Dossier "Kosovo", Dossier "Serbia"

Serbia/ Belgrado-Pristina. Gli accordi a fumetti


© Foto: Фонд "Русский мир" - Sito: http://italian.ruvr.ru

( Italian Ruvr.ru ) Belgrado ha raggiunto l’accordo con Pristina sulla partecipazione del Kosovo alle riunioni regionali e subito le autorità serbe si sono affrettate a definirla come una “vittoria diplomatica della Serbia”. Adesso il Kosovo firmerà gli accordi con il proprio nome e le autorità di Pristina sperano che prossimamente disporranno di una loro rappresentanza a Belgrado. Tuttavia in calce alla targhetta “Kosovo” ci sarà una disposizione particolare, che afferma che tale accordo non stabilisce lo status del Kosovo e corrisponde alla risoluzione №1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, oltre che alla sentenza del tribunale internazionale dell’Aia sulla dichiarazione d’indipendenza del Kosovo.

Tutto questo è stato ottenuto grazie alle abilità diplomatiche ed al talento come designer del capo delegazione Borislav Stefanović, insieme ad Edita Tahiri. Sarebbe stato difficile da immaginare che le parti anzichè su temi politici avrebbero fatto fatica a trovare l’accordo su quale carattere grafico utilizzare nella scrittura di quella precisa postilla. Evidentemente la formula del “dialogo sulle questioni tecniche” è stato presa fin troppo alla lettera e Belgrado e Pristina hanno seriamente discusso se utilizzare il “Times new roman” o l’”Helvetica Bold”? In merito la delegazione kosovara, che ha proposto il Comic sans, e cioè il carattere creato per imitare quello dei fumetti- ha dato l’impressione di guardare le cose in modo di gran lunga più realistico.

Il noto designer russo Artemij Lebedev, commentando la fotografia nella quale nessuno depone i fiori sul monumento del primo presidente della Russia si è espresso circa l’inadeguatezza dei caratteri del monumento con il seguente esempio: “Anche io sotto una lettera “I” così deporrei dei fiori. Era una buona lettera. Peccato sia morta”.

Ahimè! I fiori ora dovrebbero esser deposti su ogni lettera del paragrafo della costituzione serba nel quale il Kosovo è definito come una parte indivisibile del Paese. In sostanza l’opposizione rimprovera alle autorità di aver concluso un accordo che contraddice il più importante documento dello Stato, riconoscendo formalmente l’indipendenza del Kosovo.

Allo stesso tempo però questo patto fra Belgrado e Pristina lascia ampio spazio alla fantasia. Ecco un esempio: durante il congresso regionale il premier serbo Cvetković stringe la mano al “collega” kosovaro Thaçi, contro il quale nel 2008 era stato accusato di crimini contro l’ordine costituzionale e la sicurezza del Paese dal Ministero degli Affari Interni della Serbia.

Il giornale “Pravda.ru”, che osserva vari avvenimenti internazionali e Vadim Truchačev, storico slavista, sono dell’opinione che: “Questo accordo è un passo verso il riconoscimento del Kosovo da parte di Belgrado. E’ evidente che il viaggio dell’agosto dello scorso anno che la Merkel ha fatto in Serbia, le è servito ad ottenere ciò che voleva. In quell’occasione il cancelliere tedesco aveva fatto pressione sulle autorità del Paese e il presidente Tadić quella volta deve aver ceduto alle sue richieste. Mi è difficile capire se il leader serbo si sia reso conto che le trattative sui confini del Kosovo non sono ancora concluse. Temo che venga il turno di Voivodina e Sangiaccato. La Serbia alla fine ha ottenuto lo status di candidato per entrare a far parte dell’Unione Europea, l’unica domanda è con quali confini entrerà in Europa. Il gioco vale la candela?” si domanda l’esperto.

Come ci si aspettava l’accordo è stato approvato dall’occidente. L’ambasciata statunitense a Prisina ha esortato tutte le forze democratiche del Kosovo a dare sostegno al raggiungimento dell’accordo con Belgrado. Alcuni rappresentanti delle “forze democratiche” hanno risposto con entusiasmo alla chiamata: durante l’ultimo fine settimana in alcuni villaggi vicini alla città di Gnjilane le forze speciali di Pristina hanno picchiato sette serbi, fra cui un anziano signore, hanno arrestato delle persone che collaborano con il Ministero degli Affari Interni serbo ed hanno ammanettato un ragazzo di sedici anni. L’opposizione serba mette in collegamento diretto la crescita delle tensioni in Kosovo con il raggiungimento degli accordi a Bruxelles, che danno ancora maggior libertà alle autorità per l’autoproclamazione della repubblica.

Fonte: http://italian.ruvr.ru/2012_02_27/67027479/
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