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MAR MEDITERRANEO/ MARINA MILITARE. CADE ELICOTTERO DURANTE LE ATTIVITÀ ADDESTRATIVE


Bari, 6 Aprile 2018 – Cade un elicottero con 5 uomini a bordo. Sono tutti vivi. Il velivolo ha impattato sull’acqua durante un’attività addestrativa notturna programmata.

L’elicottero della Marina Militare imbarcato su Nave Borsini, unità impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo centrale,

Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio sono scattate con immediatezza e sono stati prontamente recuperati i cinque membri dell’equipaggio, poi trasferiti a bordo di Nave Borsini per le necessarie valutazioni e cure sanitarie.

In corso gli accertamenti per appurare i motivi dell’incidente.

A.C.

Qui la scheda di Nave Comandante “Borsini”

LIBIA/ MARINA MILITARE. NAVE CAPRERA SOSTITUISCE LA CAPRI NELLA MISSIONE BILATERALE DI ASSISTENZA E SUPPORTO


Roma, 30 marzo 2018 – Effettuato  il “passaggio di consegne” tra Nave Capri e Nave Caprera nell’ambito della Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia. In particolare, a questo assetto navale compete, prioritariamente, l’attività di supporto logistico e tecnico-manutentivo dei battelli della Marina e della Guardia Costiera libiche. Nave Caprera giungerà domani al porto di Tripoli, da dove comincerà la sua missione della durata di circa quattro mesi.

Nave Capri aveva iniziato la sua attività a dicembre dello scorso anno, subentrando a Nave Tremiti, e nei suoi circa quattro mesi di missione ha svolto consulenza e formazione del personale militare libico della Marina e della Guardia Costiera nelle attività di manutenzione, riparazione e ripristino dell’efficienza delle unità navali libiche.

L’operazione, inizialmente inquadrata nell’operazione “Mare Sicuro”, era stata avviata ad agosto dello scorso anno, in seguito alla richiesta di supporto avanzata dal Governo di Accordo Nazionale libico al Governo italiano. Per assolvere con efficacia i compiti assegnati, a bordo delle unità navali italiane della “classe Gorgona” – selezionate per alternarsi in questo specifico incarico di natura tecnico-logistica – è prevista la presenza di un container attrezzato a officina meccanica, oltre che di due ulteriori team di personale tecnico-specialistico.

Roma/ Difesa. Ridislocati 4 AMX su Aeroporto di Trapani per Sorveglianza Mediterraneo Centrale


Nell’ambito delle predisposizioni tese ad assicurare la sicurezza degli interessi nazionali nell’area del Mediterraneo Centrale, è stata incrementata la capacità di sorveglianza e acquisizione informazioni ridislocando, temporaneamente, 4 velivoli AMX del 51° Stormo di Istrana (TV) presso la base di Trapani Birgi in Sicilia.

La decisione è maturata a seguito dei recenti sviluppi nell’area dei paesi del Nord Africa e del conseguente deterioramento delle condizioni di sicurezza.

Questa misura si va ad inserire tra quelle adottate, in precedenza, dal Governo nell’area mediterranea relative all’operazione “Mare Sicuro” posta in essere a tutela dei molteplici interessi nazionali e per assicurare coerenti livelli di sicurezza.

 

La Somalia ed i pirati del Corno d’Africa


Attacchi dei pirati al 19 aprile 2011

Sono particolarmente entusiasta di questo 2° Corso per “Giornalismo e Comunicazione in Aree di Crisi”, in quanto ci offre la possibilità pratica di immergersi in un contesto militare e di seguirne le vicende, pur rimanendo nel distinto ruolo del giornalista. E’ quanto meno affascinante, anche se non privo rischio se, in una disamina completa, si può immaginare di essere proiettati in un Teatro Operativo, serio, vero, come può essere stato quello del Kosovo, della Bosnia o quello di oggi dell’Afganistan. Questo per quanto concerne l’esercito, ma le cose sono altrettanto interessanti per la Marina Militare che opera in mare, nei mari vicini ed in quelli lontani e negli ampi oceani, come quello Indiano di fronte al Corno d’Africa della Somalia.

Eppure, pur non volendo essere così radicali nell’immaginare un impiego giornalistico così importante e coinvolgente, ci rendiamo conto che di notizie, interessanti, cruente e di grande attualità ne emergono in questo corso; direi abbondano. Sono tante e diverse, che non si sà quale dare prima, specie per chi di difesa si è occupato poco, tutto sommato.

