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Etiopia/ Social Media. Contro l’analfabetismo in Africa piovono Tablet


di Giulio Tortello – Dopo aver venduto pc low cost per le scuole, lo scienziato Nicholas Negroponte ne lancerà altri nelle zone più impervie col paracadute, sicuro che i bambini possano imparare a usarli da soli, come è già successo.
Stanno per piovere computer in Etiopia, Liberia, Sierra Leone, Tanzania. A scendere col paracadute là dove le strade latitano e l’energia elettrica non arriva, saranno gli XO-3, cioè speciali tablet simili a una versione più spessa dell’iPad, dotati di pannello solare, caricatore a manovella e di Linux o Android come sistema operativo.

E la nuova iniziativa del progetto umanitario One laptop per child (Olpc) di Nicholas Negroponte, direttore del Media Lab Institute of Technology. Nella fase iniziale del progetto 2,5 milioni di computer portatili XO-1 sono stati venduti a circa 200 dollari dalla Olpc Foundation ai governi di quaranta nazioni in via di sviluppo, che li hanno distribuiti ai bambini delle scuole primarie.

Ora, con il nuovo tablet da cento dollari, l’obiettivo è raggiungere anche chi non va a scuola. «La prima distribuzione di tablet è stata fatta via camion questa settimana in Etiopia. Più avanti useremo gli elicotteri. Il punto dell’operazione sarà l’assenza di intervento umano: i tablet arriveranno in zone dove non ci sono scuole né adulti istruiti, e i bambini dovranno imparare a usarli da soli» spiega Negroponte. «Esistono
infatti al mondo circa cento milioni di bambini che non possono contare su nessuno che sia in grado di trasmettere un’istruzione, ed altri cento milioni hanno scuole così carenti che non imparano a leggere». E il tablet da solo può insegnare a farlo? «Noi riteniamo di sì» dice Negroponte «e insieme alla neuroscienziata Maryanne Wolf, all’esperto di tecnologia dell’educazione Sugata Mitra e a Cynthia Breazeal del Mit, esperta di interazione tra uomo e computer, studieremo nei prossimi due anni l’efficacia dell’autoistruzione via tablet». Sugata Mitra è l’autore dell’esperimento II buco nel muro: nel 1999, a Nuova Delhi, sfondò una parete della sua azienda per far sì che i bambini della bidonville vicina potessero accedere liberamente a un computer.

«Mitra provò che bambini senza istruzione né supervisione di adulti possono organizzarsi in micro-comunità attorno al computer e aiutarsi a vicenda ad acquisire capacità, come la conoscenza dell’inglese, paragonabili a quelle dei coetanei che frequentano la scuola primaria» sottolinea Negroponte. «Nel 2001 mio figlio, che era con me in Cambogia, collegò il piccolo villaggio di Reaksmy a internet e donò portatili
a tutti i bambini. Non c’erano né elettricità né acqua né telefono. Ma c’era internet: la prima parola inglese che i bambini impararono fu Google. Questi bambini non sanno nemmeno cosa sia un telefono, ma oggi usano Skype per parlare col mondo».

Leggi anche: http://www.peacelink.it/cybercultura/a/31067.html

Venosa/ Aree di Crisi. Dieci anni fa veniva ucciso il fotoreporter lucano Raffaele Ciriello


Raffaele Ciriello

di Redazione Basilicata24 – Fotoreporter di guerra. Da Ginestra si era trasferito a Milano. Con le sue immagini ha documentato gli scontri in Kosovo, Sierra Leone, AfghanistanQuesto il suo ultimo video prima di cadere sotto il colpi di un tank israeliano  http://www.youtube.com/watch?v=fHEU-dJ7mTU

13 Marzo 2002 13 marzo 2012. Dieci anni fa il fotoreporter di origini lucane Raffaele Ascanio Ciriello fu colpito a morte da un tank israeliano a Ramallah. Secondo la testimonianza di un giornalista che era con lui in quel momento non era in corso nessuna sparatoria, quando è sbucato un carro armato che ha cominciato a sparare colpendo il fotografo. Ciriello era a Ramallah, in Cisgiordania, per documentare gli scontri tra palestinesi e israeliani per il Corriere della Sera.

