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Modena/ 183° Corso “Lealtà”. Lettera ai genitori di Beppe


Logo del 183° Corso "Lealtà" dell'Accademia di Modena
Logo del 183° Corso “Lealtà” dell’Accademia di Modena

Buongiorno, mamma Concetta e papà Biagio.

Dall’8 giugno, giorno del vile attacco che ha elevato vostro figlio ad eroe, voi avete una responsabilità in più. Voi non siete più genitori solo di tre figli, ma lo siete idealmente anche di tutto il nostro corso.

Perché Peppe per noi, con il suo sorriso aperto, la sua determinazione, la sua forza interiore ed esteriore, non era semplicemente un amico, un collega, un compagno di mille avventure, ma era soprattutto un fratello.

Dall’8 giugno noi abbiamo perso fisicamente un fratello ma, ci piace pensare, “abbiamo guadagnato un papà ed una mamma”. Il dolore che ci attanaglia è lancinante. Ci si chiede come sia possibile che Dio abbia scelto proprio lui tra tanti per rafforzare le schiere degli angeli. Però, più il dolore diventa acuto, segnando la carne, contorcendola, rigando il volto di mille lacrime amare, più si insinua in noi la consapevolezza che Peppe, con il suo ultimo sacrificio, salvando il suo equipaggio dalla forza del male di un atto infame e insensato, abbia compiuto un gesto d’amore così grande, così profondo, così totalizzante, che ha visto nella sua morte compiersi ciò che era in vita: un Uomo generoso, forte, capace, professionista e di animo nobile. Ognuno di noi, appresa la notizia, si è chiuso in un angosciante mutismo. Ognuno di noi ha incominciato a vagare con la memoria per ritrovare tutti i ricordi recenti o remoti legati a
Peppe.

Si è trattato di un’azione necessaria e allo stesso tempo estremamente dolorosa, ma che ogni fratello del 183° corso d’accademia si è sentito ardentemente in dovere di compiere, per cristallizzare il più possibile la sua memoria, permettendo a Peppe di rivivere nella nostra mente e nel nostro cuore per sempre.

Mamma Concetta e papà Biagio, per noi Peppe non è morto. Egli ha solo assunto un altro “incarico” e, da valoroso militare quale è, siamo certi che porterà a compimento questo ennesimo obiettivo con animo, carattere e convinzione. Da oggi Peppe è l’angelo protettore a cui noi affidiamo le nostre vite ed il nostro cammino in questa vita terrena.

Peppe in ognuno di noi è vivo per sempre.
I Vostri Figli del 183° Corso “Lealtà” dell’Accademia Militare di Modena

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Italia/ Sisma al Nord. L’impegno dell’Esercito Italiano


di Antonio Conte – Dal sito dell’Esercito Italiano. In seguito al sisma che ha colpito l’Emilia Romagna e parte della Lombardia e del Veneto, l’Esercito è intervenuto, su richiesta delle Prefetture competenti per territorio, in concorso alla Protezione Civile con militari, mezzi e attrezzature speciali per la rimozione di detriti, il trasporto di derrate alimentari, il supporto logistico ai campi di accoglienza, la demolizione di manufatti, il trasporto di attrezzature sanitarie e la sicurezza della rete ferroviaria.

Fra gli interventi effettuati si ricordano la messa in sicurezza di una ciminiera pericolante nel comune di Bondeno che ha richiesto un intervento in due fasi,  il recupero della cupola della “Torre Pepoli” (XVII secolo) e l’invio del “Convoglio di pronto impiego” presso la stazione ferroviaria dello stesso comune, l’organizzazione di un campo di accoglienza a Crevalcore e l’approntamento di un “raggruppamento di Intervento” di 300 militari con compiti di sicurezza, rimozione detriti e verifica tecnica.

Dal 14 giugno le prime aliquote del raggruppamento di Intervento hanno iniziato l’attività di presidio e pattugliamento nei comuni di Carpi e Mirandola (MO), Crevalcore (BO), Guastalla, Reggiolo, Rolo e Luzzara (RE), Poggio Renatico, Mirabello, Vigarana Mainarda, Cento e San Carlo (FE).

È possibile consultare, cliccando sui collegamenti seguenti, unagalleria fotografica e una galleria video relative agli interventi dell’Esercito.

L’impegno massimo espresso dalla Forza Armata per l’emergenza è stato raggiunto nella giornata del 10 giugno con l’impiego contemporaneo di 423 militari e 111 mezzi. Nella giornata di ieri sono stati 346 i militari e 38 i mezzi dispiegati sul territorio.

