Pag.31 Tutela Patrimonio

Bari/ Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Breve analisi con le informazioni disponibili in rete sulla Tutela Ambientale e sulle attività della Difesa


Antonio Conte – Il 25 Luglio scorso su “Ambiente & Ambienti”, un magazine di Bari online, si dava notizia di un tempestivo intervento dei Bersaglieri del Settimo, che aveva permesso di domare un incendio di pericolose dimensioni proprio a ridosso della Masseria Monte di Pietra ubicata sulla S.P. Corato Bisceglie al chilometro 19. La calura di quei giorni con il vento sostenuto aveva creato condizioni favorevoli a disastri ambientali. Tali sabberò stati e di portata enorme, ma invece sono stati scongiurati solo grazie a presidi attivi militari con personale sul posto, per via delle esercitazioni, e che all’occorrenza, sono stati pronti ad intervenire.

Di ieri la notizia del ritrovamento di un camion nel Parco da parte dei Militari.

I Bersaglieri baresi si sono trasferiti circa un anno fa nella città di Altamura in seguito al rimpatrio dalla missione internazionale di pace in Libano. Sembra, ci riferiscono alcune fonti qualificate, che questi settecento nuovi stipendi facciano sentire il loro peso nell’economia locale del comune della nuova sede. In questo periodo il settimo Reggimento è impegnato ancora nelle esercitazioni del Poligono di “Torre Nebbia” che ha aeree adiacenti alle aree del Parco dell’Alta Murgia e parzialmente nello stesso. Senza questo controllo da parte dei militari occorrerebbero di certo sostanziosi finanziamenti per garantire una pari efficacia nel contrasto agli incendi.

Il 27 giugno scorso un altro incendio era stato domato dai militari della Brigata Pinerolo. Grazie alla autocisterna di acqua, che hanno sempre a seguito, sono riusciti a spegnere le fiamme in tempi brevi scongiurando il pericolo di propagazione dovuto al forte vento al vicino “Bosco Povera Vita”. Il merito questa volta è stato dei militari del 9° Reggimento Fanteria “Bari” di Trani. L’incendio riguardava la Strada Provinciale 39 al chilometro tre e quattrocento metri. I militari svolgono le esercitazioni con materiale antincendio a seguito come concordato con il Comando Militare Esercito Puglia e lo stesso Parco con un protocollo di intesa del 28 Febbraio 2007. A seguito di tale protocollo i militari svolgono le esercitazioni con equipaggiamenti idonei al pronto intervento, ovvero con cisterne d’acqua e materiali per lo spegnimento nonché con il coordinamento di prima base con la Protezione Civile, il Corpo Forestale e i Vigili del Fuoco. Durante le esercitazioni sono previste anche giornate ecologiche durante le quali si puliscono le aree di interesse turistico. Ora non sembra la sede ne il momento opportuno per sottolineare come attualmente l’Esercito sia formato da specialisti altamente qualificati ed invidiati da tutto il mondo per le competenze dimostrate per esempio nelle attività di sminamento, vale la pena dare un solo esempio per il tutti. Senza ombra di dubbio si può certamente convenire che il personale militare italiano sia una eccellenza nell’individuazione degli ordigni non convenzionali, relativo disinnesco e bonifica, parliamo dei tristemente noti IED. Non si comprende come mai gli alti ufficiali che si curano dell’aspetto dei soldati invitandoli a tagliarsi la barba per il decoro della persona non si curi anche della loro dignità evitando loro il ruolo di netturbini del Parco. Potremmo anche convenire sulla necessità dei tutelare il Patrimonio Ambientale, ma francamente ridurre il personale militare dell’Esercito ad operare nelle attività delle giornate ecologiche – ovvero da netturbini – ci sembra un po’ troppo, evidentemente i precedenti napoletani hanno fatto scuola. Ad ogni modo sono stati diversi i quintali raccolti e smaltiti tra plastiche, vetro e ferro, ecc.

