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Iraq/ Mosul. Altri 13 bambini uccisi mentre giocavano a calcio. Avevano visto una partita in TV.


Bari, 25 Gennaio 2015 –  Viene alla cronaca solo ora, grazie all’Ansa, che il 12 Gennaio scorso, un nuovo massacro di innocenti, tredici i bambini trucidati con mitra mentre giocavano a calcio. Poco prima che fossero massacrati i jihadisti avevano annunciato con il megafono le loro colpa, “aver visto in TV una partita di calcio” in cui la loro nazionale si batteva con la Giordania vincendo uno a zero nella Coppa d’Asia in corso in Australia.

Catturati dai jihadisti nel quartiere di al-Yarmuk, a Mosul (Iraq), controllata ormai dall’Isis – riferisce ancora la nota Ansa – e poi uccisi perché hanno violato la sharia.

Alcuni giorni prima altre due vittime erano stati giudicate colpevoli di impegnarsi in attività omosessuali e dovevano essere puniti con la morte, secondo l’interpretazione islamica radicale della sharia.

A.C.

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Kenya/ Piaghe Africane: bracconaggio e terrorismo


L’assedio al  Westgate Mall, avuto luogo lo scorso settembre, in uno dei centri commerciali più esclusivi di Nairobi, mostra come il terrorismo fondamentalista di matrice islamica è ancora presente e continua a operare. L’Europa probabilmente non ha percepito la minaccia incombente data la distanza geografica col vecchio continente anche se oggi i fatti che accadono in l’Africa hanno sempre maggiori ripercussioni sul Europa che in passato. L’attentato costato la vita a 72 persone, che ha visto impiegato ingenti forze militari e l’intervento degli israeliani e concluso con un esplosione dinamitarda di cui quest’ultima non venne fatto cenno sui nostri giornali nazionali, era rivendicato da Al Shabaab ovvero “La Gioventù”.

L’organizzazione terroristica in questione, una volta confinata solo in Somalia, prende ora una dimensione sempre più transnazionale proiettandosi su uno scenario globale soprattutto dopo la sua affiliazione, nel 2012, con Al-Qaeda e della provenienza degli affiliati: come dimostra le nazionalità residente sul passaporto e quasi del tutto statunitense e nord europeo in particolare Svezia, Norvegia, Danimarca. Fonti di sicurezza nazionali stimano diverse migliaia di miliziani Shabaab operanti in Scandinavia fra cui diversi assi come Abu Muslim, giunto in Europa negli anni 90 tramite richiesta di asilo, visto le circostanze storiche che lo permettevano,  e residenza dopo. Questi gruppi, quindi, si sono istaurati dopo i flussi migratori del 91 all’epoca del governo repressivo di Siad Barre

Per mantenere in piedi e far funzionare la macchina terroristica serve ingenti finanziamenti, non di sole droghe e armi, bensì l’attività di bracconaggio che fornisce il 40% delle risorse economiche.

Per conoscere qualche dettaglio in più sull’attività condotta dai bracconieri e quali ripercussioni, spesso sottintese, possono avere non solo a livello locale bensì globale, abbiamo chiesto a Davide Bomben – Direttore del Training Department della Poaching Prevention Academy -, che si occupa appunto della formazione di operatori specializzati nel contrasto al bracconaggio, presidente dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa.

 L’attività di bracconaggio quanto può fruttare in termini monetari ? 

«Le organizzazioni terroristiche ricercano fondi per i loro illeciti in molti modi. Il bracconaggio in Africa è un’attività molto lucrativa, che può portare e porta ingenti somme nelle casse di chi opera per conto di tali organizzazioni criminali. Il bracconaggio è il 4° business illegale più lucrativo dopo le armi, droga ed esseri umani (compresa prostituzione, schiavitù e organi…), un business difficilmente comprensibile se non attraverso dei semplici calcoli. Il prezzo alla vendita dei due prodotti più lucrativi derivanti dalle attività legate al bracconaggio sono: 800 $ al kg per le zanne d’avorio (+- 30 kg a zanna) e 60.000 $ al kg per corno di rinoceronte (+- 7 kg x2 corna).  Kenya e Tanzania hanno recentemente dichiarato di aver perso oltre 30.000 elefanti in 5 anni pari a un introito finale di 1.440.000.000. Nel solo Sudafrica negli ultimi 5 anni sono stati uccisi 2370 rinoceronti pari ad un introito finale di 995.400.000. Anche ipotizzando che solo 1% possa essere andato in tasca a organizzazioni così capillari come quelle terroristiche parlano  di cifre immense capaci di “muovere moltissimo”  in un continente così ampio e diversificato come l’Africa».

