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Pirati somali/ La “Montecristo” di Livorno, sequestrata poche ore fa


La “Montecristo“, nave livornese varata il 10 giugno, ovvero solo quattro mesi fa ed appartenente al gruppo D’Alesio, è stata sequestrata alle ore 6:45 del 10 ottobre a circa 630 miglia ad Est della Somalia (coordinate geografiche 12° 34.67N 061° 48.86E). A bordo sette italiani, sei indiani e dieci ucraini.

Ora sono tre le navi italiane sequestrate e non ancora liberate, in attesta di un riscatto, dai pirati somali.La nave, era impiegata sulle grandi rotte internazionali per la movimentazione di carichi di minerali, carbone e grano, ed aveva lanciato l'”SOS” dopo l’attacco da parte di un commando formato da cinque persone armate.

Partita dal porto di Liverpool lo scorso 20 settembre per raggiungere il Vietnam, in questo mandato trasportava un carico di ferro, e si dice, che era da tempo stata individuata dai pirati. E’ stato lo stesso D’Alesio a spiegare, come si legge in alcune note apparse su testate di settore, che al momento dell’attacco era stata da poco scortata da una nave militare giapponese. Appena il cargo è entrato nell’Oceano Indiano e la scorta si è allontanata i pirati sono entrati in azione.

Al comando dell’unità livornese era, pochi ore fa, Diego Scussat, di Venezia coadiuvato da altri due italiani, l’ufficiale di coperta Stefano Mariotti e l’allievo ufficiale Luca Giglioli, figlio di un dipendente della D’Alesio Group, entrambi di Livorno. Gli altri connazionali a bordo sarebbero marittimi originari di Sardegna, Campania e Trentino Alto Adige. Quattro dei sette italiani a bordo della ‘Montecristo‘ hanno  l’incarico di organizzare e gestire la sicurezza della nave, ma sarebbero tutti disarmati.

Intanto la Task Force marittima 508 della Nato, guidata dal contrammiraglio Gualtiero Mattesi, imbarcato a bordo del cacciatorperdiniere Andrea Doria, impegnato nell’operazione Nato Ocean Shield, ha disposto l’invio di un’unità navale per accertare quanto accaduto. Anche dalla Farnesina arriva la conferma dell’attivazione di “tutti i necessari contatti con l’armatore e con tutti gli attori istituzionali coinvolti”.

«In questo momento l’obiettivo è portare in salvo i membri dell’equipaggio. Il resto sono numeri e carteE’ la prima volta – riporta la nota specialistica che attribuisce queste parole di Nello D’Alesioche accade una cosa del genere ad una nostra nave. Sapendo che quelle rotte sono pericolose il personale ha seguito anche alcuni corsi, anche se la speranza è sempre che non servano».

In ogni caso anderbbe meglio considerata l’escalation dei sequestri in Somalia. Secondo il londinese International Maritime Bureau, ma anche dai siti specialistici che pubblicano bollettini marittimi come WWW.ICC-CCS.ORG, da meglio un’idea del fenomeno. Infatti si può notare che negli ultimi tre anni gli attacchi dei pirati sono aumentati in modo preoccupante al largo delle coste somala e kenyana: solo negli ultimi sei mesi se ne sono registrati ben 266, contro i 196 fatti registrare nello stesso periodo dello scorso anno, numeri che costringono le navi mercantili a seguire rotte alternative come quelle degli oceani Pacifico e Atlantico in Africa meridionale. A causa dei ripetuti attacchi da parte dei pirati somali di Al Shabab ai danni di navi mercantili e pescherecci di tutto il mondo il traffico marittimo nei mari dell’Africa orientale è in netto calo.

Antonio Conte

Fonti, e notizie correlate:

Pirati/ Il padre di Enzo, uno dei sequestrati, non ha più lacrime.


http://www.youreporter.it/video_MARITTIMI_SEQUESTRATI_CLAMOROSA_PROTESTA_A_PROCIDA 
Luigi Guardascione, il papà di Enzo, umile lavoratore del mare in pensione, è sconvolto per la lunga prigionia del figlio. “Non ho più lacrime, – ha detto – vorrei addormentarmi e non svegliarmi più”.
http://www.youreporter.it/video_S_CAYLYN_PRESIDIO_E_DISPERAZIONE_X_MARITTIMI_OSTAGGIO