Il 29 maggio scorso ancora la Brigata Pinerolo si è adoperata per la bonifica dell’Ambiente Parco Alta Murgia con 50 militari di circa mille e trecento uomini e relativi mezzi in area per le esercitazioni. L’area bonificata è stata quella vicina al Santuario di Maria Santissima del Bosco in agro di Spinazzola. L’iniziativa, si leggeva nel comunicato, faceva seguito al altre date ecologiche di Aprile. Il materiale raccolto è stato vario: plastica, ferro, rifiuti organici.

Il 22 Aprile scorso infatti con circa cento soldati, dei mille e quattrocento, della Brigata Pinerolo nell’Esercitazione “Stupor Mundi” ha provveduto alla bonifica della Contrada Patella e della Media del Borgo di San Magno. Nella giornata sono state individuate anche delle discariche abusive proprio lungo gli itinerari nel Parco. L’attività ambientale è stata voluta dai comuni di Corato e Ruvo di Puglia. Raccolti oltre 20 quintali di rifiuti tra plastica, vetro, ferro, pneumatici e rifiuti organici.

Il 14 Aprile altre giornate di tutela ambientale, ma forse dovremmo meglio dire di pulizia dell’ambiente Parco. Le attività hanno fatto emergere discariche con alcune carcasse auto abbandonate poi segnalate agli organi di polizia. Questa volta al servizio antincendio anche il contributo dell’82° Reggimento Fanteria “Torino” di Barletta. Nello stesso giorno i colleghi di reparto subivano in Afghanistan un ‘incidente per l’esplosione di un ordigno improvvisato (IED). Evidentemente distogliere l’attenzione dalle esercitazioni militari per la nettezza dei sentieri può avere un suo costo.

E’ quanto meno auspicabile che il Parco abbia, oltre al sostegno delle Forze Armate anche il sostegno delle associazioni ambientali e magari che cooperino anch’esse nelle “Giornate Ecologiche”. Ci si augura che vi sia un coordinamento tra le associazioni solidali e che  conti un buon numero dei soci attivi. La dimostrazione della solidarietà da parte dei cittadini come volontari è ugualmente importante. Non può ovviamente essere da meno quella di Feder Parchi che alle linee di principio di solidarietà istituzionale dovrebbe associare anche le ragioni particolari, ovvero considerare il quadro di insieme delle priorità nazionali: servirebbe la valutazione delle conseguenze delle mancate attività di esercitazioni da parte delle Forze Armate. Oppure potremmo chiederci cosa accadrebbe in ambito Difesa in termini di operatività, di immagine delle nostre componenti militari di fronte ai cittadini italiani e nei riguardi delle Forze Armate alleate? E quale sarebbe poi l’efficacia portata in Teatro?
Ci si augura che la solidarietà alle comunità presenti nelle aree del Parco sia sempre tanta verso le istituzioni locali e nazionali. Ad esempio, potrebbe venir meno quella dei proprietari della Masseria Monte di Pietra situata lungo la strada provinciale Corato – Bisceglie al km 19, che è stata salvata dalle fiamme il 25 Luglio scorso?

Ma vale anche il contrario? Ovvero, anche la solidarietà a queste comunità del Parco dovrebbe essere tangibile ed economica. Ad esempio un regolamento che impone dei materiali come la pietra e il cotto per la costruzione di nuovi ricoveri, – da quanto si è potuto apprendere in alcuni colloqui intercorsi durante alcune visite fatte di persona, anche se non proprio recenti – invece dei più economici cemento e pannelli prefabbricati, dovrebbe prevedere dei sostegni economici che copra almeno il maggior costo.

Tuttavia si può leggere in alcuni siti web che vi sono prese di posizione contro le servitù militari nel Parco Alta Murgia per poter svolgere le loro esercitazioni in aree definite dal poligono militare Torre di Nebbia.

