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Bari/ Aeroporto Militare. Simboli e colori della “Terra di Bari” nelle operazioni dell’Aeronautica Militare in Italia e nel Mondo


MEDIA DAY

Lunedi 3 Giugno ore 11.00 – L’Aeroporto Militare di Bari Palese, in occasione del rientro dalla Sardegna dei contingenti “baresi” dalla piu’ importante esercitazione aerea dell’anno (Star Vega 2013), apre le porte ai “media” per illustrare i compiti e le attività svolte quotidianamente.

In tale occasione, il Colonnello Paolo Citta ed il Col. Roberto Ferrando, comandanti del Quartier Generale del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare/III Regione Aerea e del Reparto Mobile di Comando e Controllo (RMCC), illustreranno le attività dei rispettivi Enti, cogliendo l’occasione per evidenziare i nuovi approcci di contenimento della spesa pubblica resi possibile anche grazie al particolare spirito che anima il personale “azzurro” proveniente della terra di Bari.

In particolare, il Reparto Mobile di Comando e Controllo ha una struttura organica molto snella e particolarmente efficace. Dispone di sistemi trasportabili e campali – quali sale operative, sistemi satellitari, radar, telecomunicazioni e radio – che consentono l’esercizio della funzione di “Comando e Controllo” delle operazioni aeree in tutto il territorio nazionale e fuori dai confini nazionali, preparandosi anche per operare in soccorso alla popolazione civile in caso di pubbliche calamità.

L’efficacia del RMCC è dovuta, altresì, al prezioso supporto logistico fornito dal personale, mezzi e strutture del Quartier Generale del Comando scuole/III Regione Aerea di Bari Palese che, realizzando una opportuna economia di scala, ha reso possibile la partecipazione del Reparto ad esercitazioni e operazioni in contesti nazionali ed internazionali (Summit internazionali e grandi eventi quali G8, Vertice Mondiale F.A.O., Firma della Costituzione Europea, Olimpiadi Invernali di Torino, ecc.) ed, in particolare, in occasione delle pubbliche calamità che hanno colpito la città de L’Aquila e l’Emilia Romagna.

Russia/ Putin, possiede il 25% del capitale a Milano


di Antonio Conte – Si apprende tramite la testata albanese Rimekembja OnLine che il Presidente del Milan Silvio Berlusconi è attualmente in visita a Mosca. La testata albanese riporta che quest’ultimo oltre alle riunioni con le autorità russe, utilizza questo incontro per affari personali, in particolare per il miglioramento dell’equilibrio delle proprie imprese.

Secondo i media russi, uno degli scopi della visita di Berlusconi a Mosca è di introdurre, il suo amico Vladimir Putin nella squadra del Milan.

Si dice infatti che la visita di Berlusconi in Russia è finalizzata alla ricerca di nuovi investitori per la sua squadra Rosso-Nera.

Il Presidente Kuqezi sta pensando di vendere il 25% del gigante russo del gas “Gazprom”, dove il suo amico il nuovo presidente della Russia, Vladimir Putin detiene azioni.

Per informazioni dirette all’articolo, si visitino le pagine della testata albanese, la traduzione infatti è fatta con il traduttore di Google e può contenere errori.

Antonio Conte

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Pirateria/ G8. Terzi: “Appoggio e condivisione su vicenda marò.” Emerse proposte concrete per la lotta alla pirateria


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MAE, 12 Aprile 2012 – “Ho avuto dai colleghi del G8 una piena comprensione e condivisione di quelli che sono i principi che l’Italia afferma in modo inequivocabile in questa vicenda”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Giulio Terzi a margine della ministeriale G8 in corso a Washington nell’ambito del quale ha sollevato il tema pirateria. “Mi sono riferito esplicitamente alla questione dei nostri marò detenuti nel Kerala e alla questione della Enrica Lexie ferma ancora nel porto di Kochi e al personale militare che viene ancora trattenuto a bordo dell’unità”, ha detto Terzi, spiegando che nel sollevare il tema durante la riunione in corso alla Blair House, ha sottolineato come il problema della pirateria costituisca “un rischio crescente per la navigazione e un danno economico estremamente rilevante quantificabile oramai nell’ordine di centinaia di milioni di dollari all’anno, ma soprattutto un rischio enorme per le persone: per i marittimi e per coloro che operano a bordo delle unità mercantili”.

