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Esercito/ Cambio del Capo di SME, subentra il Gen. C.A. Claudio Graziano


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La cerimonia per il cambio al vertice della Forza Armata fra il Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito cedente, e il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, subentrante si è svolta il 6 dicembre 2011 a Roma, presso il Centro Ippico Militare “Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, sede dell’8° Reggimento “Lancieri di Montebello”.

Antonio Conte

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INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA DIFESA
AMMIRAGLIO GIAMPAOLO DI PAOLA

IN OCCASIONE DELL’AVVICENDAMENTO DEL CAPO DI
STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO

(Roma, 06 dicembre 2011)

Generale Abrate, Generale Valotto, Generale Graziano, Autorità, Signore e Signori, donne e uomini dell’Esercito Italiano, in occasione di questa cerimonia desidero portare a tutti voi il caloroso saluto del Governo e mio personale.

Oggi siamo testimoni di un passaggio di consegne che è un evento di rilevante significato, per la vita della Forza Armata ma, anche, per l’intero mondo della Difesa di cui l’Esercito è componente essenziale.

Proprio ai militari dell’Esercito, desidero rivolgere il mio messaggio di saluto e di cambiamento.

In questi anni di profondi e  radicali  mutamenti che hanno interessato l’intero contesto internazionale geostrategico, l’Esercito si è evoluto mettendo in atto importanti trasformazioni sia strutturali  che  organizzative, come il passaggio dal servizio di leva al modello professionale e la razionalizzazione degli organici e della struttura organizzativa.

Al contempo in misura crescente, la Forza Armata è stata protagonista delle missioni internazionali e sicurezza con l’impiego  di Task force operative  in vari Teatri di operazione anche a grande distanza.

Un impegno oneroso portato avanti con grande professionalità e dedizione e che è costato un alto prezzo in termini di vite umane.

Quello che rivolgo a voi uomini e donne dell’Esercito, è quindi  in primis  un messaggio di  riconoscenza per quanto fatto finora ma, anche, un messaggio  di cambiamento  volto a far comprendere la necessità, odierna, di una  ulteriore improcrastinabile revisione dello strumento militare.

E’ requisito basilare di ogni Esercito efficiente e capace, quello di saper conseguire i propri compiti con efficacia e in coerenza al quadro delle risorse.

Oggi, ci troviamo di fronte a una grande sfida, una sfida difficile ma ineludibile e quando le sfide sono ineludibili vanno affrontate con coraggio e visione del futuro,  senza nostalgia per un passato che non è più e che non tornerà.

Nella vita che è essa stessa continuo mutare di tutte le cose da uno stato all’altro, non vince il più  grande ma il più intelligente, cioè quello che meglio e con intelligenza sa interpretare  i cambiamenti  del tempo nel quale si vive.

Perché il vincitore è un visionario che non vive di illusioni e non si arrende alle difficoltà.

Sapere innanzitutto leggere e quindi  interpretare questi cambiamenti è sempre stata la grande forza del sistema Difesa che, così facendo, è riuscito a progredire, rimanendo al passo con i tempi, anche grazie all’azione di direzione e guida di chi mi ha preceduto in questo incarico.  Oggi si richiede di avere  una visione nuova del futuro, proprio per saper risultare vincitori.

L’attuale congiuntura economica internazionale, che ha coinvolto il nostro Paese e mette a rischio la stessa costituzione dell’Unione Europea, richiede un’assunzione di responsabilità da parte  di tutti ed in tale contesto le Forze Armate sono chiamate a fare la propria parte.

Come ha detto il Presidente MONTI nel suo intervento alla Camera e al Senato questo è il momento di salvare l’Italia in un contesto europeo. E’ il momento questo di comprendere il presente e costruire il futuro mediante coraggiose e nuove riforme.

A fronte delle risorse finanziarie che  oggi e in prospettiva il Paese può  destinare alla Difesa, lo strumento militare, così come  è strutturato, non è più sostenibile.

L’ineludibile stava arrivando da tempo ma tutti insieme non abbiamo saputo o voluto vederlo.

La  revisione  deve, quindi, partire dal dimensionamento complessivo dello strumento con uomini e mezzi, andando ad incidere sulla struttura e sull’organizzazione, e salvaguardando  al meglio possibile  la componente operativa.

Il compito mio e dei vertici militari, in questo particolare momento, è quello di indicare la strada da seguire e di dare il via a questa indispensabile trasformazione. Una trasformazione che va affrontata con coraggio nella piena consapevolezza che è l’unica strada possibile per mantenere l’efficacia e l’efficienza di quello strumento militare che è garanzia di sovranità ed indipendenza di ogni Nazione.

Non è la dimensione che garantisce l’utilità bensì la sua efficacia operativa. Questa, l’efficacia operativa, gli italiani hanno il diritto di pretenderla, questa la Difesa e le FF.AA. hanno il dovere di assicurarla.

Generale Valotto, oggi, siamo qui per salutarTi, dopo 45 anni di brillante carriera, in cui sei stato  protagonista  della storia recente della  Forza Armata, prima in qualità di Comandante ai vari livelli, poi ricoprendo, per più di due anni, la carica di vertice dell’Esercito.

Anni, quest’ultimi, non certo facili, come abbiamo già detto, perché caratterizzati  sia da una forte crisi economica internazionale sia da rilevanti impegni operativi dentro e fuori i confini nazionali.

Ed è in questo contesto generale che si è svolta la Tua azione di comando  di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito responsabile dell’approntamento, dell’addestramento e  del mantenimento in efficienza della Forza Armata.

Oggi, con quasi 7.000 militari impiegati in operazioni all’estero, l’Italia è tra le prime Nazioni contributrici nelle missioni internazionali di pace e di sicurezza. Di questi militari impegnati all’estero,  una gran parte  è rappresentata da personale dell’Esercito.

Un Esercito che ha messo il proprio coraggio, le proprie capacità, la propria forza al servizio della pace, della sicurezza collettiva, del diritto internazionale, della civile convivenza, pagando talvolta con l’estremo sacrificio l’impegno dei propri uomini. Ad essi va il nostro deferente ed affettuoso  ricordo, ai feriti l’augurio di una pronta  e duratura guarigione.

E voglio  anche  ricordare  gli impegni sul territorio nazionale oltre alle missioni internazionali, nei quali i nostri Soldati sono stati e continuano ad essere fortemente coinvolti, come nel  caso di “Strade Sicure”, operazione in concorso con le Forze di polizia.