Di seguito il riepilogo dettagliato degli interventi effettuati fino ad oggi:

  • la messa in sicurezza mediante rimozione di parti pericolanti dai tetti di alcune abitazioni nel territorio del comune di San Felice sul Panaro (MO) con l’impiego di un’autogrù “Faun” e relativo equipaggio, effettuata dal reggimento genio ferrovieri di Castel Maggiore (BO) lavorando in stretta collaborazione con il Corpo dei Vigili del Fuoco;
  • il trasporto di letti e attrezzature mediche alle strutture ospedaliere di Bondeno (FE), Cona (FE) e Cento (FE) con un APS (autocarro a pianale scarrabile) con shelter e relativo equipaggio e il trasporto e l’installazione di una tenda da adibire ad area ricreativa nel comune di Sant’Agostino (FE), utilizzando tre APS con relativi equipaggi, un minibus, un container, una tenda “stand luna” e una squadra di 12 militari del 6° reggimento trasporti di Budrio (BO);
  • la demolizione e messa in sicurezza in due fasi distinte di una ciminiera, la rimozione di manufatti pericolanti e lo sgombero di detriti nel comune di Bondeno con l’impiego di 4 AR90, un’autoambulanza, 2 HD6 con rimorchio, 1 rimorchio Adamoli, 1 terna ruotata di media capacità, 3 autogrù, 4 Astra SMH 44.31, 3 tende e fino a 50 militari del reggimento genio ferrovieri;
  • la rimozione di detriti da parte del reggimento genio ferrovieri con 52 soldati, 19 VM/90 e 2 autogrù a Medolla (MO) e Cappelletta del Duca, frazione di San Felice sul Panaro (MO);
  • la messa a disposizione di 3 elicotteri pronti all’intervento immediato su chiamata: due AB412 in allerta a Rimini e Viterbo e un AB205 a Bologna;
  • il contributo per l’allestimento e la gestione del campo di accoglienza a Sant’Agostino (FE) con 12 militari, 1 VM90, 2 ACM90, 1 AR90, 1 motopompa, 1 tenda refettorio, 1 container lavandini, 3 shelter bagno e doccia e 1 cisterna d’acqua da 10.000 litri del 6° reggimento trasporti;
  • il mantenimento del collegamento con le Prefetture di Bologna e Modena con tre Ufficiali di collegamento e due veicoli del 6° reggimento trasporti e del reggimento genio ferrovieri;
  • la presenza di 8 militari addetti alla sala operativa di Bologna e di un addetto presso la Direzione Comando e Controllo di Bologna appartenenti al reggimento genio ferrovieri;
  • la consegna di 50 brande, 20 tende quadriposto, 60 materassi e 60 sacchi a pelo a Suzzara (MN) e Gonzaga (MN) con 6 militari, 2 ACM e 1 AR90;
  • la consegna di 150 brande, 69 tende quadriposto, 140 materassi e 140 sacchi a pelo a Poggio Rusco (MN), Villa Poma (MN) e san Giovanni Dosso (MN) con 8 militari, 2 ACM e 1 AR90;
  • la consegna di 150 coperte a Pegognaga (MN) impiegando 2 soldati e 1 ACM del 4° reggimento artiglieria controaerei;
  • lo sgombero dei ricoverati dal Policlinico di Modena all’Ospedale civile di Reggio Emilia con 6 militari e 2 autoambulanze dell’Accademia Militare; inoltre un’autoambulanza dell’Accademia per il trasferimento di un malato dal comune di Camposanto (MO) a Casalecchio di Reno (BO) ed ancora 2 militari e 1 autoambulanza dello stesso Istituto per il trasporto di tre persone da Modena a Riolo Terme (RA) ed altre tre da San Possidonio (MO) a Tobiano Terme (RE);
  • lo sgombero dei ricoverati dal Policlinico di Modena all’Ospedale civile di Reggio Emilia con 6 militari e 2 autoambulanze dell’Accademia Militare; inoltre un’autoambulanza dell’Accademia per il trasferimento di un malato dal comune di Camposanto (MO) a Casalecchio di Reno (BO) ed ancora 2 militari e 1 autoambulanza dello stesso Istituto per il trasporto di tre persone da Modena a Riolo Terme (RA);
  • l’invio e la messa a disposizione a Bondeno (FE) da parte del reggimento genio ferrovieri del “Convoglio di pronto impiego”, i cui 12 vagoni comprendono 80 posti letto, 2 vagoni cisterna e vagoni servizi, per ricovero e soccorso alla popolazione, con 13 militari, 1 VM90, 3 tende, 1 container e 1 gruppo elettrogeno;
  • la presenza di un Ufficiale di collegamento del 4° reggimento artiglieria controaerei a Mantova;