Raffaele Ciriello era nato nel 1959 a Venosa. Da Ginestra, paese d’origine della sua famiglia, i suoi genitori si trasferitoro a Milano quando Raffaele aveva solo due anni. Aveva iniziato la carriera negli anni Novanta, seguendo corse motociclistiche e rally come la Parigi-Dakar. Successivamente si era appassionato al fotogiornalismo di guerra, realizzando reportage in tutto il mondo: Libano, Afghanistan, Ruanda, Kosovo, Eritrea, Sierra Leone. Ciriello aveva all’attivo numerosi volumi di fotografie e ha lavorato al fianco di inviati come Ettore Mo, Fausto Biloslavo e Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera assassinata in Afghanistan. E sempre per il Corriere, Ciriello stava realizzando i suoi servizi.

Raffaele Ciriello, pur non possedendo nessun tesserino da giornalista, apparteneva alla categoria dei giornalisti-giornalisti. Di quelli che per raccontare i fatti ci vanno a mettere i piedi dentro, senza necessità di un pezzo di carta. E fu per raccontare gli scontri tra israeliani e palestinesi che Ciriello fu ucciso. Cadde sotto il fuoco di un tank israeliano mentre documentava la follia della guerra.

Ci piace ricordarlo, per l’esempio che può rappresentare per tutti noi che ogni giorno, se pure nel nostro piccolo, proviamo a documentare fatti per portarli nelle case della gente.

Ci piace ricordarlo quando i “baroni” dell’informazione ci danno lezioni su come si fa questo mestiere snocciolando regole apprese fra i banchi di fredde scuole di giornalismo. Preferiamo la lezione di Raffaele e di quelli come lui per i quali il giornalismo è passione. Una passione che nessun libro ti può insegnare. Grazie Raffaele!

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Caltanissetta/ Bersaglieri per la Pace. Concerto Internazionale alla 67° Sagra del Mandorlo in Fiore.


In foto: Fanfara presso il Tempio della Concordia relativa all'edizione del 2011 del fotoreporter Lillo Miccichè.
In foto: Fanfara presso il Tempio della Concordia relativa all'edizione del 2011 del fotoreporter Lillo Miccichè.

“Di certo è un’attività, di interesse internazionale  – ci riferisce il nostro lettore Giuseppe Alcamisi a cui parteciperà la Fanfara Bersaglieri di Caltanissetta”. “Si tratta – ha anche spiegato – di una manifestazione che coinvolge decine di gruppi folk sia europei sia extraeuropei il cui tema dominante è la pace e la fratellanza tra i popoli”.

La manifestazione dei Bersaglieri si svolgerà sullo sfondo della splendida Valle dei Templi di Agrigento, circondati dalla precoce fioritura del mandorlo, il giorno 12 febbraio 2012, la Fanfara Bersaglieri di Caltanissetta aprirà la sfilata conclusiva della 67a Sagra del Mandorlo in Fiore57° Festival Internazionale del Folklore, a cui parteciperanno gruppi  folkloristici internazionali provenienti da:  Adygheya, Algeria, Bielorussia, Bulgaria, Georgia, India, Irlanda, Messico, Perù, Romania, Serbia, Sierra Leone, Slovacchia, Isola di Pasqua.

“Il tema del festival, – ci dice ancora Alcamisi –  è affidato al Dott. Marco Zambuto, Sindaco di Agrigento insieme al saluto di benvenuto, e sarà  la ‘Comune fede nei valori del rispetto reciproco, della tolleranza e del dialogo quali essenziali presupposti per la costruzione di una convivenza civile, libera e pacifica.’”

Durante la sfilata la Fanfara, unitamente ad una delegazione dei Direttivi Sezionali e Provinciali dell’ Ass. Naz. Bersaglieri  di Caltanissetta, renderanno gli onori militari al monumento dei Caduti in Guerra con la deposizione di una corona di fiori.

Nel pomeriggio si esibiranno presso il Tempio della Concordia eseguendo i più noti brani della tradizione bersaglieresca.

.Antonio Conte