In questi anni, l’Esercito si è dimostrato una Istituzione flessibile in grado di adattarsi ai nuovi scenari d’impiego e capace di proiettare a distanza le sue Forze per operare in contesti operativi interforze e multinazionali sempre più complessi.

Uno strumento moderno e tecnologicamente avanzato, che però, in ossequio al detto “non vi è ricchezza all’infuori dell’uomo”, fa dell’elemento umano, con le sue motivazioni, le sue giuste ambizioni,  i suoi sentimenti,  la sua professionalità, il perno attorno al quale ruota e si regge l’organizzazione.

Ed è proprio conquistando la fiducia e la stima di questi uomini e donne che  Tu,  caro Giuseppe, hai dimostrato le Tue qualità di Comandante. Uno spontaneo riconoscimento legato alla  Tua leadership, basata sull’approfondita conoscenza che hai dei Tuoi uomini e del loro impiego, conoscenza che ti deriva dall’essere anche stato, prima Comandante delle Forze Nato in Kosovo e poi Comandante del Comando  Operativo di vertice Interforze.

Generale Valotto, caro Giuseppe, è, infine, giunto, il momento del congedo; essendoci già passato ritengo di poter ben comprendere i sentimenti che provi in questa particolare circostanza.

L’aspettativa del legittimo riposo è dominata dal vortice dei ricordi, dai richiami alle tante cose fatte e dal rammarico di non aver potuto compiere  tutte  quelle che  avresti voluto fare.

Ma quello che oggi più conta è  proprio  la sincera testimonianza di affetto di quanti hanno riconosciuto in  Te una guida sicura: il loro Comandante.

A Te e alla Tua famiglia l’augurio di un futuro sereno e ricco di emozioni, perché le emozioni sono la vita.

Generale Graziano, caro Claudio, oggi  assumi il comando in un contesto  professionale caratterizzato  dalle difficoltà economiche degli  ultimi  anni, nel quale  Ti troverai ad assolvere il difficile compito  di ulteriore razionalizzazione della Forza Armata. Un quadro difficile da governare e da portare a sintesi.

Ma è questa la sfida che Ti attende, che ci attende. Le risorse disponibili in corso sono contenute ma proprio per questo ci impongono di adottare, con intelligenza, scelte difficili, spesso dolorose ma indispensabili,  scelte che devono premiare l’efficacia e l’operatività dello strumento militare anche a discapito del suo dimensionamento, quando quest’ultimo non è più sostenibile, come è oggi di tutta evidenza.

L’obiettivo da raggiungere è quello di accrescere flessibilità,  proiettabilità, mobilità, professionalità, interoperabilità delle nostre Forze operative nel contesto multinazionale che Tu ben conosci essendo stato, tra l’altro, per tre anni Comandante della Forza e Capo Missione Unifil, in Libano.

E’ una difficile prova, Generale Graziano, una prova che affronteremo insieme, ben sapendo io di poter contare sulle Tue doti di Soldato e di Uomo, sulle Tue conoscenze e sulle Tue esperienze di “Generale con gli anfibi”.

A  Te i migliori auspici per un incarico ricco di soddisfazioni e di successi, perché i tuoi successi saranno i nostri successi, i successi dell’Italia.

A tutti  gli intervenuti  rivolgo un riconoscente ringraziamento  per aver voluto presenziare a questa significativa cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Questa è la stagione del cambiamento, un cambiamento serio, equo, trasparente, efficace. Non né abbiate paura, al contrario sappiate dominarlo ed indirizzarlo, insieme.

Viva l’Esercito!
Viva le Forze Armate!
Viva l’Italia!

INTERVENTO DEL GEN . C.A. VALOTTO
IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA DI AVVICENDAMENTO
NELLA CARICA DI CAPO DI SME

(ROMA -6 dicembre 2011)

SIGNOR MINISTRO DELLA DIFESA, AUTORITÀ CIVILI, MILITARI ERELIGIOSE IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO DELLA MIAVITA, CHE SEGNA NON SOLO LA CESSIONE DELL’INCARICO DICAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO ALL’AMICO CLAUDIOGRAZIANO, MA ANCHE L’ADDIO AL SERVIZIO ATTIVO, DESIDEROINNANZITUTTO RENDERE UN DOVEROSO E DEVOTO OMAGGIOALLA BANDIERA DI GUERRA QUISCHIERATA, E, IDEALMENTE,AGLI ALTRI VESSILLI DI TUTTE LE UNITÀ, DEGLI ISTITUTI EDEGLI ENTI DELLA FORZA ARMATA .

IL MIO PRIMO PENSIERO, COMMOSSO E RIVERENTE, VA AICADUTI E AI FERITI NELL’ADEMPIMENTO DEL DOVERE,TANGIBILE TESTIMONIANZA DI ONORE, DEDIZIONE E FEDELTÀALLA PATRIA NONCHÉ INESTIMABILE PATRIMONIO MORALE ESPIRITUALE DA CUI TRARRE QUOTIDIANO ESEMPIO E SPRONE.

E, SOPRATTUTTO, IL MIO PIÙ SINCERO E AFFETTUOSO SALUTO VAAI LORO FAMILIARI, ALLE MADRI, AI PADRI, ALLE MOGLI E AILORO FIGLI, CHE CON ASSOLUTA DIGNITÀ, ONORE E FIEREZZAHANNO FATTO FRONTE A QUESTE DOLOROSISSIME PERDITE; LIRINGRAZIO PER LA LEZIONE DI COMPOSTEZZA CHE CI HANNODATO E, SOPRATTUTTO, PER IL LORO INCITAMENTO A NONDESISTERE, A CONTINUARE.

UN ESEMPIO MIRABILE NON SOLO PER LA FORZA ARMATA, MAPER TUTTO IL PAESE!A LORO VADA IL RINGRAZIAMENTO PIÙ SENTITO, MIO E DI TUTTOL’ESERCITO.

SALUTO CON INTENSA GRATITUDINE IL SIGNOR MINISTRO DELLADIFESA, I NEO SOTTOSEGRETARI ALLA DIFESA, IL CAPO DI STATOMAGGIORE DELLA DIFESA, TUTTE LE AUTORITÀ INTERVENUTE, IGRADITI OSPITI, I COLLEGHI, I RAPPRESENTANTI DELLEASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA, GLI ORGANIDELLA RAPPRESENTANZA MILITARE E DELLA PUBBLICAINFORMAZIONE.

