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Kosovo/ Val Rugosa. KFOR addestra il personale alpino locale al soccorso


Durante l’esercitazione SAVED SOULS 2018 i militari italiani impiegati nella missione in Kosovo addestrano personale locale al soccorso alpino per poter “vivere” la montagna in sicurezza 

Peć/Peja, martedì 6 novembre 2018. – Si è conclusa, presso le pareti rocciose della Val Rugova (Kosovo, Peć/Peja), l’esercitazione Saved Souls 2018, a completamento di una complessa attività addestrativa presieduta dal personale militare impiegato nella missione KFOR in Kosovo, e sviluppata nel corso dell’intero mandato.

Militari qualificati del 5° Reggimento Alpini (Vipiteno, BZ) – Reggimento framework del MNBG-W – hanno assistito personale della Peć/Peja Mountain Rescue Team e delle KSF (Kosovo Security Force) in un addestramento mirato all’apprendimento di alcune tecniche e procedure tipiche del soccorso in ambiente montano.

Dopo alcuni momenti addestrativi dedicati all’orienteering, alle procedure di primo intervento ed alle basilari tecniche di calata con corda, qualificati istruttori italiani nell’ambito del soccorso alpino hanno insegnato al personale locale alcune tecniche di soccorso in ambiente montano, tra cui le diverse modalità di calata di una barella (anche con la realizzazione di une teleferica) e l’utilizzo del “palo pescante”, un particolare tipo di argano che permette il recupero di eventuale personale in difficoltà, e di trasportarlo in una posizione soprastante in totale sicurezza.

Il Col. Ruggero CUCCHINI, C.te del MNBG-W e del 5° Reggimento Alpini, ha sottolineato l’importanza di questo tipo di attività, che rientrano pienamente nel mandato del CIMIC – la particolare branca del contingente italiano che si occupa della Cooperazione Civile Militare – impegnandosi in particolar modo in iniziative che si prefiggono l’obbiettivo di promuovere lo sviluppo delle istituzioni locali e delle NGO, migliorandone l’efficacia e l’efficienza a vantaggio della popolazione: facendo particolare riferimento a questo progetto, rilanciare l’attività in montagna – in totale sicurezza – potrà avere in futuro interessanti risvolti turistici e lavorativi a beneficio di tutta la popolazione di quest’area, qualunque sia l’etnia di appartenenza.

Il 5° Reggimento Alpini non è nuovo a questo tipo di attività: in occasione di un precedente dispiegamento in Kosovo del Reggimento (dicembre 2014 – giugno 2015), personale qualificato del 5° Reggimento Alpini ha posto le basi per la formazione e l’addestramento del personale della Peć/Peja Mountain Rescue Team, conducendo diverse attività tipiche del soccorso in montagna, sia in ambiente estivo (soccorso su parete rocciosa), che in ambiente invernale (soccorso di personale travolto da valanga).

Il MNBG-W, MultiNational Battle Group West è un’unità multinazionale composta da Italiani, Sloveni, Austriaci e Moldavi, con competenze nel settore occidentale del Kosovo.


Tempio Pausania/ 18 Giugno. La Brigata “Sassari” in una Esercitazione congiunta Civile-Militare


 BRIGATA “SASSARI”
LA TRANSIZIONE E L’AFGHANISTAN: IL MINISTERO AFFARI ESTERI AL “SANDALYON 2013”

Tempio Pausania, 18 giugno 2013. “La transizione in Afghanistan è ormai entrata nella quarta fase, si concluderà nel luglio del prossimo anno, molti gli obiettivi ancora da raggiungere ma anche i passi in avanti fatti dal Paese mediorientale”, così Filippo Alessi della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri intervenuto al ciclo di conferenze organizzate nell’ambito dell’esercitazione “Sandalyon 2013” , che si sta svolgendo a Tempio Pausania (OT). Esercitazione che vede la Brigata “Sassari” e organizzazioni internazionali impegnate nella simulazione di situazioni di emergenza tipiche dei teatri operativi all’estero.

