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Afghanistan/ Farah, Operazione “ISAF”. “CHIUDE LA BASE DI BALA BOLUK”. Ultimate transizioni a Sud


Bala Boluk, 15 novembre 2013. Questa mattina gli ultimi militari italiani hanno lasciato definitivamente la base operativa avanzata (Forward Operative Base – Fob) “Tobruk” di Bala Boluk, ultimo avamposto della Transition Support Unit South (TSU-S), l’unità italiana che ha concluso il processo di transizione  della responsabilità della sicurezza della provincia di Farah alle forze afghane.

I Bersaglieri del 6° reggimento di Trapani, ultimo reparto alla guida della TSU-S (che ha operato per quasi 7 anni nella provincia), hanno consegnato nelle mani del colonnello Nazar Mohammad Qerleq, in rappresentanza dell’Afghan National Army le “chiavi” della base, che ospiterà la sede del 6° kandak (battaglione operativo) della 2^ brigata del 207° corpo d’armata dell’esercito afghano.

Ai militari italiani il plauso e la riconoscenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Il colonnello Mauro Sindoni, stringendo la mano al collega afghano Nazar Mohammad Qerleq ha ricordato il lungo percorso della transizione che ha visto purtroppo anche molti caduti sia della coalizione sia dell’esercito afgano, e ha rimarcato i consolidati rapporti di reciproco rispetto maturati nel tempo con la popolazione locale, con l’orgoglio di lasciare nelle mani di una forza capace il controllo, la sicurezza e lo sviluppo della provincia.

La chiusura di questa base è stata realizzata grazie ad una complessa attività operativa di “retrograde” (ripiegamento), pianificata e condotta dal Regional Command West su base brigata meccanizzata Aosta. L’ultimo convoglio, composto da 138 uomini a bordo di 32 mezzi militari e 14 veicoli per il trasporto dei materiali, è partito da Bala Boluk alle prime luci dell’alba ed è stato scortato lungo l’itinerario dagli elicotteri d’attacco italiani A129 Mangusta della Task Force Fenice, nonché dagli aerei senza pilota Predator, che hanno consentito il monitoraggio dell’intera operazione.

Dallo scorso 10 agosto nella Fob “Tobruk” di Bala Boluk hanno operato, oltre ai bersaglieri trapanesi del 6° reggimento, i genieri del 4° reggimento guastatori di Palermo e  una compagnia genio del 5° reggimento guastatori di Macomer (NU); infine, le trasmissioni per il comando e controllo all’interno dell’area di responsabilità e quelle strategiche con l’Italia sono state assicurate da un plotone di trasmettitori del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano.

La cessione agli afghani di Fob “Tobruk”,  che segue a tre settimane di distanza quella della chiusura della base “Dimonios” di Farah, segna anche il rientro in Patria di circa 400 militari italiani, come parte del ridimensionamento del dispositivo del contingente che proseguirà fino alla fine del 2014 come stabilito dall’Alleanza durante il summit di Chicago del maggio 2012.

L’Ammiraglio Binelli Mantelli al Convegno nazionale “Remotizzazione e robotizzazione nelle Forze Armate”


Questa mattina, in Roma, presso l’ aula “Beniamino Andreatta” di Palazzo Salviati,  del Centro Alti Studi della Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli è intervenuto al convegno nazionale “Remotizzazione e robotizzazione nelle Forze Armate”, organizzato dal Centro Studi Difesa e Sicurezza con il patrocinio di Finmeccanica S.p.A..

Il Convegno ha fornito ai partecipanti preziose informazioni sull’attuale livello di presenza di sistemi robottizati e remotizzati presso le Forze Armate italiane e sulle prospettive, a breve medio termine, di inserimento di nuovi sistemi.

L’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato come “le nuove tecnologie, applicate alla gestione remota o autonoma di sistemi complessi, permettono di ridurre l’esigenza di personale, ma anche di ridurre il rischio fisico per l’uomo in numerosi contesti, non necessariamente militari. Aspetto questo non affatto secondario se si pensa al crescente impatto sull’opinione pubblica, sempre meno disposta e capace di sopportare perdite umane anche per le missioni più nobili e condivise dalla comunità internazionale”.

L’Ammiraglio Binelli, dopo aver illustrato pregi e criticità della robotizzazione e della remotizzazione ha affrontato il tema della realizzazione del giusto compromesso tra capacità tradizionali e di alta tecnologia. “ Esistono – ha spiegato – situazioni operative nelle quali fa premio la presenza sul campo dell’uomo, cioè di un’intelligenza e di una volontà mediate da un complesso di fattori che spaziano dal bagaglio culturale, alla sensibilità, al buon senso e anche ai sentimenti di umanità, peculiari dell’intelligenza naturale e che non potranno mai essere riprodotti artificialmenteIl “soldato consapevole” di cui si parla in ambito NATO, è un valore irrinunciabile che nessuna macchina e nessun sistema remoto potrà mai sostituire. L’uomo – ha concluso l’’Ammiraglio – rimane l’elemento centrale, con la sua sensibilità e il suo intuito “fuori dagli schemi”, di ogni operazione militare!

Durante il convegno, quasi a rimarcare l’importanza e l’attualità degli argomenti trattati, è giunta la notizia di un’imbarcazione in navigazione al largo della Libia diretta verso nord, intercettata da un Predator dell’Aeronautica Militare nell’ambito della prima missione operativa di tali velivoli nell’OPERAZIONE MARE NOSTRUM. Le immagini trasmesse dal Predator hanno reso possibile verificare la presenza di migranti a bordo dell’imbarcazione verso la quale sta dirigendo per le operazioni di soccorso la Fregata “Maestrale” della Marina Militare italiana.

Predator/ L’aeroplano spy con pilotaggio remoto ed impiego notturno.


Si tratta di un aeroplano a pilotaggio remoto, il nome e MQ9B – Predator B, destinato principalmente ad un impiego di sorveglianza, ricognizione e di intelligence. Ha un efficiente sistema di ripresa con ottiche professionali ed è adatto all’uso notturno. E’ inoltre possibile che in futuro possa essere impiegato in compiti e missioni operative, almeno così sperano gli addetti alla manovra (vedi video).

Attualmente in forza all’aeroporto militare di Amendola, presso Foggia.

Antonio Conte