LA VOSTRA PRESENZA CONFERISCE ULTERIORE RISALTO ALLACERIMONIA ODIERNA ED E’, PER ME, UNA GENUINAATTESTAZIONE DI STIMA E DI AMICIZIA, OLTRE CHE DIAPPASSIONATA VICINANZA ALL’ESERCITO.

CONSENTITEMI ANCHE UN SALUTO PARTICOLARMENTEAFFETTUOSO A TUTTI GLI AMICI DEL 23° CORSO D’ACCADEMIAMILITARE, CHE DAL LONTANO 1966 MI HANNO SEMPRE OFFERTOGRANDE SOSTEGNO MORALE, UN’IMPAGABILE AMICIZIA E UNACOSTANTE SOLIDARIETÀ.

GRAZIE CARI AMICI, GRAZIESOPRATTUTTO PER LA VOSTRAPRESENZA TANTO NUMEROSA .

OGGI E’ UN GIORNO DI INTENSE E CONTRASTANTI EMOZIONI PER ME.  E’ IL GIORNO IN CUI LASCIO IL VERTICE DELLA MIA FORZAARMATA MA, SOPRATTUTTO EDOPO OLTRE 45 ANNI CONL’UNIFORME, MI APPRESTO A LASCIARE IL SERVIZIO ATTIVO.

UN GIORNO DI VIVA COMMOZIONE, ACCOMPAGNATA DALLAPROFONDA RIFLESSIONE E RIVISITAZIONE DI UN’INTERA VITASPESA AL SERVIZIO DEL MIO PAESE.

IN QUESTA SEDE, MI RIESCE ESTREMAMENTE DIFFICILERIEVOCARE TUTTE LE MIE ESPERIENZE, I TRAGUARDIRAGGIUNTI, LE SODDISFAZIONI, MA ANCHE I SACRIFICI, CHESOLO UNA MISSIONE COME LA NOSTRA PUO’ CONCEDERE.

NON POSSO, TUTTAVIA, ESIMERMI DAL RICORDARE ALCUNIEPISODI DELLA MIA VITA IN UNIFORME, CHE MI PIACEPARAGONARE AD UNA ENTUSIASMANTE CAVALCATA, IN CUI GLIIDEALI OSTACOLI DA SUPERARE SONO STATI RAPPRESENTATI DAIGRANDI CAMBIAMENTI DELLA SOCIETÀ E DEGLI SCENARI DIRIFERIMENTO .

INFATTI, QUANDO ENTRAI IN ACCADEMIA NEL 1966, IL MONDO DIALLORA IMPONEVA A NOI MILITARI DI ESSERE BALUARDO DIQUELLA LIBERTÀ E DI QUELLA DEMOCRAZIA COSÌFATICOSAMENTE CONQUISTATEAL TERMINE DEL SECONDOCONFLITTO MONDIALE .

L’ESERCITO DOVEVA ESSERE PRONTO AD AFFRONTARE UNNEMICO SEMPRE INCOMBENTE, CHE IN OGNI MOMENTOAVREBBE POTUTO MATERIALIZZARSI ALLE NOSTRE FRONTIEREORIENTALI .

COME MOLTI DELLA MIA GENERAZIONE, INIZIAI LA MIA VITAMILITARE PREPARANDOMI, INCESSANTEMENTE, PER UN NEMICO CHE MAI GIUNSE . PRESIDIANDO CON DETERMINAZIONE EDEDIZIONE LA MIA FORTEZZA BASTIANI.

UNA REALTÀ CHE TUTTI NOI PENSAVAMO FOSSE“CRISTALLIZZATA”, IMMUTEVOLE E IMMUTABILE.

MA NON FU E NON È STATO COSÌ … E QUANDO ALL’INIZIO DEGLIANNI NOVANTA FUI CHIAMATO ADASSOLVERE I MIEI OBBLIGHIDI COMANDO PIÙ ONEROSI E PIÙ SIGNIFICATIVI, INSIEME AI MIEIAMICI E COLLEGHI, ACCOLSI I MUTAMENTI EPOCALI DELLA FINEDEGLI ANNI ‘80 CON LA PIENA CONVINZIONE CHE TUTTOSAREBBE CAMBIATO, CHE AVREMMO DOVUTO AFFRONTARE UNASFIDA CHE ANDAVA ASSOLUTAMENTE VINTA … TRASFORMARE LENOSTRE FORZE ARMATE, E IN PARTICOLARE IL NOSTROESERCITO, IN UNO STRUMENTOMILITARE PROFESSIONALE,AGILE, FLESSIBILE, PROIETTABILE, TECNOLOGICAMENTE – MASOPRATTUTTO CULTURALMENTE –SEMPRE AL PASSO CON ITEMPI .

IN POCHE PAROLE, TRASFORMARE L’ESERCITO IN UNOSTRUMENTO DI POLITICA INTERNAZIONALE, IN UNO DEI FATTORIDI POTENZA PIÙ SIGNIFICATIVI DELLA NAZIONE .

UN PROCESSO CHE, COME MOLTI ALTRI COLLEGHI E AMICI, HOVISSUTO DA COMANDANTE DI BRIGATA “IN PRIMA LINEA” E CHE,NEL GIRO DI POCHI MESI, MI PORTÒ A VIVERE ESPERIENZEUNICHE .

IN PARTICOLARE, AMO RICORDARE IL PRIMO SCHIERAMENTO DIUNA BRIGATA OCCIDENTALE IN UN’AREA ADDESTRATIVADELL’EST EUROPEO, IN UNGHERIA; E POI LA MISSIONE IN BOSNIAERZEGOVINA CON LA “MIA” “ARIETE”, PER LA PRIMA VOLTA ALL’ESTERO IN OPERAZIONI DALLA SECONDA GUERRAMONDIALE; E, ANCORA, ILVICE COMANDO DEL CORPOD’ARMATA DI REAZIONE RAPIDA DELLA NATO E IL COMANDODEL CONTINGENTE INTERNAZIONALE DI OLTRE 17.000 UOMINI INKOSOVO .

DA QUEI GIORNI, IRRIPETIBILIPER UOMINI COME NOI CHE INACCADEMIA SI ERANO PREPARATI PER ESSERE DEI VERI“COMANDANTI”, MI SONO SEMPRE SENTITO “PARTE ATTIVA” DIQUEL FUTURO DELL’ESERCITO, CHE PER VOI, OGGI, GIOVANISOLDATI, È L’OGGI, È IL QUOTIDIANO .

