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Kosovo/ Gorani. Quella minoranza etnica tra religione musulmana e cultura slava


Bari – In tema militare, si impara presto, che può capitare di imbattersi in articoli che destano qualche perplessità, circa l’attualità della notizia riportata o che abbiano una certa opacità circa la continenza formale, o addirittura paiono affetti da una scarsa rilevanza sociale. Se si aggiunge che a volte i dati sono anche errati ci lascia l’amaro in bocca, specie per gli articoli tecnici tematici o se si vuole settoriali, come quelli in parola.

Scherzando potremmo dire che a parlare di Gorani a Bari sia di moda e che porti bene, per cui sembra che il liet motiv sia “piatto ricco mi ci ficco”.

Scherzi a parte, tra questi, uno di recente lettura, che tratta un tema che entra a pie’ pari in quello militare è il seguente, del quale troviamo qualche difficoltà ad ignorarlo del tutto. Scegliamo di parlarne per un ulteriore utile contributo alla corretta informazione, da parte dei lettori, circa le notizie di interesse miliare riportati nello stesso e con spirito di collaborazione.

Si dica subito che l’articolo in questione è apparso recentemente, con precisione  lo scorso 6 Marzo 2014, su LSDMagazine a firma di “Carlo Bosna, Giornalista Embedded”, come si legge in calce.

Riportiamo l’articolo in formato PDF per ragioni di completezza   (usando lo stesso strumento messo a disposizione dalla testata) ed in fondo a questa pagina il link allo stesso.

In particolare si vuole precisare che:

  • il Ten. Col. Vincenzo Legrottaglie, alla data  dell’articolo, il 6 Marzo 2014, non è Ufficiale PIO della KFOR. Da recenti notizie risulta  impiegato presso il locale CME “PUGLIA”;
  • L’aeroporto di Jakova non e’ più una base italiana o di KFOR: di fatto è stato regalato al Kosovo lo scorso Dicembre 2013;
  • Il contingente Turco e Svizzero non è un Multi National Battle Group ma un Joint Regional Detachment (attualmente JRD-South) anche se non specificato nell’articolo. In particolare il JRD (ce ne sono tre: Nord a guida Svizzera, Centro a guida italian Sud a guida turca) non è una unità militare “cinetica” ma ha il compito di “feel the pulse” con attività di Liaison, ovvero di Monitoraggio, KLE svolta tra la popolazione;
  • Il comandante del MNBG-W non è il Col. Vincenzo CIPULLO, che è stato anche ripreso in foto, ma il Col. Antonio SGOBBA, Comandante del 52° Reggimento Artiglieria di Vercelli);
  • il numero di seggi per la minoranza gorana è 1 (uno) seggio non 4 (quattro);
  • l’ambasciatore italiano in Kosovo non è Michael Giffoni ma Andreas Ferrarese.

Infine si consiglia, se la storia dei Gorani, è ritenuta di interesse un secondo articolo pubblicato dalla testata “Balcani Caucaso”, il cui link è riportato in calce. Si tratta di un interessanti articolo, anche questo un po datato, ma risulta molto leggibile per una eccellente cura della formattazione.

Antonio Conte

Link:

Bari/ Seminario. L’Università degli Studi Aldo Moro sul tema “Radio West, Kosovo 1999-2010”


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Colgo l’occasione per il mio periodico, ma non molto puntuale corsivo, circa un interessante prossimo evento tutto universitario. Vediamo.

Domani, 25 Marzo 2014 alle ore 10:30, presso il Dipartimento di Lettere Lingue Arti. Italianistica e culture comparate si terrà un seminario aperto al pubblico presso il Dipartimento LELIA, Via Garruba 6, Laboratorio 3 (I piano) dal tema: “Radio West: Kosovo 1999-2010″.  Intervengono Giornalisti, e operatori di Radio West e autore del libro dedicato (ed. RAI-ERI). I saluti saranno di militari della regione Puglia. Coordina Patrizia Calefato per il Dipartimento LELIA. Per maggiori dettagli si vedano gli allegati.

virgolette-apriQuesta era la ‘dimagrita’ notizia. Ma cosa possiamo aggiungere? Un interessante seminario ma dal sapore nostalgico. Tuttavia, è certamente interessante, per le nuove classi di studenti, riscoprire la recente storia che ha visto protagoniste le nostre Forze Armate e quelle NATO, sia nelle attività di soccorso umanitario che nella ricostruzione delle relazioni sociali e politiche, concretizzate tramite le attività operative CIMIC, tra le quali si annovera anche quelle con l’uso dei Media tradizionali come la Radio. E’ interessante comprendere come, in piena attività bellica, sia stato vantaggioso, o semplicemente possibile gettare un ponte di convergenza culturale tra i popoli di cultura diversa e tra loro e la nostra: diversi sono quelli, albanesi, gorani, serbi, eccetera, che vivono dall’altra parte del Mediterraneo. La bandiera del Kosovo annota sei stelle in riferimento alle etnie che convivono in un’area grande circa come la nostra Basilicata.

