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Nigeria/ Marina Militare. Il 30° Gruppo Navale nella campagna “Sistema Paese”


nigeriaUna delle venti tappe della Campagna Navale della Marina Militare “Il Sistema Paese in Movimento”, condotta dal 30° Gruppo Navale, la Nigeria è una terra destabilizzata da lotte interne di natura politica, economica e religiosa tra opposti gruppi tribali del Nord e del Sud. Differenze etniche, territoriali e ideologiche che hanno generato crisi politiche e violenza religiosa – dalla rivolta di Maitatsine agli attentati di Boko Haram, fino ai recenti attacchi della pirateria – ma che non hanno rallentato l’impegno militare e di crescita economica del governo nigeriano. Considerando la posizione geografica sull’Oceano Atlantico e la rete fluviale del Delta del Niger, infatti, la Nigeria punta al rafforzamento della cooperazione internazionale per garantire una maggiore sicurezza marittima, fondamentale anche ai fini della crescita del Paese.

Il contesto storico-politico della Nigeria

Sottoposta al dominio coloniale inglese, la Nigeria raggiunse l’Indipendenza nel 1960, ma precipitò in una guerra civile scatenata dal tentativo di secessione delle province sudorientali di etnia Igbo, che terminò nel 1967 con la secessione del Biafra, poi annesso nuovamente nel 1970[i]. Tre sono le aree che compongono la Federazione nigeriana, quanti sono i maggiori gruppi etnici del paese: Hausa-Fulani, Yoruba e Igbo. Gli Hausa Fulani sono situati a Nord della Nigeria e professano la religione islamica. Gli Yorube sono concentrati nella zona sud-occidentale della Nigeria e questa etnia è di religione cristiana, con una minoranza di estrazione musulmana. Gli Igbo costituiscono una parte rilevante della società nigeriana e professano la religione cristiana. A seguito dell’Indipendenza, tra queste etnie emergono forti contrasti dovuti a una visione opposta della politica e della religione e ad una serie di interessi economici[ii]. Trent’anni di dittatura militare, una serie di colpi di stato e la scoperta del petrolio nella regione del Delta del Niger, che getta quest’area in uno stato di conflitto, alimentano la spaccatura tra élite politiche del Nord e del Sud della Nigeria. La fine del Colonialismo cede il potere alle classi politiche e militari del Nord, che occupano ruoli di responsabilità nell’esercito e nell’amministrazione dello Stato; ma, il business del petrolio a Sud rischia di indebolire l’autorità della zona settentrionale, che potrebbe perdere il controllo sulle rendite percepite dalla vendita degli idrocarburi[iii]. I proventi arricchiscono i funzionari governativi, favoriscono il fenomeno della corruzione e la povertà, che aumenta la disuguaglianza sociale che attraversa gli anni ‘80 e ’90, dai quali hanno inizio gli scontri causati dalla setta di Maitatsine. Kano, Kaduna, Yola, Sokoto e Zaria, sono solo alcuni delle città colpite dai seguaci di Muhammad Marwa, che si professa profeta musulmano e promuove l’instaurazione di un governo islamico e che non si ispiri al secolarismo occidentale[iv]. L’espressione più recente di questa instabilità è Boko Haram, che nasce all’inizio degli anni duemila nella città di Maiduguri, capitale dello Stato federato del Borno, all’estremo nord-est del Paese. Il gruppo si costituisce sotto la guida di un giovane islamico, Mohammed Yusuf. Boko Haram ricorre alla strategia del terrore per rovesciare il governo. Attentati e autobombe, tattiche terroristiche che associano il movimento ad Al-Qaieda. L’obiettivo è riunire i trentasei Stati nigeriani, invocando l’espulsione dei cristiani, e fondare un governo islamico sul modello del Califfato di Sokoto, che si instaurò nel corso del XIX secolo, prima della Colonizzazione europea[v]. Dal 2009, le attività del movimento si sono intensificate, come risposta all’intervento dell’Esercito e alla incapacità delle istituzioni politiche di risolvere i problemi economici e sociali che affliggono la realtà settentrionale. Non si esclude che il movimento possa anche essere strumentalizzato per promuovere l’instabilità, perché gettare un paese nel disordine consoliderebbe il potere politico delle classi dirigenti, in una società caratterizzata da un elevato livello di disoccupazione, povertà e corruzione[vi]. A ciò si aggiunga il fenomeno della pirateria. Nelle acque somale si è verificato un calo degli attacchi da parte dei pirati. Le missioni internazionali in corso hanno garantito una maggiore sicurezza dei traffici commerciali e delle imbarcazioni che percorrono il Golfo di Aden. La pirateria ha quindi trovato espansione nell’Oceano Atlantico. Zona a rischio nel Golfo di Guinea, è anche la Nigeria, uno dei principali Stati africani produttori di petrolio, esposta agli assalti a causa dalle scarse capacità di contrasto delle forze navali[vii]. È in questa realtà e nell’anno del Centenario della Unificazione della Nigeria che sono state accolte a Lagos, dal 28 febbraio al 3 marzo, la Rifornitrice Etna e la Portaerei Cavour, del 30° Gruppo Navale della Marina Militare.