  • l’allestimento e il mantenimento in esercizio di un campo di accoglienza a Crevalcore (BO) impiegando 36 soldati, 1 VM90, 1 AR90, 1 bus 370, 1 APS, 4 Astra, 2 HD6, 1 autovettura, 1 ACTL (autocarro tattico per il trasporto di container), 1 minibus, 2 terne ruotate, 2 gruppi elettrogeni, 2 torri d’illuminazione, 2 container, 288 brandine da campo, 10 tende “Ferrino”, 13 tende pneumatiche 7×5, 2 tende 12×8, 1 tendostruttura 20×10, 250 materassini, 250 sacchi a pelo e 750 grelle dell’8° reggimento genio guastatori e del reggimento lagunari “Serenissima”; ulteriori 27 militari dell’8° genio per il montaggio di 40 tende della Protezione Civile;
  • il trasporto di materiale a Budrio (BO) con 10 militari, 2 APS, 2 ACM, un furgone, 2 container e 3 tende del 6° RETRA;
  • due Ufficiali di collegamento a Ferrara del 6° Reggimento Trasporti;
  • l’allestimento di una tendopoli presso il comune di Carpi (MO) con 20 soldati, 2 VM90 e 2 autovetture del reggimento genio ferrovieri;
  • un Ufficiale di collegamento presso la Direzione Comando e Controllo di Bologna e 5 militari, un furgone e 2 elicotteri AB 205 della Brigata aeromobile “Friuli” a Poggio Renatico (FE);
  • un’autogrù con relativo equipaggio del reggimento genio ferrovieri a Bologna per la movimentazione di container;
  • la presenza di un militare addetto presso la Direzione Comando e Controllo di Bologna del 121° reggimento artiglieria controaerei;
  • disponibilità all’alloggio per 18 Vigili del Fuoco presso la sede del reggimento genio ferrovieri di Ozzano nell’Emilia (BO).
  • la ricognizione per l’allestimento di un campo di accoglienza presso la base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico (FE) con 12 militari, 1 AR/90,  2VM/90 dell’8° reggimento genio guastatori;
  • l’allestimento del campo di accoglienza presso la base dell’ Aeronautica Militare di Poggio Renatico (FE) con 54 militari, 8 APS, 5 ACM, 1 VM90, 1 bus, 5 shelter docce e 1 M200 del 6° reggimento trasporti; 62 soldati, 2 autovetture, 1 AR90, 2 VM90, 1 ACTL, 1 ACM, 1 TCM 400, 9 HD6, 5 rimorchi, 2 Ducato, 3 Bus, 7 SMH, 3 JCB 3CX, 3 JCB 1CX, 1 EX215, 2 gruppi elettrogeni, 1 torre illuminazione, 2 container, 1 shelter promiscuo, 7 tende 7X5 e 7 tende 8X12 per un totale di 250 posti dell’8° reggimento genio guastatori; 7 militari, 1 VM90, 1 ACTL e 1 ACM del 7° reggimento trasmissioni; 153 soldati, 1 assetto sanitario, 1AR90, 13 VM90, 3 ACM, 2 ACTL, 1 Bus, 1 Ducato e 1 Ducato ambulanza del 66° reggimento fanteria; 60 militari di cui 47 ridislocati a Mantova per la costituzione dell’aliquota di sicurezza da impiegare, su ordine, presso i comuni della provincia di Reggio Emilia, 2AR90, 7 VM90, 5 ACM, 1 HD6 e 1 autobus del 121° reggimento artiglieria controaerei; 31 soldati, 1 AR90, 5 VM90, 1 ACM, 4 container, 300 brandine, 1 gruppo elettrogeno, 5 shelter, 20 tende, 300 armadietti, del 6° reggimento trasporti per la formazione del raggruppamento di Intervento;
  • il trasporto traversine per binari da Castel Maggiore a Ferrara con 2 militari ed un autocarro Astra del reggimento genio ferrovieri;
  • attività di ricognizione a San Prospero (MO) e San Felice sul Panaro (MO) con 4 soldati , 1 furgone e 1 defender dell’8° reggimento genio guastatori;
  • attività di verifica della stabilità delle strutture in provincia di Bologna e Cento (FE) con 13 tecnici dell’Ispettorato delle Infrastrutture in concorso alla protezione Civile;
  • un Ufficiale di collegamento del 2° reggimento genio pontieri a Reggio Emilia;
  • la costituzione del raggruppamento di Intervento con circa 300 militari dislocati nell’area addestrativa di Poggio Renatico (FE) così suddivisi:
    – Comandante del raggruppamento e Staff 30 militari;
    – aliquota sicurezza con 88 soldati a Modena, 52 a Ferrara, 44 a Reggio Emilia e 26 a Bologna;
    – aliquota rimozione macerie con 50 militari a supporto degli operatori del Corpo Nazionale dei VV. F.;
    – aliquota tecnica composta da 4 uomini per la verifica delle schede AeDES (scheda di primo livello di rilevamento danno, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell’emergenza post-sismica).
  • la rimozione di macerie nel comune di San Prospero (MO) con 5 militari, 1 terna ruotata e 1 AR90 dell’ 8° reggimento genio guastatori.

