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Italia/ Festa della Repubblica. Il 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani sfila ai Fori Imperiali.


Foto/ Roma. Festa della Repubblica

di Antonio Conte – Roma, 02 giugno 2012 – In occasione della cerimonia per la ricorrenza del 66° Anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana sono presenti anche i Bersaglieri del 6° Reggimento di Trapani, che accompagnati dalla Fanfara hanno sfilato lungo via dei Fori Imperiali.

Sulla tribuna d’onore, con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, erano presenti le massime autorità civili, religiose e militari italiane con alcune rappresentanze estere. Un grande parterre per assistere alla sfilata delle unità che hanno rappresentato tutte le Forze Armate, le Forze di Polizia e i Corpi Armati e non Armati dello Stato.

I Bersaglieri del Sesto, con il tradizionale cappello piumato e con la loro corsa, hanno entusiasmato tutti i presenti. Erano a Roma in rappresentanza di tutti i Bersaglieri di Italia. Questi ultimi si confermano protagonisti della storia del nostro Paese. I piumati di Trapani, detengono la rappresentanza fin dal lontano 1836.

Antonio Conte

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Kosovo/ Ambasciata in Italia, 2012 inizia nostra integrazione in Ue


Prenkaj, noi garantiamo diritti serbi secondo standard europei

(ANSAmed) – ROMA, 27 GEN – “L’anno 2012 per il Kosovo è l’anno dell’inizio del processo di integrazione della Repubblica del Kosovo nell’UE. Il Kosovo, ormai, ha iniziato il processo di negoziazione per la liberalizzazione dei visti e sono fiducioso che i cittadini kosovari, a partire dal 2013, si muoveranno liberi. Come membro del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, il Kosovo è entrato in rapporti commerciali con l’UE ma diventerà anche membro della Bers – Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo”: è questa la prospettiva per il futuro tracciata dall’ambasciatore del Kosovo in Italia, Albert Prenkaj, in un’intervista ad ANSAmed.

“Per il Gruppo Direttivo Internazionale, composto da 25 Stati che sorvegliano la realizzazione del piano di Ahtisaari (per lo status definitivo del Kosovo, ndr) – spiega – il 2012 sarà un anno in cui questo piano verrà implementato nella sua interezza. Quella sarà l’occasione per elaborare una roadmap allo scopo di uscire da questa situazione e per far continuare il percorso del Kosovo verso i meccanismi dell’UE”.

L’ambasciatore ricorda quindi le difficoltà della trattativa con Belgrado. “I negoziati per lo statuto del Kosovo hanno avuto luogo a Vienna per due anni consecutivi (2006-2008) tra le delegazioni dei due Paesi – ricorda l’ambasciatore – Nessun compromesso offerto dalla comunità internazionale e nemmeno dalla delegazione del Kosovo è stato accettato dalla parte serba. Il Kosovo, essendo un caso particolare (sui generis), offre diritti alla pari dei più alti standard europei verso la comunità serba e verso la Chiesa Ortodossa Serba in Kosovo. Sono state promulgate oltre 140 leggi che derivano dal Piano di Ahtisaari, leggi che fanno parte della Costituzione della Repubblica del Kosovo. Esse regolano principalmente l’integrazione della comunità serba in Kosovo. In altre parole, si tratta dell’istruzione in lingua e cultura serba, dell’uso della lingua serba come seconda lingua ufficiale, anche se questa comunità costituisce solo il 5% della popolazione.

Queste leggi riguardano, inoltre, delle particolari zone intorno alle Chiese e ai monasteri ortodossi gestiti dai clerici serbi e che godono di una responsabilità estesa di gestione e di diritti illimitati di comunicazione con la Chiesa Autocefala Serba e con la Serbia. Noi siamo interessati affinché l’intera comunità serba possa integrarsi completamente in Kosovo come è avvenuto per una parte di loro nei cinque nuovi comuni in cui sono stati eletti i capi dei comuni che sono serbi. Mi permetta di ricordare che nel Governo del Kosovo abbiamo 2 Ministri serbi, un vice ministro serbo e su un Parlamento di 120 seggi, 20 sono riservati ai rappresentanti delle minoranze, 10 dei quali sono riservati alla comunità di minoranza serba. Inoltre, essi possono candidarsi per ciascuno degli altri 100 seggi del Parlamento. Anche nei comuni di maggioranza albanese, laddove vivono i serbi, i vicecapi dei comuni sono serbi”.

Il 14 e il 15 febbraio i cittadini di Kosovska Mitrovica, Zubin Potok, Zvecan e Leposavic – quattro città a maggioranza serba – sono chiamati a decidere se accettare l’autorità’ del governo di Pristina. Una consultazione estremamente delicata che in caso di vittoria del «no» – eventualità, stando ai sondaggi, più che probabile – promette di destabilizzare l’intera regione.

“Sempre, basandosi sui diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione della Repubblica del Kosovo, quale contratto dello Stato con i suoi cittadini, e tenendo presente il Piano di Ahtisaari, che è stato applicato ormai nella misura del 90% per le comunità di minoranza e con particolare attenzione alla comunità serba, il Primo Ministro Thaci fa appello affinché nei comuni del Nord si inizi a rispettare la legge e l’ordine, si organizzino delle libere elezioni democratiche comunali, come parte costitutiva della politica di integrazione, come patto sociale per una vita pacifica e di benessere. Logicamente possiamo constatare che l’interesse dei serbi in Kosovo e l’interesse della casta politica in Serbia siano diametralmente contrari.

