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Libano/ The Challenge – Sana Seblani & the Koreans Contingent


Pubblicato in data 15/ott/2012 da UNIFILVIDEOUNIT – Sana Seblani spends a full day with UNIFIL’s Korean Contingent and learns about their cooperation with the Lebanese Armed Forces, their assistance to the local communities and a lot more about their rich culture. Join Sana on her adventurous day.

Lebanon Media Tour, se l’esercito finisce su Instagram – Foto Gallery …


See on Scoop.itRassegna Stampa Militare (Scoop)

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Israele/ Nel 2020 un carro armato con un cannone laser


Merkava MK.III con dotazione per lo sminamento

di Antonio Conte – Il carro armato Merkava attualmente in servizio alle Forze Armate israeliane sarà sostituito da uno nuovo nel 2020 che prevedrebbe un cannone laser o addirittura elettromagnetico.

Le dimensioni però di quest’arma impongono un ridimensionamento del layout interno e degli spessori delle pareti di protezioni che saranno più leggere.

A dare la notizia è “The Jerusalem Post”. Sembra che anche l’alimentazione del carro armato sarà innovata verso un sistema ibrido e grazie a potenti batterie avrà una automonia molto superiore agli attuali standard.

Antonio Conte

Iran/ Condanna a morte. Lo sprone Europeo alla vita. 35 le sentenze comminate in una sola settimana e migliaia a rischio.


di Antonio Conte – ( spot ) Quelle che seguono sono le ultime dichiarazioni dell’Unione Europa fatte a Bruxels oggi 30 Maggio 2012, tramite il portavoce dell’Alto Esponente UE per gli Affari Esteri e la Politica sulla Sicurezza Catherine Ashton e riguardano l’uso della pena capitale in Iran.

L’Alto Esponente UE – secondo la nota ufficiale del portavoce – rimane profondamente preoccupata ed in allarme circa l’aumento del numero di esecuzioni fatte in Iran. Secondo recenti studi si sono ricavati dei dati da varie fonti da cui emerge che il tasso di esecuzioni in Iran nei primi cinque mesi del 2012 lo pongono tra i paesi che fanno maggiore uso della pena di morte, dato che conferma quello dello scorso anno 2011.

Nella sola settimana che è iniziata il 14 Maggio le autorità Iraniane hanno confermato l’esecuzione di 35 condannati. Migliaia di persone rimangono a rischio di esecuzione, tra cui anche coloro che sono stati condannati per certi crimini che non superano i criteri minimi di condanna fissati dagli accordi internazionali.

L’Unione Europea – si sottolinea nel comunicato – richiama l’Iran affinché vengano commutate quelle sentenze di morte, in quanto la tendenza mondiale è verso l’abolizione della pena capitale. L’Europa mantiene un forte impegno in questo obiettivo.

Infine la nota conclude con una esortazione all’Iran ed a tutte le altre nazioni che fanno ancora uso della condanna a morte a fermare le esecuzioni in sospeso e a introdurre la moratoria della pena capitale. [ AC ]

Fonte: EU –  ( spot )

Siria/ Disgrazia continuata da 14 mesi e 12 mila persone uccise dal governo di Assad, mentre il mondo tace.


Traduzione di Antonio Conte – Il consiglio per le relazioni straniere, con un articolo di Elliott Abrams* nel suo articolo pubblicato ieri, 27 maggio 2012, denuncia la grave disgrazia in Syria che ora campeggia su tutte le prime pagine del mondo.

Tutte le principali fonti informative e le testate giornalistiche più importanti in questo fine settimana raccontano dei terribili massacri in corso in Syria, dove l’artiglieria del governo continua a sparare sulla sua popolazione uccidendo 90 persone tra cui tre bambini in un villaggio. Il regime Assad ha subito rilasciato dichiarazioni per respigere negandole, le proprie responsabilità, ma il villaggio si trova in un’area che svolge attività avversa al regime ed inoltre non vi sono altri gruppi in Syria abilitati all’uso di questo tipo di artiglieria.

Di conseguenza anche le Nazioni Unite, con una dichiarazione congiunta di Kofy Annan e Ban ki-Moon, hanno biasimato il comportamento del governo per gli attacchi alla popolazione.

Questo grave episodio tuttavia non sorprende per l’ordinarietà con cui purtroppo stanno accadendo queste cose ormai da 14 mesi e per oltre 12 mila uccisioni. La disgrazia è della gente – non certo del Governo siriano – che deve andare avanti ormai, mese dopo mese.

