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L’editoriale/ Il CASD, ovvero circa alcuni aspetti della guerra culturale digitale nel post-Moderno. La Difesa Nazionale, l’antipirateria e la nebbia dell’algoritmo di Google Search


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L’intento del presente editoriale è presentare delle idee, che dovrebbero essere presenti alla base culturale e professionale dei decisori strategici a tutti i livelli, e utili per le deduzioni rilevanti nella Difesa Nazionale.

Antonio Conte
Antonio Conte

Roma – Pensavo, ma erroneamente lo confesso, che forse solo quest’articolo meritasse un viaggio a Roma al CASD, tra andata e ritorno in meno di 24 ore. La verità che Sicurezza è una cosa seria, più seria della mia presunzione o del mio arrogante punto di vista. Perdonatemi. Tuttavia credere che nell’utilità di quanto segue è stato per me allarmate, – tanto da scriverlo – quanto la stessa paura provata, ma solo per un attimo, nel credere che sebbene l’algoritmo di “Google Search” sia ben noto agli specialisti, non lo sia ai decisori strategici.

Possono esserci di aiuto, per comprendere il mio stato d’animo nel mentre scrivo, certe leggende che circolano in ambiente ITC a livello didattico. Quella a cui ora penso è una storia interessante che potremmo ascrivere nella leggenda metropolitana postmoderna. Ne vengo in possesso nel 2003, grazie ad un vero esperto informatico, era il relatore in un corso per specialisti delle reti che ho frequentato con un certo interesse nel 2003 ed organizzato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, presso l’allora Facoltà di Informatica. Intervenivo dal mio posto tra gli studenti in aula per riferire di una strana email ricevuta. Si era all’inizio del fenomeno ora purtroppo noto come “Phishing“. Il relatore in modo davvero squisito, illustra il fenomeno e commenta con altri aspetti il caso di studio. Nella fattispecie l’email ricevuta era da parte di una nota banca nazionale e conteneva qualche migliaio di indirizzi email ordinate alfabeticamente. Il relatore a beneficio della sua didattica, spiegò che si trattava di un “fake”, una falsa email inviata da criminali informatici facendosi credere una banca perché ne usava semplicemente i colori e le scritte. La storiella che offri ai presenti e alla nostra riflessione fu molto utile, ma vediamola perché può farci capire certi comportamenti.

“L’agenzia di una banca in quel quartiere era nuova di zecca in quanto era appena aperta ed inaugurata. Nuovo e costoso anche il sistema di sicurezza interno, tanto che si poteva stare davvero tranquilli, assicuravano gli impiegati ai clienti. Era di fatto e informaticamente blindata, ed era vero, vi erano firewall hardware e software con sistemi di identificazione più evoluti, sistemi euristici per ‘indovinare’ le minacce virali, ecc.. Tutto vero. Anche il fatto che il Direttore, bravo ed onesto, portasse a casa il lavoro per continuare a lavorare dopo cena. Ammirevole, se non fosse che proprio il suo computer portatile una volta connesso alla rete domestica veniva esporsto ad internet – a agli hacker – senza grosse protezioni. Tanto avvenne che quel portatile fu infettato. Il virus ebbe modo di propagarsi prima al portatile del direttore poi al sistema bancario dall’interno in modalità “amica”, e potremmo dire e “volontaria” – d’obbligo le virgolette – , certo inconsapevolmente. Il Portatile del Direttore veniva quindi montato e collegato alla rete intera superprotetta divenendo un nodo della rete stessa, ma essendo infetto, ne propagava così l’intruso. Un po’ come avvenne per la nota sconfitta del Cavallo di Troia ad opera degli ateniesi”.

testata-rsm-gli-speciali2-bolloTra le cose ovvie note all’utente esperto che faccia un uso avanzato del computer vi sono anche altre questioni delicate, come il posizionamento dei link ai contenuti nei motori di ricerca. “Pane quotidiano” per chi realizza siti o si fa prendere dai temi SEO (Search Engine Optimization), ma non per l’utente comune, o all’utente diversamente specializzato. Ma, quanto sto per scrivere su questo tema è ad uso strategico degli operatorio della Difesa.