UNA CAVALCATA DAVVERO ENTUSIASMANTE, CHE FORSE, CONUNA PUNTA DI RAMMARICO, ÈSTATA COSÌ INTENSA DAAPPARIRMI, OGGI, TROPPO BREVE .

INCARICHI PRESTIGIOSI, DI COMANDO, IN ITALIA E ALL’ESTERO, IN GUARNIGIONE COSÌ COME, SPESSO, IN OPERAZIONI .

INCARICHIIMPORTANTI PER LA VITA E PER IL FUTURO DELLA NOSTRAFORZA ARMATA, A CUI AGGIUNGO, CON ORGOGLIO, A QUELLO DIPRESIDENTE DEL CENTRO ALTI STUDI PER LA DIFESA, ESOPRATTUTTO, QUELLO DICOMANDANTE DEL COMANDOOPERATIVO DI VERTICE INTERFORZE .

LA PASSIONE, L’ENTUSIASMO E L’OTTIMISMO CHE HO DEDICATOALL’ASSOLVIMENTO DI QUESTI INCARICHI HANNO FATTO SÌ CHE,QUI, OGGI, POSSA AFFERMARE,SENZA ALCUN TIMORE DISMENTITA, CHE “NE E’ VALSA LA PENA” .

QUANTO HO PROFUSO E HO DATO MI E’ SEMPRE STATORESTITUITO, CENTUPLICATO, IN SODDISFAZIONI E TRAGUARDIRAGGIUNTI .

E, SOPRATTUTTO, DOPO OLTRE23 ANNI DI COMANDO DI UNITÀ,MI SONO SENTITO SEMPRE UN PROTAGONISTA DELCAMBIAMENTO, ASSUMENDOMI, IN PRIMA PERSONA ESERENAMENTE, IL CARICO DI QUESTE IMPORTANTI E PESANTIRESPONSABILITÀ .

PASSIONE, ENTUSIASMO, DETERMINAZIONE, SENSO DEL DOVEREE SERENA ACCETTAZIONE DELLE RESPONSABILITÀ: QUESTI SONOI RIFERIMENTI CHE HO SEMPRE SEGUITO E CERCATO DIMETTERE IN PRATICA NEL MIO OPERATO… HO CERCATO DIFARLO, AL MEGLIO DELLE MIE POSSIBILITÀ, ANCHE NEI DUEANNI PASSATI AL VERTICE DEL MIO ESERCITO, E, ORA,GUARDANDO INDIETRO PER CAPIRE SE HO CONTRIBUITO ALASCIARE AI COLLEGHI PIÙGIOVANI UNA FORZA ARMATAMIGLIORE, POSSO AFFERMARE, DA INGUARIBILE OTTIMISTAQUALE SONO, CHE IL “BICCHIERE E’ MEZZO PIENO” .

HO DETTO BICCHIERE MEZZO PIENO, MA, IN REALTÀ, ILBICCHIERE DELLA FORZA ARMATA ESERCITO ÈTUTTO BELLOPIENO, PERCHÈ IN QUESTI ULTIMI ANNI ABBIAMO FATTO MOLTOINSIEME, PERCHÉ I RISULTATI CHE ABBIAMO CONSEGUITOPARLANO PER NOI .

ABBIAMO OTTEMPERATO A TUTTI I COMPITI CHE CI SONO STATIDATI, DA QUELLI PIÙ DIFFICILI E INSIDIOSI IN TEATRI OPERATIVICOME L’AFGHANISTAN, L’IRAQ, IL LIBANO, I BALCANI, A QUELLICHE HANNO RICEVUTO MINORI ATTENZIONI DAI MEDIANAZIONALI, MA, NON PER QUESTO, MENO IMPORTANTI, COME INTCHAD E AD HAITI .

PER NON PARLARE, POI, DEGLI IMPEGNI SUL TERRITORIONAZIONALE, DOVE – OLTRE AD AVER GARANTITO RISULTATIINIZIALMENTE IMPENSABILI – ABBIAMO RACCOLTO LASOLIDARIETÀ, L’INCORAGGIAMENTO E L’AMMIRAZIONE DELLASOCIETÀ ITALIANA .

MI RIFERISCO ALLE OPERAZIONIDI CUI SONO STATO DIRETTORESPONSABILE – “STRADE SICURE”, “STRADE PULITE” ,L’EMERGENZA TERREMOTO IN ABRUZZO E IL VERTICE DEL G8 AL’AQUILA – O AD ALTRE EMERGENZE LOCALI – A MILANO, APALERMO, SULL’AUTOSTRADA SALERNO-REGGIO CALABRIA, SULFIUME LAMBRO E SUL PO, A MONTAGUTO E NEL VENETO – E,INFINE, IN QUELLE CONTINUE OPERE DI BONIFICA DA ORDIGNIESPLOSIVI CHE I MIEI GENIERI HANNO EFFETTUATO EDEFFETTUANO, QUASI QUOTIDIANAMENTE, IN TUTTA ITALIA .

DICEVO, SI TRATTA DI UN BICCHIERE “BELLO PIENO”, CHE SENON E’ PIENO SINO ALL’ORLONON E’ CERTO DA IMPUTARSI ANOI, ALLA NOSTRA VOLONTÀ, ALLA NOSTRA DETERMINAZIONE,ALL’INCONDIZIONATA VOGLIA DI OPERARE A FAVORE DEINOSTRI CITTADINI E DELLA NOSTRA SOCIETÀ .

DA PARTE MIA E DEI MIEI COMANDANTI SUBORDINATI NON SONOMAI MANCATI ORDINI, INCISIVI, COMPLETI E LUNGIMIRANTI,CON CUI SONO STATI VALUTATI ESPRESSI E VERIFICATI GLIEVENTI DI OGNI TIPO, OPERATIVI E NON .

PERTANTO, SE IL BICCHIERE NON E’ MAI STATOCOMPLETAMENTE PIENO QUESTONON VA CERTO ATTRIBUITOALL’ESERCITO MA, ESSENZIALMENTE, ALLA DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA CHE ABBIAMO VISSUTO ESTIAMO, PURTROPPO, VIVENDO .

UNA CARENZA DI RISORSE ECONOMICHE CHE NEGLI ULTIMI ANNICI HA COLPITI IN MODO DAVVERO GRAVE, TALVOLTACOMPRENSIBILE CON QUALCHE PERPLESSITÀ DACOMANDANTEDEI MIEI UOMINI QUANDO HA INTERESSATO IL BENESSERE DELMIO PERSONALE, CHE HA RICEVUTO BEN POCHI BENEFICI AFRONTE DI UN IMPEGNO CHE NONHA MAI LESINATOEFFICIENZA, RAPIDITA’ DI INTERVENTO, EFFICACIA, ASSOLUTAOBBEDIENZA E RIGORE .