“Ho voluto sollevare questo tema – ha detto ancora il titolare della Farnesina – sottolineando in particolare quelle che sono le preoccupazioni del governo italiano sul piano dell’interpretazione della giurisdizione che viene data, in particolare nel caso dell’India, in modo non corretto per il rispetto dell’appartenenza alla sovranità del Paese di bandiera delle navi che transitano in alto mare, cioè al di fuori delle acque territoriali e per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva che esiste non solo su queste navi ma anche sul personale appartenente alle forze armate che è destinato a proteggerle”.

Indicazioni e proposte concrete

Il Ministro ha aggiunto che “sul piano della collaborazione internazionale antipirateria sono emerse (dalla riunione dei ministri degli Esteri del G8 in corso a Washington ndr) indicazioni, suggerimenti e proposte concrete per migliorare l’operatività delle azioni navali che sono in corso da parte della Nato e dell’Ue e individualmente anche da paesi che appartengono al mondo arabo, dalla Cina e dalla Russia”. Indicazioni e proposte necessarie “per essere sempre meglio coordinati e per avere anche un rapporto diretto sugli aspetti di intelligence per il controllo dei flussi finanziari che sono determinati da questa attività illecità”, ha spiegato ancora il titolare della Farnesina che, nel suo intervento oggi in apertura della riunione con i colleghi del G8, ha voluto porre l’accento proprio sulle ricadute del fenomeno in termini di economia e sicurezza.

Bilaterali con Hillary Clinton e Lavrov

I temi “caldi” del G8, ovvero la situazione in Siria e Iran ma anche la vicenda dei maro’ italiani in India connessa con la lotta alla pirateria, sono stati al centro del colloquio tra il Ministro Terzi e il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Siria ed Iran ma anche la lotta alla pirateria sono stati i temi affrontati anche nella bilaterale che il Ministro Terzi ha avuto con il collega russo Serghei Lavrov. I due ministri hanno fatto anche il punto sulle relazioni tra Italia e Russia e sulla fitta agenda di contatti tra Roma e Mosca previsti per le prossime settimane. Terzi e Lavrov hanno anche parlato di Afghanistan, in vista del vertice Nato di Chicago a maggio, affrontando i temi della transizione nel paese in chiave di sicurezza. E, ancora, la lotta alla pirateria sulla quale il titolare della Farnesina ha ribadito la posizione italiana.

Roma/ CoESPU (Centro di Eccellenza per le Stability Police Units)


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Carabinieri CoESPU 

Introduzione

Il 1 marzo 2005, nella prestigiosa caserma “Gen. A. Chinotto”, in Vicenza, l’Arma dei Carabinieri ha istituito il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU).

Tale poliedrica realtà, attualmente diretta dal Generale di Brigata Umberto Rocca, trae origine da un’iniziativa italiana, sostenuta dai Paesi del G8 durante il summit tenutosi a Sea Island (USA) e fa parte di un più ampio progetto della Comunità Internazionale che mira ad organizzare specifici programmi di assistenza tecnica e finanziaria volti ad incrementare le capacità globali nelle operazioni di sostegno della pace, con particolare attenzione ai paesi africani.

Il perdurare e diffondersi dei conflitti in molti paesi in via di sviluppo, fenomeno che è diventato endemico in alcune parti dell’Africa, pone l’interrogativo su come assicurare la pace e la stabilità in vista di promuovere lo sviluppo sociale ed economico in tempi ragionevoli per lo scenario geopolitico.

Molte iniziative sono state progettate per stimolare il buon governo e il progresso in aree connotate da radicali e persistenti criticità, anche mediante la creazione di associazioni regionali e lo sviluppo di nuove relazioni politiche internazionali, specificamente con il sostegno dei paesi sviluppati ed ad ordinamento democratico.