Come agiscono i bracconieri? 

«Un tempo i bracconieri erano disperati alla ricerca di un facile guadagno, oggi sono operatori specializzati, per lo più ex milizie, assoldati per compiere una missione ad alto lucro. Il bracconaggio si è evoluto, dalle infradito ai piedi all’infrarosso sul fucile in 10 anni circa. Nel 2003 solo 22 rinoceronti sono stati uccisi in Sudafrica… nel 2013 abbiamo già superato la quota 800 e ci sono ancora 2 mesi e due lune piene prima di festeggiare il nuovo anno. Oggi le squadre di bracconieri sono dotate di armi pesanti (375 HH / 458) oppure di AK che scaricano raffiche sugli animali prima di privarli di corna e zanne. Ultimamene i bracconieri si dotano di medicinali paralizzanti (come M99) che possono essere sparati da fucili ad aria compressa e non fanno alcun rumore, moltissimi rinoceronti perdono la vita in Sudafrica con questi mezzi. All’inizio di ottobre, per esempio, sono state trovate le carcasse di 2 rinoceronti in Namibia che sono stati prima narcotizzati e poi privati delle corna con una motosega… arma silenziosa ma i colpi sono arrivati dall’elicottero e la motosega di certo non è un utensile silenzioso… Spesso i bracconieri ricevono informazioni da personale che vive e lavora nei parchi e nelle riserve e, più in generale, il 95% dei casi di bracconaggio sono attivati da internal jobs».

E vero che usano avvelenare le acque come alternativa ai proiettili ? 

«Come detto il bracconaggio si è evoluto e l’uso ed efficacia di cianuro non è sono un segreto ben protetto. Ultimamente abbiamo riscontrato un forte aumento di casi di avvelenamenti, sia delle pozze dove gli elefanti e rinoceronti vanno ad abbeverarsi sia delle carcasse degli animali uccisi, in questo modo anche gli avvoltoi che si cibano di carogne moriranno evitando così di allarmare le unità di sorveglianza dislocate sul territorio che spesso “sfruttano” la Natura per reagire ai casi di bracconaggio».

Quali risorse servono per combattere questo fenomeno?

 «Le stesse risorse che servono per fermare qualsiasi altro crimine. La lotta al bracconaggio non deve essere vista come il progetto di uno squinternato gruppo di animalisti vegani, ma come un rischio economico e sociale. Paesi che non hanno più una fauna selvatica hanno perso l’interesse del turismo internazionale che in Africa da un lavoro a 3.000.000 di persone e impiega, nell’indotto, almeno il triplo di persone. Perdere specie totemiche come il rinoceronte o il leone significherebbe un danno ecologico (per il valore ecologico della specie) ma anche d’immagini di paesi che hanno il PIL fortemente supportato dal turismo. Per farla breve la nostra non è una battaglia per divertimento o per convinzioni etiche, la nostra e una ferma intenzione di difendere la biodiversità dei paesi dove operiamo e la volontà di preservare posti di lavoro».

Quali rotte commerciali segue l’avorio ? 

«I bracconieri sono strumenti di gruppi criminali ben organizzati. Ambasciatori e funzionari politici asiatici fungono spesso da corrieri. Lance veloci solcano i mari a poche miglia dalle coste sudafricane per intercettare le navi mercantili che scambiano le corna con droga ed armi. I porti di Mombasa e Dar sono tempestati da container carichi di zanne di elefanti, ossa di leoni e corna di rinoceronti, ma una portacontainer trasporta miglia di casse e un porto ne ha milioni… una mancia qui ed una mazzetta lì e il container con le corna sparisce e non se ne sa più nulla. Ciò che sappiamo è che le rotte sono tutte “Ovest Est”, ovvero dall’Africa all’oriente, con Cina, Tailandia e Corea come acquirenti principali di tali prodotti». 