RadioWest

Tuttavia forse, da pugliesi, ci saremmo potuto aspettare temi più attuali ed interessanti, come la presenza di alcuni dei reparti della Pinerolo operanti in Afghanistan e loro più recenti attività. Ma tanto, come si dice, ci passa il convento. 

Aggiungiamo ancora qualche riflessione. Nella ricerca di verità, e, aldilà dei rischi di una possibile spersonalizzazione dell’individuo nel viaggio culturale nelle altre culture, talora dovessero incorrere accidentalmente in tempi prolungati oltremisura dalle programmazioni standard, tali congiunture dovrebbero essere coordinate da specialisti e mediatori culturali opportunamente attrezzati culturalmente e le relative attività dovrebbero essere svolte in cerchie più allargate, proprio per sviluppare ricerche di livello universitario in cui si assume la cultura come circolare. Le nostre FFAA come quelle NATO dovrebbero meglio considerare pertanto, la formazione universitaria come una risorsa utile alle trasformazioni socio politiche ed evitare di considerare, lo diciamo per assurdo, le aule di studenti universitari come un luogo in cui coltivare il consenso necessario alle attività militari o alla paralisi culturale, attraverso una mera descrizione di fatti di cui ci si è resi protagonisti o magari assunte indirettamente. E’ evidente che il valore di un seminario si misura con lo spessore e l’originalità delle fonti, che dovrebbero sempre essere primarie.

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Vi è da evidenziare tuttavia che una vera Pace, tale che si possa considerare stabile, si avrà quando non vi sarà più la necessità di un impegno militare in area e quanto la società avrà capacità autonome nella gestione dei propri processi civili, politici, finanziari, economici, eccetera. In quest’ottica si evidenzia il merito dell’Università barese che sta cercando di riannodare i fili del dialogo interrotto proprio in quest’area. Tentativo non privo di difficoltà per la presenza, sempre probabile se non guidati oppotunamente, di sacche di interesse personali, come la corruzione che è uno dei problemi più seri in Kosovo, si pensi per esempio alle doppie dogane tra il nord del Kosovo e la Serbia o a Sud con i commerci ai confini Macedoni. 

Nel disimpegno militare, tema attuale da alcuni anni in Kosovo, vi è quindi una evidente necessità di un livello di mediazione civile, il cui inserimento non sempre è favorito dalle parti in gioco. Per esempio ne è testimone l’interno travaglio tra Albanesi e Serbi, personalmente posso annotare che la diatriba è condotta anche quando loro rappresentanti si incontrano, da emigrati, in terre straniere. Ed è proprio nelle questioni serbe-kosovare, cui emerge, come si anticipava, una necessità di un sapere più attuale.

Chiudo con una nota di servizio. Nella lettura degli allegati sopra proposti ci potranno essere eventuali discordanze con il programma annunciato, per modifiche intervenute negli ultimi giorni, ovvero dal primo lancio del comunicato avvenuto il 20 Marzo scorso. Le variazioni non sono state annotate dal sito Universitario e nel comunicato per la concomitante Inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-2014, la prima del nuovo rettore Prof. Antonio Uricchio.

Antonio Conte

Reportage/ Di seguito una inedita galleria fotografica, il cui valore è essenzialmente documentaristico, di un mio reportage che ormai risale al lontano Luglio 2011 fatto in Kosovo, presso la Base di “Villaggio Italia”, sede del soggiorno e di Radio West (sono le foto in esterna) e con una vista ad una Radio di una enclave serba retta dal giovane Darko (sono invece le foto fatto all’interno).  L’antenna emittente in foto verticale è quella di Radio West.

Barletta/ Festa di Corpo. Commemorazione dell’82° Reggimento Fanteria “Torino”


logo-stemmaL’82° rgt. f. “TORINO” ha celebrato, questa mattina, la Festa di Corpo nel ricordo dei fatti d’arme di Tscherkowo, avvenuti sul Fronte Russo il 16 gennaio del 1943, e per i quali all’Unità è stata concessa la Medaglia d’oro al Valor Militare.

Il Comandante del Reggimento, Col. Cosimo Prencipe, ha commemorato la ricorrenza davanti al Reggimento schierato in armi, nel piazzale dell’alzabandiera della Caserma “Stella”, e alla presenza del Comandante della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, Gen. B. Stefano DEL COL, del Gen. B. Natalino MADEDDU, Comandante del CME “Puglia” già 66° Comandante del Reggimento e a numerosi partecipanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con i loro Medaglieri e Labari.

