Annunci
Pag.01 L'Editoriale

Editoriale/ Storia. Luigi Barzini tra la cronaca e la Tecnologia nel viaggio tra Parigi e Pechino


Questa presentazione richiede JavaScript.

Editoriale di Ottobre 2012

In Foto i marinai italiani e la Bandiera al vento

di Antonio Conte – Recentemente ho pubblicato su “Pafal News” – un organo di informazione aziendale di cui sono erroeamente Capo Redattore un articolo su quello che si ritiene uno tra i più bei reportage di viaggio al mondo, quello tra Parigi e Pechino in auto nel 1907, con Luigi Barzini.

Per Pafal Group la società titolare di Pafal News, sono anche il responsabile dell’Ufficio Stampa, si tratta di un’esperienza pilota che dura ormai dal Marzo 2010 ed ha raggiunto – mi dicono, vari obbiettivi.

Pafal News, si è in qualche modo conformata – ma ne rimangono del tutto estranei – con l’esperienza di “Rassegna Stampa Militare”, esclusivamente nei suoi aspetti editoriali. Detto questo non può essere altrimenti che anche l’organo di informazione aziendale “Pafal News” subisca il fascino di “RSM”, come dimostrerò tra breve, nella seconda parte di questo editoriale.

Pafal News”, è un magazine mensile online al suo terzo numero, che viene pubblicato come PDF online e di cui se ne stampano alcune copie mensili per uso interno e per i collaboratori e gli amici. E’ al suo terzo numero. Anche la distribuzione cartacea ad uso interno è gratuita, la si può ritirare presso la sede.

Insomma ho di fatti esportato positivamente il modello RSM in una azienda che ne sta facendo buon uso e con svariati consensi. Ma esiste Titel News”, il blog aziendale di Titel, che come si ben riconosce dalla grafica, quest’ultimo ha fatto da incubatore, e per circa due anni al nuovissimo Magazine di Pafal Group.

Tornando al tema di questo editoriale, in qualche modo ho strizzato l’occhio al prof. Vito Gallotta, che saluto cordialmente, in quanto so che è tra i nostri più affezionati lettori. Il Prof. Gallotta ha insegnato la Storia del Giornalismo italiano a molti comunicatori pugliesi del corso di Laurea di Scienze della Comunicazione dell’Università barese. La stessa disciplina l’ha insegnata anche agli studenti ed ai Marescialli della Marina Militare del Corso di Laurea in Scienze e Gestione Matittime, sempre dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ma con sede a Taranto.

Questo articolo e queste poche parole sono davvero poca cosa per essere un ringraziamento formale per le sue lezioni, sempre dense di riflessioni, collegamenti e rimandi della Storia Italiana del Giornalismo ai fatti reali della nostra Nazione proiettata nel Mondo. Collegamenti con l’economia e lo sport. Rimandi alle maggiori testate ed organizzazioni culturali moderne, specie universitarie, nella ricerca dei tratti salienti della Comunicazione degli eventi della Storia Europea ed in particolar modo con lo spirito sociale che anima il cittadino degli Stati Uniti.

Nel mio commiato porgo un sincero augurio al Prof. Gallotta, instancabile ispiratore di una moltitudine di giovani meridionali alla professione del giornalismo più maturo. A mio modo ho avuto l’onore – ma, devo dire in modo unilaterale – di candidarlo quale membro di un costituendo Comitato Scientifico per RSM. Un augurio, di non perderci mai culturalmente di vista, e per continuare, magari a vantaggio dei lettori di RSM, la ricerca nella Storia d’Italia sul crinale dei nuovi stili e delle nuove forme giornalistiche.

Insomma si sta parlando di riempire un po’ di pagine bianche su questo blog, sappiamo che non è molto, ma è tutto ciò che possiamo offrire.