UNA CARENZA DI RISORSE ECONOMICHE CHE NON POTENDOASSOLUTAMENTE INTACCARE ILLIVELLO ADDESTRATIVO E DIPREPARAZIONE DEI CIRCA 15.000 SOLDATI NORMALMENTEIMPEGNATI IN OPERAZIONI NELL’ARCO DI UN ANNO, HA DOVUTOESSERESCARICATO QUASI INTERAMENTE IN ALTRI SETTORI,ANDANDO A INCIDERE SULLECONDIZIONI DI VITA DELPERSONALE E SULLA RISTRUTTURAZIONE DELLE NOSTREINFRASTRUTTURE; // IN DEFINITIVA SUL BENESSERE DEI NOSTRIUOMINI E DONNE CHE, ANCHE A QUESTA SFIDA, HANNO REAGITOCON QUEL COMPORTAMENTO DI SILENZIO ED OBBEDIENZA CHESI RICHIAMA A VALORI IMMUTABILI NEL TEMPO, PROPRI DI UNACOMPAGINE DINAMICA, EFFICIENTE, PULITA E TRASPARENTE,COME L’ESERCITO ITALIANOSTA AMPIAMENTE DIMOSTRANDODI ESSERE .

UN ESERCITO LE CUI FORTUNE VANNO ANCHE ASCRITTE AISOLDATI DI LEVA, MIEI UOMINI PER OLTRE VENT’ANNI, CHE IN LARGA MAGGIORANZA, NEL PASSATO, PUR MAL SOPPORTANDO IDISAGI DELLA COSCRIZIONE OBBLIGATORIA, SI SONO PRODIGATICON LODEVOLE SPIRITO DI SERVIZIO A FAVORE DELLACOLLETTIVITÀ E DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE DEL NOSTRO PAESE .

SE LA LEVA HA RESO GRANDE IL NOSTRO ESERCITO, ILSUCCESSIVO PASSAGGIO AL MODELLO PROFESSIONALE E ILMODO CON CUI ESSO HA SAPUTO RISPONDERE ALLE NUOVE SFIDEE ALLE NUOVE MINACCE LO HANNO RESO, ANCOR PIÙ, UNARISORSA INSOSTITUIBILE PER IL NOSTRO PAESE .

UNA RISORSA CHE E’ SEMPRE PIÙ STRINGENTE SALVAGUARDAREE MIGLIORARE; SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO STORICOIN CUI, NON E’ UNA NOVITÀ, VIGE L’INCERTEZZA ASSOLUTA, INUN MONDO IN INARRESTABILE EVOLUZIONE .

I PARAMETRI DI RIFERIMENTO SONO COSTANTEMENTE MESSI INDISCUSSIONE DA AVVERSARI INTELLIGENTI, SENZA SCRUPOLI,POLIEDRICI E VERSATILI .

LA STABILITÀ INTERNAZIONALE, COMEDIMOSTRANO ANCHE I RECENTI FATTI SULLA SPONDA SUD DELMEDITERRANEO, E’ STRETTAMENTE CONNESSA CON GLI EVENTIIN TUTTE LE DIMENSIONI; UNA CRISI IN QUALUNQUE PARTE DELMONDO INFLUISCE PESANTEMENTE SULLA NOSTRA REALTÀODIERNA .

ECCO PERCHÉ IL NOSTRO PAESE E LA COMUNITÀINTERNAZIONALE HANNO BISOGNO DI UNA SORTA DIASSICURAZIONE PER IL FUTURO, LA CUI POLIZZA E’ RAPPRESENTATA DALLA NECESSITÀ DI AVERE FORZE ARMATEMODERNE ED EFFICIENTI .

QUESTO CONCETTO MI E’ SEMPRE STATO CHIARO DURANTE ILMIO MANDATO ED ECCO PERCHÉ, COME CAPO DI STATOMAGGIORE, HO LAVORATO INTENSAMENTE E CON PASSIONE PERPOTER CONSEGNARE, ALLA COLLETTIVITÀ E AL PAESE, UNESERCITO PRONTO, MODERNO, CULTURALMENTE ETECNOLOGICAMENTE IN GRADODI AFFRONTARE QUALSIASISFIDA .

L’ESERCITO CHE LASCIO E’UN’ISTITUZIONE SANA, OVE IPRINCIPI DI LEALTÀ ISTITUZIONALE SONO CONCRETIZZATIDALL’OPERATO DEI NOSTRI UOMINI E DONNE IN ARMI, CHE OGNIGIORNO SERVONO IL PROPRIO PAESE, IN PATRIA E ALL’ESTERO,SVOLGENDO, SINANCHE A COSTO DELLA PROPRIA VITA, LAMISSIONE CHE L’ITALIA CI HA AFFIDATO .

ED E’ PROPRIO A QUESTI UOMINI E DONNE E ALLE LOROFAMIGLIE, CHE VOGLIO RIVOLGERE LA PERENNERICONOSCENZA: SIATE FIERI DEL VOSTRO ESSERE, SIATESEMPRE ORGOGLIOSI DI QUANTO STATE FACENDO, SENTITEVISEMPRE PARTE ATTIVA DI QUESTO MERAVIGLIOSO ESERCITO EDI QUESTO ALTRETTANTO MERAVIGLIOSO PAESE .

GRAZIE RAGAZZI E RAGAZZE! SARETE PER IL RESTO DELLA MIA VITA IL RICORDO PIÙ BELLO … ESSERE STATO UNO DI VOI ED AVER AVUTO L’ONORE E ILPRIVILEGIO DI GUIDARVI E’ STATA L’ESPERIENZA PIÙESALTANTE DELLA MIA VITA DI SOLDATO .

CONSENTITEMI INFINE DUE ULTIMI PENSIERI: MOLTISSIMI SONOGLI UFFICIALI, I SOTTUFFICIALI, GLI ALLIEVI, I MILITARI E IDIPENDENTI CIVILI CHE HO CONOSCIUTO E CON CUI HOCONDIVISO MOMENTI IMPORTANTI DELLA MIA ESPERIENZAPROFESSIONALE E UMANA .