Il Sistema Paese in Movimento

Il 30° Gruppo Navale, costituito dalla Portaerei Cavour, la Rifornitrice di Squadra Etna, la Fregata Bergamini e il Pattugliatore Borsini, è salpato dal porto di Civitavecchia il 13 novembre 2013 per raggiungere il Canale di Suez. Sulla rotta della Campagna Navale “Il Sistema Paese in Movimento”, affidata al comando dell’Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, il Gruppo navale ha raggiunto il Golfo Arabico e l’Oceano Indiano, fino a concludere la campagna con il periplo dell’Africa. Gli obiettivi della spedizione hanno come denominatore il rilancio dell’imprenditoria italiana in ambito internazionale e in aree d’interesse strategico
 per il nostro Paese. In particolare, le finalità della Campagna, conseguite con mezzi Dual Use impiegati per scopi militari e civili[viii], sono:

  • addestramento dell’equipaggio in contesti complessi, in collaborazione con le Marine alleate e dei Paesi amici;
  • sicurezza marittima, attraverso operazioni di deterrenza contro la pirateria, di protezione del traffico mercantile, di ricerca e soccorso;
  • sostegno alle Marine dei Paesi visitati, attraverso la cooperazione e lo sviluppo delle loro 
capacità operative (Maritime Capability Building), con particolare attenzione alla sicurezza globale;
  • supporto alla politica estera nazionale, attraverso la Naval Diplomacy, uno dei pilastri della politica estera;
  • assistenza umanitaria attraverso l’intervento di team costituiti da volontari del Gruppo Navale in collaborazione con la ONLUS Operation Smile, che ha eseguito interventi chirurgici maxillofacciali, eseguiti nelle sale operatorie del Cavour, in sei Stati africani (Kenia, Madagascar, Mozambico, Sudafrica, Ghana ed Algeria); la ONLUS Fondazione Francesca Rava che lotta contro la cecità
 infantile; le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana e i sanitari del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, pienamente integrati con il personale medico militare e civile che hanno operato presso gli ospedali di bordo.
  • promozione delle eccellenze imprenditoriali italiane, che hanno visto il Cavour svolgere un’intensa attività di promozione dell’Expo2015
 nel Golfo Arabico e nel continente africano, oltre a sostenere il Made in Italy su mercati in
 espansione[ix].

Sul piano umanitario, nel corso della sosta a Lagos, le infermiere della Croce Rossa, il personale sanitario della Marina Militare e lo staff della Fondazione Francesca Rava, composto di quattro ottici optometristi e un oculista, hanno eseguito visite mediche ai bambini nigeriani. Sul piano più tecnico, invece, i militari nigeriani a bordo delle Unità della Marina Militare hanno seguito i quindici corsi formativi e addestrativi in materia di sicurezza nazionale, con particolare attenzione all’antipirateria, alle procedure di abbordaggio in mare, alla protezione delle piattaforme petrolifere, alla ricerca e al soccorso in mare, alla difesa da ordigni esplosivi improvvisati e alle procedure contro l’inquinamento marittimo. Le unità militari italiane hanno coinvolto nelle attività di sicurezza e nelle esercitazioni anche le imbarcazioni bandiera italiana, incontrati durante la lunga missione nell’Oceano Indiano e Atlantico. Nel corso della sosta, alle autorità militari nigeriane sono state mostrate le potenzialità e le capacità aeronavali italiane. Dalla Portaerei Cavour si sono levati i due velivoli caccia Harrier AV8B-Plus, seguiti da due elicotteri, Shark EH-101 e AB-212 Tiger. Dalla poppa della Fregata Bergamini è invece comparso il Cabat, rapido battello progettato per condurre tre diversi tipi di operazioni: supporto, assalto e appoggio[x].

