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Foto/ Giornalismo, il Gen. D. Michele Torres apre la Conferenza


Gen. D. Michele Torres
Gen. D. Michele Torres

ESERCITO ITALIANO – La foto è stata scattata il 30 marzo 2011, presso l’82° Reggimento Fanteria “Torino” ubicata in Barletta, nel periodo di comando del Col. Adriano Graziani durante la conferenza a cura del Gen. D. Michele TORRES – in foto – Capo Ufficio Affari Generali Stato Maggiore Esercito. L’attività è svolta in ambito del 2° Corso Nazionale di Giornalismo in Aree di Crisi, organizzato da Ordine dei Giornalisti di Puglia con Patrocinio di Stato Maggiore Difesa (SMD), e diretto dalla giornalista Dott.ssa Giovanna Ranaldo.

Foto e testo di Antonio Conte

Foto/ Soldato Futuro, equipaggiamento per la visione notturna


EI, Soldato Futuro, equipaggiamento, visore notturno
EI, Soldato Futuro, equipaggiamento, visore notturno

ESERCITO ITALIANO – La foto è stata scattata il 30 marzo 2011, presso l’82° Reggimento Fanteria “Torino” ubicata in Barletta, nel periodo di comando del Col. Adriano Graziani dopo la conferenza del Gen. D. Michele TORRES, Capo Ufficio Affari Generali Stato Maggiore Esercito, i Giornalisti hanno potuto vedere l’equipaggiamento individuale e di reparto, in particolare in foto si vede il visore notturno indossato dai soldati italiani in ambito del programma della Difesa noto come “Soldato Futuro”.

L’attività è svolta in ambito del 2° Corso Nazionale di Giornalismo in Aree di Crisi, organizzato da Ordine dei Giornalisti di Puglia con Patrocinio di Stato Maggiore Difesa (SMD), e diretto dalla giornalista Dott.ssa Giovanna Ranaldo.

Foto e testo di Antonio Conte

In memoria di Raffaele Ciriello, fotoreporter ucciso dal fuoco israeliano a Ramallah, nel marzo del 2002


16 febbraio 2006 – Lorenzo Zolfo (assessore alla Cultura Comune di Ginestra (Pz) e cugino di Raffaele Ciriello)

Il Fotoreporter ucciso a Ramallah
Il Fotoreporter ucciso a Ramallah

Carissimi, sono il prof. Lorenzo Zolfo, assessore alla Cultura Comune di Ginestra (Pz) e cugino di Raffaele Ciriello. Matera Ginestra è il paese originario di Raffaele, fotoreporter di guerra ucciso il 13 marzo 2002 a Ramallah, in Medio-Oriente, da un carro armato israeliano mentre riprendeva per conto del Corriere della Sera la guerra tra palestinesi e isrealiani.

Ginestra, per non dimenticarlo, indice ogni anno questo concorso fotografico in sua memoria. Si tratta soltanto di inviare alcune foto che parlino di pace o amore o guerra.
La presentazione e il regolamento del Concorso possono essere visionati nel sito del nostro Comune: www.comune.ginestra.pz.it o della Regione Basilicata www.basilicatanet.it ( lì c’è anche un omaggio a Raffaele Ciriello con alcune delle sue piu’ belle immagini).
Raffaele era un medico chirurgo che nonostante la sua vita benestante girava il mondo per condividere e documentare le ansie e le sofferenze di tanti popoli oppressi. Ha salvato tante vite umane e ha fatto fino in fondo il suo dovere di giornalista.
Inviate piu’ foto: verranno prese in considerazione tutte, e quelle pervenute prima della scadenza verranno esposte al pubblico come anche nei giorni successivi alla premiazione.
Nel nostro sito verranno inserite tutte le foto del Concorso giunte a Ginestra.
Vi ricordo che il Concorso è inserito anche nel sito nazionale di alcune Associazioni Fotografiche, come Peacereporter e della Pro-Loco Unpli Nazionale. A questo Concorso Fotografico teniamo piu’ di ogni altra iniziativa che svolgiamo durante l’anno, anche per questo confidiamo nella vostra sensibilità e solidarietà. Sosteneteci.

Cordialmente.
Lorenzo Zolfo

Fonte: http://www.peacelink.it/marenostrum/a/15011.html

La solitudine del fotoreporter


Affidiamo alle parole di uno dei più grandi inviati italiani, Bernardo Valli, e di un volontario italiano attivo a Kabul, il ricordo di Raffaele Ciriello, il fotoreporter italiano rimasto ucciso il 13 marzo a Ramallah mentre cercava di “coprire” gli scontri tra palestinesi ed esercito israeliano.
Per informazioni su fotografi e giornalisti che operano in scenari a rischio, consigliamo di consultare il sito di Reporter senza frontiere: http://www.rsfitalia.org.

Il fotoreporter rischia di più. Per catturare le immagini deve andare là dove si trovano. Il fotoreporter indipendente, come era Raffaele Ciriello ucciso ieri a Ramallah, non condivide i rischi con nessuno. Non ha legami protettivi.
Fa pensare a un soldato di ventura. Ha un rapporto passeggero con chi gli compera le fotografie; e che di solito gliele compra a condizione che “dicano qualcosa”. Al massimo ha un contratto effimero, il tempo necessario per un reportage. In gergo si dice un assignement. Ed è gia un privilegio. Non è facile far parlare una fotografia, far sì che dica qualcosa. Bisogna che il gesto, l’espressione, la scena inquadrata nell’obiettivo riassuma una situazione, e susciti le giustereazioni: ripulsa, approvazione, pietà, disgusto, ammirazione, perplessità. Uno dei sentimenti che ci accompagnano nella vita.

Invidio i fotoreporter che riassumono in un’immagine una guerra, una rivoluzione, una crisi economica, una calamità naturale, un istante di felicità collettiva.
In questi casi la fotografia non equivale a un articolo, è un romanzo. Ma per captare quella immagine è necessario andare nel cuore dell’avvenimento.
Raffele Ciriello era uno di questi bravi soldati di ventura.

(Bernardo Valli, da “la Repubblica” del 14 marzo 2002)

La prima volta che è venuto (in Afghanistan, ndr) era parecchio tempo fa: il ’96, mi sembra. Mi è sembrato una persona sensibile, davvero interessata a capire… uno entusiasta del proprio lavoro, che faceva una cosa difficile, ma era davvero felice di farla: un fotografo che cercava di capire le cose, e di raccontarle, senza superficialità.
(dall’intervista ad Alberto Cairo, da “la Repubblica” del 14 marzo 2002)

Per saperne di più: http://www.ciriello.com

Fonte: http://www.nital.it/sguardi/4/ciriello.php