In questo frangente diversi leader mondiali hanno riconosciuto la fondamentale esigenza di sviluppare rapidamente e sinergicamente una capacità di stabilizzazione proprio nei paesi che hanno vissuto periodi, anche prolungati, di crisi.

Già nel vertice di Kananaskis del 2002 i leaders dei paesi del G8 avevano preso l’impegno di “fornire assistenza tecnica e finanziaria affinchè le nazioni africane e le organizzazioni regionali e sub-regionali fossero in grado di impegnarsi in modo più efficace per prevenire e risolvere i conflitti violenti del continente”. Tale orientamento aveva trovato conferma ed attuazione nel successivo vertice di Sea Island, del 2004, in cui è stato adottato formalmente un piano d’azione denominato “Espansione della Capacità Globale nelle Operazioni per il supporto della Pace” finalizzato proprio ad incrementare le attività ed operazioni di PSO, particolarmente nei paesi africani.

Il G-8 Action Plan prevedeva in particolare di addestrare – entro il 2010 – circa 75.000 “peacekeeper” internazionali; valutando che il 10% di questi (circa 7.500) dovesse essere composto da forze di polizia “tipo-carabinieri/gendarmeria” (ovvero forze di polizia a status ed organizzazione militare), specializzate nella gestione della transizione da una situazione di post-crisi ad un contesto più stabile per la ricostruzione.
A tale compito, da parte italiana, è stato demandato il CoESPU, l’ambizioso progetto ha richiesto un accrescimento delle competenze tecniche delle attività di PSO in quei Paesi le cui forze, per struttura, composizione ed addestramento potessero essere disponibili per lo sviluppo delle operazioni di supporto della pace.

Nel complesso ad oggi è stata promossa l’organizzazione di forze tipo Carabinieri/Gendarmeria, preparate per un dispiegamento rapido, logisticamente indipendenti ed in grado di operare con componenti militari al fine di poter stabilire una forte presenza di polizia in ambienti ostili.

Natura

Nel contesto precedentemente delineato, i membri del G-8 hanno sostenuto l’iniziativa italiana di istituire a Vicenza un centro di addestramento internazionale, il “Centro di Eccellenza per le Stability Police Units” (CoESPU), al fine di addestrare personale che, una volta tornato ai loro paesi di origine, dovrà sviluppare e formare forze tipo-gendarmeria, pronte ad essere schierate in PSO sotto l’egida di organizzazioni internazionali o regionali.

Tra il 2005 e il 2010 il CoESPU ha addestrato più di 3.000 appartenenti ai corpi di polizia estera, Ufficiali e Sottufficiali che, secondo il principio di “addestramento degli istruttori”, ritornati ai loro paesi hanno contribuito ad addestrare ulteriore personale per raggiungere una quota complessiva di 7500 elementi.
Nel conferire al Centro queste delicate mansioni ha rilevato eminentemente la specificità dei Carabinieri, forza armata annoverata per legge tra le forze di Polizia a competenza generale, che ha sviluppato una significativa esperienza nelle PSO.

I Carabinieri hanno infatti fornito dottrina, addestramento e comando per le Unità Multinazionali Specializzate (MSU) impiegate in Bosnia, Kosovo e Iraq.

Il concetto delle MSU è il frutto dell’esperienza acquisita nel teatro balcanico, dove si e’ delineata per la prima volta l’esigenza di schierare, nelle missioni di pace, unità di “polizia robusta”, in grado di colmare quello che viene definito il “security gap” tra le responsabilità della presenza internazionale militare e quelle della componente di polizia.

Fin dal suo primo dispiegamento nel 1998, le MSU sono state unanimemente accettate come un elemento cruciale nel processo di stabilizzazione.

Sulla scorta dell’esperienza MSU le Nazioni Unite e successivamente l’Unione Europea hanno creato nuovi tipi di Stability Police Units (SPU),rispettivamente le Special Police Units (successivamente chiamate Formed Police Units) e le Integrated Police Units (IPU).

Le Stability Police Units sono unità flessibili ed adattabili ad operare in un contesto dove i compiti militari e civili si sovrappongono durante la delicata fase di stabilizzazione di un paese che emerge da un conflitto o da una crisi umanitaria.

