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da Nave Zeffiro/ Somalia. Il Commodoro portoghese incontra l’equipaggio di Zeffiro


di Alberto Alpozzi Fotoreporter – Nave Zeffiro. Golfo di Aden, Somalia – Ieri il Comandante della Task Force 465, Commodoro Jorge Novo Palma, ha fatto visita all’Equipaggio di Nave Zeffiro che incrociava nel Golfo di Aden a nord delle coste della Somalia.

Dalla fregata portoghese Alvares Cabral, unità di bandiera nonchè nave sede di comando della missione Atalanta, è giunto a bordo della nave italiana, dove una volta accolto dal Comandante Capitano di Fregata Roberto Micelli ha avuto un informale scambio di battute con gli Ufficiali circa la missione e l’impegno nello svolgere le operazioni assegnate unitamente alle unità delle altre nazioni impegnate.

E’ seguita una visita dello Zeffiro durante la quale i team specialistici imbarcati, il GOS “Gruppo Operativo Subacquei” e il team RSM Reggimento “San Marco”, hanno presentato al Force Commander nell’ambito di una esposizione statica le loro capacità operative nel contrasto alla pirateria.

Il Force Commander Novo Palma ha tenuto poi una breve assemblea sul ponte di volo davanti all’Equipaggio di nave Zeffiro ponendo l’accento su come diverse marine siano attualmente riunite tutte sotto la stessa badiera, quella della Comunità Europea, per affrontare il comune problema della pirateria e come ogni sforzo sia sempre rivolto verso la salvaguardia e la sciurezza della vita umana in mare.

Pirati/ I Fucilieri del Reggimento San Marco non hanno sparato sul peschereccio


(Marina Militare) I due fucilieri del Reggimento San Marco, uomini addestrati a pensare prima di agire,  sono intervenuti esclusivamente secondo le procedure e nell`ambito delle misure che riguardano la lotta alla pirateria.
Hanno sparato colpi di avvertimento in aria e in acqua (warning shots) per salvaguardare il “proprio” territorio, rispondendo in pieno alle norme esistenti. Vale a dire, proteggere la sicurezza dei traffici marittimi da un’attività criminosa che mette a repentaglio le libertà economiche e personali dell’alto mare.

L’azione degli uomini della Marina Militare, imbarcati sulla Enrica Lexie come Nucleo Militare di protezione, è avvenuta in acque internazionali nel rispetto delle risoluzioni Onu e della legge n.130 del 2 agosto 2011; e si è sviluppata contro un’imbarcazione da definirsi «nave sospetta di pirateria».

I fucilieri del Reggimento San Marco sono intervenuti mercoledì scorso, alle 12.30 italiane, mentre la Enrica Lexie navigava al largo della costa Sudoccidentale della penisola Indiana e dopo aver avvistato un’imbarcazione con cinque persone armate in fase di avvicinamento. Nonostante le segnalazioni ottiche e la procedura di identificazione effettuata dai fucilieri, l’imbarcazione ha proseguito la sua rotta. A quel punto, gli uomini della Marina Militare hanno esploso tre serie di colpi in mare (20 in tutto) a scopo dissuasivo e senza mai colpire lo scafo della “nave sospetta di pirateria”.

Dopo l’ultima serie, l’imbarcazione  si è allontanata dalla nave italiana.

Fonte: Marina Militare

Perquisita la Enrica Lexie, secondo New Delhi il caso non è politico. Terzi: a rischio misure anti-pirateria

Con l’episodio che coinvolge i militari italiani accusati di omicidio in India, il rischio è di «vedere smontato drammaticamente tutto l’impegno internazionale multilaterale di contrasto alla pirateria». Lo ha fatto notare il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in merito alla crisi diplomatica Roma-Delhi scatenata dall’arresto di due marò impegnati nella scorta a una petroliera italiana nell’Oceano indiano. Quella dei predoni del mare, ha proseguito Terzi conversando con i giornalisti alla Farnesina è «una grandissima piaga che affligge le nostre società, che affligge i traffici Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/bbmUe