Con i suoi circa 33 milioni di abitanti (non esiste un censimento) l’Afghanistan è un paese ricco di risorse naturali ma dove mancano le strutture per poterle sfruttare.

“Molto di quello che si sta facendo in Afghanistan è frutto di aiuti internazionali e di accordi bilaterali, come quello che il presidente Karzai ha firmato con l’Italia nel gennaio dello scorso anno.  Ma anche il governo ha di recente chiesto un prestito. Oggi, in città come Herat, il 30% degli studenti universitari è fatto di donne, esiste una quota rosa in Parlamento, c’è finalmente una legge che tutela le donne da ogni forma di violenza, e vengono creati centri che accolgono quelle in difficoltà, con i propri figli. E poi sono state costruite strutture che garantiscono un’assistenza sanitaria minima, scuole, infrastrutture idriche. Si sta lavorando per mettere in piedi una rete stradale efficiente, sono stati stanziati fondi affinché entro la fine del periodo di transizione sia utilizzabile il ristrutturato terminal civile dell’aeroporto di Herat, è stata creata un’autorità per l’aviazione che dovrà certificare i quattro aeroporti internazionali del Paese. La presenza occidentale in Afghanistan non è solo militare ma a sostegno dello sviluppo sociale e favore della popolazione”, ha concluso Alessi.

“E’ la conferma che la transizione non è solo una questione di sicurezza ma va formata anche la capacità di gestire risorse e attività – ha commentato il Comandante della Brigata “Sassari”, il Generale Manlio Scopigno – se non si investe anche su queste cose tutti gli altri sforzi vengono dimensionati”.

Dei diritti dell’infanzia ha parlato Eleonora Baltolu, dell’Unicef. “Una delle cose più difficili ancora oggi in Afghanistan per una donna è partorire. Così come ancora troppi bambini muoiono per quelle che in occidente non possono neanche essere classificate con malattie, una su tutte la dissenteria”.

Tempio Pausania/ 17 Giugno. La Brigata “Sassari” in una Esercitazione congiunta Civile-Militare


 

Tempio Pausania, 17 giugno 2013. In vista di possibili futuri impieghi della Brigata “Sassari” all’estero, per la prima volta – dal 17 al 21 giugno a Tempio Pausania (OT) – sarà condotta un’esercitazione di pianificazione in uno scenario di risposta alle crisi con la partecipazione anche di organizzazioni internazionali (IO), governative (GO) e non governative (NGO), simulando, tra le altre cose, situazioni di emergenza tipiche dei teatri operativi che vedono impegnati i nostri militari.

Sarà allestito un campo che simulerà la base del comando del contingente italiano a Herat (Camp Arena). Per cinque giorni saranno create delle situazioni di crisi, ispirate al massimo realismo, che vedranno tutti i partecipanti lavorare insieme per superare lo stato d’emergenza.

Scopo dell’esercitazione, denominata “Sandalyon 2013”, è quello di addestrare la Brigata “Sassari” e, soprattutto, di offrire alle varie organizzazioni civili (molte delle quali presenti all’estero) la possibilità di trovarsi di fronte a problematiche riscontrabili in uno scenario operativo ed affrontarle insieme alla componente militare, responsabile delle operazioni fuori area.

All’esercitazione prenderanno parte i rappresentanti di: Ministero Affari Esteri (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo), UNHCR (Alto Commissariato per i Rifugiati della Nazioni Unite), UNICEF, Croce Rossa Italiana, Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa, Protezione Civile, OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) a cui appartiene la funzionaria italiana rimasta ferita lo scorso maggio a Kabul in un attentato, SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta), CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), ICEPINT (Istituto per la Cooperazione Economica e Politica Internazionale), PERIGEO LAZIO (associazione di volontariato che opera in zone di emergenza) e ABINSULA (azienda specializzata in servizi di ingegneria e sicurezza informatica).

Nel corso dell’esercitazione alcuni rappresentanti delle organizzazioni internazionali terranno conferenze inerenti al Diritto Internazionale Umanitario, alla cooperazione civile e militare ed alla sicurezza elettronica.