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New York/ Editoriale. Siria, l’11 Settembre ed il ritorno dell’incubo dell’ “ordigno micidiale posto al centro del mondo”, di Italo Svevo


11settembre2Antonio Conte – Ritorniamo alla New York del 11 Settembre 2001, quando l’era post moderna giungeva al suo apice con le immagini più drammatiche mai viste, con la gratuità di un odio il più radicale, con l’abuso più estremo che l’uomo abbia mai dimostrato del suo libero arbitrio, con l’offesa più vile di quanto Caino abbia potuto insegnarci ero sbigottito e non credevo a ciò che vedevo. L’atto stesso, consumato in diretta con le TV ormai al loro massimo sviluppo con la rete internet con il picco di traffico più alto era inverosimile. Le immagini da allora hanno celebrato il mondo nella sua forma più completa e totalitaria. L’immagine stessa era il mondo e noi uomini e donne abbiamo sfondato il diaframma tra illusione e speranza, tra realtà e virtualità e tra virtualità e realtà.

L’atto che per essere così cruento lo si potremme immaginare singolo, ma quell’11 Settembre la realtà era superiore ad ogni fantasia, ad ogni invenzione cinematografica che avrebbe voluto celebrare la grandezza della ‘grande mela’. Tre i terribili attimi di offesa, tre come nel segno della croce, tre come uno spartiacque culturale e religioso.

L’atto supremo nella dimostrazione dell’odio ha diviso per sempre il mondo in due parti contrapposte, come neanche gli anni della guerra fredda avrebbero sperato, con l’accumulo di una quantità sproporzionata di bombe atomiche e all’idrogeno o con la minaccia dell’errore umano o di una falla informatica o tecnologica.

La liturgia della divisione si è consumata in video: pervasiva è stata impressa su milioni di macchine fotografiche, su quelle satellitari, sulle city webcam, su quelle delle banche, della polizia, delle tv di tutto il mondo, sui libri di ogna casa editrice che abbia una qualche importanza internazionale o no, e riprodotta su ogni schermo televisivo e di qualsiasi computer o tradotto in parole per le radio o in testo per i libri.

Il cuore di ogni uomo o donna o vecchi o bambini si quindi disilluso. È svanito per sempre il ‘sogno americano’ del benessere? È caduto per sempre il mito dell’America del mainstream?

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Dopo l’apice con tre punte il mondo sarebbe cambiato, ma allora ancora non lo sapevamo. Da quel giorno parte la nuova epoca culturale, dopo il post-moderno, che è ancora senza nome, ma fa riferimento all'”uomo videns” della cultura visiva, dopo l’era dell'”Homo Sapiens” della cultura tipografica. Un’epoca che fa riferimento ad un nuovo modo di pensare e soprattutto ad un nuovo modo di agire; di un ‘agire’ non originale e proprio dell’uomo (N.d.A.: come se per assurdo l’uomo potesse avere un suo peculiare modo di agire), ma indotto dalle immagini in un  ciclo infinito in cui la realtà diviene virtuale e la virtualità è realizzata. E’ l’epoca del reality in cui l’uomo e la donna mettono in scena la loro nudità culturale e fisica  e del cosplay, in cui invece imitano gli eroi dei cartoons americani e i personaggi manga giapponesi. Quest’attacco lo dimostra, in quanto realizzato non per il danno in se, pure terribile, (nda: ma forse in un anno nel mondo fa più danni l’alcool del sabato sera o il fumo delle sigarette o l’eternit o le onde elettromagnetiche, ecc.) ma per la sua spettacolarità e spettacolarizzazione. Non ci siamo sottratti alla trappola dei terroristi, ma abbiamo – inesorabili – processato, alla maniera occidentale, anche l’atto supremo, come ingoiandolo nella logica continuata e radicale del consumismo. Avremmo dovuto tacere? Avremmo dovuto evitare di sapere? Avremmo potuto scegliere, in quel momento, se sapere o non sapere cosa fosse accaduto quel giorno di dodici anni a New York? Non si è potuto non sapere e ciò che andava conosciuto era attraverso le terribili immagini che cancellavano dei pezzi dallo skyline di New York: dovevamo vedere ed abbiamo visto anche il più ardito dei gesti: l’uomo che si butta eroicamente nel vuoto dalle finestre da centinaia di metri di altezza andando incontro alla propria sorte si, ma rispondendo al terrorismo con coraggio e fierezza: non voi ma io!