Tuta la cronaca video su http://www.youreporter.it

Procida (Napoli, Campania) – 13 Settembre 2011
> SAVINA CAYLYN, FOTO GENNARO SAVIO SU “MOGADISCHU POST”
http://www.youreporter.it/foto_SAVINA_CAYLYN_FOTO_GENNARO_SAVIO_SU_MOGADISCHU_POST

Procida (Napoli, Campania) – 13 Settembre 2011
> SAVINA CAYLYN, VIDEO DI GENNARO SAVIO SUL MOGADISHU POST
http://www.youreporter.it/foto_SAVINA_CAYLYN_VIDEO_DI_GENNARO_SAVIO_SUL_MOGADISHU_POST

Roma (Lazio) – 7 Settembre 2011
> S. CAYLYN, ON ZAMPARUTTI INTERROGA LA RUSSA E FRATTINI
http://www.youreporter.it/video_S_CAYLYN_ON_ZAMPARUTTI_INTERROGA_LA_RUSSA_E_FRATTINI

Roma (Lazio) – 7 Settembre 2011
> SEIZURE OF SAVINA CAYLYN, SENSATIONAL PROTEST IN ROME
http://www.youreporter.it/video_SEIZURE_OF_SAVINA_CAYLYN_SENSATIONAL_PROTEST_IN_ROME

Roma (Lazio) – 7 Settembre 2011
> SEQUESTRO “CAYLYN”, CLAMOROSA MANIFESTAZIONE A ROMA
http://www.youreporter.it/video_SEQUESTRO_CAYLYN_CLAMOROSA_MANIFESTAZIONE_A_ROMA

Procida (Napoli, Campania) – 6 Settembre 2011
> CLAMOROSO, ARTICOLO SAVIO PUBBLICATO DA “MOGADISHU POST”
http://www.youreporter.it/foto_CLAMOROSO_ARTICOLO_SAVIO_PUBBLICATO_DA_MOGADISHU_POST

Procida (Napoli, Campania) – 6 Settembre 2011
> SAVINA CAYLYN: VIDEO SAVIO TRADOTTO IN LINGUA SOMALA
http://www.youreporter.it/foto_SAVINA_CAYLYN_VIDEO_SAVIO_TRADOTTO_IN_LINGUA_SOMALA

Procida (Napoli, Campania) – 6 Settembre 2011
> SEQUESTRO SAVINA CAYLYN, DOMANI MANIFESTAZIONE A ROMA
http://www.youreporter.it/video_SEQUESTRO_SAVINA_CAYLYN_DOMANI_MANIFESTAZIONE_A_ROMA

Napoli, Campania – 1 Settembre 2011
> VOCE MARITTIMI SEQUESTRATI: VIDEO SAVIO SU CANALE ITALIA
http://www.youreporter.it/video_VOCE_MARITTIMI_SEQUESTRATI_VIDEO_SAVIO_SU_CANALE_ITALIA

Procida (Napoli, Campania) – 1 Settembre 2011
> MARITTIMI SEQUESTRATI SU CAYLYN: STIAMO MALE, AIUTATECI
http://www.youreporter.it/video_MARITTIMI_SEQUESTRATI_SU_CAYLYN_STIAMO_MALE_AIUTATECI

Procida (Napoli, Campania) – 31 Agosto 2011
> SEQUESTRO SAVINA CAYLYN: VIDEO SAVIO TRADOTTO IN INGLESE
http://www.youreporter.it/video_SEQUESTRO_SAVINA_CAYLYN_VIDEO_SAVIO_TRADOTTO_IN_INGLESE

Procida (Napoli, Campania) – 28 Agosto 2011
> MARITTIMI SEQUESTRATI, SERVIZIO SAVIO SU CANALE ITALIA
http://www.youreporter.it/video_MARITTIMI_SEQUESTRATI_SERVIZIO_SAVIO_SU_CANALE_ITALIA

Procida (Napoli, Campania) – 27 Agosto 2011
> MARITTIMO A NAPOLITANO: CESSO DI ESSERE ITALIANO
http://www.youreporter.it/video_MARITTIMO_A_NAPOLITANO_CESSO_DI_ESSERE_ITALIANO

Napoli (Campania) – 26 Agosto 2011
> ITALIANI RAPITI IN SOMALIA: REPORTAGE SU “JULIE ITALIA”
http://www.youreporter.it/foto_ITALIANI_RAPITI_IN_SOMALIA_REPORTAGE_SU_JULIE_ITALIA

