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Pag.22 Esercitazioni Militari

Norvegia/ Ørland. Note positive italiane alla Trial NATO “Unified Vision 2014”


Le Forze Armate moderne, figlie della società dell’informazione e della tecnologia, fondano oggigiorno la propria efficienza sulla capacità di ottenere, nel minor tempo possibile il maggior numero di elementi necessari a prendere la decisione più adatta in relazione alla situazione reale che si verifica sul campo di operazioni.

Pur estremamente semplificato, è stato questo lo scopo che la Trial della NATO denominata “Unified Vision 2014”, tenutasi dal 19 al 30 maggio scorsi presso la base di Ørland dell’Aeronautica norvegese. In questo lembo di Norvegia 500 chilometri a nord di Oslo circa 1800 uomini e donne provenienti da 18 Paesi della NATO hanno simulato un’operazione militare complessa con il coinvolgimento di molteplici sistemi e contributi delle diverse Nazioni partecipanti.

Circa 130 i militari italiani interessati, provenienti da Esercito, Marina ed Aeronautica. I principali assetti tricolore: il Tornado IDS del 6° Stormo di Ghedi (BS), il mini-UAV “Strix” del 16° Stormo Fucilieri dell’Aria di Martina Franca (TA) dell’A.M. e il micro-UAV “Raven” del 41° Reggimento “Cordenons” dell’E.I. con sede a Sora (FR).

Ad esemplificare perfettamente lo “spirito” della Trial vi è in primo luogo la sua denominazione. “Unified Vision” rimanda all’idea di una visione unificata di ciò che tanti occhi, separatamente, osservano. Ma non solo; molto indicativo è anche il motto latino scelto per la più importante attività NATO mai messa in piedi nel cosiddetto settore della Joint Intelligence Surveillance and Reconnaissance (JISR): “Nemo Solus Satis Sapit”: nessuno, da solo, sa mai abbastanza.

In scenari militari complessi, in ancor più complessi e spesso imprevedibili scenari politici, per la Coalizione non è quasi mai possibile stabilire in anticipo quanti e quali assetti verranno forniti dalle diverse Nazioni. Ciò da cui invece non si può prescindere è l’idea che i diversi strumenti siano in grado di raccogliere, scambiarsi e analizzare le informazioni (in Near Real Time, come si usa dire) in maniera immediatamente fruibile dagli Alleati e da chi, tra essi, è deputato a prendere decisioni operative.

Durante tutto il loro flusso, i dati provenienti da diverse fonti ed elaborati da altri uomini e sistemi devono seguire sempre un percorso condiviso, riconoscibile e sfruttabile da ciascuno, indipendentemente dalla provenienza nazionale dei diversi contributi. Più facile a dirsi che a farsi, evidentemente: senza dubbio il JISR è un settore a cui la NATO sta dedicando attenzione particolare se consideriamo i numeri dell’appena conclusasi “Unified Vision 2014” (UV14).

All’indomani del rientro dei militari italiani in Patria, il colonnello Mauro Galgani, Trial Manager a capo del contingente italiano, appare soddisfatto nelle dichiarazioni rilasciate sul sito istituzionale dell’A.M. a chiusura dell’importante evento norvegese: “La UV14 ci ha dato ampie opportunità di testare a fondo le nostre capacità, sia dal punto di vista tecnico che da quello della interoperabilità tra i sistemi nazionali e quelli della NATO”. I militari italiani di Esercito, Marina ed Aeronautica hanno ben figurato all’interno della Coalizione. Lo scopo di Unified Vision 2014, raggiunto, è confermato dallo stesso colonnello Galgani: “Valutare l’efficacia della struttura e delle procedure in uso, dal livello strategico a quello tattico al fine di riuscire sempre a dare la giusta informazione al momento giusto”.

Tra le fonti sempre più spesso utilizzate vi sono senza dubbio le immagini e i rilevamenti effettuati tramite l’utilizzo di UAV (Unmanned Aerial Vehicle, meglio conosciuti come “droni” o Aerei a Pilotaggio Remoto). Tra i mini-UAV, in particolare, lo “Strix” in forza al 16° Stormo “Fucilieri dell’Aria” di Martina Franca (TA) ha svolto un ruolo molto importante durante la Trial Unified Vision 2014 tenutasi in Norvegia. Grandi aspettative (peraltro supportate da alcuni anni di impiego) vengono riversate su questo piccolo velivolo che, in base al diverso tipo di telecamera volta per volta montato nella sua parte inferiore, può agire sia di giorno (con sensore elettro-ottico) che di notte (con sensore ad infrarossi che sfrutta la “mappa” delle rilevazioni di calore). Lo “Strix” ha un’autonomia di volo di almeno un’ora e viene pilotato da una Ground Station (una postazione a terra) agendo in un raggio di diversi chilometri dal luogo del lancio. Per il suo funzionamento sono necessari in totale tre operatori ed attualmente questo sistema viene usato proficuamente in Afghanistan. In particolare, nell’aeroporto di Herat, dove opera il contingente italiano, sono proprio i Fucilieri dell’Aria provenienti da Martina Franca a provvedere alla sicurezza dell’area immediatamente circostante la base, anche attraverso il prezioso contributo dello Strix. Non è difficile comprendere come le immagini restituite dal mini-UAV siano fondamentali per ridurre al massimo i rischi per i convogli che si spostano sul territorio, utili per scoprire in anticipo movimenti “sospetti” di veicoli e persone potenzialmente pericolosi per la sicurezza del nostro contingente e degli Alleati.

Il contingente italiano impiegato in Norvegia ha potuto contare anche sullo “storico” ma sempre utilissimo Tornado configurato con il Pod “Reccelite” specifico per esigenze di ricognizione (foto molto definite) e sull’ormai consolidato micro-UAV “Raven” in dotazione all’Esercito. L’Italia ha dimostrato di poter ancora una volta dire la sua, nonostante l’attuale periodo di austerity, grazie alla dedizione e professionalità dei suoi uomini. La “Unified Vision 2014” è stato un banco di prova utile in vista del 2016, quando, in virtù della programmazione del ciclo “Nato Responce Force”, all’Italia sarà affidata, nel caso ce ne fosse bisogno, la leadership di un’eventuale operazione aerea a guida NATO.

Dalla base norvegese di Ørland, con la Trial UV14, viene ribadita la parola d’ordine che contraddistinguerà il concetto strategico NATO: interoperabilità.

Vale a dire ragionare in termini di coalizione, creando la visione d’insieme da tanti diversi contributi. Perché, ora più che mai, nemo solus satis sapit!

Francesco Tulliani

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Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

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