Proviamo però a darne una, partendo da un dato di cronaca. Si tratta di un ultimo comunicato stampa apparso sul Diario di Bordo del sito della Marina Militare, il n. 4/2011, del 1 marzo 20011. Il cui titolo recita “Pirateria: Nave Espero nell’Oceano Indiano e Golfo di Aden”. Veniamo informati che una nostra unità navale la Fregata “Espero” ha iniziato una operazione di contrasto alla pirateria nell’Oceano Indiano, in ambito di un programma dell’Unione Europea. La missione è stata denominata “Atalanta” e coinvolge le Forze Navali Europee, nota negli ambienti militari anche come “Task Force 465”, e che si propone di fare da scorta ai mercantili del Programma Alimentare Mondiale, il World Food Programme (WFP) nonché dei mercantili dell’Unione dei Paesi Africani in Somalia nota anche con il nome inglese “African Union in Somalia” (AMISOM).

Verò è, che la presenza di unità navali militari da guerra ha anche un valore deterrente tale da scoraggiare, e si spera impedire, questa emergente ed illegale attività di pirateria dei somali, che – si dice – sia anche fomentata da occulti compratori, ricettatori e/o finanziatori di queste attività.

L’attività di pirateria e di rapina non è praticata solo per impossessarsi di navi, beni trasportati e per potenziare la propria offesa, a volte i pirati si spingono oltre fino all’omicidio, e fino alla strage degli equipaggi.

E’ del febbraio scorso, la notizia della strage di una intera famiglia, da parte dei pirati del “Corno d’Africa” e nel Golfo di Aden, per accaparrarsi il l prezioso natante. Si trattava di uno yacth americano catturato dai pirati. Per la sua liberazione con un blitz tentato dalla forze speciali USA, non andato a buon fine, i 4 ostaggi della nave sono stati uccisi. Oltre ai due proprietari altri due anziani coniugi che giravano per i porti regalando bibbie evangeliche. E, ancora due giorni dopo questo tragico evento si è registrato la notizia del sequestro di tre minorenni danesi che giravano il mondo in mare, era la prima volta che passavano dal quelle parti, ma evidentemente non sapevano di dover passare attraverso un corridoio che le Forze Armate di Mare Europee e Internazionali, tra cui anche Americane e Cinesi, – anche se con diversi distinguo nel comportamento – stanno faticosamente preparando, ed ovviamente, si organizzano per poterlo difendere, garantendo una migliore protezione alle navi mercantili. Ma va anche registrato purtroppo che la Forza Militare Cinese preferisca difendere, con minore senso di altruismo, le proprie merci, ed innanzitutto i propri carichi ed equipaggi, fuori cioè da una logica si soccorso umanitario internazionale.

Ancora più recentemente scopriamo la seguente nota, a “Nairobi, l’8 aprile – dice Adnkronos – i pirati somali hanno sequestrato una nave di proprietà tedesca, battente bandiera di Antigua e Barbuda, la Susan K, al largo delle coste dell’Oman. Secondo quanto riferito dal portavoce della missione anti-pirateria della Ue, Paddy O’Kennedy, l’equipaggio dell’imbarcazione e’ costituito da 4 ucraini e 6 filippini”.

Un problema molto grosso, questo e tuttavia poco conosciuto, almeno da parte di molti italiani. L’Italia con una vocazione marittima così importante si pone, forse poco, il problema informativo circa le rotte privilegiate, e la cronaca dei fatti di mare. Ad esempio, poco si sa che la Fregata “Espero” con i suoi 221 membri di equipaggio continua un lavoro iniziato dal 2005 con l’operazione “Mare sicuro” come contrasto al fenomeno della pirateria e più in generale alla sicurezza delle rotte commerciali. L’unità navale al comando del Capitano di Fregata Vito Lacerenza, ora sostituisce, come in una staffetta, la nave “Zeffiro” che era operativa da tre mesi nell’Oceano Indiano.

Il TV Federico Mariani, Capo ufficio Pubblica Informazione del Comando in Capo della Squadra Navale della Marina Militare, in una recente intervista di Antenna Sud, nellambito del 2° Corso di Giornalismo e Comunicazione in Aree di Crisi. Ed. 2011

Un impegno costante che la Marina Militare svolge spesso senza la notorietà e l’enfasi, ormai del tutto standardizzato, per numero e varietà di programma dei media nazionali, anche statali. Del lavoro specialistico e professionale, ma, silenzioso quanto utile, come quello offerto dal T.V. Federico Mariani Capo Ufficio della Pubblica Informazione del Comando in Capo della Squadra Navale, solo pochi ne sanno qualcosa.

Antonio Conte