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Bari/ Seminario. L’Università degli Studi Aldo Moro sul tema “Radio West, Kosovo 1999-2010”


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Colgo l’occasione per il mio periodico, ma non molto puntuale corsivo, circa un interessante prossimo evento tutto universitario. Vediamo.

Domani, 25 Marzo 2014 alle ore 10:30, presso il Dipartimento di Lettere Lingue Arti. Italianistica e culture comparate si terrà un seminario aperto al pubblico presso il Dipartimento LELIA, Via Garruba 6, Laboratorio 3 (I piano) dal tema: “Radio West: Kosovo 1999-2010″.  Intervengono Giornalisti, e operatori di Radio West e autore del libro dedicato (ed. RAI-ERI). I saluti saranno di militari della regione Puglia. Coordina Patrizia Calefato per il Dipartimento LELIA. Per maggiori dettagli si vedano gli allegati.

virgolette-apriQuesta era la ‘dimagrita’ notizia. Ma cosa possiamo aggiungere? Un interessante seminario ma dal sapore nostalgico. Tuttavia, è certamente interessante, per le nuove classi di studenti, riscoprire la recente storia che ha visto protagoniste le nostre Forze Armate e quelle NATO, sia nelle attività di soccorso umanitario che nella ricostruzione delle relazioni sociali e politiche, concretizzate tramite le attività operative CIMIC, tra le quali si annovera anche quelle con l’uso dei Media tradizionali come la Radio. E’ interessante comprendere come, in piena attività bellica, sia stato vantaggioso, o semplicemente possibile gettare un ponte di convergenza culturale tra i popoli di cultura diversa e tra loro e la nostra: diversi sono quelli, albanesi, gorani, serbi, eccetera, che vivono dall’altra parte del Mediterraneo. La bandiera del Kosovo annota sei stelle in riferimento alle etnie che convivono in un’area grande circa come la nostra Basilicata.

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Tuttavia forse, da pugliesi, ci saremmo potuto aspettare temi più attuali ed interessanti, come la presenza di alcuni dei reparti della Pinerolo operanti in Afghanistan e loro più recenti attività. Ma tanto, come si dice, ci passa il convento. 

Aggiungiamo ancora qualche riflessione. Nella ricerca di verità, e, aldilà dei rischi di una possibile spersonalizzazione dell’individuo nel viaggio culturale nelle altre culture, talora dovessero incorrere accidentalmente in tempi prolungati oltremisura dalle programmazioni standard, tali congiunture dovrebbero essere coordinate da specialisti e mediatori culturali opportunamente attrezzati culturalmente e le relative attività dovrebbero essere svolte in cerchie più allargate, proprio per sviluppare ricerche di livello universitario in cui si assume la cultura come circolare. Le nostre FFAA come quelle NATO dovrebbero meglio considerare pertanto, la formazione universitaria come una risorsa utile alle trasformazioni socio politiche ed evitare di considerare, lo diciamo per assurdo, le aule di studenti universitari come un luogo in cui coltivare il consenso necessario alle attività militari o alla paralisi culturale, attraverso una mera descrizione di fatti di cui ci si è resi protagonisti o magari assunte indirettamente. E’ evidente che il valore di un seminario si misura con lo spessore e l’originalità delle fonti, che dovrebbero sempre essere primarie.

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Vi è da evidenziare tuttavia che una vera Pace, tale che si possa considerare stabile, si avrà quando non vi sarà più la necessità di un impegno militare in area e quanto la società avrà capacità autonome nella gestione dei propri processi civili, politici, finanziari, economici, eccetera. In quest’ottica si evidenzia il merito dell’Università barese che sta cercando di riannodare i fili del dialogo interrotto proprio in quest’area. Tentativo non privo di difficoltà per la presenza, sempre probabile se non guidati oppotunamente, di sacche di interesse personali, come la corruzione che è uno dei problemi più seri in Kosovo, si pensi per esempio alle doppie dogane tra il nord del Kosovo e la Serbia o a Sud con i commerci ai confini Macedoni. 

Nel disimpegno militare, tema attuale da alcuni anni in Kosovo, vi è quindi una evidente necessità di un livello di mediazione civile, il cui inserimento non sempre è favorito dalle parti in gioco. Per esempio ne è testimone l’interno travaglio tra Albanesi e Serbi, personalmente posso annotare che la diatriba è condotta anche quando loro rappresentanti si incontrano, da emigrati, in terre straniere. Ed è proprio nelle questioni serbe-kosovare, cui emerge, come si anticipava, una necessità di un sapere più attuale.