L’autore dell’articolo a cui si sta facendo riferimento, ovvero Elliott Abrams, riferisce anche che tre mesi fa aveva preso in considerazione in un suo articolo, le opinioni del Segretario Clinton circa una constatazione che la pubblica opinione mondiale non prendeva in seria considerazione questa guerra siriana, e che tutto’ora – sta constatando ancora l’autore – si stanno formulando una serie di scuse per non intervenire.

In questo contesto il Presidente annunciava – sostiene ancora Elliot Abrams –  iniziative per la prevenzione delle atrocità, l’“Atrocities Prevention Board”, già il mese scorso, definendo la sua parodia su queste atrocità, per proprio inadempimento.

Su Council On Foreing Relations viene quindi riportato il testo che Elliott Abrams attribuisce al Presidente americano:

“Dobbiamo dire ai nostri figli come mai queste attrocità siano state possibili, e perchè così tante persone hanno ceduto ai loro istinti più bui e come tante altre siano ora nel silenzio … ‘Mai Più’ era stata la sfida delle Nazioni. E’ una amara verità che molto spesso il mondo non è riuscito a fermare l’uccisione di innocenti su vasta scala. ‘E noi siamo ossessionati dalle atrocità che stanno accadendo ancora e del fatto che le nostre scelte non siano servite alla salvezza di quelle persone’. Elie Wiesel allude a ciò che sentiamo e come vediamo il popolo siriano privato dei più elementari diritti universali dell’uomo e soggetto a queste inspiegabili violenze.

Dobbiamo fare qualsiasi cosa per aiutarli. Dobbiamo anche ricordare che nonostante tutti i carri armati, i cecchini, e tutte le brutali torture e la violenza scatenata contro il popolo siriano essi portano alto il loro orgoglio nelle strade e pretendono di essere ascoltati e cercano di affermare la loro dignità. Non si può rinunciare a dare una mano al popolo della Syria”.

Queste parole suonano come stonate oggi. A quel “non mollate” non è seguito nessun aiuto, anzi sembra che si stiano trovando scuse per non intervenire.

Bene hanno fatto gli arabi del golfo o i turchi ad agire senza la leardership americana perchè non gli hanno creduto e possono essere perdonati. Ma chi li ha creduto ha commesso l’errore di illudersi perchè sempre più chiaramente ogni giorno che passa vi è morte in Siria. Non ci sono più scuse.

Sul sito della Casa Bianca il Presidente annuncia che quel giorno è arrivato ed è dopo l’introduzione del Prof. Elie. A quanto pare però questo rimando è fuorviante: per prendere ancora tempo. Secondo Elliot Abrams, Wiesel avrebbe informato il Presidente sul da farsi, senza cavarne una reazione di fatto. Ed aggiunge sorpresa per quanto sia sorprendente che la Casa Bianca non pubblichi il discorso di Wiesel sull’Olocausto e sulla Siria di oggi in cui si leggerebbe:

“L’Olocausto si sarebbe potuto evitare. La più grande tragedia della storia sarebbe potuta essere impedita se il mondo civilizzato avesse parlato, adottando delle misure nel 1939, 40, 41, 42. Ogni volta, a Berlino, Goebbels e gli altri stati avrebbero voluto vedere quale sarebbe stata la reazione di Washington e Londra e Roma, ma non c’era stata alcuna reazione così essi avrebbero sentito che potevano continuare. Quindi adesso ci potremmo chiedere: ‘Abbiamo imparato qualcosa dalla storia? Se è così, come è possibile che Assad sia ancora al potere?”

Come infatti? In gran parte perché il Presidente Obama non ha fornito alcuna leardership, apparentemente preferendo guardare questi massacri piuttosto che prendersi i rischi delle dichiarazioni.

Egli è, per usare la frase di Clinton, in piedi pigramente, fa discorsi volti a temporeggiare rimandando il problema a dopo, e negare sia una opposizione che l’assistenza di cui si ha bisogno in Syria.

Se le uccisioni vanno avanti a questi livelli di brutalità potrebbero essere costretti ad agire, ma ciò non eliminerà l’onta sul loro Onore per aver fatto trascorrere invano questi 14 mesi. Un “Atrocities Prevention Board” ovvero la prevenzione delle atrocità è una bella cosa da avere; Io sono per essa, sostiene l’autore di questo testo, e potrebbe farsi in un istante per un Presidente determinato a prevenirle davvero.

Antonio Conte per la traduzione

(*) Abrams gives his take on U.S. foreign policy, with special focus on the Middle East and democracy and human rights issues.