A cosa serve l’avorio e quale tipo di cliente raggiunge ? 

«I compratori di Avorio sono ricchi cinesi e vietnamiti che usano l’avorio per la produzione di costosi monili e parti dell’arredamento e  anche delle auto, mentre la polvere del corno di rinoceronte è usata come panacea dei più disparati mali come l’impotenza, il cancro sino al post sbronza! L’avorio è usato anche come elemento in più per tagliare la cocaina, in questo modo la cocaina vale il triplo grazie “all’aggiuntina”»

Quali risultati ha raggiunto la vostra associazione? 

«Quando ero piccolo mio padre mi portava spesso in Africa e gli promisi che avrei fatto di tutto per salvare i nostri amati animali. Oggi lo faccio in molti modi ma ho capito che non si possono salvare tutti. Una riserva privata in Sudafrica non ha mai avuto problemi fino che il team dei Falcon era presente, il contratto non è più stato confermato e dopo 3 mesi 3 rinoceronti hanno perso la vita. Il risultato più importante è che nessuno dei rinoceronti custoditi nelle riserve dove opera il team è mai stato ucciso. Anzi, non ci sono mai stati tentativi reali di aggressione nei confronti delle nostre riserve poiché l’effetto deterrente che riusciamo ad attivare è così forte da farci dormire sogni quasi tranquilli. Per chi fosse interessato ad aiutarci concretamente e direttamente può contattarci su poachingpreventionacademy@gmail.com e seguirci sul gruppo Poaching Prevention Academy su Facebook».

Alessio Tricani

New York/ Editoriale. Siria, l’11 Settembre ed il ritorno dell’incubo dell’ “ordigno micidiale posto al centro del mondo”, di Italo Svevo


11settembre2Antonio Conte – Ritorniamo alla New York del 11 Settembre 2001, quando l’era post moderna giungeva al suo apice con le immagini più drammatiche mai viste, con la gratuità di un odio il più radicale, con l’abuso più estremo che l’uomo abbia mai dimostrato del suo libero arbitrio, con l’offesa più vile di quanto Caino abbia potuto insegnarci ero sbigottito e non credevo a ciò che vedevo. L’atto stesso, consumato in diretta con le TV ormai al loro massimo sviluppo con la rete internet con il picco di traffico più alto era inverosimile. Le immagini da allora hanno celebrato il mondo nella sua forma più completa e totalitaria. L’immagine stessa era il mondo e noi uomini e donne abbiamo sfondato il diaframma tra illusione e speranza, tra realtà e virtualità e tra virtualità e realtà.

L’atto che per essere così cruento lo si potremme immaginare singolo, ma quell’11 Settembre la realtà era superiore ad ogni fantasia, ad ogni invenzione cinematografica che avrebbe voluto celebrare la grandezza della ‘grande mela’. Tre i terribili attimi di offesa, tre come nel segno della croce, tre come uno spartiacque culturale e religioso.

L’atto supremo nella dimostrazione dell’odio ha diviso per sempre il mondo in due parti contrapposte, come neanche gli anni della guerra fredda avrebbero sperato, con l’accumulo di una quantità sproporzionata di bombe atomiche e all’idrogeno o con la minaccia dell’errore umano o di una falla informatica o tecnologica.

La liturgia della divisione si è consumata in video: pervasiva è stata impressa su milioni di macchine fotografiche, su quelle satellitari, sulle city webcam, su quelle delle banche, della polizia, delle tv di tutto il mondo, sui libri di ogna casa editrice che abbia una qualche importanza internazionale o no, e riprodotta su ogni schermo televisivo e di qualsiasi computer o tradotto in parole per le radio o in testo per i libri.

Il cuore di ogni uomo o donna o vecchi o bambini si quindi disilluso. È svanito per sempre il ‘sogno americano’ del benessere? È caduto per sempre il mito dell’America del mainstream?