Insomma il mio timore si fondava su un’asserzione, ovvero che mancasse nei Decisori Strastegici, innanzitutto per questioni di età, una base culturale digitale acquisita nella pratica d’uso di queste. L’equivoco nasce dal considerare il Dipartimento informatico come separato e non trasversale alle proprie competenze: manca cioè, annoto, una vera cultura del digitale diffusa. Infatti non si tratta tanto di tecnologie o di tecniche, ma di conoscenze comuni e metodi offerti da Google agli utenti, comunemente intesi. La rilevanza di quanto sto per dire è notevole quanto ovvia, – credo – ma si tratta di conoscenze che raggiunge chi le usa in modo trasparente, cioè non sempre consapevolmente. Rilevante soprattutto in quanto gli italiani che usano il motore di ricerca Google sono per il 90%,  il restate 10% di utenti si riversa invece su Bing e Yahoo. Anche un altro dato è allarmare, quello che le ricerche sono svolte da casa come luogo privilegiato (Fonte Audiweb). Ricordate la leggenda del Direttore della Banca appena offerta alla vostra riflessione?

Ma qual’è il dato che invece risulta preoccupante se non se ne è consapevoli? Lo vediamo in questo caso di studio in cui sono stato chiamato nel recente passato come consulente strategico alla tutela dell’immagine aziendale da diffamazione prodotta tramite il web a mezzo di blog, e pagine gratuite e Social Network. Premetto che agli loro occhi, avevo percepito, apparivo come uno dei potenziali offensori. Non so se ho mai superato questa loro pregiudiziale, ma dal mio punto di vista è stato utile non smontare questa loro paura, in quanto mi offriva spunti di riflessione per comprendere meglio il loro punto di vista e poterli difende pertanto più efficacemente, loro malgrado. Tanto da apparire davvero avanti alle necessità, cosa che nutriva però il sospetto iniziale. Ma vediamola:

“Nella fattispecie l’azienda che operava a livello nazionale era coinvolta e continuo bersaglio di diffamazione, e da più versanti, tanto che la preoccupazione del quadro dirigente era evidente, da quanto ho potuto osservare direttamente, e portava – negli ultimi mesi del loro “brutto periodo” caratterizzato anche da problematiche economiche e finanziarie quali effetti del problema che affliggeva direttamente la loro stessa credibilità – in modo ossessivo-compulsivo a continue ricerche su Google con determinate chiavi di ricerca. Le stesse chiavi di ricerca erano usate strategicamente dagli offensori per indicizzare le loro diffamazioni, ma usate anche dal quadro dirigenziale e da alcuni preoccupati impiegati e collaboratori nonchè alcuni clienti, nel verificare la presenza e l’evolversi delle offese”.

“Tale attività ha portato a farle divenire “hot key”, ovvero “rilevanti”. Le parole erano state usate in Google tanto che alla fine apparivano anche in “Google Suggest”. Si tratta di uno strumento che – dice Google stessa dice:  è utile “durante la digitazione nella casella di ricerca”. Ti aiuta a “trovare rapidamente le informazioni desiderate grazie a ricerche visualizzate che potrebbero essere simili a quella che stai digitando”. Pare che la regola sia, come uso spesso ironicamente dire, “meno clic più aperitivi”, che possiamo tradurre come meno scrivi più sei produttivo e più hai tempo libero. Magari aggiungo io, la verti è che invece in azienda o sul lavoro in senso più largo le ore sono sempre quelle e di fatto, non si lavora di più, ma si è effettivamente più produttivi. Tra gli effetti vi è anche la disoccupazione imperante..”

“Come dire che se si sta per scrivere “Fer…” il suggeritore di Google fa apparire molte possibilità di ricerca probabili come “Ferrari”, “Ferrari Luigi”, “Ferrari testa rossa”, ecc… in modo che basta poi cliccare sulla parola desiderata e con un clic evitare la scrittura della parte restata della stringa di ricerca e proiettarsi direttamente sulla pagina che presenta l’elenco dei risultati. Comodo direte. C’è un ma! Cosa succede se io scrivessi una parola come il mio cognome “Antonio Conte”? Semplice. Scoprirei di essere stato calvo!”

Un altro aspetto che annebbia pericolosamente le nostre ricerche e che possono produrre delle deduzioni errate nel ragionamento strategico. e risultare devianti su questioni di importanza per la difesa nazionale. Direi, per non sapere ne leggere ne scrivere, che la difesa dovrebbe bandire Google e sviluppare un proprio motore di ricerca e fare a meno dell’Algoritmo di Google. Bisognerebbe impostare con il proprio browser la navigazione in incognita cioè in “modalità anonima”, o se volete “Privata”. Ma, non perderti quello che sto per descrivere ancora, è strategico.