La nostra storia dedicata a Luigi Barzini, alla cui memoria è stato affidato un Premio Giornalistico, può forse, essere un piglio, per questa intricata matassa? E, può questa storia dimostrare che un Comitato Scientifico di RSM esiste davvero, a prescindere da esso? Certamente sì, e di Luigi Barzini solo ora possiamo ricordare il suo celeberrimo viaggio tra Parigi e Pechino. A tal proposito porgo un doveroso e speciale ringraziamento anche ai curatori del sito “Trento in Cina” [ http://www.trentoincina.it ] e di Overland.org per aver fornito ulteriori informazioni e alcune belle foto del reportage.

Ma ora lasciamo il campo alle esperienze di giornalismo di Barzini, mentre ai lettori porgo le mie scuse fin da ora, se per caso, io non abbia ben saputo raccontare la storia di questo Italianissimo viaggio. [AC]

Quando la tecnologia rende interessante la vacanza

La celebre cronaca di viaggio di Beato Luigi Barzini tra Parigi e Pechino con un’automobile del 1907

Una storia (quasi) tutta italiana.

di Antonio Conte – L’Italia, la tecnologia, i viaggi e le vacanze sono solo alcune di quelle alti ambizioni che spinge l’uomo (e la donna, non lo dimentichiamo) oltre, oltre l’orizzonte della ruotine e della vita cadenzata e tranquilla. Sono valori che spingono l’animo oltre l’ostacolo e che ci portano a cercare l’azione, il brivido della scoperta, anche oltre se stessi. Ecco il senso e il valore di questo celebre e faticoso, quanto difficile viaggio.

Il supporto prestato dalla Marina Militare; la tecnologia rappresentata dall’automobile Itala della FIAT, – di fattura italiana evidentemente; il viaggio di Scipione Borghese, principe, viaggiatore e politico italiano (era anche lo zio del celebre comandante del sommergibile Scirè della X Flottiglia MAS, Junio Valerio Borghese), Luigi Barzini corrispondente e disegnatore dell’italianissimo Corriere della Sera (il fascismo non aveva ancora intaccato l’integrità morale con le sue “veline”, e Luigi Albertini che ne era Direttore Editoriale già dal Gennaio 1900 era proprio al sorpasso del “Secolo” per numero di compie. Albertini rimase fino al 28 Novembre 1925, giorno in cui scrisse il suo memorabile “Commiato”), ed infine il fedele meccanico Ettore Guizzanti; la gara era stata lanciata dal quotidiano parigino “Le Matin”, che con il Corriere della Sera ed al Daily Telegraph, ne davano cronaca. L’avvincente evento è rimasto nella storia grazie alle corrispondenze di Barzini che riusciva ad inviarle dalle più sperdute stazioni telegrafiche, (grazie ad un’altra invenzione italiana, il telefono di Marconi), additate lungo il percorso soprattutto al Corriere della Sera, che – come già ricordato – era impegnato nella sfida d’essere primo quotidiano d’Italia e tra i più moderni in Europa.

La tecnologia avanzava con l’industrializzazione, l’innovazione la faceva da padrone, e la globalizzazione continua imperterrita ad affacciarsi a popolazioni più diverse, le automobili infatti erano del tutto sconosciute ai cinesi, mongoli, ed ai popoli della Siberia o della Russia. Immaginate la loro inedita emozione.

Fu infatti una sfida mai vista prima ed avvincente; su un centinaio di adesioni alla gara solo 5 si erano presentati alla partenza con auto veloci e leggere o con potenti e pesanti: chi avrebbe vinto? Era tutto da vedere, ma la vettura Itala di due tonnellate e da 40 cavalli non era uno scherzo, fu approntata e modificata per affrontare guadi di torrenti, melma e fanghiglia, sterrati e ogni altro genere di difficoltà. Viaggiavano armati e non esistevano di certo le strade asfaltate allora, ne esisteva una tratta ferroviaria che raggiungeva Pechino per eventuali soccorsi. D’altra parte ove vi fossero, quei vagoni non erano affatto sicuri dovendo attraversare molti stati di due continenti. Gli assalti armati non mancavano, le difficoltà diplomatiche, culturali e linguistiche erano la norma. Mentre i rifornimenti di carburante programmati a tappe regolari ed attuati grazie al trasporto dei multi era un imperativo.