IL TEMPO POTRÀ AFFIEVOLIRE IVOSTRI VOLTI, I VOSTRI NOMI,MA NON POTRÀ MAI INTACCARE LE EMOZIONI CHE OGNUNO DIVOI MI HA REGALATO… A VOI, CHE TANTO AVETE CONTRIBUITOALLE FORTUNE DEL NOSTRO ESERCITO, VOGLIO LASCIARE LAMIA ULTIMA TESTIMONIANZA CON QUATTRO SEMPLICI PAROLE,LE STESSE CHE HANNO CONTRASSEGNATO I MIEI OLTRE 45 ANNIDI VITA MILITARE… ESEMPIO, DOVERE, ONORE E PATRIA .

IL TUMULTO DEL CAMBIAMENTO NON VI DEVE SPAVENTARE…  LANOSTRA MISSIONE RIMANE FISSA E BEN DETERMINATA .

TUTTO CIÒ CHE CI INFLUENZA E CI CIRCONDA RIMANE ACOROLLARIO DEL NOSTRO IMPEGNO INIZIALE: “ASSOLVERESEMPRE IL NOSTRO DOVERE CON DISCIPLINA ED ONORE PER LASALVAGUARDIA DEL NOSTRO PAESE E DELLE SUE ISTITUZIONI” .

GRAZIE DI QUANTO TUTTI VOI AVETE FATTO PER L’ESERCITO E, DI RIFLESSO, PER ME .

MA UN GRAZIE SPECIALE, MI SIA CONSENTITO, VA AI MIEI CARI,ALLA MIA FAMIGLIA, AI MIEI FIGLIE SOPRATTUTTO A MIAMOGLIE, A COLEI CHE MI HAACCOMPAGNATO E INCITATO INQUESTA SPLENDIDA CORSA .

SENZA DI TE, CARA MARA, SENZA IL TUO INSOSTITUIBILESOSTEGNO, SENZA IL TUO SAPERE DI DOVER CONDIVIDERE UNMARITO CON MIGLIAIA DI UOMINI E DONNEIN ARMI, NON SAREI QUI; GRAZIE PER AVERMI SAPUTO SOSTENERE PAZIENTEMENTEE CON AMORE, GRAZIE SOPRATTUTTO PER ESSERTI FATTACARICO DA SOLA DEL PESO DELLA FAMIGLIA, SPECIE NEIMOMENTI PIÙ DIFFICILI IN CUI,PER MOTIVI DI SERVIZIO, MITROVAVO LONTANO DA CASA .

NON SAPRÒ MAI COME RIPAGARTI ADEGUATAMENTE PER LA TUAPRESENZA SEMPRE SILENZIOSA, MA PER ME ASSOLUTAMENTEDETERMINANTE E INSOSTITUIBILE .

DOPO QUESTA PARENTESI STRETTAMENTE PERSONALE, MAASSOLUTAMENTE DOVEROSA, MI AVVIO A CONCLUDERE NONSENZA AVER TRIBUTATO UN ULTIMO INTENSO RINGRAZIAMENTOA TUTTI COLORO – E SONOSTATI MOLTISSIMI, OLTRE OGNIASPETTATIVA – CHE, IN QUESTI ULTIMI GIORNI DEL MIOMANDATO, HANNO VOLUTO RINGRAZIARMI, RIVOLGENDOMIATTESTAZIONI DI STIMA E DI AFFETTO VERAMENTECOMMOVENTI .

SIGNOR MINISTRO, SIGNOR CAPO DI STATO MAGGIORE DELLADIFESA, NON POSSO TERMINARE SENZA AVER RINNOVATO LA MIAPROFONDA GRATITUDINE PER L’ALTISSIMO ONORE CHE MI E’STATO CONCESSO .

E’ STATO UN BIENNIO ESALTANTE, FACILITATO DALLACONSAPEVOLEZZA DI POTER CONTARE SU QUEGLI UOMINI EQUELLE DONNE IN UNIFORME CHE COSTITUISCONO – E DI CIÒ, NESONO FERMAMENTE CONVINTO – LA PARTE PIÙ SANA DEL PAESE .

LASCIO, QUINDI, IL GIUSTO SPAZIO A CHI MI SUCCEDERÀ,ALL’AMICO CLAUDIO GRAZIANO, A CUI AUGURO OGNI FORTUNAE TANTI SUCCESSI …  CON L’ASSOLUTA CONVINZIONE CHE SAPRÀ COGLIERE FACILMENTE I SUCCESSI CHE MERITA POICHÉ AVRÀ ADISPOSIZIONE UN’ISTITUZIONECOESA, VINCENTE E, A MIOPARERE, ASSOLUTAMENTE IMBATTIBILE, CARO CLAUDIO, E’ IL TUO MOMENTO .

IN BOCCA AL LUPO! A VOI TUTTI, UOMINI E DONNE DELL’ESERCITO, LE MIGLIORIFORTUNE .

VIVA L’ESERCITO ITALIANO!
VIVA LE FORZE ARMATE!
VIVA L’ITALIA!

INTERVENTO DEL GEN.C.A. GRAZIANO
IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA DI ASSUNZIONE
DELLA CARICA DI CAPO DI SME
(Roma, 6 dicembre 2011)

SIGNOR MINISTRO DELLA DIFESA, SIGNOR CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA,  SIGNORI SOTTOSEGRETARI, AUTORITÀ, GENTILI SIGNORE E SIGNORI, UFFICIALI, SOTTUFFICIALI, GRADUATI, ALLIEVI, SOLDATI, CARABINIERI DELLA POLIZIA MILITARE E PERSONALE CIVILE DELL’ESERCITO ITALIANO.

IN QUESTO PARTICOLARE MOMENTO, IN CUI MI ACCINGO AD ASSUMERE LA CARICA DI CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, NEL MIO ANIMO  SI ALTERNANO SENTIMENTI FORTI.

SONO, INNANZITUTTO, SENTIMENTI DI GRATITUDINE NEI CONFRONTI DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – CAPO SUPREMO DELLE FORZE ARMATE, A CUI RINNOVO IL MIO DEFERENTE OSSEQUIO – E DELL’AUTORITA’ DI GOVERNO PROTEMPORE, CHE HANNO VOLUTO ACCORDARMI LA LORO FIDUCIA NEL CONFERIRMI QUESTO ALTO INCARICO.

IL MIO RINGRAZIAMENTO QUINDI ALL’ONOREVOLE LA RUSSA CHE, CIRCA DUE ANNI ORSONO, MI HA SCELTO QUALE SUO CAPO DI GABINETTO E, SUCCESSIVAMENTE, MI HA PROPOSTO PER ASSUMERE L’INCARICO DI VERTICE  DELL’ESERCITO.