In particolare chi decide di informarsi sul motore di Google dovrebbe disattivare alcune funzionalità, offerte da questo all’utente comune. Direi che Google non è adatto per le ricerca professionali, ma si presta bene solo per le ricerche d’uso comune. Pertanto se io dovessi fare delle ricerche professionalmente rilevanti dovrei considerare anche l’intenzionalità di chi produce i contenuti: di farli trovare o no. Fare ricerche da casa sulle questioni che riguardano i conflitti remoti è sempre mediato da Google, Google non è un attore passivo, un mero database, ma si configura in base alle intenzioni dei produttori di contenuto ed alle nostre abitudini del ricercare “cosa”.

E’ proprio così, ad esempio se io cercassi informazioni sui “vini”, dopo un po di settimane vedrei pubblicità dei vini corredare gli spazi a pagamento della mia pagina di ricerca, ma solo la mia, cioè non quella del computer di mia moglie se facesse la stessa ricerca, la quale invece  per esempio ricerca, non so, più spesso “Vestiti” o argomenti di “gastronomia”. Cosa significa? Che il paradigma della ricerca copre come un mantello l’utente, il suo account ed il suo PC. Le parole chiavi usate dall’utente, specie se usa anche una “Gmail” lo avvolgono fino a sfargli credere di essere circondato solo da aziende di “Vestiti”, di “Enoteche” e “cantine vignaiole”, o di “Ristoranti” e “Pizzerie” e/o di “Blog’s Recipes” e “Cook book”. Allo stesso modo se io mi occupassi per esempio di “Antipirateria” sarei circondato di siti che portano a detti scenari, specie se visitati almeno una volta e le cui parole chiavi risiedono nella “Cronologia di ricerca”, nei “Temporary File” e tra i “Preferiti”. Ma se anche cancellassimo queste tre aree-serbatorio di parolechiavi non saremmo ancora liberi da una navigazione condizionata, il nostro paradigma di ricerca professionale è viziato dall’uso di GMAIL e più in generale dall’ACCOUNT di Google che sia e si usa tramite “Google Search”.

La presenza di Google è molto pervasiva e condizionante, teniamone conto. L’uso della “GMAIL”, la memorizzazione su spazio remoto delle parole chiavi servono a Google per indirizzare le pubblicità a pagamento su due canali: “AdSense” e “AdWord”. La prima permette ai programmatori web il posizionamento di parole chiavi e banner pubblicitari con possibilità di guadagno. Adword invece è “il programma pubblicitario online di Google, ti consente di raggiungere nuovi clienti e di aumentare il giro d’affari”.

Detto questo, se proprio non riusciamo a farne a meno di operare ricerche sul web con Google almeno per l’uso professionale di Google, si dovrebbe fare le ricerche in modalità anonima, al fine di non essere influenzato dall’Algoritmo commerciale di Google nelle nostre decisioni strategiche, specie se ciò che si cerca è rilevante per la Difesa nazionale.

Antonio Conte

 

 

Roma/ Convegno internazionale. Dopo la guerra. Soluzioni politiche ai conflitti nella regione del Sahel


Sen. Prof. Mario Mauro, Ministro della Difesa
Sen. Prof. Mario Mauro, Ministro della Difesa

Il giorno 10 luglio 2013, presso Palazzo Salviati, sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), alle ore 09.00, avrà luogo un convegno internazionale che coinvolgerà importanti personalità ed esperti sia italiani che internazionali per discutere delle origini e delle cause degli irredentismi e dei conflitti del Sahel, dei pericoli legati alla diffusione del terrorismo di matrice qaedista e della criminalità organizzata e, infine, per esplorare le possibili soluzioni politiche ad una crisi che sta mettendo in ginocchio un’intera regione.

Parteciperanno, tra gli altri, il Ministro della Difesa, Mario Mauro, , il Vice Ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il Sahel, Romano Prodi, e il Ministro degli Affari Esteri del Mali, Tiéman Hubert Coulibaly, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Program Conference Sahel

Roma/ Centro Alti Studi della Difesa. Cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2012/13


Il giorno 17 giugno 2013, alle ore 15:00 circa, presso Palazzo Salviati, sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), avrà luogo la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico 2012/2013.  Alla cerimonia, presieduta dall’Amm. Sq. Rinaldo Veri (Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa), interverranno il Ministro della Difesa, Sen. Prof. Mario Mauro ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Luigi Binelli Mantelli.

Il Centro Alti Studi per la Difesa, è il massimo organismo interforze nel campo della formazione avanzata, degli studi e delle ricerche riguardanti la Difesa e la Sicurezza nazionale ed internazionale. Opera in stretto collegamento con le Università, con gli Istituti paritetici stranieri e con autorità di rilievo nei settori della cultura, delle professioni, delle scienze e della politica.