Proprio per ciò, da allora avremmo guardato il mondo dall’altro lato del tubo catodico come visto per sempre allo specchio. La ‘riflessione’ sul mondo altero, da allora, è parte di noi, le immagini riflesse nello specchio dell’odio hanno diviso il mondo in due, ma lo schermo ci costringe ad una comune prospettiva in cui si sta gomito a gomito con il nemico che si cela ‘dormiente’ pronto a scattare all’improvviso, proprio come Svevo aveva anticipato, come “un micidiale ordigno messo nel centro del mondo”.

L’11 Settembre in Siria sembra nascondere il luogo di tale minaccia, ma non dovrà esplodere ancora, Svevo potrebbe infatti averne ragione.

Antonio Conte

Libia/ Uccidono l’ambasciatore Usa e Obama manda i Marines


di Claudio Accogli. 

Proteste a Bengasi per film anti-Islam. Pronti anche i droni. Romney attacca: “Risposta debole”. 

L’ombra di Al Qaida si allunga sulla morte dell’ambasciatore Usa in Libia Chris Stevens, ucciso ieri notte nell’assalto alla sede di rappresentanza statunitense a Bengasi. Con lui hanno perso la vita altri tre americani, un funzionario e due marines. Nell’attacco sono rimasti feriti altri cinque civili statunitensi e sono morti una decina di agenti di sicurezza libici.

La reazione di Washington e’ durissima: si parla di atto ”oltraggioso”, e soprattutto, di almeno 200 marines che sono in viaggio per la Libia, come altre unita’ di elite, chiamate ad assicurare la sicurezza a Tripoli e Bengasi, come in Afghanistan ed Egitto. Scioccato, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che appena ieri aveva ricordato le vittime delle Torri Gemelle, ha promesso che ”sara’ fatta giustizia” ma che i legami fra gli Stati Uniti e la Libia ”non si romperanno”. Gli Usa tuttavia non si sbilanciano per ora sulla matrice dell’attacco: fonti della Casa Bianca si sono limitate a parlare di “un attacco chiaramente complesso”, senza citare al Qaida.

Annunciato intanto il ritiro dalla Libia di tutto il personale americano, mentre per le indagini scendono in campo Cia e Fbi, in stretto coordinamento con le autorita’ libiche. Tutto e’ iniziato con la protesta per un film anti-Maometto che gia’ ieri aveva scatenato le proteste al Cairo, con dimostrazioni violente sfociate nell’assalto all’ambasciata nella capitale egiziana, condito con scritte come ”Osama bin Laden riposi in pace”. Ma la concomitanza con l’anniversario dell’11 settembre non puo’ rimanere una semplice coincidenza, ne’ tantomeno l’annuncio ‘ufficiale’ della morte di Abu al-Libi, il numero due di al Qaida ucciso in giugno che proprio ieri Ayman al Zawahiri, il successore di bin Laden, ha deciso di confermare.

La dinamica degli eventi di Bengasi e’ ancora difficile da chiarire: secondo numerose testimonianze, una dimostrazione ‘pacifica’ contro il film su Maometto e’ stata l’occasione per dar vita a un vero e proprio assalto, a colpi di armi automatiche, Rpg e mitragliatrici pesanti. I miliziani di Ansar al-Sharia, i ‘partigiani della legge islamica’, protagonisti negli ultimi mesi di numerosi episodi di intimidazione e violenza ”hanno bloccato tutte le strade di accesso alla sede Usa, e dicevano di voler uccidere tutti quelli che si trovavano dentro”, ha raccontato un testimone, appartenente a una brigata dei ribelli incaricata di mantenere l’ordine a Bengasi. [L’articolo continua su ANSA]

New York/ 9/11. Zero – Inchiesta sull’11 Settembre 2001


Pubblicato in data 16/lug/2012 da amd64x2 – Zero — Inchiesta sull’11 settembre è un film documentario in chiave cospirazionista del 2007 di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Francesco Trento, Paolo Jormi Bianchi e Thomas Torelli, realizzato dalla TPF Telemaco S.r.l. in collaborazione con Xtend e con l’associazione MegaChip — Democrazia nella Comunicazione. La regia è di Franco Fracassi e Francesco Trento. Il film è tratto da un’inchiesta giornalistica di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi e Paolo Jormi Bianchi.

