Pag.15 Libri Militari

Libri/ Laterza (Ta). “C’ero anch’io. Tra storia e memoria”, di Raffaella Buongermino.


Antonio Conte

Recensione di Antonio Conte – Il nuovo libro di Raffaella Buongermino “C’ero anch’io. Tra storia e memoria” è in grado di suscitare, anche solo da una semplice osservazione esteriore dell’opera, grandi suggestioni ed emozioni.

Mi è capitato infatti di essere stato proiettato come per magia, nei lontani racconti di mio nonno, allorquando narrava del suo periodo militare. Aveva trascorso in Libia, a Tobruck, probabilmente nei primi mesi del 1941, alcune vicende che ora mi tornano all’attenzione. Erano relative alla sue attività militari svolte con i suoi commilitoni mentre in una triste giornata erano in atto incursioni aeree.  Tutti, nei proprio capisaldi, venivano bersagliati dalle raffiche dei mitra dell’aviazione inglese. Nei ricordi aveva descritto mentre i commilitoni venivano colpiti nelle loro postazioni, tra le dune, nell’atto di difendere il fronte, ma tutto saltava sotto i colpi dei mitra: sabbia, pentole, elemetti e quant’altro.

Libro: "C'ero anch'io. Tra Storia e Memoria"

Libro: “C’ero anch’io. Tra Storia e Memoria”

Ma è capitato ancora di essere avvinto dai ricordi: quelli di mio suocero. Per evocarli gli avevo mostrato alcune pagine del testo. Avendolo semplicemente tra le mani, i suoi ricordi erano tornati vividi. Erano relativi ad alcuni momenti dei racconti del padre che era anche lui protagonista delle vicende africane in Egitto. Credo che fosse pochi mesi dopo gli eventi vissuti da mio nonno, ed in particolare evocava la figura del generale Rommel: la “Volpe del Deserto”. E poi ancora un altro episodio in cui spiega – dal suo punto di vista – la successiva la resa, con tutti gli onori da parte degli inglesi alle truppe italiane comandate da Amedeo d’Aosta il 19 maggio 1941. Onori che sempre – secondo il racconto di mio suocero – sarebbero stati concessi per le drammatiche condizioni di vita, di precaria sussistenza e tuttavia di attaccamento al lavoro: quello della guerra. Sarei tentato di aggiungere che tale era, per loro, quella guerra: nient’altro che un altro duro lavoro, tale e quale a quello nei campi, in patria, in lotta contro la fame e la morte. Nulla sembrava essere cambiato dunque, o così, forse, è stato per mio nonno. Non ricordo infatti mai, da parte sua, citazioni di carattere politico e discorsi ideologici o d’altro genere che non fossero quelli di svolgere un lavoro al meglio delle sue possibilità perchè questo era chiamato a fare: anche oltre la vita.

Del libro, la copertina blu cielo con bandiera italiana, una foto in primo piano rafffigurante 10 soldati in posa per una foto ricordo, con 365 pagine patinate, alcune a colori con documenti, cartine e fotografie, danno subito un’idea chiara di cosa ci si può aspettare nella lettura del testo.  E’ stato pubblicato da Congedo Editore di Galatina (Le), al quale si rimanda per un eventuale ordine di acquisto: il costo è di 15,00 Euro. In copertina campeggiano anche due loghi: dell’Associazione Invalidi di Guerra di Taranto e del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia. Sulla quarta di copertina 6 foto d’epoca e un’immagine tratta da un manifesto di propaganda, come per ricordare che anche le mogli e le vedove, le figlie e le madri soffrono a casa insieme ai propri uomini in guerra, lontani.

Le storie di 41 uomini laertini, intervistati dall’autrice in circa due decenni o ai loro parenti, sono sapientemente raccolte in schede, queste sono corredate da copie di fotografie e documenti originali, i quali sono stati gentilmente concessi dagli stessi, quando ancora in vita o dai loro familiari. A differenza di molti ricordi, questi sono stati finalmente affidati alla stampa, per una memoria più duratura.

