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Albania/ Emergenza Terremoto. Le Forze Armate Italiane a supporto della popolazione albanese


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La notizia è del 26 novembre scorso, riportiamo quanto di interesse. – In seguito alla forte scossa di terremoto verificatasi questa notte a Durazzo, la Difesa, rispondendo alle richieste della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha immediatamente messo a disposizione assetti delle Forze Armate: n. 12 mezzi ruotati per trasporto persone con circa 25 unità e un elicottero CH-47 dell’Esercito, un aereo C-130, un velivolo P180 e un elicottero UH139 dell’Aeronautica Militare per il trasporto in Albania di assetti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Anche la Marina Militare ha predisposto un’unita navale ed un elicottero da impiegare a supporto delle attività.

Le Forze Armate con le loro specificità sono in grado di operare prontamente in ambito nazionale ed internazionale, in sinergia con gli altri Dicasteri e Organizzazioni del “Sistema Paese”, in caso di pubbliche calamità e in casi di straordinaria necessità ed urgenza in favore della popolazione.

In foto i mezzi della Brigata Pinerolo di Bari

 

 

 

 

L’impegno delle Forze Armate nelle zone del sisma e del maltempo


Roma, 20 Gennaio 2017 – Come preannunciato nella giornata di ieri, continua l’afflusso di personale e mezzi delle Forze Armate nelle aree colpite dal sisma e dal maltempo, sulla base delle richieste avanzate dalla Protezione Civile.

Il personale complessivamente impiegato ha raggiunto le 3.000 unità circa e poco meno di un migliaio sono i mezzi schierati, tra quelli speciali del genio a quelli ruotati e cingolati. Il numero di elicotteri disponibili, invece, si è elevato a 31 ed è iniziato il loro utilizzo, inibito purtroppo nell’immediatezza dell’emergenza a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Questa mattina, ad esempio, i soli velivoli dell’Aeronautica Militare hanno assicurato 14 sortite per trasporto di personale, di equipaggiamenti e di materiali di prima necessità. Particolarmente utile e apprezzato il lavoro delle squadre militari specializzate in meteorologia della neve, che consentono un costante aggiornamento del rischio valanghe nell’area.

Numerosi gli interventi effettuati dalle Forze Armate, su disposizione della Protezione Civile, per contribuire ad alleviare i disagi e le difficoltà delle popolazioni. Oltre 30 frazioni rimaste isolate a causa del maltempo sono state raggiunte in queste ore grazie all’utilizzo dei mezzi speciali sgombraneve di cui dispongono le Forze Armate, che hanno consentito il ripristino della viabilità lungo le principali arterie per un totale di 60 km. Da questa mattina sono pienamente operative le squadre di soccorso alpino dell’Esercito, così come sono disponibili team per lo sgombero sanitario d’urgenza, in grado di intervenire tempestivamente anche nei luoghi più isolati grazie al trasporto a mezzo elicottero: si tratta di personale altamente specializzato, che ha maturato particolari esperienze nei più disparati Teatri d’Operazione all’estero.

Durante la scorsa notte una squadra di soccorso del 9° reggimento alpini, utilizzando un mezzo di trasporto cingolato BV206, ha raggiunto l’area dell’Hotel Rigopiano e sta partecipando alle attività di sondaggio e ricerca lungo il fronte della valanga. La Marina, invece, continua l’approntamento di personale della Brigata San Marco, che è pronta a inviare sul posto, insieme a ulteriori elicotteri, laddove ve ne fosse la richiesta da parte della Protezione Civile.

Gli uomini e le donne con le stellette stanno operando in condizioni difficili, fianco a fianco con la Protezione Civile, con i Vigili del Fuoco, con la Polizia di Stato, con la Guardia di Finanza e con tutti gli enti che fanno parte della grande macchina dei soccorsi.

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San Giorgio a Cremano/ Terra dei Fuochi. Ecco i primi risultati


San Giorgio a Cremano (NA), 10 aprile 2014– Si registrano i primi risultati nella “Terra dei Fuochi” dopo l’intervento dell’Esercito.

In particolare, durante la scorsa notte gli uomini del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) sono intervenuti per un rogo nei pressi del campo rom sul territorio di Melito di Napoli.

La segnalazione è partita da alcuni residenti che hanno informato la pattuglia, che giunta sul posto, ha messo in atto le procedure d’intervento ed allertato i Vigili del Fuoco e le Forze di Polizia.