Viene presentato dai suoi autori come “un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste girate in tutto il mondo ad esperti, scienziati, giornalisti, politici e testimoni; immagini di repertorio inedite ed esclusive; documenti ufficiali; ricostruzioni in computer grafica; cartoni animati, animazioni in 2D e 3D”.

Il lavoro nasce dalle presunte contraddizioni e omissioni dell’inchiesta ufficiale, che secondo gli autori non individua alcuna negligenza nella catena di comando; gli autori del documentario sostengono invece che tale catena, nel giorno dell’11 settembre 2001, fosse stata intenzionalmente disattivata.

Secondo la sintesi di Cinemaitaliano.info, “Il film è diviso in sei capitoli ideali:

Come e perché sono crollate le torri gemelle del World Trade Center?
Che cosa è accaduto al Pentagono?
Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non abbia funzionato in nessun suo elemento, senza che in seguito nessuno sia stato incolpato per l’accaduto?
Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Erano in grado di pilotare i Boeing?
Cos’è al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001?
Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state bloccate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse dopo due soli giorni?”

Categoria: Non profit e attivismo

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New York/ 11/9. A undici anni dall’attacco aereo agli US non manca chi crede ad una diversa ricostruzione dei fatti


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di Antonio Conte – L’11 Settembre 2001 a New York, presso il World Trade Center, – ne parlammo anche lo scorso anno nel decimo anniversario – morirono in poche ore circa 3000 persone, 24 i dispersi, tutti appartenenti 90 nazioni diverse. In quella tragica mattina due aerei si sono incredibilmente schiantati sulle due altissime e simboliche Torri Gemelli (Twin Tower) del World Trade Center di New York, – ecco un interessante commento di Jean Baudrillard, con il suo articolo Power Infernodal sito di Gianfranco Bertagni – che si sono infrante al suolo in una nube di polvere che ha procurato ulteriori vittime tra i soccorritori e per danni ai polmoni ai superstiti tra quanti erano in zona quella mattina, per aver respirato quella polvere finissima. Un terzo aereo di linea commerciale fu dirottato per abbattersi sul Pentagono. I danni furono riparati in circa un anno e nel posto dell’impatto fu eretto un monumento. Il quarto aereo con l’obiettivo della Casa Bianca a Washington cadde in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), per la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori.

http://www.zerofilm.info/

Sono ancora migliaia le vittime invece che colpite da questo evento hanno mostrato i segni di una violenza psicologica ed emotiva, tanto come mai era stato immaginato prima che potesse accadere, sebbene la cinematografia ipotizzasse da tempo catastrofi universali, inondazione mondiali e rovinose cadute satellitari sulla terra e quant’altro.

Dopo l’11 Settembre 2001 i poteri della polizia di moltissimi stati sono stati aumentati per contrastare la lotta al terrorismo.

I presidenti US Bush e Obama sono d’accordo nel ritenere gli 19 terroristi come di matrice islamica, affiliati ad Al-Qaeda erano coordinati e finanziati da Osama Bin Laden, come era ritenuto dall’Intelligence degli Stati Uniti. Per questo, in seguito ad una vasta operazione militare in Afghanistan gli uomini della US ARMY, che lo avevano inseguito per dieci lunghi anni lo hanno trovato nei pressi di Islamabad e ucciso il 2 maggio 2011. “Ora il mondo – ha poi dichiarato Obamaè più sicuro“. Ma per chi ha voglia di scavare un poco tra le informazioni disponibili in rete, potrà facilmente trovare molte ricerche, tra le quali quella del noto prof. Michel Chossudovsky, che relaziona sul’evento anche nei mesi precedenti, cercando di spiegare le importanti responsabilità del precedente presidente US Bill Clinton proprio nelle scelte della politica estera.