La lettura del testo è avvincente, superate di un fiato le sezioni dei ringraziamenti e delle referenze fotografiche si arriva ad una nota biografica dell’autrice, quindi alla premessa affidata al Sen. Gerardo Agostini, Presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e della Fondazione. Le bellissime foto, come si è detto, si fanno subito notare mentre puntellano le prime letture. La prefazione è invece affidata al Prof. Vito Gallotta, Docente di Storia Contemporanea e di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Segue una piacevole introduzione ed inquadramento storico del periodo tra gli anni trenta e cinquanta, da cui emergeranno poi le narrazioni personali dei laertini.

I valori di Patria, Libertà e Democrazia sono i compagni di lettura di questa meravigliosa gemma di storia locale: un punto di forza è la carica innovativa dell’iniziativa: il racconto stesso dei protagonisti si eleva a testimonianza, e quasi giustifica, gli anni di profonde sofferenze umane e gli atroci dolori. Vi è anche la scoperta, per costoro – ma forse anche per il lettore – di un particolare senso dell’Onore e di un sentimento forte verso la propria Patria.

La scoperta di questi nuovi Valori, in questi uomini, quando ancora giovani laertini, passa – si scopre nella lettura del testo – attraverso la storia personale di ciascuno. Emerge quindi l’attaccamento alla propria terra, alle relazioni familiari e sociali del paese, alla vita in campagna tra i campi e gli animali. Queste attività rappresentavano l’unica fonte di sostentamento famigliare.

La storia che si legge nelle schede del libro di questi uomini di Laterza, ora in arme, è davvero suggestiva a tratti epica, spesso emozionante, tanto che citarne qualcuno può significare far torto agli altri. Vale la pena per il lettore, tuffarsi anchè esso nella narrazione, benchè episodica, di questi 41 viaggi: storie dei padri, dei mariti, dei propri compaesani, infine di italiani di cui sarebbe necessario imparare ad onorarne sempre la memoria.

Ma vorrei citare due momenti particolari emersi nella lettura di quest’opera.

Il primo è relativo all’incontro fra laertini nel periodo bellico, quello delle grandi sofferenze, in cui si cercava di mantenere nitida la linea tra la vita e la morte. In questo luogo dei sentimenti incontrarsi come laertini significava un contatto vero e profondo con le proprie origini, significava evocare momenti spensierati, seppure duri, ma di pace e di vita, di sole caldo e di pioggia profumata dei campi. L’emozione impagabile dell’incontro si saldava in un’amicizia senza fine, nella speranza sottesa di riabbracciarsi ancora una volta tra le piazze e le strade del paese natio: vera Patria e ragione di tutto.

Il secondo momento, particolamente bello che vorrei, in ultimo citare, di questo “fiume” di emozioni è relativo ad un epiodio in cui i laertini hanno dimostrato una italianità ancora attuale. Questo esempio può essere ancora oggi modello e fonte di ispirazione nel momento in cui immaginiamo il nostro soldato all’estero. E, dunque, eccolo. Dopo la fine delle ostilità in Grecia, si racconta in una delle bellissime pagine, i nostri soldati convivevano, anche per le lungaggini nel rientro in Patria, pacificamente con la popolazione del posto. Una convivenza divenuta poi cooperazione in quanto avrebbero realizzato una sartoria, trasferendo loro compentenze tecniche, queste ultime sarebbero state importanti per creare una piccola economia locale. Ne più ne meno di come ora, tramite il CI.MI.C. (Civil Military Cooperation), si opera in modo da agevolare le popolazioni in difficoltà.

La lettura del testo di quest’opera Prima, Prima in quanto le interviste sono state spesso in “presa diretta”, prende. Si ha voglia di seguire il filo del racconto fino in fondo: ci si sente al fianco del protagonista, si impara a fare amicizia con lui, a perdonare le sue azioni, e a soffrire con lui quando è mutilato da una granata, dal gelo o ucciso dalla fame, piuttosto che dalle armi da fuoco.

