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India/ Pirateria. Corte Suprema, via esame a processo marò. Ricorso Italia per invalidare processo stato Kerala


(ANSA) – NEW DELHI, 28 AGO – La Corte Suprema indiana ha cominciato oggi ad esaminare a New Delhi un ricorso presentato dall’Italia per invalidare il processo istruito nello Stato indiano del Kerala contro i maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, coinvolti in un incidente avvenuto il 15 febbraio scorso in cui sono morti due pescatori. Lo ha constatato l’ANSA nella capitale indiana.

In presenza di una delegazione italiana guidata dall’ ambasciatore Giacomo Sanfelice, il presidente del tribunale n.2 della Corte, Altamar Kabir, ha dato la parola all’avvocato difensore dei maro’, Harish Salve, il quale ha illustrato per oltre tre ore i principi generali di esercizio della sovranita’ e di giurisdizione in base ai quali le autorita’ del Kerala non avevano il diritto di intervenire nella vicenda.

Dopo aver ricordato che l’incidente fra la petroliera Enrica Lexie e il peschereccio St. Anthony e’ avvenuto a circa 20 miglia nautiche dalla costa, e quindi non in acque territoriali indiane, ma in quelle contigue, Salve ha insistito molto sul ruolo dei fucilieri di marina presenti sulla nave. ”Si tratta – ha sottolineato – di militari in servizio di sicurezza, ottemperando a risoluzioni delle Nazioni Unite e nelle vesti di rappresentanti dello Stato italiano”. Non si tratta di contractor privati, ha aggiunto, ”ma di veri e propri delegati a garantire la sicurezza dell’unita’, che in caso di emergenza non erano neppure sottoposti all’autorita’ del comandante di bordo”. Salve ha quindi esaminato le varie sezioni del codice penale indiano, sostenendo che ”esso non trova applicazione in questa vicenda perche’ l’incidente e’ avvenuto fuori della zona in cui l’India puo’ esercitare una sovranita’ diretta”. Mentre, ha concluso, il diritto pubblico internazionale ”e’ chiaro assegnando allo Stato di cui e’ la bandiera della nave, il diritto di giudicare eventuali reati commessi dal personale a bordo”. A meta’ pomeriggio il presidente della sezione ha aggiornato il dibattimento a domani. (ANSA).

India/ Maro’. Stasera liberi e trascorreranno la notte in un albergo di Kochi


di Antonio Conte – In una nota Ansa, diramata circa mezzo fa, si annuncia la liberazione dei maro’ italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti in India per la nota ed equivoca vicenda. Sono accusati di omicidio di due pescatori indiani, fatto che secondo le autorità indiane sarebbero intercorsi durante il servizio di difesa delle navi italiane, dagli attacchi dei pirati, al largo delle coste della Somalia. Una gran bella notizia per loro e per noi italiani che arriva in un giorno come il 2 Giugno, Festa della Repubblica.

I due maro’ del Battaglione San Marco, usciranno stasera dalla Borstal School e trascorreranno la notte in un albergo di Kochi. Il tribunale di Kollam ha infatti accolto oggi documenti e garanzie relativi alla concessione della liberta’ dietro cauzione (bail). L’autorizzazione è stata spedita a Kochi ed è indirizzata al sovrintendente della Borstal School, in risiedono i due marò.

Antonio Conte

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Pirati/ Marò. Corte Delhi rinvia ricorso luglio. Governo indiano non ha obiezioni a trasferimento da carcere.


(ANSA) – NEW DELHI, 9 MAG – La Corte Suprema indiana ha rinviato al 26 luglio il ricorso italiano relativo alla legittimita’ costituzionale dell’arresto dei due maro’, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati della morte di due pescatori indiani. Nella seduta è stato anche sottolineato che il governo di New Delhi non ha obiezioni all’eventuale trasferimento dal carcere di Trivandrum in altra struttura.

Inoltre, viene precisato che i maro’ hanno “il diritto di chiedere la libertà provvisoria dietro cauzione”.

Pirateria/ Marò. Altri 14 giorni di carcerazione giudiziaria


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Disposti altri 14 giorni di carcerazione per i due militari

Araldica del Reparto dei due Marò, San Marco, Forze Speciali da Sbarco

(Ansa) NEW DELHI – La soluzione della vicenda in cui sono implicati due marò italiani spetta al tribunale: lo ha dichiarato a Trivandrum, in Kerala, il ministro degli Esteri indiano S.M. Krishna. Questo mentre il magistrato che istruisce il processo in Kerala contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha disposto oggi altri 14 giorni di custodia giudiziaria.

Il ministro degli Esteri, riferisce Ndtv, ha precisato la questione dopo un incontro di 30 minuti con il ‘chief minister’ del Kerala, Oommen Chandy. Al termine dell’incontro, Krishna ha elogiato il modo con cui il governo del Kerala ha risposto alle preoccupazioni delle famiglie dei due pescatori uccisi, ed ha lodato anche “la giusta decisione” di arrestare i due marò implicati. Successivamente il ministro ha però sottolineato che in ogni caso “é la corte che dovrà decidere in quale modo questa impasse può essere risolta”.

Il magistrato indiano ha autorizzato la polizia ad interrogare i due militari davanti alle autorità competenti su quanto accadde sulla Enrica Lexie il giorno in cui furono uccisi due pescatori indiani.

Il ‘chief minister’ dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha escluso ieri che i due maro’ possano essere trasferiti in Italia per essere processati. Lo scrive l’agenzia di stampa statale indiana Pti. Chandy ha in particolare dichiarato che ”la nostra posizione e’ molto chiara, molto aperta. (…) I due militari italiani hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana (…) e devono quindi affrontare questo processo. Questa e’ la nostra posizione”.

Le dichiarazioni del ‘chief minister’ avvengono due giorni dopo la visita del ministro della Difesa italiano Giampaolo di Paola e mentre il sottosegretario agli Esteri italiano, Staffan de Mistura, sta giungendo a New Delhi per tentare ancora una volta di sbloccare la vicenda che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. ”La giustizia indiana – ha sottolineato Chandy – e’ molto equa, molto aperta e molto indipendente” e gli imputati possono far valere le loro ragioni. Il capo del governo del Kerala ha infine detto che l’Italia e’ un paese amico e che le relazioni diplomatiche debbono continuare a svilupparsi in un clima positivo.