Molte le “trovate” tecniche nel viaggio. All’Itala furono sostituiti parafanghi, non aveva il parabrezza, disponeva di corde per il traino in caso di difficoltà. Il bravo meccanico provvedeva alla sostituzione di pezzi con i ricambi o alla rimozione di alcune parti in caso di attraversamenti di torrenti. Una volta capitò che si ruppe una ruota, fu letteralmente fracassata nello sterrato pietroso, ma un bravo maestro d’ascia, incontrato nel viaggio, ne realizzò una che durò a lungo. Non è mancato il rovesciamento della grande Itala precipitata giù da un troppo esile ponte di corde.

Spesso infatti fu necessario affidarsi ad aiuti locali, pazientemente ricercati, per uscire dalle difficoltà, che come “orde d’animali e con questi – racconta Barzini tiravano con le corde la pesantissima automobile”.

La Marina Militare aveva dato il impagabile supporto con 5 marinai esperti ed abili: uno era fotografo e meccanico, il secondo cuoco ed infermiere, il terzo elettricista, un carpentiere ed infine l’interprete cinese. “I Marinai erano felici, com’è sempre felice un marinaio che fa una scampagnata, anche se piove”. Anche quella volta l’Itala avrebbe avuto la meglio e avrebbe ripreso da sola la sua corsa: “Per lungo tempo scorgemmo le bianche uniformi marinaresche nella mezza oscurità del crepuscolo, – ricorda il cronista – e udimmo rinnovarsi gli evviva, sempre più lontani e deboli, finché uomini e voci si persero nella distanza“.

Il tracciato del percorso era stato valutato a fondo, erano state scartate quelle senza strade percorribili in auto o con tratti inesistenti o in cui i valichi erano troppo stretti; i primi seicento chilometri furono ispezionati dal principe borghese a cavallo con sua moglie che con un bastone lungo quanto la larghezza della Itala, ne provava l’ampiezza dei valichi spesso ripidi e d’altura.

Parigi-Pechino è l’avventura di 60 giorni, era il 1907 e con questa avventura editoriale fece impennare
le vendite dei quotidiani italiani, inglesi e francesi, ma anche americani ormai connessi con il costoso telefono ed ovviamente la notorietà del cronista Barzini che ne volle scrivere anche un racconto fotografico diventando famoso in tutto il mondo: “La metà del mondo vista da un automobile. Da Pechino a Parigi in sessanta giorni” pubblicato nel 1908 contemporaneamente in undici lingue. L’editore, Hoepli lo definì un «raid editoriale» oltre che automobilistico, tanto che a suo nome è stato poi istituito, ma solo nel 1996, il premio giornalistico “Premio Luigi Barzini all’inviato speciale”.

“Quando la nostra automobile appare sul viale – scrive nel suo reportage Luigi Barzini scoppia un urlo formidabile. Il muro esterno della Legazione d’Italia è gremito di marinai nostri, che in piedi, come fossero sui pennoni delle loro navi, ci mandano il triplice saluto alla voce …”.

Bibliografia

Annunci

Informazioni su Direttore Editoriale

Esperto in Comunicazione visive

Discussione

2 pensieri su “Editoriale/ Storia. Luigi Barzini tra la cronaca e la Tecnologia nel viaggio tra Parigi e Pechino

  1. Non conoscevo questa avvincente storia, pensare che una tale impresa è stata fatta agli albori dell’automobile, rende ancora più onore ai partecipanti, alla Marina Militare e al mezzo di fattura Italiana.

    "Mi piace"

    Pubblicato da Marco Mussetta | 29 settembre 2012, 11:52

Trackback/Pingback

  1. Pingback: L’editoriale di Gennaio 2013/ Giornalismo. Quando la vita è il mestiere stesso « RSM News - 11 gennaio 2013

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Annunci

Tactical Wach

Le Rubriche

Follow Rassegna Stampa Militare on WordPress.com

Inserisci la tua e-mail per ricevere notifica di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 1.212 follower

Cronologia News per mese

La Fanteria

Follow on Bloglovin

Pirateria in Corno d’Africa

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: