Archivi tag: Al-Qaeda

Kenya/ Piaghe Africane: bracconaggio e terrorismo


L’assedio al  Westgate Mall, avuto luogo lo scorso settembre, in uno dei centri commerciali più esclusivi di Nairobi, mostra come il terrorismo fondamentalista di matrice islamica è ancora presente e continua a operare. L’Europa probabilmente non ha percepito la minaccia incombente data la distanza geografica col vecchio continente anche se oggi i fatti che accadono in l’Africa hanno sempre maggiori ripercussioni sul Europa che in passato. L’attentato costato la vita a 72 persone, che ha visto impiegato ingenti forze militari e l’intervento degli israeliani e concluso con un esplosione dinamitarda di cui quest’ultima non venne fatto cenno sui nostri giornali nazionali, era rivendicato da Al Shabaab ovvero “La Gioventù”.

L’organizzazione terroristica in questione, una volta confinata solo in Somalia, prende ora una dimensione sempre più transnazionale proiettandosi su uno scenario globale soprattutto dopo la sua affiliazione, nel 2012, con Al-Qaeda e della provenienza degli affiliati: come dimostra le nazionalità residente sul passaporto e quasi del tutto statunitense e nord europeo in particolare Svezia, Norvegia, Danimarca. Fonti di sicurezza nazionali stimano diverse migliaia di miliziani Shabaab operanti in Scandinavia fra cui diversi assi come Abu Muslim, giunto in Europa negli anni 90 tramite richiesta di asilo, visto le circostanze storiche che lo permettevano,  e residenza dopo. Questi gruppi, quindi, si sono istaurati dopo i flussi migratori del 91 all’epoca del governo repressivo di Siad Barre

Per mantenere in piedi e far funzionare la macchina terroristica serve ingenti finanziamenti, non di sole droghe e armi, bensì l’attività di bracconaggio che fornisce il 40% delle risorse economiche.

Per conoscere qualche dettaglio in più sull’attività condotta dai bracconieri e quali ripercussioni, spesso sottintese, possono avere non solo a livello locale bensì globale, abbiamo chiesto a Davide Bomben – Direttore del Training Department della Poaching Prevention Academy -, che si occupa appunto della formazione di operatori specializzati nel contrasto al bracconaggio, presidente dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa.

 L’attività di bracconaggio quanto può fruttare in termini monetari ? 

«Le organizzazioni terroristiche ricercano fondi per i loro illeciti in molti modi. Il bracconaggio in Africa è un’attività molto lucrativa, che può portare e porta ingenti somme nelle casse di chi opera per conto di tali organizzazioni criminali. Il bracconaggio è il 4° business illegale più lucrativo dopo le armi, droga ed esseri umani (compresa prostituzione, schiavitù e organi…), un business difficilmente comprensibile se non attraverso dei semplici calcoli. Il prezzo alla vendita dei due prodotti più lucrativi derivanti dalle attività legate al bracconaggio sono: 800 $ al kg per le zanne d’avorio (+- 30 kg a zanna) e 60.000 $ al kg per corno di rinoceronte (+- 7 kg x2 corna).  Kenya e Tanzania hanno recentemente dichiarato di aver perso oltre 30.000 elefanti in 5 anni pari a un introito finale di 1.440.000.000. Nel solo Sudafrica negli ultimi 5 anni sono stati uccisi 2370 rinoceronti pari ad un introito finale di 995.400.000. Anche ipotizzando che solo 1% possa essere andato in tasca a organizzazioni così capillari come quelle terroristiche parlano  di cifre immense capaci di “muovere moltissimo”  in un continente così ampio e diversificato come l’Africa».

Come agiscono i bracconieri? 

«Un tempo i bracconieri erano disperati alla ricerca di un facile guadagno, oggi sono operatori specializzati, per lo più ex milizie, assoldati per compiere una missione ad alto lucro. Il bracconaggio si è evoluto, dalle infradito ai piedi all’infrarosso sul fucile in 10 anni circa. Nel 2003 solo 22 rinoceronti sono stati uccisi in Sudafrica… nel 2013 abbiamo già superato la quota 800 e ci sono ancora 2 mesi e due lune piene prima di festeggiare il nuovo anno. Oggi le squadre di bracconieri sono dotate di armi pesanti (375 HH / 458) oppure di AK che scaricano raffiche sugli animali prima di privarli di corna e zanne. Ultimamene i bracconieri si dotano di medicinali paralizzanti (come M99) che possono essere sparati da fucili ad aria compressa e non fanno alcun rumore, moltissimi rinoceronti perdono la vita in Sudafrica con questi mezzi. All’inizio di ottobre, per esempio, sono state trovate le carcasse di 2 rinoceronti in Namibia che sono stati prima narcotizzati e poi privati delle corna con una motosega… arma silenziosa ma i colpi sono arrivati dall’elicottero e la motosega di certo non è un utensile silenzioso… Spesso i bracconieri ricevono informazioni da personale che vive e lavora nei parchi e nelle riserve e, più in generale, il 95% dei casi di bracconaggio sono attivati da internal jobs».

E vero che usano avvelenare le acque come alternativa ai proiettili ? 

«Come detto il bracconaggio si è evoluto e l’uso ed efficacia di cianuro non è sono un segreto ben protetto. Ultimamente abbiamo riscontrato un forte aumento di casi di avvelenamenti, sia delle pozze dove gli elefanti e rinoceronti vanno ad abbeverarsi sia delle carcasse degli animali uccisi, in questo modo anche gli avvoltoi che si cibano di carogne moriranno evitando così di allarmare le unità di sorveglianza dislocate sul territorio che spesso “sfruttano” la Natura per reagire ai casi di bracconaggio».

Quali risorse servono per combattere questo fenomeno?

 «Le stesse risorse che servono per fermare qualsiasi altro crimine. La lotta al bracconaggio non deve essere vista come il progetto di uno squinternato gruppo di animalisti vegani, ma come un rischio economico e sociale. Paesi che non hanno più una fauna selvatica hanno perso l’interesse del turismo internazionale che in Africa da un lavoro a 3.000.000 di persone e impiega, nell’indotto, almeno il triplo di persone. Perdere specie totemiche come il rinoceronte o il leone significherebbe un danno ecologico (per il valore ecologico della specie) ma anche d’immagini di paesi che hanno il PIL fortemente supportato dal turismo. Per farla breve la nostra non è una battaglia per divertimento o per convinzioni etiche, la nostra e una ferma intenzione di difendere la biodiversità dei paesi dove operiamo e la volontà di preservare posti di lavoro».

Quali rotte commerciali segue l’avorio ? 

«I bracconieri sono strumenti di gruppi criminali ben organizzati. Ambasciatori e funzionari politici asiatici fungono spesso da corrieri. Lance veloci solcano i mari a poche miglia dalle coste sudafricane per intercettare le navi mercantili che scambiano le corna con droga ed armi. I porti di Mombasa e Dar sono tempestati da container carichi di zanne di elefanti, ossa di leoni e corna di rinoceronti, ma una portacontainer trasporta miglia di casse e un porto ne ha milioni… una mancia qui ed una mazzetta lì e il container con le corna sparisce e non se ne sa più nulla. Ciò che sappiamo è che le rotte sono tutte “Ovest Est”, ovvero dall’Africa all’oriente, con Cina, Tailandia e Corea come acquirenti principali di tali prodotti». 

A cosa serve l’avorio e quale tipo di cliente raggiunge ? 

«I compratori di Avorio sono ricchi cinesi e vietnamiti che usano l’avorio per la produzione di costosi monili e parti dell’arredamento e  anche delle auto, mentre la polvere del corno di rinoceronte è usata come panacea dei più disparati mali come l’impotenza, il cancro sino al post sbronza! L’avorio è usato anche come elemento in più per tagliare la cocaina, in questo modo la cocaina vale il triplo grazie “all’aggiuntina”»

Quali risultati ha raggiunto la vostra associazione? 

«Quando ero piccolo mio padre mi portava spesso in Africa e gli promisi che avrei fatto di tutto per salvare i nostri amati animali. Oggi lo faccio in molti modi ma ho capito che non si possono salvare tutti. Una riserva privata in Sudafrica non ha mai avuto problemi fino che il team dei Falcon era presente, il contratto non è più stato confermato e dopo 3 mesi 3 rinoceronti hanno perso la vita. Il risultato più importante è che nessuno dei rinoceronti custoditi nelle riserve dove opera il team è mai stato ucciso. Anzi, non ci sono mai stati tentativi reali di aggressione nei confronti delle nostre riserve poiché l’effetto deterrente che riusciamo ad attivare è così forte da farci dormire sogni quasi tranquilli. Per chi fosse interessato ad aiutarci concretamente e direttamente può contattarci su poachingpreventionacademy@gmail.com e seguirci sul gruppo Poaching Prevention Academy su Facebook».

Alessio Tricani

New York/ 9/11. Zero – Inchiesta sull’11 Settembre 2001


Pubblicato in data 16/lug/2012 da amd64x2 – Zero — Inchiesta sull’11 settembre è un film documentario in chiave cospirazionista del 2007 di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Francesco Trento, Paolo Jormi Bianchi e Thomas Torelli, realizzato dalla TPF Telemaco S.r.l. in collaborazione con Xtend e con l’associazione MegaChip — Democrazia nella Comunicazione. La regia è di Franco Fracassi e Francesco Trento. Il film è tratto da un’inchiesta giornalistica di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi e Paolo Jormi Bianchi.

Viene presentato dai suoi autori come “un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo ad esperti, scienziati, giornalisti, politici e testimoni; immagini di repertorio inedite ed esclusive; documenti ufficiali; ricostruzioni in computer grafica; cartoni animati, animazioni in 2D e 3D”.

Il lavoro nasce dalle presunte contraddizioni e omissioni dell’inchiesta ufficiale, che secondo gli autori non individua alcuna negligenza nella catena di comando; gli autori del documentario sostengono invece che tale catena, nel giorno dell’11 settembre 2001, fosse stata intenzionalmente disattivata.

Secondo la sintesi di Cinemaitaliano.info, “Il film è diviso in sei capitoli ideali:

Come e perché sono crollate le torri gemelle del World Trade Center?
Che cosa è accaduto al Pentagono?
Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia funzionato in nessun suo elemento, senza che in seguito nessuno sia stato incolpato per l’accaduto?
Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Erano in grado di pilotare i Boeing?
Cos’è al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001?
Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state bloccate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse dopo due soli giorni?”

Categoria: Non profit e attivismo

Licenza: Licenza YouTube standard

New York/ 11/9. A undici anni dall’attacco aereo agli US non manca chi crede ad una diversa ricostruzione dei fatti


Questo slideshow richiede JavaScript.

di Antonio Conte – L’11 Settembre 2001 a New York, presso il World Trade Center, – ne parlammo anche lo scorso anno nel decimo anniversario – morirono in poche ore circa 3000 persone, 24 i dispersi, tutti appartenenti 90 nazioni diverse. In quella tragica mattina due aerei si sono incredibilmente schiantati sulle due altissime e simboliche Torri Gemelli (Twin Tower) del World Trade Center di New York, – ecco un interessante commento di Jean Baudrillard, con il suo articolo Power Infernodal sito di Gianfranco Bertagni – che si sono infrante al suolo in una nube di polvere che ha procurato ulteriori vittime tra i soccorritori e per danni ai polmoni ai superstiti tra quanti erano in zona quella mattina, per aver respirato quella polvere finissima. Un terzo aereo di linea commerciale fu dirottato per abbattersi sul Pentagono. I danni furono riparati in circa un anno e nel posto dell’impatto fu eretto un monumento. Il quarto aereo con l’obiettivo della Casa Bianca a Washington cadde in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), per la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori.

http://www.zerofilm.info/

Sono ancora migliaia le vittime invece che colpite da questo evento hanno mostrato i segni di una violenza psicologica ed emotiva, tanto come mai era stato immaginato prima che potesse accadere, sebbene la cinematografia ipotizzasse da tempo catastrofi universali, inondazione mondiali e rovinose cadute satellitari sulla terra e quant’altro.

Dopo l’11 Settembre 2001 i poteri della polizia di moltissimi stati sono stati aumentati per contrastare la lotta al terrorismo.

I presidenti US Bush e Obama sono d’accordo nel ritenere gli 19 terroristi come di matrice islamica, affiliati ad Al-Qaeda erano coordinati e finanziati da Osama Bin Laden, come era ritenuto dall’Intelligence degli Stati Uniti. Per questo, in seguito ad una vasta operazione militare in Afghanistan gli uomini della US ARMY, che lo avevano inseguito per dieci lunghi anni lo hanno trovato nei pressi di Islamabad e ucciso il 2 maggio 2011. “Ora il mondo – ha poi dichiarato Obamaè più sicuro“. Ma per chi ha voglia di scavare un poco tra le informazioni disponibili in rete, potrà facilmente trovare molte ricerche, tra le quali quella del noto prof. Michel Chossudovsky, che relaziona sul’evento anche nei mesi precedenti, cercando di spiegare le importanti responsabilità del precedente presidente US Bill Clinton proprio nelle scelte della politica estera.

Ma il clamore che ha suscitato questo evento ha cambiato subito e davvero gli Stati Uniti d’America che approvarono norme come “USA PATRIOT Act”, e poi, immediatamente dopo hanno cambiato anche gli Stati Uniti d’Europa e ancora molti altri stati, che hanno adottato regole molto più severe per i voli internazionali e varando norme antiterroristiche. Infine ogni uomo o donna o bambino è cambiato.

Anche la guerra al Terrorismo si è adattata in quanto si è trovato di fronte ad una nuova prospettiva in cui si vede di fronte un nemico transnazionale, come è stato precisato per la tolleranza e l’accoglienza dei Talebani di Afghanistan ad Osama Bin Laden e le sue cellule di Al Qaeda.

Le conseguenze finanziarie sui mercati locali e mondiali fecero registrare perdite di miliardi di dollari alla riapertura delle borse, rimaste chiuse per circa una settimana. Tra le più colpite le agenzie assicurative. Ma anche l’economia della Lower Manhattan ebbe perdite inaudite per la distruzione degli uffici e dei negozi.

Si è discusso molto sul se e come ricostruire nel luogo del World Trade Center, e lo scorso anno fu inaugurato il Freedom Tower, al Ground Zero con un museo della memoria chiamato 9/11 Memorial, e raggiungibile da questo link http://www.tributewtc.org/

Per quanti invece hanno passione per la ricostruzione della verità, si segnala il recente articolo del, gia citato, Prof Michel Chossudovsky, pubblicato da Global Research a questo link, http://www.globalresearch.ca/osama-bin-laden-americas-anti-soviet-peace-warrior/

Vi è anche un curioso sito invece suggerisce delle verità innovative, segnalando delle curiose coincidenze nella scomparsa di persone legate alla ricostruzione dei fatti di quel giorno. http://geoline.myblog.it/tag/11+settembre. Sarà vera la sua visione? Noi non lo sappiamo dire.

Se si ha voglia di vedere un filmato di circa uno’oretta e mezza, non perdetevi gli interessanti capitoli di questo film italiano  “11 settembre 2001 – Inganno Globale vers 3.0”.  Ma devo dire che anche questo secondo filmato di 1 ora e 44 minuti tiene il fiato sospeso e lo si vede tutto d’un fiato. Si tratta di una interessante inchiesta con voce di Pannofino e la presenza di Dario Fo, si intitola Zero – Inchiesta sull’11 settembre. Vi è anche un video denominato “Loose Change 2″ – Doppiato in italiano da “Luogo Comune”.

Riporto da Youtube: “Loose Change è sicuramente il film più completo ed interessante uscito fino ad oggi sull’undici settembre. L’autore è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne, che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare l’immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme al suo amico Korey Rowe – fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq – un lavoro che è stato già visto, tramite Google Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.

Ma non soddisfatto, mi giunge al pettine un’altro interessante articolo dal Time, dal titolo inquietante “Perchè la cospirazione del 9/11 non potrà andare avanti“, ed ecco il link: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1531304,00.html

Antonio Conte

Altre news suhttp://www.fourwinds10.net/Zero – Inchiesta sull’11 settembre (video); Il Fattaccio; Global Research – I risultati delle ricerche del Governo US,

New York/ 11 settembre 2001. Inganno Globale vers 3.0


Caricato da mariorossinet in data 28/apr/2011

Video: XVID 352×288 25.00fps 107 kbps 24 bit
Audio: MPEG Layer 3 48000Hz stereo 128Kbps 16 bit
Space: 570 MB

“11 Settembre 2001 – Inganno Globale” è il primo film italiano sugli attentati che da cinque anni a questa parte hanno cambiato il corso della storia.

Risultato di un’inchiesta rigorosamente basata su fatti ampiamente documentati, questo film non propone nessuna “teoria complottista”, ma si limita ad analizzare i molti lati oscuri della versione ufficiale che non sono mai stati chiariti da nessuno.

Non esiste il “complottismo”, esistono solo delle risposte poco chiare da parte dei governi.

Questo film chiede chiarezza, a nome di tutti.

http://www.luogocomune.net

Categoria: Notizie e politica

Licenza: Licenza YouTube standard

Siria/ Non posso assistere all’uccisione di un altro bambino in Siria


Questa foto mostra i corpi insanguinati di decine di bambini innocenti, trucidati dal regime siriano. Da genitore, queste immagini sono terrificanti, ma non possiamo voltarci dall’altra parte: possiamo invece aiutare a fermare questo sterminio. In queste ore i nostri governi stanno decidendo il da farsi. Ma potrebbero perdersi in vicoli ciechi diplomatici se non chiederemo loro di agire ora. Firma la petizione urgente per mandare ora migliaia di osservatori ONU per proteggere il popolo siriano in ogni singola regione

Firma la petizione

Cari amici,
Le immagini della settimana scorsa da Al Houla in Siria sono un colpo al cuore per la loro brutalità. Ho una figlia di 5 anni e so che quello che la separa da questo orrore è la fortuna di essere nata nel posto giusto. Ma lo shock che ho provato mi ha portata a scrivere questa email perché so che c’è qualcosa che possiamo fare insieme per fermare tutto ciò.
Decine di bambini giacciono a terra coperti di sangue, il viso segnato dalla paura che hanno provato poco prima di morire, e i loro corpi innocenti senza vita stanno lì a rappresentare una tragedia disumana. Questi bambini sono stati massacrati da uomini che avevano l’ordine preciso di seminare terrore. Tuttavia la diplomazia finora è riuscita soltanto a inviare alcuni osservatori ONU per “verificare” le violenze. I governi di tutto il mondo hanno espulso gli ambasciatori siriani, ma se non chiederemo di mettere in campo un piano risolutivo ora, continueranno a perdersi in vicoli ciechi diplomatici.

L’ONU sta discutendo in queste ore il da farsi. Se ci fosse una grande presenza internazionale in tutta la Siria con il mandato di proteggere i civili, potremmo prevenire futuri massacri e permettere ai leader di cercare soluzioni politiche per fermare il conflitto in corso. Mi rifiuto di vedere altre immagini come questa senza gridare tutto il mio sdegno. Ma per mettere fine alla violenza c’è bisogno di tutti noi, con una voce sola, per chiedere protezione per questi bambini e per le loro famiglie.Clicca per dire all’ONU di agire ora e manda questa email a tutti:

http://www.avaaz.org/it/syria_will_the_world_look_away_c/?vl

La morte di un bambino è tragica in qualunque modo avvenga. L’ONU dice che nell’assalto sono rimaste uccise 108 persone, 49 di queste sotto i 10 anni e la più piccola di soli due anni. Il 90% della popolazione di Al Houla è fuggita dalle loro case. Mentre la notte scorsa davo la buonanotte a mia figlia, ho cercato d’immedesimarmi nelle madri, nei padri e nei nonni di questi bambini. Il dolore straziante e la disperazione sono inimmaginabili, come lo sono la rabbia e l’odio per gli autori di questo massacro. Finché non metteremo fine agli attacchi contro la popolazione in Siria, la spirale della violenza non avrà mai fine.