Questo intervento si aggiunge a due episodi avvenuti nella giornata di lunedì 7 aprile scorso, il fermo di una donna che sversava rifiuti in una discarica abusiva e lo spegnimento di un rogo nei pressi di un’abitazione privata.

La donna è stata fermata, identificata da una pattuglia nel comune di Giuliano e consegnata alla Polizia di Stato per i provvedimenti di competenza.

Sempre nello stesso comune, i militari sono intervenuti per un rogo che stava minacciando un’abitazione privata e con i vigili del fuoco hanno provveduto allo spegnimento prima che l’incendio potesse causare seri problemi.

Si registra anche una maggiore collaborazione dei cittadini che oltre ad esprimere la loro soddisfazione al controllo di aree periferiche segnalano la progressiva eliminazione degli sversamenti illegali nelle discariche non autorizzate lungo gli itinerari delle pattuglie dei militari dell’Esercito.

Corato/ Ambiente. Domato dai Bersaglieri di Altamura l’incendio sulla SP Corato-Bisceglie


Questa mattina un incendio al Parco Nazionale dell’Alta Murgia in Puglia è stato domato da soldati del  7° Reggimento dei Bersaglieri di stanza ad Altamura (BA). I Bersaglieri impegnati in una esercitazione nel Poligono Torre di Nebbia che si trova nelle prossimità e in parte all’interno dell’area del Parco ha consentito un tempestivo intervento in collaborazione con Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile.

La vasta area interessata è stata la zona di Masseria Monte di Pietra lungo la strada provinciale Corato – Bisceglie al km 19. Solo la presenza dei militari della Brigata Pinerolo ha consentito un rapido intervento scongiurando la possibile compromissione di una masseria vicina.

Il presidio di sicurezza antincendio assicurato dalla “Pinerolo”, già dall’inizio del mese di luglio, è attivato a seguito delle esercitazioni ed è un segno di tangibile utilità nel monitoraggio degli equilibri ambientali. Infatti, i soldati oltre alle normali attività di addestramento, svolgono anche una importantissima funzione di controllo della zona fungendo da sentinelle in grado di intervenire in tempi rapidissimi ed efficaci tanto che le ormai consolidate sinergie tra tutti i corpi dello Stato stanno creando un sistema efficiente di lotta al fenomeno degli incendi che distrugge ogni anno il nostro prezioso territorio. Due giorni fa, sempre il 7° Bersaglieri ora dislocati ad Altamura, è intervenuto per domare un altro incendio.

La calura di questi giorni con il vento sostenuto crea condizioni favorevoli a disastri ambientali di portata enorme che possono essere scongiurati grazie a uomini pronti all’intervento. Senza la presenza dei militari occorrerebbero ancora altri finanziamenti per garantire una pari efficacia.

In controtendenza, circa la situazione attuale sulle politiche di gestione futura dello stesso Parco, – sembra ci siano movimenti organizzati  pronti a sottrarre parte delle aree di esercitazione alla Brigata pugliese, – per un impiego alternativo della risorsa. In particolare si fa riferimento alle recenti idee che si dice siano circolate in merito all’estromissione delle Forze Armate dalle stesse aree. Alcune fonti informate sulle attività delle Forze Armate locali avvisano che senza la possibilità di potersi esercitare, la Brigata non potrebbe più garantire di rimanere nella Regione.

L’ipotesi di lasciare la Brigata senza Poligono di addestramento sarebbe da evitare soprattutto per la salvezza del’economia regionale. Facciamo due conti. Se consideriamo che la Brigata è composta da circa cinquemila uomini e donne, ciascuno di loro forse è sposato oppure ha mediamente almeno un figlio si può facilmente sostenere che ci sono due o forse più stipendi per soldato: si calcoli almeno due mila per il soldato e mille per il secondo familiare. Facendo una semplice operazione possiamo considerare che l’apporto economico per i soli redditi da stipendio consistono in non meno di 15milioni di euro mensili. Ci si chiede quali investimenti nel parco possano garantire una simile quantità di soldi, tra l’altro sicuri e ben distribuiti sul territorio. Si ricorda che le caserme sono dislocate in più aree della Regione come Bari, Altamura, Trani, Barletta per citare le maggiori.