Procida (Napoli, Campania) – 20 Agosto 2011
> TUTTA PROCIDA IN PIAZZA PER CHIEDERE RILASCIO MARITTIMI
http://www.youreporter.it/video_TUTTA_PROCIDA_IN_PIAZZA_PER_CHIEDERE_RILASCIO_MARITTIMI#commento_14633

Procida (Napoli, Campania) – 16 Agosto 2011
> PROCIDA,MARITTIMI SEQUESTRATI: MIGLIAIA SFILANO IN BARCA
http://www.youreporter.it/video_PROCIDA_MARITTIMI_SEQUESTRATI_MIGLIAIA_SFILANO_IN_BARCA#commento_14634

Procida (Napoli, Campania) – 13 Agosto 2011
> PROCIDA: MARITTIMI SEQUESTRATI DA MESI DA PIRATI SOMALI
http://www.youreporter.it/video_PROCIDA_MARITTIMI_SEQUESTRATI_DA_MESI_DA_PIRATI_SOMALI

Procida (Napoli, Campania) – 13 Agosto 2011
> MARITTIMI SEQUESTRATI, CLAMOROSA PROTESTA A PROCIDA
http://www.youreporter.it/video_MARITTIMI_SEQUESTRATI_CLAMOROSA_PROTESTA_A_PROCIDA

La Russa: potremmo inviare più soldati in Afghanistan


I soldati in Afghanistan potrebbero aumentare nel corso dell’anno: lo ha dettto a Panorama del Giorno il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha discusso ieri con le commissioni Difesa il nuovo decreto per il rifinanziamento delle missioni nei prossimi sei mesi.

Nel corso dell’anno potrà esservi un “leggero aumento” del numero dei soldati italiani inviati in Afghanistan, ma nell’ambito della media autorizzata dal Parlamento e a secondo delle circostanze. “In questo momento – ha precisato La Russa nel corso dell’intervista a Canale 5 – siamo al di sotto del numero consentito dalla autorizzazione; per ora non abbiamo in mente incrementi sensibili dei nostri soldati in Afghanistan, ma è giusto ricordare che gli Stati Uniti chiedono più soldati a tutti”.

La Russa ha ricordato che l’Italia sta già facendo uno sforzo da tutti riconosciuto e ha rivolto un appello a tutti i Paesi europei e non europei perché “facciano la loro parte”.

Oggi il ministro della Difesa britannico John Hutton ha detto che la missione della Nato in Afghanistan è “fondamentale per la sicurezza nazionale britannica”, ma è messa a rischio dall’insufficiente impegno militare degli alleati europei. Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, il Governo britannico sembra voler preparare l’opinione pubblica a un possibile aumento delle perdite militari e ha lanciato una campagna nella quale si sottolinea l’importanza dell’operazione militare per il Paese piuttosto che per gli afgani. Sono 20 i militari britannici caduti in Afghanistan dallo scorso novembre, quando i mesi invernali erano tradizionalmente quelli considerati più “tranquilli”.

Fonte: RaiNews24
Fonte: http://www.militariassodipro.org/news.php?default.0.110

Rinforzi per Obama: il “surge” italiano in Afghanistan


Responsabilità internazionali – Più truppe e mezzi da combattimento, elicotteri e aerei, nuovi team di istruttori per le forze afgane. L’Italia è insieme alla Gran Bretagna l’alleato che offre il maggior contributo di forze al surge di Obama: almeno 1.150 militari. Molto probabilmente il nuovo impegno porterà a un  aumento della spesa complessiva per le missioni all’estero (oltre 1,5 miliardi nel 2009) perché se da un lato i costi per i rinforzi verranno compensati dal ritiro nei prossimi mesi di circa 1.500 soldati da Kosovo, Bosnia e Libano con un risparmio nel 2010 per circa 150 milioni di euro, dall’altro però i rinforzi in Afghanistan comportano costi più alti, soprattutto sul piano logistico, di quelli sostenuti in teatri operativi più tranquilli e vicini all’Italia.

