Dossier "Afghanistan"

Afghanistan/ Il mercatino di Natale del carcere femminile di Herat


Alberto Alpozzi Fotoreporter

Alberto Alpozzi Fotoreporter

di Alberto Alpozzi Fotoreporter – Oggi in Afghanistan il 49% della popolazione è composta da donne. Donne che stanno acquistando sempre maggior coscienza di se e della loro condizione, grazie anche al “Female Engagement Team” del Provincial Reconstruction Team italiano (P.R.T).

Grazie alle militari che compongono il team del P.R.T. sono stati incrementati notevolmente i contatti, a tutti i livelli sociali, con le donne e conseguentemente l’analisi delle richieste da parte loro, migliorando e supportando l’attività del P.R.T. acquisendo così maggior consenso da parte della popolazione sulle attività dell’Isaf che ha incrementato la sicurezza e l’educazione: il 44% degli universitari è composto da donne.

Non a caso uno dei migliori progetti realizzati, e preso a modello da tutti gli altri contingenti militari impegnati in Afghanistan, è il carcere femminile di Herat. Progetto seguito dal P.R.T. con investimenti dell’Unione Europea e del Ministero della Difesa Italiana.

Il progetto è stato terminato nel 2009 ma è sotto costante controllo per verificare la costante efficienza, altra caratteristica di tutti i progetti realizzati dal P.R.T. italiano

La struttura attualmente ospita circa un centinaio di donne e altrettanti bambini; infatti le madri detenute hanno la possibilità di tenere con sé i loro figli fino al compimento degli 8 anni, per loro vi è l’asilo e una sala giochi.

All’interno le donne lavorano, tutte hanno un’occupazione: realizzano monili, tappeti, vestiti, imparano a leggere e scrivere e chi segue corsi di inglese e informatica.

Più che un luogo di reclusione si tratta di una struttura di recupero dove le donne hanno la possibilità di imparare un lavoro per potersi mantenere dopo lo scadere della pena e soprattutto crearsi un piccolo conto in banca. Infatti tutte le merci prodotte vengono poi commercializzate e il 60% dei ricavi viene messo in un fondo per la singola detenuta.

In questi giorni infatti a Camp Arena, la base militare italiana ad Herat, si è tenuto il Mercatino di Natale del carcere femminile con in vendita tappeti, quadri e monili. Più che un mercatino è stata  una vendita di beneficenza sapendo bene che i ricavati andranno alle donne per il loro futuro. Un’ottima iniziativa che ha coinvolto tutti i ragazzi della base che hanno fatto la coda per poter acquistare un ricordo dimenticando per un giorno di contrattare sul prezzo, pur essendo nota usanza da queste parti, ben sapendo che i soldi andranno alle donne che ora sono in carcere.

Sempre ieri alla base è stata organizzata la “Serata Salentina” che ha radunato tutti i salentini presenti a Herat che tra un canto e l’altro hanno fatto una raccolta di beneficenza per poter comprare attrezzature scolastiche per i bimbi del carcere di Herat.

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