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Afghanistan/ SMD. Il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti è il nuovo Capo di Stato Maggiore del Comando ISAF


Con una semplice cerimonia al quartier generale dell’International Security Assistance Force (ISAF) di Kabul, si è svolto l’avvicendamento nell’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando NATO tra il Generale di Corpo d’Armata francese Olivier de Bavinchove, Comandante dell’Eurocorps, e il Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano Giorgio Battisti, Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italy, con sede a Solbiate Olona.

Nell’augurare ancora maggiori fortune al suo predecessore e ringraziare i vertici della Forza Armata e dell’Alleanza Atlantica che hanno voluto affidargli il prestigioso incarico, il Generale Battisti ha sottolineato la grande professionalità degli uomini e donne che si appresta ad avere alle dipendenze, e di come essi stessi siano una vera squadra composta da persone provenienti da 50 nazioni.

Il giorno 16 gennaio il Generale Battisti ha sostituito il Generale di Divisione Federico Bonato nell’incarico di Italian Senior National Representative per il Teatro afgano.

Il contingente nazionale opera non solo nel settore della sicurezza, ma anche in quelli della ricostruzione e dello sviluppo economico e della governance, allo scopo di incrementare la crescita dei governi locali, il tutto per assicurare all’Afghanistan un futuro di speranza.

Hanno seguito i lavori  testate televisive e giornalistiche internazionali.

Afghanistan/ L’Onorevole Michele Vietti in visita ai militari italiani a Herat e Kabul


Herat, 18 gennaio 2013 – L’Onorevole Michele Vietti, Vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha concluso oggi la visita di due giorni in Afghanistan, dove ha incontrato i militari italiani in servizio presso il Comando della International Security and Assistance Force di Kabul e presso il Regional Command – West di Herat, il Comando subordinato responsabile per la regione occidentale, attualmente guidato dalla Brigata alpina ‘Taurinense’.

La prima tappa della visita è stata Herat, dove ad accoglierlo all’aeroporto è stato il generale Dario Ranieri, comandante del Regional Command West, il quale lo ha aggiornato circa l’attuale situazione nella regione occidentale, con particolare riferimento al settore della giustizia e ai progressi registrati nel processo di transizione.

Nella seconda giornata di visita, l’Onorevole Vietti ha innanzitutto incontrato il Governatore della Provincia di Herat per poi visitare il carcere femminile, fiore all’occhiello dei progetti italiani realizzati dal Contingente Italiano in favore delle autorità afghane. Il Vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura si è successivamente recato a Shindand, dove ha incontrato gli Alpini del 3° Reggimento di Pinerolo che costituiscono – insieme ad altri assetti militari italiani – la Transition Support Unit Center, e il Team dell’Aeronautica Militare che forma i piloti di elicottero dell’aviazione militare afghana.

La visita si è conclusa con il trasferimento a Kabul, dove l’Onorevole Vietti è stato accolto dal Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti presso il Comando dell’International Security and Assistance Force, di cui assumerà a breve la carica di Capo di Stato Maggiore. Il Vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura si è poi intrattenuto con lo staff italiano in servizio presso il Comando, prima del rientro in Italia.

Afghanistan/ International Security Assistance Force (ISAF)


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L’ISAF è una missione di supporto al Governo afghano che opera sulla base di una risoluzione dell’ONU. È composta da una forza internazionale che impiega circa 60.000 militari provenienti da una quarantina di nazioni. È stata costituita su mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2001 con il compito di sorvegliare la capitale Kabul e la vicina base aerea di Bagram dai Talebani e, in particolar modo, di pro- teggere il governo transitorio guidato da Hamid Karzai. Successivamente è stata estesa all’intero territorio Nazionale.

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Afghanistan/ Il mercatino di Natale del carcere femminile di Herat


Alberto Alpozzi Fotoreporter
Alberto Alpozzi Fotoreporter

di Alberto Alpozzi Fotoreporter – Oggi in Afghanistan il 49% della popolazione è composta da donne. Donne che stanno acquistando sempre maggior coscienza di se e della loro condizione, grazie anche al “Female Engagement Team” del Provincial Reconstruction Team italiano (P.R.T).

Grazie alle militari che compongono il team del P.R.T. sono stati incrementati notevolmente i contatti, a tutti i livelli sociali, con le donne e conseguentemente l’analisi delle richieste da parte loro, migliorando e supportando l’attività del P.R.T. acquisendo così maggior consenso da parte della popolazione sulle attività dell’Isaf che ha incrementato la sicurezza e l’educazione: il 44% degli universitari è composto da donne.

Non a caso uno dei migliori progetti realizzati, e preso a modello da tutti gli altri contingenti militari impegnati in Afghanistan, è il carcere femminile di Herat. Progetto seguito dal P.R.T. con investimenti dell’Unione Europea e del Ministero della Difesa Italiana.

Il progetto è stato terminato nel 2009 ma è sotto costante controllo per verificare la costante efficienza, altra caratteristica di tutti i progetti realizzati dal P.R.T. italiano

La struttura attualmente ospita circa un centinaio di donne e altrettanti bambini; infatti le madri detenute hanno la possibilità di tenere con sé i loro figli fino al compimento degli 8 anni, per loro vi è l’asilo e una sala giochi.

All’interno le donne lavorano, tutte hanno un’occupazione: realizzano monili, tappeti, vestiti, imparano a leggere e scrivere e chi segue corsi di inglese e informatica.

Più che un luogo di reclusione si tratta di una struttura di recupero dove le donne hanno la possibilità di imparare un lavoro per potersi mantenere dopo lo scadere della pena e soprattutto crearsi un piccolo conto in banca. Infatti tutte le merci prodotte vengono poi commercializzate e il 60% dei ricavi viene messo in un fondo per la singola detenuta.

In questi giorni infatti a Camp Arena, la base militare italiana ad Herat, si è tenuto il Mercatino di Natale del carcere femminile con in vendita tappeti, quadri e monili. Più che un mercatino è stata  una vendita di beneficenza sapendo bene che i ricavati andranno alle donne per il loro futuro. Un’ottima iniziativa che ha coinvolto tutti i ragazzi della base che hanno fatto la coda per poter acquistare un ricordo dimenticando per un giorno di contrattare sul prezzo, pur essendo nota usanza da queste parti, ben sapendo che i soldi andranno alle donne che ora sono in carcere.

Sempre ieri alla base è stata organizzata la “Serata Salentina” che ha radunato tutti i salentini presenti a Herat che tra un canto e l’altro hanno fatto una raccolta di beneficenza per poter comprare attrezzature scolastiche per i bimbi del carcere di Herat.