GRAZIE PER ESSERE QUI OGGI.

RINGRAZIO IL MINISTRO DELLA DIFESA, AMMIRAGLIO DI PAOLA, CHE HO AVUTO IL PRIVILEGIO DI SERVIRE IN PRECEDENTI ESPERIENZE PROFESSIONALI, PER AVERMI CONFERMATO NELL’ASSEGNAZIONE E, SOPRATTUTTO, PER LA SUA STIMA DI CUI MI HA SEMPRE ONORATO E PER LA SUA VICINANZA IN UN MOMENTO COSI’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA DI UOMO E DI SOLDATO.

SONO POI SENTIMENTI DI SINCERA EMOZIONE QUELLI CON CUI PORGO IL MIO RIVERENTE OMAGGIO ALLA BANDIERA DI GUERRA DELL’ESERCITO E, IDEALMENTE, A TUTTE LE BANDIERE E GLI STENDARDI DEI REGGIMENTI E DELLE UNITA’ DELLA FORZA ARMATA.

SONO, POI, SENTIMENTI DI COMMOZIONE, NEL VOLGERE IL MIO PENSIERO AI NOSTRI CADUTI, QUEGLI EROI SILENTI CHE, IN GUERRA E IN PACE, IN OPERAZIONI E IN ADDESTRAMENTO, HANNO ONORATO IL GIURAMENTO DI FEDELTA’ FINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO, OFFRENDO MIRABILI ESEMPI DI DEDIZIONE, DIGNITÀ ED ONORE.

ESPRIMO ALTRESI’ LA MIA PIU’ PROFONDA VICINANZA A  TUTTI I NOSTRI SOLDATI CHE, ELL’ASSOLVIMENTO DEI LORO COMPITI, HANNO RIPORTATO FERITE O MENOMAZIONI. A LORO, IMPEGNATI IN UNA DIFFICILE BATTAGLIA, L’AFFETTO E IL SUPPORTO DI TUTTO L’ESERCITO!

SONO, POI, SENTIMENTI DI RICONOSCENZA VERSO LE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA, PER LA TENACIA CON CUI CUSTODISCONO I VALORI SPIRITUALI E LE TRADIZIONI DELLA FORZA  ARMATA, NONCHÉ VERSO LA RAPPRESENTANZA MILITARE, CON  LA QUALE SONO CERTO DI POTER INSTAURARE UN DIALOGO PUNTUALE ED EFFICACE PER PROMUOVERE GLI INTERESSI E IL BENESSERE DEL NOSTRO PERSONALE.

SONO INFINE SENTIMENTI DI AUTENTICA GRATITUDINE A MIA MOGLIE MARISA, CHE MI HA ACCOMPAGNATO IN TUTTA LA MIA CARRIERA MILITARE, CONDIVIDENDONE OGNI SINGOLO MOMENTO ED EMOZIONE – TRISTE, MA MOLTO PIU’ SPESSO FELICE. IL DESTINO E’ STATO MOLTO GENEROSO CON ME: NON POTEVO ESSERE PIU’ FORTUNATO NEL TROVARE LA COMPAGNA DELLA MIA VITA.

CERTO DI INTERPRETARE I SENTIMENTI DI TUTTI, RIVOLGO ORA IL COMUNE PENSIERO E  LA GRATITUDINE AI NOSTRI SOLDATI, UOMINI E DONNE CHE, IN QUESTO MOMENTO, SONO IMPIEGATI IN OPERAZIONI IN  PATRIA E FUORI DAI CONFINI NAZIONALI. ESSI CONTRIBUISCONO A GARANTIRE LA PACE E LA SICUREZZA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE, CONCORRENDO IN MANIERA SIGNIFICATIVA AL PRESTIGIO DELL’ITALIA E ALL’AFFERMAZIONE DI QUEI VALORI E PRINCIPI SU CUI SI FONDANO LE NOSTRE FORZE ARMATE E LA

NOSTRA NAZIONE.

IL MIO SENTITO RINGRAZIAMENTO AL MIO PREDECESSORE ED AMICO, GENERALE VALOTTO –  CHE LASCIA IL SERVIZIO ATTIVO DOPO UNA LUNGA ED ESALTANTE CARRIERA – PER LA PROFESSIONALITÀ, LA PASSIONE E LA TENACIA CON LE QUALI HA GUIDATO L’ESERCITO IN UN MOMENTO COSÌ DELICATO PER IL PAESE E PER TUTTA L’EUROPA.

A LUI SONO LEGATO DA UNA CONOSCENZA DI LUNGA DATA CHE RISALE AI TEMPI DELL’ACCADEMIA, QUANDO ALLIEVO UFFICIALE VEDEVO NEL TENENTE VALOTTO UN ESEMPIO DA SEGUIRE PER LA MIA VITA MILITARE.

GLI STRAORDINARI RISULTATI CHE LA FORZA ARMATA HA SAPUTO CONSEGUIRE SOTTO LA SUA LUNGIMIRANTE DIREZIONE HANNO ACCRESCIUTO LA VICINANZA E L’AFFETTO DELL’ITALIA VERSO I SUOI SOLDATI NONCHÉ L’APPREZZAMENTO E LA STIMA DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE. GRAZIE BEPPE! GRAZIE DA TUTTI NOI!

DONNE E UOMINI DELL’ESERCITO VIVIAMO IN UN’EPOCA DI GRANDE COMPLESSITÀ E DINAMISMO, STRETTI IN UNA CRISI ECONOMICA SENZA PRECEDENTI PER INTENSITÀ E DURATA.

CONTESTUALMENTE, GLI SCENARI INTERNAZIONALI SI CARICANO DI VECCHIE E  NUOVE TENSIONI, CHE CONTRIBUISCONO AD ESACERBARE L’INSTABILITÀ INTERNAZIONALE.

SAREMO CERTAMENTE CHIAMATI A DOVER PROSEGUIRE IL NOSTRO OPERATO SU PERCORSI DIFFICILI, CHE A TRATTI POTRANNO DIVENTARE ANCHE  IMPERVI, E NON CI SARÀ CONCESSA LA POSSIBILITÀ DI PAUSE O DI ESITAZIONI. DIVENTA SEMPRE PIÙ STRINGENTE L’ESIGENZA DI UN PROFONDO PROCESSO DI REVISIONE E RIORGANIZZAZIONE DELLA FORZA ARMATA, PER RENDERLA ANCORA PIÙ RISPONDENTE ALLE ODIERNE ESIGENZE OPERATIVE E, NEL CONTEMPO, AI VINCOLI FINANZIARI.