Ma il clamore che ha suscitato questo evento ha cambiato subito e davvero gli Stati Uniti d’America che approvarono norme come “USA PATRIOT Act”, e poi, immediatamente dopo hanno cambiato anche gli Stati Uniti d’Europa e ancora molti altri stati, che hanno adottato regole molto più severe per i voli internazionali e varando norme antiterroristiche. Infine ogni uomo o donna o bambino è cambiato.

Anche la guerra al Terrorismo si è adattata in quanto si è trovato di fronte ad una nuova prospettiva in cui si vede di fronte un nemico transnazionale, come è stato precisato per la tolleranza e l’accoglienza dei Talebani di Afghanistan ad Osama Bin Laden e le sue cellule di Al Qaeda.

Le conseguenze finanziarie sui mercati locali e mondiali fecero registrare perdite di miliardi di dollari alla riapertura delle borse, rimaste chiuse per circa una settimana. Tra le più colpite le agenzie assicurative. Ma anche l’economia della Lower Manhattan ebbe perdite inaudite per la distruzione degli uffici e dei negozi.

Si è discusso molto sul se e come ricostruire nel luogo del World Trade Center, e lo scorso anno fu inaugurato il Freedom Tower, al Ground Zero con un museo della memoria chiamato 9/11 Memorial, e raggiungibile da questo link http://www.tributewtc.org/

Per quanti invece hanno passione per la ricostruzione della verità, si segnala il recente articolo del, gia citato, Prof Michel Chossudovsky, pubblicato da Global Research a questo link, http://www.globalresearch.ca/osama-bin-laden-americas-anti-soviet-peace-warrior/

Vi è anche un curioso sito invece suggerisce delle verità innovative, segnalando delle curiose coincidenze nella scomparsa di persone legate alla ricostruzione dei fatti di quel giorno. http://geoline.myblog.it/tag/11+settembre. Sarà vera la sua visione? Noi non lo sappiamo dire.

Se si ha voglia di vedere un filmato di circa uno’oretta e mezza, non perdetevi gli interessanti capitoli di questo film italiano  “11 settembre 2001 – Inganno Globale vers 3.0”.  Ma devo dire che anche questo secondo filmato di 1 ora e 44 minuti tiene il fiato sospeso e lo si vede tutto d’un fiato. Si tratta di una interessante inchiesta con voce di Pannofino e la presenza di Dario Fo, si intitola Zero – Inchiesta sull’11 settembre. Vi è anche un video denominato “Loose Change 2″ – Doppiato in italiano da “Luogo Comune”.

Riporto da Youtube: “Loose Change è sicuramente il film più completo ed interessante uscito fino ad oggi sull’undici settembre. L’autore è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne, che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare l’immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme al suo amico Korey Rowe – fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq – un lavoro che è stato già visto, tramite Google Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.

Ma non soddisfatto, mi giunge al pettine un’altro interessante articolo dal Time, dal titolo inquietante “Perchè la cospirazione del 9/11 non potrà andare avanti“, ed ecco il link: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1531304,00.html

Antonio Conte

Altre news suhttp://www.fourwinds10.net/Zero – Inchiesta sull’11 settembre (video); Il Fattaccio; Global Research – I risultati delle ricerche del Governo US,

New York/ 11 settembre 2001. Inganno Globale vers 3.0


Caricato da mariorossinet in data 28/apr/2011

Video: XVID 352×288 25.00fps 107 kbps 24 bit
Audio: MPEG Layer 3 48000Hz stereo 128Kbps 16 bit
Space: 570 MB

“11 Settembre 2001 – Inganno Globale” è il primo film italiano sugli attentati che da cinque anni a questa parte hanno cambiato il corso della storia.

Risultato di un’inchiesta rigorosamente basata su fatti ampiamente documentati, questo film non propone nessuna “teoria complottista”, ma si limita ad analizzare i molti lati oscuri della versione ufficiale che non sono mai stati chiariti da nessuno.

Non esiste il “complottismo”, esistono solo delle risposte poco chiare da parte dei governi.

Questo film chiede chiarezza, a nome di tutti.

http://www.luogocomune.net

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