Non dimentichiamoci che questo bagno di sangue è iniziato un anno fa con migliaia di persone che protestavano pacificamente per le strade per chiedere libertà e democrazia, proprio come i loro fratelli e sorelle in tutta la regione. Ma il regime ha risposto con immane brutalità e violenza: uccidendo, torturando e mettendo sotto assedio intere città. La comunità internazionale non è intervenuta, lasciando che preoccupazioni geopolitiche ostacolassero il nostro dovere di proteggere i civili. Così, nella disperazione di mettere in salvo le loro famiglie e di lottare contro la repressione, alcuni hanno imbracciato le armi. Ora siamo di fronte a un vero e proprio conflitto armato, e se il mondo continuerà a non fare niente si trasformerà in una guerra fra fazioni che potrebbe durare per generazioni e diventare terreno fertile per attacchi terroristici che per ora popolano solo i nostri incubi peggiori.

A fronte delle decine di bambini giustiziati a sangue freddo dall’esercito e dalle loro milizie, è arrivato il momento di agire seriamente. Assad, i suoi miliziani, il suo esercito sanguinario, devono essere portati davanti alla giustizia e il popolo siriano deve essere protetto. Niente di tutto quello che ha fatto finora la comunità internazionale è riuscito ad allentare la morsa di potere sanguinario di Assad. I pochi osservatori dell’ONU presenti sul campo erano impotenti davanti agli omicidi di Al Houla: sono serviti soltanto per contare i giovani corpi. Ma se mandassimo ora centinaia di osservatori in ognuna delle 14 regioni della Siria, gli assassini di Assad ci penserebbero due volte.

Il mondo si è girato dall’altra parte con Srebrenica e con il Ruanda. Se tutti noi oggi rispondiamo a questo appello, potremo fare in modo che la tragica morte di questi bambini sia un punto di svolta per tutti noi per dire MAI PIÙ! Ma se ci gireremo di nuovo dall’altra parte, anche i nostri leader saranno legittimati a farlo. Uniamo le nostre voci da ogni angolo del pianeta e facciamo in modo che sia impossibile per i nostri leader ignorare il nostro grido. Come segno di rispetto per questi poveri bambini e per le loro famiglie, clicca per unirti all’appello globale per chiedere una forte presenza dell’ONU sul posto!

http://www.avaaz.org/it/syria_will_the_world_look_away_c/?vl

La comunità di Avaaz è al fianco del popolo siriano da 15 mesi ormai, denunciando il regime siriano, chiedendo sanzioni, sostenendo le comunità in tutto il paese con aiuti umanitari, e fornendo equipaggiamento ai cittadini reporter per far conoscere al mondo la violenza in corso. Facciamo sì che il massacro di Al Houla sia il momento decisivo per il cambiamento e battiamoci affinché i nostri governi non si girino più dall’altra parte.

Con profonda tristezza e determinazione,

Alice e tutto il team di Avaaz

ULTERIORI INFORMAZIONI

Annan chiede all’ONU misure audaci subito (Il Fatto quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/siria-kofi-annan-chiede-allonu-misure-audaci-subito-anche-giappone-espelle-ambasciatore/246375/

Siria, strage a Hula: 108 morti e 300 feriti (TGCOM)
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1047433/siria-strage-a-hula-108-morti-e-300-feriti-dallonu-condanna-unanime-a-damasco.shtml

Strage Hula, l’ONU contro la Siria. “I responsabili ne risponderanno” (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/esteri/2012/05/27/news/strage_hula_l_onu_condanna_la_siria_i_responsabili_ne_risponderanno-36041808/

Siria, terzo massacro in una settimana: giustiziati 13 contadini (Il Sole 24Ore)
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-01/siria-terzo-massacro-settimana-111955.shtml?uuid=AbszBilF

Espulsi gli ambasciatori siriani in Europa (GRNews)
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-5858c16a-957e-4c03-99fc-9e5159acaaf7.html

070512 Image Banner 750 x 300