Conclusioni

L’instabilità politica e sociale induce la Nigeria a rafforzare il ruolo delle forze militari e garantire la sicurezza di un’area marittima ricca di giacimenti petroliferi e soggetta alle incursioni piratesche. In questa direzione, la Marina Militare italiana ha messo a disposizione delle istituzioni nigeriane le proprie capacità e la propria esperienza in ambito umanitario e di difesa, al fine di fornire e formare le competenze necessarie a risolvere le problematiche che affliggono la società nigeriana. La Nigeria è per altro un mercato che svolge un ruolo d’importanza strategica nel cuore dell’Africa e che potrebbe offrire enormi potenzialità al Made in Italy, incoraggiato dalle nostre Forze Armate a investire e ad attrarre piazze d’affari straniere e in forte espansione. La campagna condotta dalla Marina Militare italiana potrebbe, quindi, contribuire a consolidare la cooperazione e la partnership economica e militare con la Nigeria. È questo il quadro in cui si colloca la presenza italiana in Nigeria.

Federica Fanulli

[i] Cfr. E. DI NOLFO, Storia delle Relazioni Internazionali, Editori Laterza, Roma, 2009, p. 970.
[ii] Cfr. http://r4d.dfid.gov.uk/PDF/Outputs/inequality/wp6.pdf.
[iii] Cfr. http://www.geopolitica-rivista.org/25450/gli-attacchi-di-boko-haram-e-il-fragile-contesto-nigeriano/.
[iv] Cfr. http://worlddefensereview.com/pham101906.shtml.
[v] Cfr. http://gpf-europe.com/upload/iblock/8d7/egf_commentary_islam_and_the_west_sebastien_jadot.pdf.
[vi] Cfr. http://www.geopolitica-rivista.org/25450/gli-attacchi-di-boko-haram-e-il-fragile-contesto-nigeriano/; http://www.academicjournals.org/article/article1381995587_Fagbadebo.pdf.
[vii] Cfr. http://www.analisidifesa.it/2013/04/pirateriagli-attacchi-calano-in-somalia-e-aumentano-nel-golfo-di-guinea/.
[viii] Cfr. http://www.marina.difesa.it/attivita/dualuse/Pagine/default.aspx.
[ix] Cfr. http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/30grupponavale/Pagine/default.aspx.
[x] Cfr. http://www.analisidifesa.it/2014/03/la-marina-punta-sullafrica/.

Atlantico/ 30° Gruppo Navale. Dalle acque dell’Oceano “Tanti auguri papà”


portaerei-cavour

Sono qui per il futuro dei miei figli”. Nel giorno della Festa del Papà a parlare è Giuseppe, 53 anni, pugliese, maresciallo del Reparto Volo della portaerei Cavour, parte del 30° Gruppo Navale e della Campagna “Il Sistema Paese in movimento”. Padre di Francesco, 21 anni, e Stefania, 25: “anche mio figlio è un marinaio, presta servizio sulla portaereomobili Garibaldi, mia figlia invece è una studentessa universitaria che ha aderito al progetto Erasmus ed ora studia e vive ad Istanbul”. Giuseppe, che quest’oggi festeggia anche il suo onomastico, s’immedesima nella scelta portata avanti dal figlio; una scelta consapevole, frutto di amore e passione per il mare. La volontà di evadere dalla quotidianità, di conoscere il mondo, di esserne parte integrante in maniera  “operativa e dinamica”, lo hanno spinto, all’età di appena 18 anni, ad arruolarsi. “Provengo da un paesino all’interno della murgia pugliese che dista 30 km dal mare, quando presentai domanda in Marina non sapevo ancora nuotare! Entrai credendo di fare il “Rambo” e sperando di studiare poco, mi ritrovai invece ad avere una categoria completa e complessa: tecnico elettronico. Si viveva, come oggi, nell’istituto di formazione militare ed il corso durava 2 anni”. La speranza di Giuseppe, nel presente e per il futuro, è veder realizzati i sogni dei propri figli. “La Campagna Navale che stiamo promuovendo tra i Paesi del Golfo e con la circumnavigazione del continente africano, ci porta a stare lontani da casa con la consapevolezza che stiamo tutti contribuendo e lavorando per il futuro dei nostri figli e dei giovani marinai qui presenti”.