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Dopo l’apice con tre punte il mondo sarebbe cambiato, ma allora ancora non lo sapevamo. Da quel giorno parte la nuova epoca culturale, dopo il post-moderno, che è ancora senza nome, ma fa riferimento all'”uomo videns” della cultura visiva, dopo l’era dell'”Homo Sapiens” della cultura tipografica. Un’epoca che fa riferimento ad un nuovo modo di pensare e soprattutto ad un nuovo modo di agire; di un ‘agire’ non originale e proprio dell’uomo (N.d.A.: come se per assurdo l’uomo potesse avere un suo peculiare modo di agire), ma indotto dalle immagini in un  ciclo infinito in cui la realtà diviene virtuale e la virtualità è realizzata. E’ l’epoca del reality in cui l’uomo e la donna mettono in scena la loro nudità culturale e fisica  e del cosplay, in cui invece imitano gli eroi dei cartoons americani e i personaggi manga giapponesi. Quest’attacco lo dimostra, in quanto realizzato non per il danno in se, pure terribile, (nda: ma forse in un anno nel mondo fa più danni l’alcool del sabato sera o il fumo delle sigarette o l’eternit o le onde elettromagnetiche, ecc.) ma per la sua spettacolarità e spettacolarizzazione. Non ci siamo sottratti alla trappola dei terroristi, ma abbiamo – inesorabili – processato, alla maniera occidentale, anche l’atto supremo, come ingoiandolo nella logica continuata e radicale del consumismo. Avremmo dovuto tacere? Avremmo dovuto evitare di sapere? Avremmo potuto scegliere, in quel momento, se sapere o non sapere cosa fosse accaduto quel giorno di dodici anni a New York? Non si è potuto non sapere e ciò che andava conosciuto era attraverso le terribili immagini che cancellavano dei pezzi dallo skyline di New York: dovevamo vedere ed abbiamo visto anche il più ardito dei gesti: l’uomo che si butta eroicamente nel vuoto dalle finestre da centinaia di metri di altezza andando incontro alla propria sorte si, ma rispondendo al terrorismo con coraggio e fierezza: non voi ma io!

Proprio per ciò, da allora avremmo guardato il mondo dall’altro lato del tubo catodico come visto per sempre allo specchio. La ‘riflessione’ sul mondo altero, da allora, è parte di noi, le immagini riflesse nello specchio dell’odio hanno diviso il mondo in due, ma lo schermo ci costringe ad una comune prospettiva in cui si sta gomito a gomito con il nemico che si cela ‘dormiente’ pronto a scattare all’improvviso, proprio come Svevo aveva anticipato, come “un micidiale ordigno messo nel centro del mondo”.

L’11 Settembre in Siria sembra nascondere il luogo di tale minaccia, ma non dovrà esplodere ancora, Svevo potrebbe infatti averne ragione.

Antonio Conte

New York/ 11/9. A undici anni dall’attacco aereo agli US non manca chi crede ad una diversa ricostruzione dei fatti


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di Antonio Conte – L’11 Settembre 2001 a New York, presso il World Trade Center, – ne parlammo anche lo scorso anno nel decimo anniversario – morirono in poche ore circa 3000 persone, 24 i dispersi, tutti appartenenti 90 nazioni diverse. In quella tragica mattina due aerei si sono incredibilmente schiantati sulle due altissime e simboliche Torri Gemelli (Twin Tower) del World Trade Center di New York, – ecco un interessante commento di Jean Baudrillard, con il suo articolo Power Infernodal sito di Gianfranco Bertagni – che si sono infrante al suolo in una nube di polvere che ha procurato ulteriori vittime tra i soccorritori e per danni ai polmoni ai superstiti tra quanti erano in zona quella mattina, per aver respirato quella polvere finissima. Un terzo aereo di linea commerciale fu dirottato per abbattersi sul Pentagono. I danni furono riparati in circa un anno e nel posto dell’impatto fu eretto un monumento. Il quarto aereo con l’obiettivo della Casa Bianca a Washington cadde in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), per la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori.

http://www.zerofilm.info/

Sono ancora migliaia le vittime invece che colpite da questo evento hanno mostrato i segni di una violenza psicologica ed emotiva, tanto come mai era stato immaginato prima che potesse accadere, sebbene la cinematografia ipotizzasse da tempo catastrofi universali, inondazione mondiali e rovinose cadute satellitari sulla terra e quant’altro.

Dopo l’11 Settembre 2001 i poteri della polizia di moltissimi stati sono stati aumentati per contrastare la lotta al terrorismo.

