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Alessandria/ Guardia di Finanza. Scoperti 25 falsi poveri


Il Comando Provinciale Alessandria delle Fiamme Gialle di Valenza, il 19 gennaio 2012, ore 08:52 pubblica un comunicato stampa informando che  hanno dato esecuzione ad un mirato piano di interventi nei confronti di diverse persone, che avevano richiesto e ottenuto dal Comune della cittadina e dalla Regione un contributo per il pagamento del canone di locazione.

La legge, infatti, prevede, per i meno abbienti che debbano pagare un affitto, una sovvenzione pubblica, la cui entità varia a seconda delle condizioni economiche dei richiedenti.

Ai fini del controllo, i finanzieri hanno acquisito la documentazione dei contributi erogati nel 2010 e vagliato tutte le singole situazioni, individuandone alcune a rischio.

Il puntuale esame di tali situazioni ha fatto emergere, in tutti i casi, numerose irregolarità, ossia false indicazioni circa i redditi o le possidenze immobiliari dei richiedenti, alcuni dei quali, per esempio, avevano omesso di segnalare la disponibilità di altri appartamenti in Provincia e, pertanto, di non avere titolo a percepire la sovvenzione.

Il danno complessivamente accertato ammonta a 27.800,00 euro, con una media di piú di mille euro percepiti illecitamente da ciascuno dei “falsi poveri”.

Episodi del genere sono particolarmente gravi. Il contributo messo annualmente a disposizione, infatti, viene fissato in base alle disponibilità di bilancio e, successivamente, ripartito tra gli aventi diritto.

Di conseguenza, chi attesta falsamente una difficile condizione economica non danneggia solo l’Ente pubblico, ma anche quei cittadini che ne avevano effettivo bisogno, privati della possibilità di accedere al particolare contributo.

Terminate le ispezioni, sono già in atto le procedure per la restituzione delle somme al Comune, che vanno aggiunte alla sanzione – pari al triplo degli importi indebitamente percepiti – che ciascuno dei 25 responsabili dovrà pagare.

Kosovo/ Eulex conferma la notizia del giornale Kommersant sul traffico organi: anche 2 russi vittime della clinica Medicus.


ANSAmed ) – PRISTINA, 19 GEN – Vi sono anche due cittadini russi tra le vittime dei trapianti illegali di organi effettuati nella clinica ‘Medicus’ di Pristina fra il 1998 e il 1999. Lo ha detto oggi il portavoce di Eulex (missione europea in Kosovo) Nicholas Hawton, confermando una notizia pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano moscovita Kommersant.

”Posso confermare le accuse sul caso della clinica ‘Medicus’, e che due cittadini russi sono stati identificati quali vittime di tale vicenda”, ha detto Hawton. A entrambi gli uomini, ha precisato, erano stati prelevati i reni. Il caso – ha detto il portavoce – e’ oggetto di un’inchiesta.

Lo scorso ottobre si e’ aperto a Pristina il processo a sette persone accusate di traffico e trapianto illegale di organi umani, in relazione alle attivita’ illecite svolte nella clinica ‘Medicus’, chiusa nel 2008 in seguito a una inchiesta della polizia.

Le vittime destinate a donare i propri organi – reni in particolare – erano cittadini di Serbia, Turchia, Moldova, Bielorussia, Kazakhstan e altri paesi poveri dell’Europa orientale e dell’Asia centrale ex sovietica. Il compenso loro promesso era di 15 mila euro per ogni organo donato, in realta’ ottenevano molto meno, mentre si e’ scoperto che i loro organi venivano poi venduti sul mercato nero a somme fra gli 80 mila e i 100 mila euro.

