Dossier "Kosovo", Dossier "Serbia"

Kosovo e Serbia/ Comune destino. Colpiti dal gelo assassino: “E’ la neve abbondante che uccide innocenti e travolge case”


Valanga travolge tre case

Dentro c’erano 25 persone. Maltempo impedisce soccorsi

(ANSA) – Sabato 11 Febbraio 2012 – PRISTINA/BELGRADO, 11 FEB – Nel sud del Kosovo una valanga di neve ha sommerso tre case nel villaggio di Restelica, al confine con Macedonia e Albania. Come riferisce l’agenzia serba Beta, secondo informazioni non confermate nelle tre case si troverebbero piu’ di 25 persone, ma finora non e’ giunta alcuna informazione su eventuali vittime. I soccorsi sono estremamente difficili a causa delle strade innevate e ghiacciate (Corriere dello Sport)


Valanga in Kosovo, almeno 7 morti

sabato 11 febbraio 2012, 23:45 la notizia di Peppe Caridi – Una valanga di neve che ha trovolto oggi alcune case in un villaggio nel sud del Kosovo ha provocato almeno sette morti, secondo un bilancio ancora provvisorio fornito dalla polizia. In precedenza si era parlato di tre vittime. Come e’ stato reso noto in tarda serata dalle autorita’ a Pristina, sette corpi sono stati estratti finora dalle macerie della case investite dall’enorme massa di neve che si e’ abbattuta sul villaggio di Restelice, nel Comune di Dragash, non lontano dal confine con Macedonia e Albania. Le persone travolte dalla valanga sarebbero state undici, secondo quanto reso noto dalla polizia. Una bambina di cinque anni e’ stata trovata viva, mentre continuano le ricerche di altre tre persone. La valanga, alta dieci metri e con un fronte di 500 metri, ha investito una quindicina di case, solo due delle quali tuttavia erano abitate al momento della tragedia. Le operazioni di soccorso avvengono in condizioni di estrema difficolta’ per le bufere di neve e le basse temperature che si registrano nella regione.


La neve nei Balcani uccide in Kosovo e nel Montenegro

12 febbraio 2012 – La tregua dal maltempo è durata una sola fuggevole giornata. Da ieri, i Balcani sono di nuovo nel mirino del grande gelo, con intense bufere di neve che hanno investito l’intera regione e temperature costantemente sotto zero, anche se in leggera risalita. Il freddo sabato serbo è iniziato con forti venti e nevicate su tutto il territorio nazionale, che hanno ancora una volta paralizzato il traffico nelle città e sulle strade interurbane. Le persone da giorni isolate sono circa 50mila, ha spiegato il responsabile delle emergenze del ministero degli Interni di Belgrado, Predrag Maric. La nuova neve, che non smetterà di cadere almenofino a martedì, «rallenterà sicuramente il lavoro delle macchine» all’opera per ricollegare almondocivile le decine di migliaia di tagliati fuori, ha aggiunto. Stabile «e monitorata » la situazione dei fiumi ghiacciati, Danubio in testa, ha illustrato poi Maric, aggiungendo che «non è al momento necessaria l’azione dei rompighiaccio» sulle vie fluviali, sulle quali il traffico rimarrà interdetto per almeno 10 giorni. Intanto, il numero delle vittime in Serbia è salito a 19. E preoccupa ancora la tenuta del sistema energetico. Una tragica fatalità – il deragliamento, senza feriti, diuntreno carico di carbone – ha impedito i rifornimenti alla più grande centrale termoelettrica del Paese, la “Nikola Tesla A”, vicino Belgrado. «Le attuali scorte di carbone e di olio combustibile sono sufficienti a coprire la produzione» fino al ripristino del rifornimento via ferrovia, ha illustrato in una nota l’omologa serba dell’Enel, l’Elektroprivreda Srbije (Eps). Eps in sempre maggiore difficoltà nel garantire la distribuzione di elettricità a causa della crescente domanda: «Gli appelli alla riduzione dei consuminon sonostati ascoltati»,ha detto ieri Zoran Manasijevic, numero due della compagnia pubblica, facendo palesare lo spettro incombente dei tagli alle forniture elettriche anche ai privati. Grave la situazione pure in Montenegro (4 morti). Isolate decine di villaggi, quasi impossibili le comunicazioni stradali, interrotte quelle ferroviarie – un treno con 50 persone a bordo è rimasto bloccato da una slavina presso la cittadina di Kolasin – e chiuso da venerdì sera l’aeroporto internazionale a causa delle fortissime nevicate. La capitale Podgorica si è risvegliata sotto un manto di neve, mentre il nord del Paese è di fatto un’isola artica, separata da giorni dal resto della piccola nazione. Undici in totale i morti in Bosnia, dove rimangono precarie le forniture elettriche in vari villaggi, ancora centinaia gli isolati. Infine, il Kosovo, dove i tradizionali black-out elettrici stanno rendendo sempre più difficile la vita agli abitanti, mentre una valanga ha travolto 11 case sulle montagne della Gora, al confine con la Macedonia. Seppellendo, secondo le prime e sommarie informazioni, 20 persone.


Kosovo, almeno tre morti in valanga neve

(ANSA) – PRISTINA, 11 FEB – Almeno tre persone sono morte nelle loro case travolte da una valanga di neve nel sud del Kosovo. Le autorita’ locali hanno detto che numerose case sono state investite dalla valanga abbattutasi sul villaggio di Restelice, nel Comune di Dragash, non lontano dal confine con Macedonia e Albania. Alle operazioni di soccorso, fortemente ostacolate dalle bufere di neve e vento che imperversano nella zona, partecipano militari della Kfor e personale della missione europea Eulex.

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Maltempo: Serbia, cresce bilancio vittime freddo, 19 morti

ultimo aggiornamento: 11 febbraio, ore 13:47 – Belgrado, 11 feb. – (Adnkronos/Dpa) – Continua a salire il bilancio delle vittime dell’ondata di freddo in Serbia dove le autorita’ oggi hanno riportato altri tre morti, facendo salire il totale a 19. E sono 50mila le persone che ancora rimangono bloccate nei villaggi isolati dalle tempeste di neve che, prevedono i metereologi, continueranno almeno fino a lunedi’.

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