Ma la prima tra tutti a fare gli auguri al proprio Babbo è stata Federica, giovane Sottocapo del Reparto logistico, 22 anni, di Taranto. Sveglia all’alba per essere la prima in famiglia a far sentire speciale papà Antonio, prima di iniziare il proprio turno lavorativo. Federica è entrata in Forza armata per scelta personale avendo le idee chiare sulle proprie aspirazioni ed obiettivi da raggiungere. “Dal punto di vista umano sto vivendo un’esperienza unica. Alla mia giovane età posso dire di aver visitato tanti Paesi che mai avrei pensato di poter vedere e conoscere”. Federica si occupa della ristorazione di bordo, porterà a casa il ricordo dei colleghi, delle tante persone conosciute e dei tanti bambini aiutati; ha un fratello più piccolo al quale consiglierebbe di arruolarsi in Marina. Ha sogni ed aspirazioni da ventenne e spera di poter trovare la sua strada in un futuro di certezze ed opportunità.

Sono tante le storie di vita da raccontare che riguardano uomini e donne del 30° Gruppo Navale. 1200 storie nelle storie, fatte di quotidianità e di imprevisti, di ricordi ed emozioni. Prosegue la Campagna “il Sistema Paese in movimento”, che fa rotta verso i porti di Casablanca ed Algeri, che stringe le distanze verso l’Italia, verso casa.                                                                               

Valentina Catanese

Nigeria/ Cooperazione. 30° Gruppo Navale, per l’Ambasciatore Rustico è “Missione compiuta”


A Country on the Move - Lagos Port Visit (1)

Il 30° Gruppo Navale fa parlare di sé in Italia ed all’estero, e lo fa con i numeri ed i fatti, concreti ed inequivocabili. La presenza della Portaerei Cavour e la Rifornitrice di Squadra Etna, dal 28 Febbraio al 03 Marzo nel porto di Lagos (Nigeria), ha rappresentato “uno speciale segno di amicizia nei confronti della Nigeria nell’anno del suo Centenario”, queste le parole del Comandante del 30° Gruppo Navale impegnato nella Campagna “Il Sistema Paese in movimento”, Ammiraglio di Divisione Paolo Treu.

“Amicizia” dunque e non solo. Sinergia, collaborazione e cooperazione umanitaria ed addestrativa hanno caratterizzato la sosta. Una partecipazione sostanziosa, concreta ed interessata, che ha visto coinvolti in appena 4 giorni una media di oltre 100 militari nigeriani al giorno, presenti a bordo delle Unità della  Marina Militare, in qualità di frequentatori, nel corso dei 15 incontri formativi ed addestrativi in materia di sicurezza marittima, con particolare riguardo all’antipirateria, procedure di abbordaggio in mare, protezione delle piattaforme petrolifere, ricerca e soccorso in mare, nozioni di base sulla difesa da ordigni esplosivi improvvisati e procedure anti-inquinamento marittimo.

Merita particolare menzione la presentazione dell’iniziativa recante il tricolore del Made in Italy: il sistema V-RMTC (Virtual-Regional Maritime Traffic Centre). Ad parlarne è stato il Sottotenente di Vascello, Valentino Falcone, Ufficiale responsabile delle Telecomunicazioni per lo Staff del 30° Gruppo Navale: “E’ un sistema di sorveglianza marittima che permette di monitorare in tempo reale tutti i mercantili presenti nelle acque antistanti i Paesi aderenti al progetto. È un’iniziativa tutta italiana volta ad avere un copertura globale del traffico mercantile al fine di difendere gli interessi nazionali e comunitari dei paesi coinvolti”.

In una sola parola ciò vuol dire: cooperazione. Tante le curiosità e le domande da parte dei militari nigeriani. “Il programma verrà consegnato a titolo completamente gratuito” ci tiene a specificare il giovane Ufficiale.