Nella vicenda e’ coinvolto fra gli altri il medico turco Yusuf Ercin Sonmez, soprannominato ‘Dr Frankenstein’ dalla stampa del suo paese, per il quale un procuratore turco ha richiesto nei mesi scorsi fino a 171 anni di carcere per i trapianti illegali di reni fatti alla clinica ‘Medicus’. ( Fonte: ANSAmed )

Kosovo/ Polizia di Frontiera. I manifestanti ne stigmatizzano la violenza usata


In foto: foto scattata a Prizren da Antonio Conte il 17 Luglio 2011, in Ambito del Media Tour 11-17 Luglio 2011

 

Reportage in Kosovo di Antonio Conte
Reportage in Kosovo di Antonio Conte

Gli attivisti della società civile del Kosovo hanno condannato ‘la violenza’ usata dalla polizia contro i manifestanti di confine usata Sabato scorso e chiamano ad una protesta pacifica contro le autorità per questo Lunedì (oggi)

di Antonio Conte – Kosovo, Sono venticinque le ONG che hanno proclamato una protesta per oggi Lunedi 16 Gennaio, in risposta alle tattiche usate dalla polizia del Kosovo contro i manifestanti, nei disordini di ​​Sabato scorso avvenuti nei pressi del confine Kosovo-Serbia a Merdare.

Più di le 50 persone, la metà dei quali sono poliziotti, che sono rimasti feriti quando gli scontri scoppiati con  la polizia che cercava di rimuovere i manifestanti dall’autostrada di Pristina-Podujevo.

Gli attivisti della società civile hanno condannato l’azione della polizia, “è stato ingiustificabile” hanno detto che la Polizia cercasse di liberare la strada dai manifestanti guidati dall’opposizione condotta dal Movimento Vetevendosje (Autodeterminazione).

Questi hanno poi aggiunto: “Condanniamo la violenza brutale ordinata dal governo del Kosovo e commessi dalla polizia del Kosovo. Protesta di ieri è stata una manifestazione della volontà dei cittadini, uno strumento del tutto democratico, garantito dalla Costituzione della Repubblica“.

Il Movimento Vetevendosje ha anche annunciato che all’inizio di questa settimana che avrebbe bloccato il libero flusso di merci a Merdare nella attraversata nel nord-est e nel sud-est a Dheu i Bardhe.

L’azione pare mira a sostenere una recente decisione parlamentare che sostiene un divieto commerciale con la Serbia. Tuttavia una significativa presenza della polizia ha impedito ai manifestanti di raggiungere i valichi di frontiera, ed ha fermato la folla a circa cinque chilometri da Merdare e a circa 500 metri dall’incrocio in Dheu i Bardhe.

Ieri la Polizia del Kosovo avrebbe dichiarato di aver arrestato 146 manifestanti sia a Merdare e Dheu i Bardhe che resistevano o attaccavano gli agenti di polizia. E quindici, di questi sono rimasti in custodia della polizia nella giornata di Domenica.

Shpend Ahmeti da Vetevendosje chiesto la liberazione di tutti i manifestanti e descritto l’azione della polizia come un attacco contro all’opposizione e alla democrazia. Avrebbe poi aggiunto – secondo il quotidiano del Kosovo Balkan Insight –  che “compito della polizia del Kosovo è obbedire agli ordini politici del primo ministro Hashim Thaci e il ministro Bajram Rexhepi, ma questo rappresenta una violazione per le nostre leggi“. Ahmeti avrebbe detto ancora ai giornalisti a Pristina: “La nostra prossima protesta pacifica per bloccare l’auto e beni dalla Serbia si terrà Domenica 22 gennaio“.

Ieri la Polizia del Kosovo aveva dichiarato che la protesta intende bloccare due valichi di frontiera con la Serbia non sono stati autorizzati e pertanto la manifestazione è da considerare illegale.

Inoltre pare, secondo le dichiarazione del portavoce della polizia Baki Kelani si è venuti a sapere che i manifestanti, circa 1500 a Merdare e Dheu i Bardhe, avrebbero rifiutato l’ordine di sbloccare l’autostrada ed avrebbe iniziato ad aggredire la poliziacon pietre e altri oggetti“, pertanto la manifestazione è stata poi qualificata “come una folla violenta” che illegalmente bloccavano una pubblica strada. “Trentadue agenti di polizia sono stati sottoposti a cure mediche a causa delle proteste … condotte con ausilio di pietre e altri oggetti metallici gettati contro di loro, mentre un certo numero di veicoli d’ufficio sono state danneggiate“.

Antonio Conte

Fonte: Balkan Insight