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Pag.07 Formazione

Anche BitontoTV è presente al corso giornalisti per le aree di crisi.


Riporto di seguito un articolo pubblicato su Bitonto.tv a firma di Pierluigi Calò, un partecipante al Corso Nazionale di Giornalismo e Comunicazione in Aree di Crisi, giunto ormai alla seconda edizione. L’articolo è disponibile al seguente indirizzo http://www.bitontotv.it/cms/news/7319/69/Venti-giornalisti-all-assalto-della-fregata-della-Marina-Italiana-Euro/ ed è riportato sul questo blog unicamente per servizio di completezza, fermo restando tutti i diritti ed i meriti alla testata bitontina.

Antonio Conte


Venti giornalisti all’assalto della fregata della Marina Italiana ‘Euro’

Il racconto di uno dei protagonisti del corso di giornalismo e comunicazione in aree di crisi

I partecipanti al 2° Corso Nazionale di Giornalismo e Comunicazione in Aree di Crisi. Foto di Antonio Conte

Hanno deciso di imparare il “mestiere” per poterlo fare anche là, dove fischiano i proiettili a pochi centimetri dalle orecchie. Sono i 20 giornalisti, fra i quali anche alcuni bitontini, provenienti da tutta la Regioneche stanno partecipando al corso di “Giornalismo e Comunicazione in aree di crisi”, riservato ai professionisti del settore.
Per capire meglio cosa accada e in che modo i cronisti vengano preparati a questi contesti “incandescenti”, BitontoTv ha deciso di pubblicare integralmente il racconto di una delle giornate dedicate a  questo corso, redatto proprio da uno dei protagonisti del progetto didattico: Pierluigi Calò.

“Nave Euro ci aspetta alla banchina di un porto della costa pugliese. È appena rientrata da una missione operativa nel Mar Libico ed è in “attività di ricapacità”. Nei primi giorni della crisi libica, la sua missione è stata quella di evacuare il personale civile da quell’area. In seguito, ha partecipato alle operazioni di pattugliamento del basso Mediterraneo. È una fregata della nostra Marina Militare che porta il nome di un vento, lo mostra orgogliosa nel suo motto “Rapido Velocior Euro”: più veloce col rapido Euro.

Io, invece, faccio parte di un manipolo di giornalisti in “attività addestrativa”. Stiamo frequentando il “2° corso di giornalismo e comunicazione in aree di crisi” e siamo a bordo di questa unità navale per capire come si vive su una nave militare. Per conoscere chi la fa vivere. Comincia il nostro itinerario esplorativo sull’Euro. Si, al maschile, perché tale è il Regio Legno. Una tradizione mantenuta, insieme ad altre – gli ufficiali si chiamano “signori” – probabilmente, per avere sempre presente da dove si è venuti, per, poi, essere sicuri di sapere dove si vuole arrivare, grazie ai progressi della tecnologia navale. Sto chiacchierando con uno degli ufficiali che ci accompagnano e nei suoi occhi c’è una certa soddisfazione, quando si racconta attraverso la sua Nave. Quando mi fa notare che la Marina Militare Italiana si sta ammodernando, non solo nei suoi strumenti (naviglio e sistemi d’arma), ma anche come filosofia interna (gli ufficiali avranno sempre più una formazione manageriale). Gli uomini, però, resteranno il centro di tutto, anche nel futuro e con essi i rapporti umani, quelli veri, perché, quando intorno a te c’è solo mare, è importante conoscersi bene. Portiamo un po’ di scompiglio nella loro organizzazione. Sono tutti al loro posto, perché l’equipaggio lavora anche quando l’Euro è attraccato. Saluto il mio interlocutore ed incontro altre persone appassionate: rispondono alle domande trasmettendo competenza e dedizione per il proprio lavoro. Sono gentili e sono felici di spiegare come la loro Nave sia una piccola città autosufficiente, con degli spazi che a me sembrano esigui e che loro dicono “razionali”. Per dare un’idea della loro autosufficienza, mi dicono di fare anche il pane a bordo. Ci accompagnano quasi dappertutto. Hanno permesso di visitare persino la sala C.O.C. (Centro Operativo di Comando). Nave Euro è quanto di meglio ci fosse a metà degli anni ottanta dello scorso secolo ed è ancora efficiente e capace di portare a termine le missioni affidatele.

A bordo abbiamo parlato di “comunicazione” ed “informazione”, in sintesi del dialogo che la Marina Militare Italiana vuole avere con la società civile, attraverso i media. Un dialogo che, fino al 1991, era quasi inesistente, non per cattiva volontà, quanto per incomprensioni. Si associavano le Forze Armate al secondo conflitto mondiale ed alle conseguenze che ebbe sul nostro Paese. Dimenticando, forse, che le stesse Forze Armate hanno tutelato e tutelano noi cittadini e la nostra Patria. La Marina Militare Italiana vuole essere una buona fonte per i giornalisti, così da permettere un’informazione efficace. Questo significa avere un rapporto di reciproca fiducia con i media, nella convinzione che informare bene permetta di conoscere un lavoro difficile, che richiede sacrificio e che spesso è notato poco. Ci viene illustrata, inoltre, l’organizzazione della linea di comando della Forza Armata, per farcene apprezzare l’efficienza e comprenderne la complessità. Tra i compiti istituzionali della Marina Militare c’è quello di difendere gl’interessi nazionali sul mare, quindi, le rotte commerciali ed il nostro naviglio civile. Si, perché nel 2011 ci sono ancora i pirati e non sono proprio “tipi da film”. Non si dimentica il soccorso in mare ed in questo periodo di “carrette del mare” e viaggi disperati la nostra Marina Militare concorre a salvare quelle che, prima di tutto, sono vite umane.

Continuo a guardarmi attorno e siamo già sul ponte di volo. Torniamo nell’hangar, che di solito ospita fino a due elicotteri AB 212, dove siamo stai accolti al mattino. È stato preparato un sobrio rinfresco. Il tempo è volato, ne resta appena per qualche battuta su quanto si balla in mare aperto “quando c’è mare”. Dobbiamo proprio andare. Un grazie a tutto l’equipaggio, attraverso il comandante di Nave Euro, il capitano di fregata Lorenzano Di Renzo”.

Pierluigi Calò

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Fondatore dei Blog "Rassegna Stampa Militare", "Studenti Creativi, "Le Orme dei Dinosauri", "Cronache Venosine"

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