Vale la pena precisare che le servitù militari interessano solo in parte Il Parco e che tale uso è a titolo oneroso. I contadini quindi se ne giovano traendo un importante vantaggio economico, naturalmente in proporzione alle superfici coltivate utilizzate dal passaggio dei mezzi.

Sembra che i compensi per il transito dei mezzi riescono ad integrare gli insufficienti redditi agricoli.

Benché sia molto auspicabile uno sviluppo soprattutto economico con la protezione delle esistenze faunistiche e botaniche bisogna, in una analisi un poco più ampia, si potrebbe ancora considerare quanto segue.

  • uno) la necessità di Difesa del Paese. Se non in Puglia dove? Se le Forze Armate pugliesi non possono fare le esercitazioni nella stessa Puglia la dovranno fare in altre regioni spostando redditi di oltre 10 milioni di euro al mese per i soli stipendi di cinquemila soldati a cui si aggiungono altri probabili circa cinque milioni di reddito del secondo familiare: che si coniuge, partner o figlio;
  • due) si devono aggiungere i mancati redditi per le somme di rimborso ai contadini per la perdita dei redditi del pagamento delle servitù ai proprietari dei terreni interessati. Infine i costi per un servizio di sorveglianza antincendio ora assolto dai soldati gratuitamente per convenzioni tra Enti. Ma forse si dovrebbero considerare anche le ricchezze in conto capitale ovvero i patrimoni come gli appartamenti che sarebbero venduti in virtù dei trasferimenti e la migrazioni dei conti correnti dalle banche locali;
  • tre) maggiori oneri per i comuni nella tenuta in gestione di aree militari ed immobili che con la migrazione andrebbero presto a deteriorarsi. Possono i comuni come Altamura, Bari, Trani e Barletta accollarsi questo genere di spesa? Avrebbero come riconvertire tali immobili nell’immediato?
  • Quattro) siamo proprio sicuri che senza esercitazioni in area Torre di Nebbia che si trova ai margini dell’Area del Parco dell’Alta Murgia in direzione Spinazzola, e a molti chilometri di distanza, ne gioverebbe l’ecosistema faunistico? dicendo meglio in che misura ne gioverebbe? vi sono studi a riguardo circa la portata del fenomeno? Esiste un censimento delle specie nel Parco? I dati sono disponibili su qualche sito? Quale flora viene danneggiata dal transito dei mezzi militari?
  • Cinque) se le ragioni di opporsi siano così vere, queste lo sarebbero tali anche in altre regioni per altre aree: è probabile quindi che le nostre Forze Armate non potrebbero evidentemente più disporre di aree di esercitazione ne rispettare impegni sia nazionali che internazionali, e si minerebbe l’efficienza e l’esistenza stessa di una Forza Armata di terra come è il nostro Esercito. Secondo alcune teorie si arriverebbe addirittura ad un paradosso: le esercitazione si dovrebbero fare in aree esclusivamente private.
  • Sei) con le esercitazioni, come abbiamo visto, si sono svolte delle giornate ecologiche con l’impegno di un numero importante di personale militare e si sono conseguiti risultati importanti circa la quantità di materiale di rifiuto raccolto. Quanto è costato al contribuente? Come organizzare un simile lavoro senza i mezzi ed il personale dell’Esercito? Lo farebbero i cittadini come volontari e i soci delle associazioni ambientaliste con la stessa frequenza? E infine con quali mezzi, botti, autocisterne, radio di collegamento e quant’altro?
  • sette) L’invito della Regione a fermare le esercitazioni tiene conto del rango della legge che istituisce la servitù militare?

E’ evidente un bisogno di maggiore informazione di tipo scientifico affinché i cittadini – me compreso, ovviamente – possano costruirsi un’idea più precisa ed obiettiva sulle ragioni delle parti che si stanno in qualche modo schierando sulla “difesa” ed al tempo stesso sulla “valorizzazione” del Parco dell’Alta Murgia: due aspetti di una stessa medaglia. E pare che le parti siano anche impegnate da un protocollo di intesa nazionale.

Antonio Conte

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