In particolare le MSU (NATO) e le IPU (UE) possono agire sia sotto una catena di comando militare, sia civile. Piu’ in generale ,la capacità di adattarsi ad ogni cambiamento del profilo di una missione, man mano che prosegue il processo di stabilizzazione di un’area, rende le SPU strumenti ideali per le missioni di peacekeeping, nelle quali gli obiettivi sono la stabilizzazione e la ricostruzione di lungo termine.

Attività

Il personale addestrato dal CoESPU è così diventato il nucleo di forze per condurre operazioni di polizia robusta nelle PSO, particolarmente in aree destabilizzate. Attualmente il Centro continua ad assolvere le attività formative ed addestrative utili ad incrementare la capacità complessiva di PSO. Nello specifico, per massimizzare i risultati ed armonizzare le sinergie, il CoESPU, seguendo l’originario progetto, è dedicato a:

  • realizzare programmi di addestramento, compresa la formazione dei formatori e l’addestramento pre-schieramento per specifiche missioni;
  • approfondire e sviluppare la dottrina esistente, con specifico riguardo al controllo della folla, alla lotta al crimine organizzato, agli arresti ad alto rischio, alla sicurezza delle prigioni, alla protezione di obiettivi sensibili, alla sicurezza elettorale, alla sicurezza dei VIP ed al controllo delle frontiere;
  • fornire un addestramento che permetta l’interoperabilità con forze puramente militari, con istituzioni civili e con altre componenti di polizia schierate e coinvolte nelle PSO;
  • fornire un sistema per verificare – in loco – le capacità acquisite dalle forze di polizia addestrate da coloro che sono hanno frequentare i corsi del CoESPU;
  • eseguire una valutazione sulle “lessons learned” (lezioni apprese) nel corso delle varie missioni, da inserire nei futuri addestramenti;
  • coordinare la standardizzazione degli equipaggiamenti da utilizzare nelle operazioni internazionali, in armonia con i propri metodi di addestramento;
  • interagire con organizzazioni internazionali e regionali, quali le Nazioni Unite, la NATO, l’OSCE, l’EU, l’AU, e l’ECOWAS; accademie ed istituti di ricerca (UN Staff College, George Marshall Center, Sant’Anna Institute University, ecc.); International Institute of Humanitarian Law (IIHL) di Sanremo; istituzioni di ricerca militari e nazionali ed internazionali (UN DPKO; NATO Joint Analysis and Lessons Learned Center, EU Police Unit; U.S. Army Peacekeeping and Stability Operations Institute and U.S. Army Center for Lessons Learned); ed infine con la Gendarmeria Europea, che ha il suo Quartier Generale proprio a Vicenza, nella stessa sede del CoESPU.
  • Sviluppare proposte dottrinali e procedure operative comuni per l’impiego di forze di stabilizzazione di polizia in ambito internazionale.

Ubicazione

Il Centro è ubicato in Vicenza, cittadina che dista approssimativamente 50 km da Venezia, ben collegata attraverso autostrade, ferrovie ed un piccolo aeroporto.

Il suo nome è famoso nel mondo per la produttività di alcuni settori, primo tra tutti la lavorazione dell’oro. Vicenza, infatti, può essere considerata la “Città dell’Oro”: vi sono approssimativamente 1.000 società vicentine occupate in questo settore, che rappresentano una percentuale molto alta dell’esportazione italiana. Gli operatori internazionali non possono perdere le tre fiere dedicate al metallo prezioso che si tengono annualmente. Altre attività tipiche sono la lavorazione delle ceramiche artistiche, soprattutto nell’area di Nove e Bassano.

La città fu costruita ai piedi di belle e dolci colline (Colli Berici) ed è nota come città d’arte, grazie all’opera del famoso architetto Andrea Palladio (XVI c.) che costruì la Basilica, il Municipio e molte meravigliose Ville classiche. Il centro di Vicenza è in sintesi un esempio perfetto di città storica ingranditasi durante i secoli mantenendo inalterato il suo fascino originario.

Nel 1984 Vicenza è stata inserita nella prestigiosa “World Heritage List” dell’Unesco, eminentemente per le espressioni architettoniche Palladiane.