Kosovo/ Rientro del reparto Alpino. «Noi militari trentini, in Kosovo portiamo pace»


Il racconto dei protagonisti della delicata missione tra serbi e albanesi. Tante tensioni etniche, ma anche grazie agli alpini arriva la nostra solidarietà

Guarda il video ] di Luigi Carretta – PEC. Una maggioranza albanese che non scorda e una comunità serba che si sente continuamente minacciata, una generazione che ha perso più di un parente nella furiosa guerra civile, che non può né vuole dimenticare. Questo il quadro in cui gli alpini di Trento (ieri la cerimonia per il rientro) si sono dovuti muovere nei lunghi mesi in cui hanno operato nel teatro balcanico. Al comando del reparto un trentino doc, il Colonnello Andrea Borzaga, uscito dall’Accademia di Modena nel 1985 e tornato nella sua città natale dal settembre 2011 a comandare il reparto. Insieme agli alpini di Trento operano anche sloveni, austriaci, ungheresi e svizzeri, ogni gruppo con incarichi di sorveglianza diversi, ma tutti ugualmente importanti.

«La nostra missione di mantenimento di pace nel Kosovo continua» – spiega il comandante. «La situazione sul terreno non è molto mutata negli ultimi tempi. La posizione più critica è senza dubbio al Nord, nella città di Mitrovica dove abbiamo registrato delle proteste».

Ai soldati trentini spetta il controllo dei siti di interesse storico, artistico e religioso. «Abbiamo dei nostri soldati che prestano servizio di guardia all’esterno, e pattuglie nelle zone di maggiore tensione multietnica».

Proprio con una di queste pattuglie abbiamo visitato nelle scorse settimane la città di Mitrovica, nel nord del paese : una città divisa in due dal fiume Ibar, di qua i kosovari albanesi, di là i serbi. In mezzo un ponte, chiuso dai serbi con una barriera fatta di terra e sassi, continuamente presidiato da alcuni civili dall’aria poco amichevole. Una annoiata pattuglia della polizia kosovara presidia il ponte, fumando in macchina per proteggersi dal freddo, mentre un cane randagio ha trovato invece temporaneo riparo sotto il blindato sloveno che presidia il ponte. Impossibile non notare la presenza del mostro d’acciaio, attorniato da alcuni soldati. Ma il blindato non monta armi: «cerchiamo di tenere bassa la tensione, spiega un capitano sloveno, ci facciamo vedere ma senza toni aggressivi».

Con il Tenente Colonnello Memoli attraversiamo il fiume, in un altro punto. I serbi da questa parte sono stati abbandonati da tutti: da Pristina, capitale a maggioranza albanese. Qui la paga media è di 150 euro al mese «I rapporti con le istituzioni sono ottimi, facciamo parecchia attività di cooperazione con i civili» – spiega ancora il Colonnello Borzaga. E cioè? «E’ stato appena completato il progetto di una centrale per la trasformazione del latte con materiali e mungitrici per creare una filiera di produzione».

Proprio la Provincia di Trento è da anni impegnata in Kosovo, con il progetto “Trentino per il Kosovo”. Tecnici locali si sono formati all’Istituto di San Michele, l’idea, per ora vincente, è di favorire una reale crescita agricola, ed economica. Ma rimangono comunque sacche di povertà, che si cerca di aiutare : «Con l’Associazione Alpini di Trento abbiamo raccolto molto vestiario, che abbiamo distribuito a più riprese ai bambini di Pec e del circondario. Abbiamo un ottimo rapporto con le scuole vicine, che spesso vengono a visitarci. Per loro abbiamo costruito anche piccoli tratti di strada».

26 maggio 2012

Cyber War/ “V” come ‘Anonymous’: l’era dei conflitti digitali


di Antonio TETI – Il 2011, nel cyberspazio, sarà ricordato anche come l’anno di Anonymous, il recente gruppo di oscuri personaggi che, inneggiando a forme di disobbedienza civile, in nome del rinnovamento della democrazia a livello mondiale, si sono resi famosi effettuando attacchi in tutto il mondo a siti web e sistemi informativi di aziende e istituzioni governative.

