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Kosovo/ “Medica Kosova”. Le donne come vittime dei traumi della guerra, se ne parla in una conferenza Kfor


Gli operatori di Medica Kosova

Conferenza per i militari del Multinational Battle Group West in Kosovo sulle donne traumatizzate dalla guerra.

del Cap. Claudio Cibelli – [ Vedi lo SpotSi è svolta oggi, presso la base di “Villaggio Italia” in Kosovo, una conferenza avente come tema “Le donne kosovare traumatizzate dalla guerra”.

L’evento è stata aperto dal Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), Colonnello Sebastiano Longo, il quale ha introdotto le rappresentanti dell’Organizzazione non Governativa  “Medica Kosova”, Evelyne O’callaghan e Emirjeta Kumnova  che dal 1999 si occupano del recupero delle donne kosovare che hanno subito dei traumi a causa della guerra. A queste donne “Medica Kosova” offre assistenza medica, supporto psicologico e legale.

Il Col. Longo

L’incontro, rivolto ai militari che quotidianamente operano a contatto con la popolazione locale, ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare ulteriormente il personale nel momento in cui ci si deve relazionare con persone che possano aver subito dei traumi. Un atteggiamento più corretto aiuta, così, ad evitare che possano riproporsi situazioni di sofferenza accadute nel passato.

Tra i compiti dei militari italiani in Kosovo c’è quello di mantenere rapporti costanti con le autorità locali, con i rappresentanti delle varie etnie e con la popolazione locale in modo da indirizzare il supporto a favore delle persone meno fortunate.

Contatti: Cap. Claudio CIBELLI – Cell. (00386) 49-773403 email: itpio_kfor@yahoo.it – “Villaggio Italia” Pec/Peja-Kosovo – KFOR MNBG-W – Public Affairs Office – COMUNICATO STAMPA, 29 maggio 2012

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Kosovo/ Il ritorno dei Bersaglieri dell’11° di Orcenigo Superiore


Orcenigo Superiore (PD), 22 Marzo 2012. I bersaglieri tornano nei Balcani. Dopo i trionfi della Brigata Garibaldi ecco di nuovo i fanti piumati protagonisti in Kosovo. Il quotidiano Messaggero Veneto con un articolo a firma di Lieta Zanatta, nota giornalista veneziana più volte embedded in Kosovo, ha documentato i preparativi del 11° Reggimento Bersaglieri in partenza per l’altra sponda dell’Adriatico.

Antonio Conte

Si riporta un breve tratto dell’articolo. Di seguito scaricabile Messaggero Veneto, pag. 34 del 22 Marzo 2012

“Missione operativa per l’11º reggimento bersaglieri della brigata Ariete di stanza alla caserma Leccis di Orcenico Superiore, partito ieri alla volta del Kosovo. I circa cinquecento uomini, sotto il comando del colonnello Alfonso Cornacchia, andranno a sostituire il contingente austro-tedesco per i prossimi sei mesi.
Giusto l’altro ieri il sindaco di Casarsa della Delizia ha conferito la cittadinanza onoraria all’11º reggimento proprio nelle mani del comandante Cornacchia. Un riconoscimento che si aggiunge a quelli ricevuti
dai Comuni di Vittorio Veneto nel 1998, di Zoppola nel 2000e di Trieste nel 2008.

I fanti piumati saranno impegnati in un’area dei Balcani che ultimamente sta attraversando un periodo complesso politicamente, tanto da fermare il graduale ritiro del contingente italiano, programmato
sino al 2014, come annunciato a Natale scorso dal capo di Stato maggiore della difesa, generale Biagio Abrate”.

L’articolo è disponibile da qui: Messaggero Veneto, pag. 34 del 22 Marzo 2012

Kosovo/ OSCE. La delegazione italiana all’assemblea parlamentare visita il contingente italiano


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Pristina (RKS), 23 marzo 2012. Si è conclusa oggi la visita della delegazione italiana all’assemblea parlamentare dell’OSCE ai militari del contingente italiano impiegato in Kosovo.

La delegazione, giunta il 19 marzo all’aeroporto militare A.M.I.Ko di Dakovica/Gjakova, è stata ricevuta dal Generale di Brigata Francesco Diella (Italian Senior National Representative in Kosovo).

Lo scopo della visita, è stato quello di porgere un saluto ai militari italiani impiegati nel teatro operativo kosovaro e di poter incontrare, oltre a Sua Eccellenza Michael L. Giffoni, Ambasciatore d’Italia in Kosovo, alcuni politici locali, il capo della missione OSCE, nonché di visitare alcuni luoghi importanti del Kosovo come il Patriarcato di Pec/Peje ed il Monastero di Visoki e le realtà di città e villaggi locali.

Il presidente della delegazione, Onorevole Riccardo Migliori, ha espresso, a tutto il personale italiano che opera nell’ambito dell’operazione “Joint Enterprise” della NATO, il proprio ringraziamento per l’impegno profuso nell’assolvimento dei propri doveri, a garanzia della sicurezza e della libertà di movimento di tutti gli abitanti del Kosovo.

La delegazione composta inoltre dal Senatore Mauro Del Vecchio, dal Senatore Giuseppe Caforio, dall’Onorevole Matteo Mecacci e dal Dottor Giuseppe Maggio, ha avuto modo di conoscere i rappresentanti delle Forze Armate italiane presenti nel paese balcanico, ovvero il Colonnello Andrea Borzaga, Comandante del MNBG W, il Col. Andrea Isidori, Comandante del MSU (Multinational Specialized Unit) di Pristina ed il Col. Franco Trozzi, Comandante della Task Force Air di Dakovica/Gjakova ed il Col. Alfonso Cornacchia, Comandante dell’O.R.F.

Fonte: Ten. Cristiano NARDONE, Cell. (00386) 49-773403 email: itpio_kfor@yahoo.it – “Villaggio Italia” Pec/Peja-Kosovo KFOR MNBG-W, Public Affairs Office, COMUNICATO STAMPA – 23 marzo 2012

Albania/ Estrazione petrolifera in aumento. La corsa all’oro nero


Dicevo… L’Albania promette bene, nonostante l’attuale produzione petrolifera albanese sia piuttosto misera. Premettendo che il record storico di 43000 barili al giorno fu ottenuto con l’aiuto temporaneo di geologi ed ingegneri petrolchimici cinesi (venne poi lo “strappo di Hoxha”: il dittatore locale decretò la fine di ogni alleanza internazionale dell’Albania nel 1978 ed i cinesi partirono per non tornare più), il paese produceva 9000 barili al giorno nel 1994, ma tra una crisi economica ed una politica si ridiscese al picco negativo di soli 600 bb/g nel 2004. Venne poi l’aiuto dell’Europa, la stabilizzazione politica ed i massicci investimenti stranieri): la produzione odierna, grazie soprattutto a compagnie petrolifere canadesi, si attesta attorno ai 22000 bb/g, ancora poca cosa davanti ad un consumo nazionale di circa 40000 bb/g, ma non credo esistano altri paesi al mondo dove la produzione stia raddoppiando ogni due anni o paesi europei dove i “poveri” e gli emigranti, invece di aumentare, diminuiscono (ma non la corruzione).Non ho volutamente menzionato la questione scottante del gas naturale che si trova pare abbondante, ma a profondità forse impossibili a fini industriali, tra Albania ed Italia: le notizie disponibili sono poche a riguardo, non oso sbilanciarmi.Quindi: avviso che tengo d’occhio l’Albani, “futura Arabia Saudita europea”.

via L’Albania e la corsa all’oro nero.