L’Italia ha perso molti uomini, ma non quelli che sono tornati ed hanno raccontato. Questi, compiendo fino in fondo il loro dovere, si sono anche impegnati nella narrazione di quei fatti, ci hanno insegnato cosa sia la Patria, la Libertà e la Democrazia: quei valori sui quali è sempre importante porre molta attenzione: per poter ogni volta tornare a Essi.

Antonio Conte

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Discussione

7 pensieri su “Libri/ Laterza (Ta). “C’ero anch’io. Tra storia e memoria”, di Raffaella Buongermino.

  1. La recensione coglie bene i punti fondamentali del volume. Congratulazioni. Vito Gallotta

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    Pubblicato da Anonimo | 7 maggio 2012, 09:27
    • Carissimo Prof. Gallotta, lei sa quanta stima ho di lei e quanti sacrifici ho fatto per seguire tutte le sue lezioni in Facoltà per il corso di Storia del Giornalismo Italiano. Ma so anche che rimanere nell’umiltà è il vero duro lavoro di ogni giorno. Infine non smetterò mai di ringraziarla per le sue preziose analisi sulla storia contemporanea e per le sue narrazioni, in particolare anche di quelle sulla Migliore Arma, che è la Marina Militare, la quale cito volentieri per correggere almeno in parte le lacune della mia modesta recensione per questo meraviglioso libro.
      Con stima, Antonio Conte

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      Pubblicato da Redazione | 7 maggio 2012, 12:50
      • Adesso smettiamola con gli eccessi elogiativi. Ognuno di noi due lavora su argomenti sui quali abbiamo interessi convergenti ed è normale scambiarsi opinioni e scritti.
        Buon lavoro per il futuro e non mollare su questo percorso.
        Vito Gallotta

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        Pubblicato da Vito Gallotta | 7 maggio 2012, 21:08
  2. Grazie Antonio per questa bella recensione e grazie soprattutto all’autrice Raffaella Bongermino per aver, con estrema pazienza, raccolto e trascritto questo grande patrimonio culturale e storico tramandatoci dal vissuto di queste persone. Da documentarista, abbiamo raccolto piu’ 600 testimonianze, capisco l’enorme lavoro svolto.
    Non mi resta che leggere il libro.
    Grazia Pacella

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    Pubblicato da grazia Pacella | 8 maggio 2012, 08:54
    • Ciao Grazia, mi fa piacere che la mia recensione ti sia piaciuta, ma come hai detto tu, per quanto riguarda il lavoro di raccolta, anche a me pare che sia stato davvero impegnativo. Mi informerò su come inviare il link di questa pagina all’autrice, così mantenendo visibile questo blog, potrete mettervi in contatto direttamente.
      Grazie per il tuo commento, e spero che qualche volta scriverai anche tu il tempo per scrivere un bell’articolo di storia su Rassegna Stampa Militare.
      Cordialità, Antonio Conte

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      Pubblicato da Redazione | 8 maggio 2012, 09:06
  3. La recensione di Antonio appare storicamente intrisa di emozioni e filtrata da ricordi che non sempre rende oggettivi i fatti accaduti. Ma la Storia quella vera non può prescindere dalle paure, emozioni, coraggio e da quant’altro percorre i sentimenti dell’uomo.

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    Pubblicato da Pasquale Covella | 19 agosto 2013, 14:41
  4. Rivivere i ricordi del passato e rendersi conto che anche oggi come allora c’è un forte impegno per le popolazioni in difficoltà dove un semplice gesto di un uomo aiuta un altro uomo è una cosa meravigliosa. Questa recensione trova un filo conduttore che dal passato ci accompagna alla situazione attuale dove i nostri ragazzi sono impegnati per donare pace e sollievo. Questo fa onore a loro e fa onore ai militari che nelle grandi guerre si sono adoperati con spirito di umana fratellanza e amore per la propria bandiera. Bravo Antonio

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    Pubblicato da Marco Mussetta | 19 agosto 2013, 16:01

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