Chiudo con una nota di servizio. Nella lettura degli allegati sopra proposti ci potranno essere eventuali discordanze con il programma annunciato, per modifiche intervenute negli ultimi giorni, ovvero dal primo lancio del comunicato avvenuto il 20 Marzo scorso. Le variazioni non sono state annotate dal sito Universitario e nel comunicato per la concomitante Inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-2014, la prima del nuovo rettore Prof. Antonio Uricchio.

Antonio Conte

Reportage/ Di seguito una inedita galleria fotografica, il cui valore è essenzialmente documentaristico, di un mio reportage che ormai risale al lontano Luglio 2011 fatto in Kosovo, presso la Base di “Villaggio Italia”, sede del soggiorno e di Radio West (sono le foto in esterna) e con una vista ad una Radio di una enclave serba retta dal giovane Darko (sono invece le foto fatto all’interno).  L’antenna emittente in foto verticale è quella di Radio West.

Radio RTL 102,5/ Il Kosovo a “Missioni di Pace”


In foto: gli studi di Radio West a “Villaggio Italia“, Belo Polje.

Cologno Monzese (MI), 8 gennaio 2012. La rubrica “Missioni di Pace“, proposta settimanalmente dall’emittente radiofonica RTL 102.5, ha ospitato oggi il Tenente Colonnello dell’Esercito Vincenzo LEGROTTAGLIE, portavoce del contingente militare italiano nel paese balcanico. L’audizione è andata in onda alle 07.00 odierne durante il programma “No Stop News” condotto in diretta nazionale da Barbara Sala e Max Viggiani.

Di seguito l’intervento dell’Ufficiale.

1) Domanda della redazione (D): Come avete trascorso le festività natalizie?
Risposta del Tenente Colonnello Legrottaglie (R): In servizio e tra alcune visite sia ricevute che fatte. Tra quelle ricevute particolarmente gradita è stata quella del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio ABRATE, poco prima di Natale. Ne abbiamo anche fatte ai bambini affidati ad alcune organizzazioni non governative. Noi abbiamo portato un dono e loro ci hanno ricambiato con un sorriso.

2) (D): Ieri (07.01.2011) si è celebrato il Natale ortodosso in Kosovo?
(R): Si, il 7 gennaio in Kosovo si festeggia il Natale ortodosso. Lo slittamento di data è dovuto al fatto che la chiesa serbo-ortodossa continua ad utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano. Al Patriarcato di Pec e al Monastero di Visoki a Decani si sono svolte solenni celebrazioni. I due siti sono iscritti nell’elenco dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.  Entrambi i complessi monastici sono sottoposti a vigilanza delle truppe italiane che hanno assicurato il normale svolgimento delle funzioni religiose.

3) (D): Come è la sitazione in Kosovo in questo momento?
(R): E’ calma è stabile in tutto il paese. Solo al nord si assiste ad un riaccendersi delle tensioni interetniche lungo la linea di demarcazione con la Serbia e in particolare nella città di Mitrovica.

La collaborazione tra l’Esercito Italiano e l’emittente radiofonica RTL è antica e risale ai tempi gloriosi di Radio West, la radio dei militari italiani in Kosovo. RTL ha contribuito alla formazione del personale inserito nella redazione della radio militare che attualmente non è più in funzione. Radio West è anche il titolo di un film di Alessandro Valori con Pier Giorgio Bellocchio, Pietro Tarricone e Kasia Smutniak.

 

Kosovo/ Grazie al Col. V. Cipullo, C.te del MNBG-W, Radio West rivive.


Il brifing prima della partenza del Media Tour

Il Ten. Col. V. Legrottaglie durante il briefing, in attesa del Comandante del MNBG-W Col. V. Cipullo

Tra gli aspetti organizzativi voluti dal Comandante Col. Vincenzo Cippullo del Multi National Battle Group – West (MNBG-W), già Comandante del 21° Reggimento Artiglieria “Trieste” con sede a Foggia, è stata l’originale idea di far rivivere i locali che hanno ospitato la mitica Radio West del “Villaggio Italiano“.

I locali hanno ritrovato un’anima, sono divenuti il luogo della riflessione, il ‘pensatoio’ dove è maturato il Media Tour del Comandante foggiano di origini napoletane. Sono ora la base di partenza delle giornate in cui i giornalisti vengono proiettati fuori. Prima con una spiega teorica quindi con atti preparativi, con la pianificazione. In questi locali abbiamo anche svolto tavole rotonde, brevi seminari, presentazioni, abbiamo anche ricevuto attestati di stima e diplomi di partecipazione. Insomma ora Radio West raccoglie anche i nostri ricordi.