La scelta degli argomenti trattati non è stata affatto casuale. “Il problema della pirateria coinvolge in prima linea il Golfo di Guinea”, è stato l’esordio del Capitano di Fregata, Giuseppe Aletta, Capo Servizio Operazioni di Nave Cavour, impegnato nell’esposizione di un briefing dedicato, a favore di Comandanti della Marina Nigeriana, che ha visto anche la partecipazione dell’Ambasciatore d’Italia in Nigeria, Fulvio Rustico e dell’Ammiraglio Treu.

A seguire, una dimostrazione pratica ed a tutto tondo delle potenzialità e capacità aeronavali a favore delle autorità militari nigeriane tra cui il Capo di Stato Maggiore della Marina nigeriana, V. Adm. Jibrin. Fendendo l’aria, si sono quindi alzati in volo dalla portaerei Cavour i “lupi del cielo”, 2 Velivoli Harrier AV8B+, seguiti da un Elicottero “Shark” EH-101, con a bordo i “leoni” della Brigata Marina San Marco, ed un Elicottero AB-212: “Tiger”. A sgusciare lentamente dal ventre della fregata Bergamini è il Cabat, “battello veloce progettato per condurre 3 tipi differenti di operazioni: supporto, assalto e appoggio”, è quanto riporta il Tenente di Vascello Cinzia Corda, parte dello staff del Gruppo Navale.

Dinamicità, prontezza e gioco di squadra: questo è il 30° Gruppo Navale, questa è la Marina Militare Italiana, che per la prima volta pianifica un’attività in mare con la Marina nigeriana nel corso di coreografiche manovre cinematiche semplici e complesse. Tre le unità italiane coinvolte, 6 le nigeriane, che insieme hanno cavalcato le onde dell’Oceano Atlantico, incrociandosi, osservandosi, ammirandosi in una reciproca dimostrazione di forza e capacità operativa.

E’ con gioia ed orgoglio che possiamo dire: missione compiuta” sono state le parole che l’Ambasciatore  Rustico ha rivolto ai militari del 30° Gruppo Navale, definendo la Campagna “Il Sistema Paese in movimento” un “vetrina d’eccellenza dell’Italia nel mondo”.

Valentina Catanese

Equatore/ Tradizioni marinare. Il 30° Gruppo Navale attraversa l’Equatore “di corsa”


Il 30° Gruppo Navale attraversa l'equatore (2)

Tutti sul ponte di volo a correre con il Comandante”!

Una staffetta lunga 100Km iniziata a bordo della portaerei Cavour la mattina del 26 febbraio alle ore 08:00 e terminata alle 16:22 in concomitanza con l’attraversamento dell’Equatore, che ha visto protagonisti gli equipaggi de “Il Sistema Paese in movimento”, impegnati a festeggiare l’eccezionale evento, mentre con rotta Nord si accingono a portare a termine un ben più importante e storico traguardo per la Marina Militare: la circumnavigazione del continente africano.

La cerimonia del passaggio dell’equatore è un’antica tradizione marinara, un simbolico “battesimo” come lo definiscono “i vecchi lupi di mare”, celebrato in onore del dio Nettuno ogni volta che una nave lungo la sua rotta attraversa la latitudine zero, punto di massima circonferenza della superficie terrestre.

La tradizione vuole che durante le Equatoriadi – neologismo coniato ad hoc per l’occasione – il Comandante dell’unità navale o il marinaio che ha alle spalle il maggior numero di attraversamenti si vesta da dio del mare per battezzare con acqua oceanica il proprio personale”, racconta Maurizio, maresciallo classe 1970, che di passaggi ne ha vissuti, ma non abbastanza da avere tra le mani lo scettro del tridente ed un secchiello d’acqua “benedetta”.

Goliardicamente c’è chi ha deciso di partecipare alla maratona indossando loghi o accessori a tema: maglie Made in Salento saettano seguite da uomini della sicurezza dotati di auto-respiratori, tanto per non perder fiato lungo tutto il kilometro di corsa previsto. Il personale “datato” ha corso “accompagnato” dal team sanitario e dalle infermiere Volontarie della Croce Rossa italiana imbarcate per offrire il proprio supporto alla Campagna Navale. Gli uomini della Brigata Marina San Marco hanno sfilato implotonati, coesi e compatti, inneggiando cori e motti d’appartenenza, non sono mancate le varie categorie, componenti e figure chiave di bordo;  presente anche lo staff del Comandante del  30° Gruppo Navale, Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, rappresentato per l’occasione dal “lemure”, un simpatico peluche acquistato durante la sosta in Madagascar e divenuto subito una mascotte.

