in visita oggi a Belgrado.

“E’ importante che il dialogo continui, e che si applichino tutti gli accordi già conclusi”, ha detto Fini sottolineando al tempo stesso che sul Kosovo “non ci sono ultimatum per Belgrado e per il suo cammino verso la Ue“.

Della questione del Kosovo Fini ha parlato con il presidente del Parlamento serbo Slavica Djukic Dejanovic, con la quale ha successivamente incontrato i giornalisti.

Djukic Dejanovic da parte sua ha ringraziato l’Italia per il costante appoggio alle aspirazioni europee della Serbia.

“L’amicizia dei nostri due Paesi è un dato di fatto, e questo é dimostrato dal fatto che in Serbia operano oltre 200 imprese italiane e che l’Italia è il terzo Paese a interscambio con la Serbia. Quello con Fini è stato il terzo incontro negli ultimi quattro anni”, ha detto il presidente del Parlamento che ha sottolineato come “Fini conosce molto bene la situazione in Serbia“.(ANSAmed).

Iran/ Nucleare. Ue, funziona l’embargo totale, petrolio entro luglio


Terzi, le nuove sanzioni dell’Europa
avranno un grande effetto

Le nuove sanzioni europee contro l’Iran avranno un grande effetto e lo dimostra il fatto che la leadership iraniana tenta in tutti i modi di aggirarle. Lo ha detto il Ministro Giulio Terzi in un’intervistaalla Cnn, dopo il varo da parte del Consiglio dei ministri degli esteri Ue, delle nuove misure. Le autorità iraniane “sono state attive dal punto di vista della diplomazia su diversi fronti – ha aggiunto il Ministro – e stanno cercando di convincere i vari paesi a non implementare queste sanzioni. Questa è un’indicazione che le sanzioni stanno avendo effetto”. A giudizio del Ministro le nuove sanzioni europee contro l’Iran allontanano il rischio di un conflitto armato. Nel rispondere ad una domanda sui rischi di uno scontro armato, Terzi ha detto che un conflitto provochererebbe “uno scompiglio enorme in tutta la regione e che le nuove sanzioni sono la via (da percorrere) per arginare questa eventualità”. Per quanto riguarda l’impatto dell’embargo sull’Italia, Terzi ha detto che non c’è “preoccupazione”. Al momento l’Italia, ha aggiunto il Ministro nella sua intervista, “sta differenziando le fonti delle sue forniture avvalendosi anche di altri Paesi. Ad esempio, aumentando l’importazione dalla Libia e la produzione nel paese”.

Fonte: MAE

Kosovo/ Polizia di Frontiera. I manifestanti ne stigmatizzano la violenza usata


In foto: foto scattata a Prizren da Antonio Conte il 17 Luglio 2011, in Ambito del Media Tour 11-17 Luglio 2011

 

Reportage in Kosovo di Antonio Conte
Reportage in Kosovo di Antonio Conte

Gli attivisti della società civile del Kosovo hanno condannato ‘la violenza’ usata dalla polizia contro i manifestanti di confine usata Sabato scorso e chiamano ad una protesta pacifica contro le autorità per questo Lunedì (oggi)

di Antonio Conte – Kosovo, Sono venticinque le ONG che hanno proclamato una protesta per oggi Lunedi 16 Gennaio, in risposta alle tattiche usate dalla polizia del Kosovo contro i manifestanti, nei disordini di ​​Sabato scorso avvenuti nei pressi del confine Kosovo-Serbia a Merdare.

Più di le 50 persone, la metà dei quali sono poliziotti, che sono rimasti feriti quando gli scontri scoppiati con  la polizia che cercava di rimuovere i manifestanti dall’autostrada di Pristina-Podujevo.

Gli attivisti della società civile hanno condannato l’azione della polizia, “è stato ingiustificabile” hanno detto che la Polizia cercasse di liberare la strada dai manifestanti guidati dall’opposizione condotta dal Movimento Vetevendosje (Autodeterminazione).