Prima dell’inizio della commemorazione, sono stati resi gli onori ai caduti, presso il monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre dell’82°, con una corona dell’Associazione d’Arma “I Fanti del TORINO”.

n.o.

Bari/ Bosco Povera vita. Uomini della Brigata “Pinerolo” impiegati nel servizio antincendio


Nella giornata del 27 Giugno scorso, alle ore 18.00 una pattuglia di militari del 9° Reggimento Fanteria “Bari”, cha ha la sua sede a Trani, mentre era in addestramento in bianco, nel poligono occasionale di Torre di Nebbia, è intervenuta per domare un vasto incendio divampato in un area della Strada Provinciale 39 al Km 3 – 4 . Allertati dalle Forze dell’Ordine locali i militari sono intervenuti con l’utilizzo di un’autocisterna di acqua riuscendo a spegnere le fiamme in tempi brevi scongiurando il pericolo di propagazione dovuto al forte vento al vicino “Bosco Povera Vita”.

La Brigata Pinerolo nel periodo dal 20  giungo al 15 settembre condurrà delle attività di pattugliamento del Poligono di Torre di Nebbia, le attività, congiunte con la Guardia Forestale, si prefiggono lo scopo di controllare l’area per evitare il propagarsi di incendi, combattere i fenomeni di abbandono di rifiuti inquinanti e attività illegali.

Le pattuglie, composte da circa 20 militari su automezzi leggeri, oltre ai classici sistemi di avvistamento e comunicazione sono anche dotate di materiali per lo spegnimento di piccoli focolai.

L’addestramento e l’esperienza maturata nel settore, l’Esercito da sempre fornisce materiali, mezzi e uomini per il piano di Pubbliche Calamità Nazionale, insegna che un intervento tempestivo spesso scongiura il divampare di grossi incendi.

L’iniziativa si armonizza con quanto sottoscritto tra il Comando Militare Esercito Puglia e l’ente Parco nel protocollo di intesa per l’utilizzo dei poligoni militari occasionali nel Parco dell’Alta Murgia redatto il 28 febbraio 2007.

La Pinerolo in questo modo conferma la vocazione dell’Esercito al rispetto per l’ambiente e la tutela del territorio.

Infatti, nei mesi trascorsi, il personale della Brigata Pinerolo ha  provveduto, con una serie di “giornate ecologiche”, a ripulire da rifiuti di vario genere aree di interesse turistico.

Gli “eco day”, condotti con il patrocinio dei comuni che insistono nell’area del Parco, hanno consentito di smaltire diversi quintali di materiale vario tra cui plastica, vetro, alluminio, copertoni di auto e camion nonché sacchetti di  immondizia domestica. Inoltre durante le attività di addestramento alcune  pattuglie hanno consentito il rinvenimento di autovetture risultate rubate.

Vari incendi sono stati spenti anche durante il mese di maggio mentre la Brigata Pinerolo svolgeva attività addestrative propedeutiche all’impiego fuori dai confini Nazionali. La presenza all’interno del Poligono di Torre di Nebbia ha così scongiurato il diffondersi di incendi che avrebbero potuto anche danneggiare campi di grano in attesa di mietitura.

Bari/ Cerimonia. Onore e Gloria ai caduti che lasciano il Sacrario d’Oltre Mare


Nella giornata di oggi, 19 Aprile 2013, presso il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, si è tenuta la cerimonia di traslazione di otto spoglie di militari italiani, caduti nei diversi fronti della Seconda Guerra Mondiale.

Una toccante cerimonia si è svolta prima nella cappella del Sacrario dove si è tenuta una messa officiata dal Cappellano Militare Padre Francesco Di Nanna e con la presenza del direttore del Sacrario il Ten. Col. Marasco Donato, al cui termine ha recitato la preghiera dei caduti.

Presenti all’evento anche le Associazioni Combattentistiche e D’Arma e i parenti dei caduti.

La traslazione intende rispettare le volontà delle famiglie che desiderano onorare i propri cari nel proprio paese natale, i resti che fino ad ora erano ospitati nei colombai saranno trasferiti nelle tombe o cappelle di famiglia nei loro comuni, dove al loro arrivo li aspettano una delegazione di autorità, civili, militari e religiose per rendere loro tutti gli onori .

Al termine della messa le salme sono state salutate da un Picchetto d’Onore della Brigata “Pinerolo” che ha reso gli onori, mentre queste venivano deposte accompagnate dal suono del silenzio che riecheggiava nel piazzale del Sacrario. In seguito Le famiglie hanno visitato il sacrario e ringraziato le autorità Civili e Militari intervenute.