L’ESERCITO HA GIA’ ATTRAVERSATO FASI DI RIORGANIZZAZIONE: ALCUNE PER FAR FRONTE ALLE EVOLUZIONI DEGLI SCENARI, ALTRE PER SUPERARE MOMENTI DI SFAVOREVOLE CONGIUNTURA ECONOMICA. ABBIAMO SEMPRE SAPUTO SUPERARE CON SUCCESSO QUESTI MOMENTI.

E’ LA NOSTRA FORZA: IL MESTIERE DELLE ARMI INSEGNA AD ESSERE FLESSIBILI, A SAPERSI ADATTARE, A CONFRONTARSI CON GLI IMPREVISTI.   E ANCHE QUESTA VOLTA NON SAREMO DA MENO!

OGGI, NEL MOMENTO IN CUI SIAMO CHIAMATI A CONFRONTARCI CON SIGNIFICATIVI TAGLI AL BILANCIO, PUR TENENDO SEMPRE PRESENTE CHE ABBIAMO IL DOVERE MORALE DI CONTINUARE A GARANTIRE ALTI LIVELLI DI SICUREZZA E PROTEZIONE PER IL NOSTRO PERSONALE IMPIEGATO IN OPERAZIONI, DOBBIAMO CONFRONTARCI CON UNA REVISIONE STRUTTURALE,  A CONNOTAZIONE RIDUTTIVA, MA RIMANENDO SEMPRE PIENAMENTE CAPACE DI ASSOLVERE I COMPITI ASSEGNATI.

SONO CERTO CHE QUESTA RIORGANIZZAZIONE COSTITUIRÀ UN’OPPORTUNITÀ, IO CREDO, IRRIPETIBILE DI RAZIONALIZZAZIONE, CHE CONSENTIRÀ ALLA FORZA ARMATA DI SNELLIRSI E, AL TEMPO  STESSO, DI DIVENIRE UNO STRUMENTO MILITARE PIÙ MODERNO E ANCORA PIÙ EFFICACE, ELIMINANDO OGNI RIDONDANZA E RICERCANDO LA MASSIMA OTTIMIZZAZIONE POSSIBILE IN OGNI COMPONENTE, OPERATIVA, LOGISTICA, DI  FORMAZIONE O TERRITORIALE.

OTTIMIZZAZIONE, CHE DEVE PASSARE ATTRAVERSO LA RICERCA E LA CONDIVISIONE DI OGNI SINERGIA A LIVELLO INTERFORZE E INTERNAZIONALE IN SENO ALL’EUROPA E ALL’ALLEANZA ATLANTICA.

E’ UN APPUNTAMENTO AL QUALE DEDICARE LE NOSTRE MIGLIORI ENERGIE, CHE VOGLIAMO VIVERE DA PROTAGONISTI, E A CUI – NE SONO CONVINTO – L’AUTORITÀ POLITICA NON LESINERÀ IL SUO SOSTEGNO, NEI TERMINI PIU’ OPPORTUNI, IN MISURA ADEGUATA AL LIVELLO DI AMBIZIONE DEL PAESE.

SI TRATTA – NE SONO CONSAPEVOLE – DI OBIETTIVI IMPEGNATIVI ED AMBIZIOSI, MA CHE RIUSCIREMO A COGLIERE PERCHÉ POTREMO FARE AFFIDAMENTO SUL PARTECIPE CONSENSO E SUL FERMO IMPEGNO DI OGNI MILITARE, DI QUALSIASI GRADO, ARMA E SPECIALITÀ.

PER QUANTO MI RIGUARDA  – ED E’ UN IMPEGNO PROGRAMMATICO CHE ASSUMO DI FRONTE ALLA BANDIERA DELL’ESERCITO ITALIANO – AD OGNUNO DEGLI UOMINI E DELLE DONNE DELLA FORZA ARMATA SARÀ RIVOLTA LA MIA PIÙ SCRUPOLOSA ATTENZIONE,  PER ESALTARNE L’ORGOGLIO DI APPARTENENZA, PER ASSICURARE LORO GLI STRUMENTI PIÙ IDONEI ALL’ASSOLVIMENTO DEI COMPITI E PER MIGLIORARNE LA QUALITÀ DELLA VITA, ATTENUANDO – PER QUANTO SARA’ POSSIBILE – QUEI DISAGI CHE LA NOSTRA PROFESSIONE INEVITABILMENTE COMPORTA.

E MI ACCINGO A CONCLUDERE RIVOLGENDOMI A TUTTI VOI, ALLE VOSTRE FAMIGLIE ED ALLE NOSTRE FAMIGLIE, CHE CONDIVIDONO OGNI GIORNO,  CON GENUINO ORGOGLIO, LE GIOIE, I SACRIFICI E GLI IDEALI DEL NOSTRO PECULIARE IMPEGNO.

A TUTTI GIUNGA IL MIO PIÙ SINCERO ED AFFETTUOSO AUGURIO AFFINCHÈ POSSIATE TRARRE, DAL VOSTRO SERVIRE, LE PIÙ BELLE SODDISFAZIONI E POSSIATE VEDERE REALIZZATA OGNI VOSTRA LEGITTIMA ASPIRAZIONE NELL’INTERESSE SUPREMO DEL PAESE.

VIVA LE FORZE ARMATE!
VIVA L’ESERCITO ITALIANO!
VIVA L’ITALIA!

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Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

Discussione

Un pensiero su “Esercito/ Cambio del Capo di SME, subentra il Gen. C.A. Claudio Graziano

  1. Auguri di vero cuore al Generale di Corpo d’Armata Giuseppe VALOTTO (ho letto il suo discorso e mi sono emozionato) che ha lasciato il servizio attivo dopo ben 45 anni di servizio. Signor Generale VALOTTO si goda la meritatissima pensione.
    Al Generale di Corpo d’Armata Claudio GRAZIANO nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito auguro ogni fortuna per il prestigioso incarico e tanti successi per l’avvenire.
    Conosco i due Generali in quanto conosciuti personalmente allo Stato Maggiore dell’Esercito.
    Luogotenente (aus.) LEVATINO Giuseppe Mario DECANO dell’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito dal lontano 28 novembre 1973 al 30 dicembre 2009 (data in cui sono andato in ausiliaria).

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    Pubblicato da Giuseppe Mario LEVATINO | 7 dicembre 2011, 10:26

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