Questi hanno poi aggiunto: “Condanniamo la violenza brutale ordinata dal governo del Kosovo e commessi dalla polizia del Kosovo. Protesta di ieri è stata una manifestazione della volontà dei cittadini, uno strumento del tutto democratico, garantito dalla Costituzione della Repubblica“.

Il Movimento Vetevendosje ha anche annunciato che all’inizio di questa settimana che avrebbe bloccato il libero flusso di merci a Merdare nella attraversata nel nord-est e nel sud-est a Dheu i Bardhe.

L’azione pare mira a sostenere una recente decisione parlamentare che sostiene un divieto commerciale con la Serbia. Tuttavia una significativa presenza della polizia ha impedito ai manifestanti di raggiungere i valichi di frontiera, ed ha fermato la folla a circa cinque chilometri da Merdare e a circa 500 metri dall’incrocio in Dheu i Bardhe.

Ieri la Polizia del Kosovo avrebbe dichiarato di aver arrestato 146 manifestanti sia a Merdare e Dheu i Bardhe che resistevano o attaccavano gli agenti di polizia. E quindici, di questi sono rimasti in custodia della polizia nella giornata di Domenica.

Shpend Ahmeti da Vetevendosje chiesto la liberazione di tutti i manifestanti e descritto l’azione della polizia come un attacco contro all’opposizione e alla democrazia. Avrebbe poi aggiunto – secondo il quotidiano del Kosovo Balkan Insight –  che “compito della polizia del Kosovo è obbedire agli ordini politici del primo ministro Hashim Thaci e il ministro Bajram Rexhepi, ma questo rappresenta una violazione per le nostre leggi“. Ahmeti avrebbe detto ancora ai giornalisti a Pristina: “La nostra prossima protesta pacifica per bloccare l’auto e beni dalla Serbia si terrà Domenica 22 gennaio“.

Ieri la Polizia del Kosovo aveva dichiarato che la protesta intende bloccare due valichi di frontiera con la Serbia non sono stati autorizzati e pertanto la manifestazione è da considerare illegale.

Inoltre pare, secondo le dichiarazione del portavoce della polizia Baki Kelani si è venuti a sapere che i manifestanti, circa 1500 a Merdare e Dheu i Bardhe, avrebbero rifiutato l’ordine di sbloccare l’autostrada ed avrebbe iniziato ad aggredire la poliziacon pietre e altri oggetti“, pertanto la manifestazione è stata poi qualificata “come una folla violenta” che illegalmente bloccavano una pubblica strada. “Trentadue agenti di polizia sono stati sottoposti a cure mediche a causa delle proteste … condotte con ausilio di pietre e altri oggetti metallici gettati contro di loro, mentre un certo numero di veicoli d’ufficio sono state danneggiate“.

Antonio Conte

Fonte: Balkan Insight

Serbia/ Ministro degli Esteri Terzi: la Serbia entri nell’Unione Europea


[ DirettaNews ] SERBIA IN UE – Alcuni giorni fa, il Ministro degli Esteri danese Villy Søvndal aveva sollecitato l’ingresso della Serbia nell’Unione Europea. Oggi rinnova lo stesso invito il Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi“La Serbia deve entrare nell’Unione Europea il prima possibile”, ha dichiarato Terzi in un’intervista al Piccolo di Trieste.

La Serbia, ha detto Terzi, ha rispettato le condizioni poste dall’Europa e gli “impegni che aveva assunto nella consegna dei criminali serbi ricercati”, è un Paese che “si è dimostrato attivo, soprattutto verso la fine dell’anno, nel dialogo con il Kosovo”, grazie al “raggiungimento di intese precise su materie che erano finalizzate alle condizioni di vita della popolazione kosovara”.

Il Ministro degli Esteri è “fiducioso” che la questione dell’ingresso del Paese balcanico nella Ue possa trovare una soluzione al “Consiglio europeo dell’1 e 2 marzo”, quando auspica che venga riconosciuto alla Serbia “lo status di paese candidato”. La Danimarca ha già annunciato il suo appoggio, si attende la posizione della Germania, che al Consiglio europeo dell’8-9 dicembre scorso aveva invece espresso parere negativo.