I presidenti US Bush e Obama sono d’accordo nel ritenere gli 19 terroristi come di matrice islamica, affiliati ad Al-Qaeda erano coordinati e finanziati da Osama Bin Laden, come era ritenuto dall’Intelligence degli Stati Uniti. Per questo, in seguito ad una vasta operazione militare in Afghanistan gli uomini della US ARMY, che lo avevano inseguito per dieci lunghi anni lo hanno trovato nei pressi di Islamabad e ucciso il 2 maggio 2011. “Ora il mondo – ha poi dichiarato Obamaè più sicuro“. Ma per chi ha voglia di scavare un poco tra le informazioni disponibili in rete, potrà facilmente trovare molte ricerche, tra le quali quella del noto prof. Michel Chossudovsky, che relaziona sul’evento anche nei mesi precedenti, cercando di spiegare le importanti responsabilità del precedente presidente US Bill Clinton proprio nelle scelte della politica estera.

Ma il clamore che ha suscitato questo evento ha cambiato subito e davvero gli Stati Uniti d’America che approvarono norme come “USA PATRIOT Act”, e poi, immediatamente dopo hanno cambiato anche gli Stati Uniti d’Europa e ancora molti altri stati, che hanno adottato regole molto più severe per i voli internazionali e varando norme antiterroristiche. Infine ogni uomo o donna o bambino è cambiato.

Anche la guerra al Terrorismo si è adattata in quanto si è trovato di fronte ad una nuova prospettiva in cui si vede di fronte un nemico transnazionale, come è stato precisato per la tolleranza e l’accoglienza dei Talebani di Afghanistan ad Osama Bin Laden e le sue cellule di Al Qaeda.

Le conseguenze finanziarie sui mercati locali e mondiali fecero registrare perdite di miliardi di dollari alla riapertura delle borse, rimaste chiuse per circa una settimana. Tra le più colpite le agenzie assicurative. Ma anche l’economia della Lower Manhattan ebbe perdite inaudite per la distruzione degli uffici e dei negozi.

Si è discusso molto sul se e come ricostruire nel luogo del World Trade Center, e lo scorso anno fu inaugurato il Freedom Tower, al Ground Zero con un museo della memoria chiamato 9/11 Memorial, e raggiungibile da questo link http://www.tributewtc.org/

Per quanti invece hanno passione per la ricostruzione della verità, si segnala il recente articolo del, gia citato, Prof Michel Chossudovsky, pubblicato da Global Research a questo link, http://www.globalresearch.ca/osama-bin-laden-americas-anti-soviet-peace-warrior/

Vi è anche un curioso sito invece suggerisce delle verità innovative, segnalando delle curiose coincidenze nella scomparsa di persone legate alla ricostruzione dei fatti di quel giorno. http://geoline.myblog.it/tag/11+settembre. Sarà vera la sua visione? Noi non lo sappiamo dire.

Se si ha voglia di vedere un filmato di circa uno’oretta e mezza, non perdetevi gli interessanti capitoli di questo film italiano  “11 settembre 2001 – Inganno Globale vers 3.0”.  Ma devo dire che anche questo secondo filmato di 1 ora e 44 minuti tiene il fiato sospeso e lo si vede tutto d’un fiato. Si tratta di una interessante inchiesta con voce di Pannofino e la presenza di Dario Fo, si intitola Zero – Inchiesta sull’11 settembre. Vi è anche un video denominato “Loose Change 2″ – Doppiato in italiano da “Luogo Comune”.

Riporto da Youtube: “Loose Change è sicuramente il film più completo ed interessante uscito fino ad oggi sull’undici settembre. L’autore è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne, che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare l’immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme al suo amico Korey Rowe – fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq – un lavoro che è stato già visto, tramite Google Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.

Ma non soddisfatto, mi giunge al pettine un’altro interessante articolo dal Time, dal titolo inquietante “Perchè la cospirazione del 9/11 non potrà andare avanti“, ed ecco il link: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1531304,00.html

Antonio Conte

Altre news suhttp://www.fourwinds10.net/Zero – Inchiesta sull’11 settembre (video); Il Fattaccio; Global Research – I risultati delle ricerche del Governo US,