Si tratta di esercitazioni importanti e strategiche per le missioni in area di crisi. Le esercitazioni cui è impegnata la Brigata, per esempio, sono attività propedeutiche all’impiego operativo in teatri come l’Afghanistan e il Libano. Attualmente le Unità dell’82° Reggimento Fanteria Torino di Barletta sono impegnate in Afghanistan dall’Agosto del 2010, nella Transitino Support Unti Center, con una compagnia di veicoli VBM “Freccia”.

Questa volta, senza i soldati in area molti chilometri quadrati e fattorie ora potrebbero essere bruciati.

Antonio Conte

Afghanistan/ Herat: il Contingente italiano completa tre importanti progetti


Alberto Alpozzi Fotoreporter
Alberto Alpozzi Fotoreporter

di Alberto Alpozzi Fotoreporter – Herat, 07 febbraio 2013Inaugurate una caserma dei pompieri, una scuola e una struttura sanitaria d’accoglienza. In questi giorni nella provincia di Herat sono state inaugurate tre nuove strutture pubbliche realizzate dal Provincial Reconstruction Team (PRT) – CIMIC Detachment, l’unità militare italiana che assiste i piani di sviluppo locali nella provincia.

Poco più di un mese fa, a dicembre, visitai il cantiere della costruenda caserma dei pompieri nel distretto di Gozarah, a pochi chilometri da Herat capoluogo della regione occidentale dell’Afghanistan. Oggi la caserma è terminata e già in attività perché tutti i progetti seguiti dal P.R.T., sin dalla fase dell’approvazione, sono da realizzarsi entro 6 mesi, la finestra temporale che corrisponde al mandato di ogni singola Brigata impegnata nel teatro afghano, fino al loro completamento. Dapprima viene redatto un master plan, tra gennaio e settembre dell’anno precedente, successivamente si collabora con le autorità locali per la fase di appalto attraverso uno screening delle aziende, sempre afghane, per evitare corruzione applicando la legge antimafia. Supporta poi la fase di cantiere e lo stato avanzamento lavori con relativi pagamenti e verifiche affinché i progetti vengano realizzati a “regola d’arte”.

La nuova stazione dei vigili del fuoco servirà il nascente polo industriale della città. L’intera struttura, concepita dai tecnici militari italiani, dispone di un’area servizi una rimessa per cinque autopompe e una torre di osservazione. All’atto dell’inaugurazione con la presenza delle autorità locali il colonnello Aldo Costigliolo – del 1° reggimento artiglieria da montagna di Fossano – ha inoltre consegnato ai rappresentanti del Ministero dell’Interno afghano una serie completa di cento uniformi, tra estive ed invernali, ed equipaggiamenti speciali per la nuova squadra di pompieri. Il materiale è stato donato dalla Protezione Civile dell’Unione Comuni della Bassa Romagna che da anni collabora con i militari italiani e le autorità locali in diversi teatri operativi.

Nel distretto di Obeh, situato a 120 km da Herat, invece sono state inaugurate una scuola di dodici classi e una struttura sanitaria di accoglienza per i familiari dei degenti ricoverati in un centro ospedaliero adiacente. Entrambi i progetti sono stati realizzati dal PRT-CIMIC Detachment, che ha affidato a ditte locali l’esecuzione dei lavori.

L’edificio scolastico – dotato anche di pannelli solari per l’autoalimentazione – consentirà a ottocento studenti di frequentare le lezioni in più turni, a partire dal prossimo anno scolastico previsto per marzo. La casa di accoglienza, che può svolgere anche servizi ambulatoriali, dispone di una superficie di oltre 200 metri quadri e servirà un’utenza di un migliaio di persone.

Il Provincial Reconstruction TeamCIMIC Detachment ha come obiettivo principale quello assistere le autorità provinciali di Herat in tutte le attività di governance e di sviluppo economico-sociale.

Dal 2005 a oggi, con uno stanziamento del Ministero della Difesa Italiano di 36 milioni di euro, l’Italia, ha realizzato nel distretto di Herat 80 scuole, 715 pozzi, 49 strutture mediche, 1 terminal passeggeri ed altre 4 opere per l’aeroporto, 1 ospedale pediatrico, 1 centro di correzione minorile, 1 carcere femminile, 21 edifici pubblici, 20 canali, 2 ponti e 25 strade.