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Bari/ Università. Relazioni Meridionali e Transculturalità. Ospite il Prof. Frassinelli docente in Sud Africa in Cultural Study


L’evento.

Antonio Conte

di Antonio Conte – L’evento si è svolto nell’Auditorium di via De Rossi, al numero 233, alle ore 15.00 di Venerdì 20 aprile scorso. E’ stato organizzato nell’ambito dei seminari del  Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ed è stato denominato “Relazioni meridionali”. In occasione sono stati presentati dei volumi: “Orizzonte Sud” e “Anglo-Southern Relations” a cura di Luigi Cazzato.  Di Pier Paolo Frassinelli invece “Traversing Transnationalism. The Horizons of Literary and Cultural Studies” con Ronit Frenkel and David Watson (Eds.)

I lavori sono stati introdotti dalla Prof.ssa Paola Zaccaria, presidente del CdL in Scienze della Comunicazione e si è conversato con Franco Arminio, il noto poeta-paesologo di Bisaccia (AV) e con Pier Paolo Frassinelli (Monash University – Sud Africa). A coordinare i lavori è stato Luigi Cazzato, docente di Letteratura inglese.

Per gli studenti era previsto, su richiesta, l’attestato di partecipazione con i crediti formativi.

La Presentazione

Pier Paolo Frassinelli

La Prof.ssa Paola Zaccaria ha presentato i due libri di Luigi Cazzato ed ha poi introdotto il Poeta di Bisaccia. Di quest’ultimo ha elencato molti dei libri e spesso, ha notato la Zaccaria, si parla di “terra”, di “grafia” e “scrittura”, insomma di geografia e di narrazioni del territorio. Altri temi portanti sono stati il buongoverno, ovvero il governo ecologico e a misura d’uomo, che non stravolga il territorio. Emerge anche la natura poetica, attuale e disincantata della quotidianità, con un particolare gusto per il presente. Il ricco contatto con la gente, sapido e  teso, che continua on line in comunità provvisorie, ma concrete e che alimentano il “sacro fuoco” del dialogo nella costruzione della visione comune.

Paola Zaccaria

Segue Pier Paolo Frassinelli, tagliente e acuto, perfino simpatico e gioviale. Sembra proprio uno di noi. Parla di mercati globali, di culture e contaminazioni reciproche. Ma anche di interessi: di quelli grandi.  Insegna in una Università in Sud Africa, che è sempre più il nord economico del continente africano.  Ci dipinge una clessidra tagliata dall’equatore. Il caldo torrido sembra inaridire le economie al centro mentre ai poli del pianeta, alle estremità africana ed Europea prolifererebbe l’economia e le vivacità culturali e politiche. Il mercato delle Culture capitalistiche, supera gli interessi immediati e getta le sue nuove basi con i corsi di lingue e di Culture anglofone. L’inglese ormai prolifera ovunque, così che gli anglofoni vincono due volte: prima nella raccolta di denaro in cambio di corsi di lingua e poi in un maggior numero di parlanti, che di fatto allarga la base economica, come un investimento negli affari del futuro.

Cosa unisce un professore italiano docente in Sud Africa negli Studi Culturali ed un poeta-Paesologo (ma si vorrebbe significare filosofo dei paesi) del Sud Europa?  Innanzitutto che vi è sempre un Sud. L’interesse transculturale è di concreta attualità. La vita sociale nel borderline è sempre incerta, vaga, indefinita. Vi è spazio per nuovi Studi delle Culture: dal basso. Ma anche le linee di confine aumentano e si spostano, ormai sono ovunque, ognuno di noi è sempre più isola a Sé, e di fatto per ognuno esiste un confine. “Si sta insieme da soli?”. Il tema dell’intercultura è quindi la chiave di volta. Ma il considerarsi al Sud di un Nord, considerarsi a seguito di una motrice, in ritardo rispetto al puntuale non giova, si fa sempre il gioco dell’altro. L’Altro da Se! Emerge che …, si vuol fare emerge che al centro ci siamo noi, siamo il Nord di qualche cosa di altro e che a muovere la nostra economia deve essere la nostra motrice.

Certo gli altri diranno di noi, ma levati gli scudi, barricate le menti si affermi che nell’ombellico del mondo ci siamo noi, noi che ora siamo qui. Vi è ancora speranza!

Gli Studenti

Franco Arminio (Foto di Mario Dondero)

Un incontro come questo sarebbe stato  importante per la consapevolezza dello studente che si ponga davvero il tema della Comunicazione, ed in cui emerge in modo esemplare il poeta paesologo di Bisaccia che tra l’altro si è preso cura di una Comunità Provvisoria  per 4 lunghi anni, con migliaia di post e commenti, con ore ed ore di lettura e scrittura, revisioni e invii. Franco Arminio con molti libri scritti sui paesi tra la Basilicata, Campania e Puglia, ha colto i loro odori, i sapori, ha descritto le storie e le vicende di molti loro personaggi, che sognano il realizzarsi di un buongoverno mentre desidera un ambiente sano in cui continuare a vivere: per se ed i propri figli. Emancipa, quando la Comunità Provvisoria arriva a gemmazione (ma forse già durante lo sviluppo della stessa) con l’identificazione dei luoghi delle sentinelle, definisce in questi Studi Culturali la filosofia vincente, della quotidianità e dell’ottimismo. Ecco quindi un nuovo Umanesimo delle Montagne e l’amore per i paesi che muoiono.

Lo studente di Comunicazione può dunque a ragion veduta procedere con strumenti della rete per condurre, a costo zero, la sua ricerca personale, sostenere la sua causa, costruire i ponti tra culture, tra  poetica e politica dell’ospitalità. Insomma costruirsi un mestiere, specializzarsi.

Le Istituzioni

Probabilmente la Regione e la Città di Bari, le Provincie e la stessa Università degli Studi di Bari non hanno ancora chiaro l’importanza di un Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, ne il futuro professionale di questi numerosi studenti.

La dimostrazione è proprio Franco Arminio, che con un lavoro costante di poche ore al giorno, ha creato un centro di attenzione culturale importante.

La verità è che si investe poco in Formazione Universitaria. Servono infrastrutture seminari, corsi e presenze come quella di Pier Paolo Frassinelli che sebbene abbia parlato poco e scansato molte domande lasciandoci nella curiosità e nell’attesa di un suo ritorno, ha dato modo al Poeta-Paesologo di Bisaccia – come egli stesso si definisce – di mettersi in luce, ponendo importanti questioni sul nostro futuro sul tappeto.

Dei due di certo, e di Cazzato, non ci mancherà da leggere, ma si spera che non siano fotocopie.

Antonio Conte

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Esperto in Comunicazione visive

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