Nonostante i proclami e i nobili annunci diffusi in Internet, le metodologie e le tecniche utilizzate dal gruppo, si configurano come autentici crimini informatici ed anche gli obiettivi e le tecniche utilizzate non sembrano partorite da poche e giovani menti di hackers intrise di sogni e buone speranze. Siamo nell’era dei conflitti digitali, e il cyberspazio appare sempre più il terreno di battaglia favorito per conseguire obiettivi diversi dalle finalità discutibili. continua a leggere su GNOSIS (AISI)

Qualche risposta

Mi sono imbatturo in questo argomento quasi per caso. Un argomento nel quale sono impegnato per conto di una azienda è comprendere il fenomeno, e cercarvi di porre un freno, sulla crescita di post anonimi in aumento che sostengono tesi contrarie agli obiettivi economici della stessa. La cosa ovviamente procurava un certo fastidio. Tuttavia le due cose a mio avviso sono slegate e diverse. Una cosa è un cliente scontento, o anche per esempio, un ex dipendente che agisce a scopo di rivalsa, altra cosa è la motivazione, che pare più globalizzante, che spinge gli adepti di “Anonimous” a comportarsi così come fanno. Tuttavia mi è sembrato importante segnalare questo articolo trovato sul sito AISE della rivista GNOSIS, che mi pare utile al nostro Dossier aperto sul tema della Cyber War su questo blog.

Brevemente, si tratta di comprendere e/o di aiutare il lettore a prendere consapevolezza, su taluni rischi che si possono incontrare navigando in rete, specie per i più giovani, spesso attratti da novità cognitive del tipo “stranianti“, ed in virtù di una recente tendenza degli stessi a vivere maggiore in rete, o in modalità “sempre connessi” con l’utilizzo di smartphone.

L’attrazione esercitata dalla visione della maschera del “film  “V per Vendetta” realizzato nel 2005 dal regista James McTeigue che, nella trama, assume il ruolo del giustiziere e del vendicatore solitario”, può dunque tradire il lettore, che potrebbe trovarsi in tutt’altra situazione, anche forse con un semplice click su uno dei loro “Mi Piace“: quella della disobbedienza civile, a dirne una, e con la conseguente responsabilità delle proprie azioni, adottate in conformità del contesto che ci si trova a vive ree non da una precisa prerogativa caratteriale.

A mio avviso si tratta di un fenomeno da conoscere, almeno nelle sue definizioni generali, al fine di sviluppare i dovuti, e credo necessari, anticorpi. Ma, ovviamente, qui la scelta spetta al lettore.

A.C.

“Attenzione … alle altre fonti!”: 

Esericito/ Accademia Militare di Modena. La fucina dei valori riparte col nuovo Anno Accademico


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Oggi presso l’Aula Magna dell’Istituto, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Giuseppe Valotto, ha dichiarato ufficialmente aperto l’Anno Accademico 2011-2012 dell’Accademia Militare di Modena. Nella prolusione, il presidente e amministratore delegato della Ducati Energia, dottor Guidalberto Guidi, ha fatto una disamina della crisi economica globale e degli effetti che interesseranno il sistema Italia, sostenendo che il Paese detiene le potenzialità per superare la congiuntura negativa, seppur con gravi perdite.

L’Accademia Militare, fondata il 1° gennaio 1678, è la più antica accademia del mondo e costituisce l’istituto di formazione che sovrintende alla preparazione professionale e universitaria degli Ufficiali dell’Esercito e dei Carabinieri.

Oltre agli insegnamenti tecnico-professionali, i 411 Allievi Ufficiali e i 128 Ufficiali frequentatori (tra cui 63 donne) seguono corsi universitari per il conseguimento di una laurea magistrale in scienze strategiche, giurisprudenza, ingegneria, chimica e tecnologie farmaceutiche, veterinaria e medicina e chirurgia.

L’eccellenza rappresentata dall’istituto è confermata dalla presenza di 25 frequentatori stranieri, che vengono formati presso l’Accademia Militare grazie ad accordi di natura politica per poter poi operare nelle Forze Armate dei rispettivi Paesi.

Discorso del Capo di SME

In foto:

  • Rintocco foto del dovere
  • Il Capo di Stato Maggiore Gen. C.A. Giuseppe Valotto
  • Il Capo di Stato Maggiore Gen. C.A. Giuseppe Valotto durante le interviste
  • il Presidente e Amministratore delegato della Ducati Energia, Dottor Guidalberto Guidi