Il Col. Vincenzo Cipullo ci ha visto giusto, serviva un posto dove incontrarsi, dove la Comunicazione aveva già portato frutti. Così ci siamo ritrovati intorno ad un tavolo a fare i nostri briefing serali. Abbiamo lavorato duro, con il caldo afoso di giorno, ma a sera … che sera: quel vento, i colori, e la luce del sole resistente dietro la montagna che ci protegge, siamo contenti di esserci stati. Da alcuni giorni qui in Italia ricordo ancora quel vento montano che scende dall’altura verdeggiante e profumata. A volte rimpiango quella buona birra Peja bevuta in quei luoghi – così ora ingiustamente temuti – in compagnia di amici. Ed ancora quella grande luna piena che ha illuminato il nostro lavoro ed il ritorno nel risalire la china fino agli alloggi.

Incontri di lavoro, ma anche di sano dialogo, confronto sulle problematiche locali e sul futuro del Kosovo. Di certo lo spirito innovatore e goliardico, ma anche spensierato di Radio West (che il Comandante Col. Cipullo, di certo, non aveva dimenticato di valorizzare come meritava) ha portato bene. Il lavoro svolto a livelli eccellenti della Radio ha protetto e favorito il nostro indimenticabile Media Tour in Kosovo.

Abbiamo trovato un video caricato su youtube il 5 febbraio 2010, quando la radio era ancora operativa. Era uno strumento strategico della comunicazione per veicolare informazioni di pace e di servizio. Ma anche di collegamento con l’Italia. Insomma uno strumento per abbattere le barriere etniche a favore della convivenza.

Antonio Conte

Proponiamo un articolo trovato sul web, edito dal sito http://www.gianfrancoscalas.it il 5 novembre 2005

RADIO WEST IN KOSOVO/ Encomio per Scalas

In occasione delle celebrazioni per la festa dell’unità nazionale e delle forze armate, il più conosciuto portavoce dell’esercito italiano, il tenente colonnello Gianfranco Scalas, ha ricevuto un encomio solenne per il ruolo svolto a capo della cellula pubblica informazione nell’ambito della Brigata multinazionale ovest in Kosovo. A merito dell’ufficiale sardo il positivo ritorno d’immagine per il contingente italiano dato da Radio West, l’emittente creata “adhoc” per l’operazione Joint Guardian.

Le cerimonie per la giornata dell’Unità nazionale Kosovo, encomio solenne per Gianfranco Scalas

La giornata dell’Unità nazionale e delle Forzearmate è stata celebrata anche in città con la consueta solennità nel ricordo dei caduti di tutte le guerre e nelle missioni di pace. La cerimonia principale si è svolta in due fasi. La prima con la deposizione di corone sull’altare del Parco delle Rimembranze, la seconda nel compendio sportivo militare”Campo Rossi”. Durante la prima cerimonia in via Sonnino un gruppo di pacifisti ha inalberato cartelli contro la guerra. Alla presenza del presidente della Regione, Mauro Pili, di quello del Consiglio, Efisio Serrenti, e delle massime autorità civili e militari dell’isola, il maggiore generale Giangabriele Carta, comandante del Comando militare autonomo della Sardegna, ha ricordato quale e quanto sia stato importante il contributo dato dai sardi alle forze armate. La cerimonia è culminata con il giuramento dei volontari in ferma annuale del primo reggimento corazzato di Teulada, inseriti in un reggimento di formazione interforze (esercito, marina, aeronautica, carabinieri e guardia di finanza) che ha reso gli onori al gonfalone della città di Cagliari, decorato di medaglia d’oro al valor militare. Al termine della cerimonia militare è stata aperta la mostra di armi, mezzi e materiali delle forze armate. Sempre ieri, in occasione delle celebrazioni per la festa dell’unità nazionale e delle forze armate, il più conosciuto portavoce dell’esercito italiano, il tenente colonnello Gianfranco Scalas, ha ricevuto un encomio solenne per il ruolo svolto a capo della cellula pubblica informazione nell’ambito della Brigata multinazionale ovest in Kosovo. In particolare il capo di stato maggiore dell’esercito, tenente generale Gianfranco Ottogalli, ascrive a merito dell’ufficiale sardo il positivo ritorno d’immagine per il contingente italiano dato da RadioWest, l’emittente creata “adhoc” per l’operazione JointGuardian. Radio West, come già era accaduto in Somalia per Radio Ibis, altra “creatura”di Scalas, si è rivelata un’autentica arma segreta per la missione di pace, contribuendo ad aumentare la conoscenza reciproca tra i kosovari e i militari della Kfor. L’encomio solenne a Gianfranco Scalas è stato consegnato durante la cerimonia militare svoltasi nel compendio sportivo militare “Campo Rossi”, alla presenza delle massime autorità politiche e militari dell’isola.