I rinforzi che si aggiungono ai 2.800 militari e 29 velivoli schierati a Herat (al costo di 600 milioni di euro bel 2009), includeranno un ulteriore contributo alla Nato Training Mission che cura l’addestramento delle forze di sicurezza afgane aggiungendo alcuni team di consiglieri militari e un centinaio di carabinieri ai 150 che già si occupano di assistere la polizia locale (60 sono già ad Adraskan, base a sud d Herat). In arrivo a inizio estate anche un nuovo battle-group, il quarto reparto da combattimento schierato dall’Italia in Afghanistan. Secondo quanto trapelato si tratterebbe di un battaglione dotato anche di mezzi pesanti composto da due compagnie di bersaglieri della brigata Garibaldi con cingolati Dardo e da una compagnia della brigata Pinerolo, la prima a disporre dei nuovi blindati ruotati Freccia. L’invio in Afghanistan di questi mezzi, al loro battesimo del fuoco, era stato anticipato in luglio dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e risulta gradito anche all’industria della difesa nazionale.

Mezzi pesanti adatti a operare in campo aperto che sembrano confermare il dispiegamento del nuovo battle-group italiano nella provincia di Farah dove già è schierato uno dei tre battaglioni italiani. Un’ipotesi alla quale ha accennato anche La Russa che ieri ha parlato di “delineare la nostra presenza in una gestione interamente italiana” nella zona ovest del Paese, anche ”nella parte più marginale di quella zona dove ora ci sono gli inglesi e gli americani”. Un chiaro riferimento alla cosiddetta “Box Tripoli” composta dai distretti meridionali di Farah passati sotto il controllo dei marines in primavera a causa delle limitate forze schierate dall’Italia in quell’area. Farah costituisce poi un importante banco di prova in vista della prossima offensiva anglo-americana nella confinante provincia di Helmand da dove è previsto che i talebani cerchino scampo proprio nel settore italiano. In una successiva dichiarazione, il 10 dicembre, La Russa ha confermato che il quarto battle group sarà dislocato a Farah negando però che la sua area operativa sarà “quella a  forte presenza talebana” che resterà di competenza anglo-americana.

Il rafforzamento del dispositivo militare italiano dovrebbe includere anche il potenziamento della Task Force 45 delle forze speciali, l’arrivo del nono elicottero da attacco A-129 Mangusta, di 3 elicotteri multiruolo AB-205 o AB 212 o AB 412, di 3 cargo tattici C-27J e di un quinto UAV Predator. Altriu mzzi ed elicotteri potrebbero giungere a Farah in un secondo tempo. L’Italia fornirà anche un ospedale da campo che sarà allestito nella provincia di Badghis. La Russa ha rivelato che il segretario generale della Nato Rasmussen aveva chiesto all’Italia un incremento “fino a 1.600 soldati in più”. L’Italia ha del resto già provveduto senza troppo clamore a potenziare il suo dispositivo a Herat con nuovi cingolati da combattimento Dardo. I primi otto mezzi, soprannominati “i carri neri degli italiani” dai miliziani afgani che ne hanno subito la potenza di fuoco a Farah, giunsero a Herat nell’estate 2007 insieme agli elicotteri d’attacco Mangusta come primo consistente rinforzo a un contingente fi no a quel momento privo di mezzi e armi pesanti. Da allora hanno combattuto in diverse occasioni, soprattutto a Farah con una compagnia di bersaglieri della brigata Garibaldi. Un’altra quindicina di Dardo sono arrivati nelle ultime settimane aggregati al 1° reggimento bersaglieri che costituisce il nuovo battle group schierato a Shindand.

I nuovi mezzi hanno consentito di incrementare notevolmente le capacità di fuoco e di protezione delle truppe. La Russa ha precisato che “le regole d’ingaggio non cambieranno” ma il surge pianificato dagli Usa per chiudere la partita con i talebani offre anche agli italiani l’opportunità di impiegare meglio i mezzi a disposizione. I quattro jet AMX basati a Herat non sono autorizzati a impiegare bombe ma solo i cannoncini di bordo e in circostanze limitate, riducendo così le capacità di supporto di fuoco. Dopo americani, canadesi, britannici e olandesi, in estate anche i francesi hanno schierato in Afghanistan l’artiglieria campale, cannoni e obici semoventi da 155 millimetri in grado di colpire con precisione da grande distanza. Finora gli italiani si sono limitati a impiegare (e solo da quest’anno) i mortai da 120 millimetri, rivelatisi indispensabili in molti scontri, ma l’Esercito dispone dei semoventi Pzh-2000 in grado di colpire da 40 chilometri di distanza. Mezzi che al momento prendono polvere in caserma ma che, soprattutto a Farah, potrebbero rivelarsi molto utili.