Nell’Anno Accademico in corso, i frequentatori sono 239 tra i quali 26  civili e  49 stranieri provenienti da 30 diversi Paesi amici ed alleati.

Nell’Anno Accademico 2012 – 2013, in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma è stato attivato un Master interfacoltà di 2° livello in “Strategia globale e sicurezza” per i frequentatori dell’Istituto Alti Studi per la Difesa. Nello stesso anno è stato attivato anche il Master in “Studi Internazionali strategico-militari” con l’Università degli Studi “Roma Tre” per i frequentatori del Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze.

Accanto agli Istituti di formazione opera il Centro Militare di Studi Strategici (Ce.Mi.SS) responsabile della ricerca interforze nei settori delle relazioni internazionali, della sociologia militare e dell’alta tecnologia, in collaborazione con Centri omologhi di ricerca italiani ed esteri.

Roma/ CASD. Presentato il volume “La tassazione delle attività marittime. Diritto Tributario del mare”


Magnifico Rettore dell'Università di Bari - Prof. Corrado Petrocelli
Magnifico Rettore dell’Università di Bari – Prof. Corrado Petrocelli

Roma – Si è svolta oggi, presso la sede del Centro Alti Studi della Difesa (CASD), la presentazione del volume “La tassazione delle attività marittime. Diritto Tributario del mare”.

Dopo il saluto di benvenuto del Presidente del CASD, Ammiraglio di Squadra Rinaldo Veri, del Presidente della Corte Costituzionale, Prof. Franco Gallo, del Presidente del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, Prof. Angelo Tursi e del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Prof. Corrado Petrocelli, gli autori dell’opera, Prof. Massimiliano Giorgi ed il Prof. Antonio Felice Uricchio, hanno illustrato il libro sottolineando come la loro analisi sia concentrata sui principali aspetti della tassazione nel contesto marittimo.

Il contesto marittimo, con le sue particolarità, ha imposto numerosi adattamenti alle regole impositive pensate per un contesto terrestre; tali adattamenti, – hanno evidenziato gli autori – analizzati nell’ambito dei sistemi moderni basati sull’autodeterminazione dei tributi, sono diventati uno dei fili conduttori dell’opera che ha, quindi, assunto un profilo altamente specialistico, con particolare attenzione agli aspetti internazionalistici e comunitari”.

L’evento è stato moderato dall’Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, Presidente dell’Organismo Indipendente della Valutazione della Performance – Ministero della Difesa.

Antonio Conte

Roma/ Il Gen. Abrate alla cerimonia di avvicendamento del Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa


Roma, 11 gennaio 2013 – Questa mattina, in Roma, presso la storica sede di Palazzo Salviati,  il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Dott. Filippo Milone, ha partecipato alla cerimonia di avvicendamento del Presidente del Centro Alti Studi della Difesa (CASD) tra il Generale di Squadra Aerea Orazio Stefano Panato e l’Ammiraglio di Squadra Rinaldo Veri.

Il discorso di commiato del Generale di Squadra Aerea Panato ha destato particolare commozione poiché oltre a cedere la Presidenza del CASD lascia oggi il servizio attivo. Il subentrante, Ammiraglio di Squadra Veri, si è detto onorato del prestigioso incarico assegnatogli, pur conscio delle alte responsabilità da esso derivanti. A suggello del passaggio di consegne il Presidente uscente  ha consegnato il distintivo del CASD al suo successore.

Nel suo intervento, il Generale Abrate ha inteso ringraziare il Generale di Squadra Aerea Orazio Stefano Panato per “il valore aggiunto fornito alla crescita dell’Istituto”, per il contributo di pensiero offerto allo Stato Maggiore della Difesa e per l’altissima professionalità dimostrata in un momento di particolare crisi mondiale come quello attuale, nel quale lo strumento militare non può esimersi dalla necessità “di una ristrutturazione volta alla proiettabilità” e nella quale il personale è sempre più “elemento centrale sul quale investire” . Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi rivolto un sincero augurio di buon lavoro all’Ammiraglio di Squadra Rinaldo Veri.

Il Centro Alti Studi per la Difesa, massimo organismo interforze nel campo della formazione avanzata, degli studi e ricerche riguardanti la difesa e la sicurezza nazionale ed internazionale, si pone come  polo di studio, riflessione, scambio di esperienze ed integrazione tra grandi sistemi organizzativi. Basti pensare che nell’ultimo anno accademico, tra i 252 frequentatori ben 52 provengono da 32 Paesi diversi.