L’intero centro storico e vestigia dell’architettura tardo rinascimentale e l’intera Piazza dei Signori, su cui insiste la Basilica, è un esempio degno di nota di questo stile. Anche il Teatro Olimpico è un capolavoro inimitabile, un vero e proprio gioiello.

Appena fuori dal centro si trova la famosa villa chiamata “La Rotonda”, una struttura unica che è un simbolo della città sin da quando fu costruita alla fine del 1500. Il Palladio non lavorò soltanto in città, infatti la campagna veneta è ricca di ville palladiane, e la loro bellezza raffinata è seconda solo alla gioia di scoprire questi piccoli e poco noti tesori.

La caserma ove ha sede il CoESPU è stata intitolata al Gen. C.A. Antonio Chinotto, eroe della Grande Guerra.

Infrastrutture

Negli ultimi 20 anni, più di 10.000 Carabinieri sono stati addestrati nella caserma “Gen. A.Chinotto”, frequentando il secondo anno del corso per Sottufficiali o corsi trimestrali per Brigadieri, od anche i diversi corsi di specializzazione per Comandanti di Stazione, Investigatori, capi equipaggio per nucleo radiomobile, corsi di investigazione sulla scena del crimine ed altri di specializzazione od aggiornamento.
Durante gli ultimi anni, la scuola ha fornito l’addestramento al personale selezionato per essere impiegato in missioni di peacekeeping, come parte delle Multinational Specialized Units in Bosnia, Kosovo, in Iraq e dal 2005 si sono susseguiti i Corsi dedicati alla formazione di personale internazionale e reparti da impiegarsi nelle PSO, questo continuerà ad essere il prevalente impegno futuro per il Centro.

La caserma è provvista di tutte le più moderne installazioni, tra cui un poligono di tiro in galleria da 100 metri, un sistema per l’addestramento al tiro mediante l’impiego di simulatori (“Fire Arm Training System“) ed una palestra bene equipaggiata.

Ovviamente tutti i programmi di addestramento includono anche l’apprendimento di specifiche tecniche di polizia (VIP protection, High Risk Arrest, CRC) e a seconda dei corsi, specifici approfondimenti tematici di geopolitica, Diritto Internazionale Umanitario, Cultural Awareness ed analisi di svariati settori di interesse collegati all’impiego nelle PSO.

Fonte: http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/CoESPU/default.htm

Carsoli/ G8. Una strada intitolata al 9° Reggimento Fanteria “Bari”


A-300x200Carsoli, 26 nov 2010 – E’ stata intitolata al IX Reggimento “Fanteria” di Bari (ndr.: più esattamente: 9° Reggimento Fanteria “Bari”) una delle strade del Nucleo industriale di Carsoli.

I militari sono legati simbolicamente alla cittadina della Piana del Cavaliere dove hanno soggiornato durante il G8 dell’Aquila.

Per sancire questo legame l’amministrazione comunale ha deciso di intitolare al IX Reggimento una delle strade del nucleo industriale di Carsoli.

Prima di scoprire la targa i militari hanno tenuto una lezione al Liceo Scientifico e alla scuola media. Ai ragazzi hanno raccontato come ci si prepara per una missione di pace e cosa succede quando poi si arriva sul posto. “L’Afghanistan è diviso per etnie”, ha spiegato il colonnello Vincenzo Grasso, “ognuna delle quali osserva una religione diversa. Anche se ci prepariamo e studiamo a lungo prima di partire quando arriviamo sul posto dobbiamo fare i conti con queste realtà. Purtroppo sugli afghani ci sono molti luoghi comuni. Sono sicuramente un popolo con molta dignità, rispettosi e altruisti”.

Al termine della lezione i militari si sono spostati sulla strada per l’intitolazione. Il sindaco Mario Mazzetti ha sottolineato che “questi momenti di grande simbologia fanno capire quanto sia importante l’amore per il nostro paese. Conoscere le storie di professionisti dell’esercito è stato interessante sia per i ragazzi, sia per noi amministratori”.

Fonte: http://www.marsicalive.it/?p=276