Alleato di ferro
La disponibilità di Roma a garantire nuove forze all’impegno bellico alleato in Afghanistan apre anche nuove prospettive circa il ruolo dell’Italia all’interno del comando ISAF di Kabul. Con mille soldati e 150 carabinieri che dovranno essere operativi nell’ovest afgano entro la prossima estate l’Italia schiererà un dispositivo inferiore solo a quello messo in campo da Usa e Gran Bretagna poiché la Germania, che schiera nominalmente il terzo contingente alleato con 4.500 militari (ma molte centinaia sono in realtà basate nell’aeroporto uzbeko di Termez che funge da base logistica), in realtà dispone di forze da combattimento inferiori a quelle italiane e con caveat che impediscono loro di giocare un ruolo concreto in battaglia come ha lamentato persino il governatore della provincia di Kunduz, Mohammed Omar, chiedendo provocatoriamente il ritiro delle truppe germaniche. Il contingente italiano supererebbe di mille unità anche le forze francesi (3.100 effettivi) e quelle canadesi (2.800) quest’ultime destinate peraltro al ritiro dall’Afghanistan nel 2011. Il crescente peso dell’Italia nella guerra afgana è stato sottolineato anche dal segretario di stato Hillary Clinton che non solo ha espresso apprezzamento per il surge italiano ma ha definito Roma “l’alleato di ferro” che con i rinforzi assume un ruolo di “leadership in Afghanistan”.

Soprattutto se all’aumento delle truppe verrà abbinato un ruolo più incisivo sul campo di battaglia l’Italia potrà pretendere posti di rilievo nello staff di comando alleato a Kabul, guidato a livello strategico e operativo dai generali americani Stanley McChrystal e David Rodriguez. Dal 2007, quando Londra cedette il comando di Isaf agli statunitensi, il British Army mantiene a tempo pieno il ruolo di vice comandante, oggi il generale Nick Parker. Il capo di stato maggiore, pedina chiave della struttura militare, è invece assegnato a rotazione a Italia, Francia e Germania ed è attualmente ricoperto dal generale Volker Wieker che ha rimpiazzato da poco più di un mese Marco Bertolini. Un incarico che dal 2010 l’Italia potrebbe ricoprire a tempo pieno con propri ufficiali grazie all’invio dei consistenti rinforzi e al benestare degli anglo-americani, elementi sufficienti a vincere le prevedibili resistenze franco-tedesche. Anche perché attualmente l’unico incarico di comando nel alleato assegnato a un italiano è quello di responsabile per la stabilizzazione, ricoperto dal generale alpino Claudio Mora. L’occasione per guadagnare posizioni nello staff di Isaf si presenterà tra pochi mesi quando tutti i cinque comandi militari regionali dovranno essere guidati da generali di divisione. Oggi solo i Regional command East e South (che da soli schierano oltre la metà delle truppe alleate) sono a livello divisione mentre gli altri tre, incluso il Command West italiano, sono affidati a comandi più piccoli a livello brigata. La riorganizzazione è stata imposta dal generale Rodriguez che a ottobre ha assunto la guida del nuovo Joint Command che guida direttamente le operazioni sul terreno e intende replicare la stessa struttura di comando e controllo istituita dagli statunitensi in Iraq dove i settori sono assegnati a comandi di divisione.

© Analisi Difesa

Strade Sicure: Rimini, La Russa visita Militari in Pattuglia


(AGI) – Rimini, 24 ago. – Visita alle forze militari di Rimini del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Vincenzo Camporini: nel pomeriggio di domani, 25 agosto, La Russa sara’ a Rimini, dove sara’ accolto, al suo arrivo, dal Prefetto, Vittorio Saladino, dal Comandante del 1° FOD (Forze Operative di Difesa), Generale C.A. Mario Marioli, e dal Comandante Legione Carabinieri “Emilia Romagna”, Generale B. Gianfranco Massaro. Il Ministro si rechera’, dapprima, presso il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, dove, dopo un incontro con i responsabili locali delle Forze di Polizia, si intratterra’ con il personale dell’Arma e con una rappresentanza del 121° reggimento artiglieria controaerei “Ravenna” dell’Esercito, che fornisce nella sede di Rimini il contributo per l’Operazione ‘Strade sicure’. Successivamente, il Ministro si rechera’ in centro citta’ per incontrare alcuni militari impegnati, nell’ambito di ‘Strade sicure’, in attivita’ di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia. (AGI)

Ari/Red

Fonte: http://www.stato-oggi.it/archives/00096065.html