La risposta adeguata a questi eventi regressivi è l’integrazione della Regione nell’UE, nel blocco. Dunque tutti i Paesi della Regione devono integrarsi seguendo il modello della Romania e della Bulgaria. Mi esprimo in questa maniera partendo dalla mentalità di questa regione che procura preoccupazioni all’UE e che in questo modo senza sviluppo e prospettiva, segna il passo, come lo sono i casi: Grecia-Macedonia, il caso di Cipro e fino a ieri il caso Slovenia-Croazia. Partendo da questi fatti, l’offerta della data per l’adesione della Serbia sarebbe precoce e causerebbe malcontento nei Paesi dei Balcani Occidentali, i quali in termini di standard e contributi meritano di essere integrati prima della Serbia”. (ANSAmed).

Kosovo/ Polizia di Frontiera. I manifestanti ne stigmatizzano la violenza usata


In foto: foto scattata a Prizren da Antonio Conte il 17 Luglio 2011, in Ambito del Media Tour 11-17 Luglio 2011

 

Reportage in Kosovo di Antonio Conte
Reportage in Kosovo di Antonio Conte

Gli attivisti della società civile del Kosovo hanno condannato ‘la violenza’ usata dalla polizia contro i manifestanti di confine usata Sabato scorso e chiamano ad una protesta pacifica contro le autorità per questo Lunedì (oggi)

di Antonio Conte – Kosovo, Sono venticinque le ONG che hanno proclamato una protesta per oggi Lunedi 16 Gennaio, in risposta alle tattiche usate dalla polizia del Kosovo contro i manifestanti, nei disordini di ​​Sabato scorso avvenuti nei pressi del confine Kosovo-Serbia a Merdare.

Più di le 50 persone, la metà dei quali sono poliziotti, che sono rimasti feriti quando gli scontri scoppiati con  la polizia che cercava di rimuovere i manifestanti dall’autostrada di Pristina-Podujevo.

Gli attivisti della società civile hanno condannato l’azione della polizia, “è stato ingiustificabile” hanno detto che la Polizia cercasse di liberare la strada dai manifestanti guidati dall’opposizione condotta dal Movimento Vetevendosje (Autodeterminazione).

Questi hanno poi aggiunto: “Condanniamo la violenza brutale ordinata dal governo del Kosovo e commessi dalla polizia del Kosovo. Protesta di ieri è stata una manifestazione della volontà dei cittadini, uno strumento del tutto democratico, garantito dalla Costituzione della Repubblica“.

Il Movimento Vetevendosje ha anche annunciato che all’inizio di questa settimana che avrebbe bloccato il libero flusso di merci a Merdare nella attraversata nel nord-est e nel sud-est a Dheu i Bardhe.

L’azione pare mira a sostenere una recente decisione parlamentare che sostiene un divieto commerciale con la Serbia. Tuttavia una significativa presenza della polizia ha impedito ai manifestanti di raggiungere i valichi di frontiera, ed ha fermato la folla a circa cinque chilometri da Merdare e a circa 500 metri dall’incrocio in Dheu i Bardhe.

Ieri la Polizia del Kosovo avrebbe dichiarato di aver arrestato 146 manifestanti sia a Merdare e Dheu i Bardhe che resistevano o attaccavano gli agenti di polizia. E quindici, di questi sono rimasti in custodia della polizia nella giornata di Domenica.

Shpend Ahmeti da Vetevendosje chiesto la liberazione di tutti i manifestanti e descritto l’azione della polizia come un attacco contro all’opposizione e alla democrazia. Avrebbe poi aggiunto – secondo il quotidiano del Kosovo Balkan Insight –  che “compito della polizia del Kosovo è obbedire agli ordini politici del primo ministro Hashim Thaci e il ministro Bajram Rexhepi, ma questo rappresenta una violazione per le nostre leggi“. Ahmeti avrebbe detto ancora ai giornalisti a Pristina: “La nostra prossima protesta pacifica per bloccare l’auto e beni dalla Serbia si terrà Domenica 22 gennaio“.

Ieri la Polizia del Kosovo aveva dichiarato che la protesta intende bloccare due valichi di frontiera con la Serbia non sono stati autorizzati e pertanto la manifestazione è da considerare illegale.

Inoltre pare, secondo le dichiarazione del portavoce della polizia Baki Kelani si è venuti a sapere che i manifestanti, circa 1500 a Merdare e Dheu i Bardhe, avrebbero rifiutato l’ordine di sbloccare l’autostrada ed avrebbe iniziato ad aggredire la poliziacon pietre e altri oggetti“, pertanto la manifestazione è stata poi qualificata “come una folla violenta” che illegalmente bloccavano una pubblica strada. “Trentadue agenti di polizia sono stati sottoposti a cure mediche a causa delle proteste … condotte con ausilio di pietre e altri oggetti metallici gettati contro di loro, mentre un certo numero di veicoli d’ufficio sono state danneggiate“.

Antonio Conte

Fonte: Balkan Insight