Cambia lo scenario ma non le circostanze. Anche a bordo di Nave Etna e Bergamini si onora l’evento con attività sportive, ludiche e ricreative, per poi brindare al momento del passaggio.

Sono felice della scelta fatta di arruolarmi in Marina” è il commento di un giovane marinaio, “questa esperienza, vissuta in maniera così sentita, non possono raccontarla in molti. L’emozioni che regala questa Forza armata sono uniche, speciali ed indelebili. Mi sento parte di una grande famiglia”. Sono trascorsi più di 3 mesi dalla partenza dall’Italia, e momenti come questo rappresentano l’essenza dello spirito di corpo che contraddistingue tutti i marinai, vicini o lontani da casa.

La portaerei Cavour, la rifornitrice di squadra Etna e la fregata Bergamini, lambiscono le acque del vicino arcipelago di Sao Tomé e Principe accompagnate, sino al calare del sole, da piccole imbarcazioni di pescatori che agitano le mani in segno d’accoglienza e di saluto.

Valentina Catanese

Angola/ Porto di Luanda. 30° Gruppo Navale: l’importanza di fare, ancora una volta, “Sistema”


Nave Portaerei "Cavour"
Nave Portaerei “Cavour”
Si è appena conclusa la sosta del 30° Gruppo Navale, composto dalla portaerei Cavour, la rifornitrice Etna e la fregata Bergamini, nel porto di Luanda (Angola) dove è approdato lo scorso 15 Febbraio nell’ambito della Campagna Navale “Il Sistema paese in Movimento”. Una sosta all’insegna della solidarietà e della Naval Diplomacy, che ha visto il team sanitario di bordo collaborare con la Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e le Infermiere Volontarie della Croce Rossa italiana nella lotta alla cecità infantile.

Alte cariche del Governo e delle Forze Armate angolane hanno fatto visita, durante tutta la sosta, alle Unità del 30° Gruppo Navale impegnate in attività di cooperazione con la locale Marina Militare. Tra questi: il Ministro della Difesa, Candido Pereira dos Santos Van-Dunem, il Ministro del Trasporti, Augusto da Silva Tomas, il Segretario di Stato per le Risorse Materiali e le Infrastrutture e Viceministro della Difesa, Salviano De Jesus Sequeira, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Geraldo Sachipengo Nunda, ed il Capo di Stato Maggiore della Marina angolana, Augusto da Silva Cunha.

La presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, giunto in visita al Gruppo Navale, ha garantito agli eventi un valore aggiunto in termini di “solidarietà e cooperazione”, non tralasciando di curare gli interessi italiani in questo territorio. “Un momento straordinario per l’Italia  e per la Marina Militare. L’Angola è un paese strategico dal punto di vista della sicurezza  marittima dell’Oceano Atlantico. L’obiettivo è sviluppare con l’Angola una collaborazione di lungo periodo nei settori della difesa, della sicurezza e dello sviluppo tecnologico”, sono state le sue parole.

In materia di Capacity Building, sono state condotte a bordo della Portaerei, numerose conferenze, a cui hanno partecipato Ufficiali della Marina angolana. Tra gli argomenti trattati: sicurezza marittima, con particolare riguardo all’antipirateria, procedure di abbordo in mare, operazioni di soccorso e nozioni di base sulla difesa da ordigni esplosivi improvvisati.

Nel corso della sosta si è tenuto il Seminario promosso dal Segretariato Generale della Difesa, sulle opportunità di cooperazione nel settore della Difesa, a favore di partner industriali e militari, italiani ed angolani.

Nutrita la presenza della Comunità italiana, in visita insieme ad autorità militari e istituzionali locali, anche a bordo della fregata Bergamini. “Abbiamo organizzato una serie d’iniziative” – sono state le parole dell’Ambasciatore Mistretta – “Si tratta di eventi non solo culturali o commerciali ma anche umanitari e solidali”; lo spirito di “amicizia e collaborazione” esistente tra Italia ed Angola è alla “base dei buoni rapporti che legano i due Paesi”. L’Ambasciatore ha quindi voluto concludere ribadendo ancora una volta l’importanza di fare “Sistema” in questo momento di particolare difficoltà per la nazione.

Catanese Valentina