Kosovo/ Il contributo di Egidio Magnani di www.puglialive.it


Come missione con questo blog vuole dare spazio a tutti i colleghi che scrivono sui nostri argomenti aperti, allo scopo di fornire più voci sul tema. Non importa che si scriva delle stesse mete, o viaggi, l’importante è che vi sia un raggruppamento di professionisti, liberi ed indipendenti che sia suffragio alle idee. E, queste solo sono importanti se proposte in modo professionale.

Quindi, lo scopo di questa rassegna stampa non è di sottrarre i diritti a qualcuno. Con questo spirito si ringrazia il collega Egidio Magnani di http://www.puglialive.it per il link al nostro blog, e rilanciamo con l’ospitalità ai suoi contributi sul “Dossier Kosovo”, sperando che sia di suo gradimento.

Antonio Conte

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Bari, 3 giorno – Kosovo

Visita museo etnologico, incontro con l’Ambasciatore Italiano Mr.Giffoni e il Gen.Spagnoli 

”]”]Immagine: © Egidio Magnani [PHOTOGALLERY]Galleria Immagi di Egidio Magnani – Buongiorno da Radio West, inutile dirvi che sono le 06.30, la giornata si prospetta bella dal punto di vista meteorologico e carica di importanti appuntamenti.

Colazione, l’immancabile e atteso momento dell’alzabandiera, e con la nostra immancabile scorta si parte alla volta di Pristina.
Primo appuntamento della giornata, visita al Museo Etnologico e tipica abitazione della tradizione albanese-kosovara sono la kulla e la cardak (casa urbana di ispirazione ottomana).
Possiamo trovare le kulla (tradotta dall’albanese: torre) principalmente dell’ovest del Kosovo, lungo la piana del Dukagjini (corrispondente alla Metohjia serba) che confina con il Montenegro e l’Albania. Queste abitazioni sono state abitate da generazioni di famiglie. Aspetti sociali e culturali, hanno influenzato un’architettura che, per caratteristiche costruttive e funzionali, è riconducibile a fruitori collocati nelle classi socialmente più elevate.

La kulla può disporre di due o tre piani con un’organizzazione planimetrica pressoché quadrata. Gli animali venivano tenuti al piano terreno ed il piano superiore era destinato ai maschi (oda e burrave) ed ai loro ospiti. Le donne ed i bambini risiedevano in un annesso con lo stesso numero di livelli o con un piano in meno. Per tale motivo, spesso, troviamo due ingressi e due scale: uno, l’ingresso principale, che conduce al piano superiore e alla sala degli ospiti senza transitare per gli alloggi privati; l’altro, riservato alle donne, che attraverso una porta laterale, conduce al piano intermedio della kulla (quando sono presenti tre livelli) o a quello principale (quando esistono due soli livelli).
Finalmente una passeggiata in gruppo e sempre uniti, nel centro di Pristina, tra la gente, c’è molto movimento soprattutto di giovani e tanto traffico, l’odore del pane appena sfornato e arrosti di carne e odore di spezie.
E’ ora di pranzo, abbiamo il piacere e l’onore di essere ospiti per una colazione di lavoro dell’Ambasciatore Italiano Dott. Michael L. Giffoni il quale ci ha illustrato il complesso e non facile lavoro diplomatico svolto dall’ambasciata italiana in Kosovo e nei Balcani.
Una breve intervista all’Ambasciatore Italiano del collega Luca Pernice per TGBLU la trovate su:
https://rassegnastampamilitare.wordpress.com/2011/07/01/kosovo-intervista-di-tgblu-al-dott-michael-giffoni-ambasciatore-italiano/
In questa occasione il nostro compagno di viaggio Gaetano Zambetta di Bari ha avuto il piacere di consegnare all’Ambasciatore il suo romanzo ‘Cuore Gitano’ una spystory ambientata in Kosovo.
Si parte, ora alla volta della base di KFOR, Film City sempre a Pristina, prende il nome dalla vecchia casa cinematografica, appuntamento e meeting con il Generale di Brigata Enrico Spagnoli capo militare Civil Division Advisory (MCAD) numero tre nel comando delle forze militari nei balcani.
L’intervento del Generale Spagnoli sull’impiego delle forze italiane all’interno di KFOR e del loro lavoro all’interno del Kosovo lo trovate su:
http://www.youtube.com/watch?v=gxb_GYoGSQg
Si torna al villaggio Italia, è tardi e la stanchezza si fa sentire, ceniamo e poi dopo un breve brifing per uno scambio di idee e emozioni ritirata nei nostri alloggi, compagni di notte i sempre in funzione generatori di elettricità, ma ormai quasi non ci facciamo più caso.
Kosovo, 24/06/2011

Egidio Magnani
fonte: http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=45297#